Terrore sulla Statale: L'assalto paramilitare al portavalori che ha sconvolto il brindisino
Le prime ore di oggi, lunedì 9 febbraio 2026, rimarranno impresse nella memoria dei testimoni come un incubo a occhi aperti. Lungo una delle arterie principali che collegano il capoluogo pugliese al resto della regione, un gruppo criminale composto da almeno dieci persone ha messo in atto un piano studiato nei minimi dettagli per depredare un mezzo blindato carico di contanti.
L'agguato: fiamme e chiodi sull'asfalto
L'operazione è scattata intorno alle 8:30, in un orario di punta per pendolari e trasporti. I banditi hanno utilizzato tecniche tipiche della criminalità organizzata più esperta: hanno bloccato la carreggiata trasversalmente con dei mezzi pesanti precedentemente rubati e dati alle fiamme.
Per impedire l'arrivo dei soccorsi e bloccare ogni via di fuga, il commando ha seminato sulla carreggiata migliaia di chiodi a tre punte, causando forature a catena che hanno paralizzato decine di automobili civili. Il caos risultante ha creato un tappo naturale che ha isolato il furgone portavalori in una "zona grigia" priva di vie d'uscita.
Lo scontro a fuoco e le esplosioni
Una volta isolato il bersaglio, il commando è entrato in azione con una violenza inaudita. I malviventi, armati di fucili d'assalto (probabilmente Kalashnikov), hanno aperto il fuoco contro il blindato per intimidire i vigilantes a bordo.
Secondo le prime ricostruzioni, sono state udite almeno due forti esplosioni. Gli assalitori avrebbero utilizzato delle cariche cave o delle mototroncatrici industriali per scardinare la blindatura del furgone e accedere al vano dei valori. Le guardie giurate, asserragliate all'interno, hanno vissuto momenti di puro terrore mentre i colpi rimbalzavano sulla carrozzeria rinforzata. Durante le fasi concitate della rapina, si è verificato un conflitto a fuoco tra i malviventi e una pattuglia della polizia che si trovava casualmente nelle vicinanze.
La fuga e la caccia all'uomo
Dopo aver prelevato diversi sacchi di denaro - il cui valore complessivo è ancora in corso di quantificazione ma si ipotizza possa superare il milione di euro - il gruppo si è dileguato a bordo di auto di grossa cilindrata, fuggendo attraverso strade secondarie e sterrate pre-pianificate.
Immediatamente dopo l'allarme, l'intera provincia di Brindisi è stata trasformata in una zona blindata. La Questura e il Comando Provinciale dei Carabinieri hanno attivato il "Piano Antirapina", schierando:
Posti di blocco su tutte le uscite principali della città e sulle provinciali.
Elicotteri che sorvolano l'area del basso Salento e del brindisino alla ricerca dei mezzi utilizzati per la fuga.
Reparti speciali della Polizia Scientifica per i rilievi balistici e la ricerca di tracce organiche sui mezzi abbandonati dai banditi.
Impatto sulla viabilità e sicurezza
L'evento ha causato la paralisi totale della circolazione per diverse ore. La Statale è rimasta chiusa in entrambi i sensi di marcia per permettere la rimozione dei mezzi bruciati e la bonifica dell'asfalto dai chiodi e dai bossoli.
Fortunatamente, nonostante la pioggia di proiettili, non si registrano vittime tra i civili o le forze dell'ordine, sebbene alcuni automobilisti siano stati assistiti dal personale del 118 per forti stati di shock. Resta altissimo il livello di allerta, poiché si ritiene che il commando sia ancora armato e pericoloso.

