Addio al New START: il mondo entra nell'era del nucleare senza regole
Mentre l'attenzione globale è rapita dalle competizioni olimpiche, il 5 febbraio 2026 ha segnato una data storica e inquietante per la sicurezza del pianeta. Con lo scoccare della mezzanotte, è ufficialmente scaduto il New START (Strategic Arms Reduction Treaty), l'ultimo grande trattato rimasto in vigore tra Stati Uniti e Russia per la limitazione delle testate nucleari strategiche.
Per la prima volta dal 1972, le due superpotenze che detengono circa il 90% dell'arsenale atomico mondiale si trovano senza un accordo legale che ne limiti i numeri, ponendo fine a oltre cinquant'anni di diplomazia del disarmo.
Che cos'era il New START e cosa abbiamo perso
Firmato a Praga nel 2010, il trattato imponeva tetti rigorosi agli arsenali di Washington e Mosca:
Un massimo di 1.550 testate nucleari dispiegate.
Un limite di 700 tra missili balistici e bombardieri pesanti pronti all'uso.
Un complesso sistema di ispezioni reciproche e scambi di dati per garantire la trasparenza.
La fine di questo accordo significa, in termini semplici, che da oggi non esistono più "occhi" internazionali o regole scritte che impediscano a una delle due parti di raddoppiare o triplicare il proprio arsenale nel giro di pochi anni. La trasparenza ha ceduto il passo all'opacità, e l'incertezza è il combustibile principale di ogni corsa agli armamenti.
Il rischio di una nuova corsa agli armamenti
Gli esperti di geopolitica avvertono che il vuoto lasciato dal New START potrebbe innescare una reazione a catena. Senza limiti certi, la pianificazione militare si basa sulla "peggiore delle ipotesi": se non so quante bombe ha il mio avversario, ne costruirò molte di più per sicurezza.
La Russia ha già dichiarato che agirà in base ai propri interessi nazionali, pur dicendosi aperta a futuri dialoghi.
Gli Stati Uniti premono affinché qualsiasi nuovo trattato includa anche la Cina, la cui ascesa nucleare è rapidissima (si stima che Pechino supererà le 1.000 testate entro il 2030).
L'Orologio dell'Apocalisse (Doomsday Clock), simbolo del rischio di catastrofe globale, è stato recentemente spostato a soli 85 secondi dalla mezzanotte, la distanza più breve mai registrata.
Un debole segnale di speranza: il dialogo di Abu Dhabi
Nonostante la gravità della situazione, i canali diplomatici non sono del tutto interrotti. Proprio in questi giorni, delegazioni di alto livello si sono incontrate ad Abu Dhabi. In un raro momento di convergenza, Washington e Mosca hanno concordato sulla necessità di ripristinare il dialogo militare diretto per evitare incidenti o errori di calcolo che potrebbero portare a un'escalation non voluta.
Sebbene non ci sia un nuovo trattato pronto, l'impegno a "parlarsi" è l'unico argine rimasto contro l'instabilità totale.
Le implicazioni per l'Europa
Per noi europei, la fine del New START non è un tema lontano. Il venir meno della stabilità strategica tra USA e Russia aumenta la pressione sulla sicurezza europea, specialmente nel contesto del conflitto in Ucraina. La mancanza di limiti potrebbe portare a un nuovo dispiegamento di armi nucleari tattiche ai confini della NATO, riportando il continente in un clima da Guerra Fredda che si sperava appartenesse al passato.

