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Mpox, l'OMS aggiorna il monitoraggio: la sorveglianza resta alta

L'Organizzazione Mondiale della Sanità continua a monitorare da vicino la circolazione internazionale dell'mpox, il virus conosciuto in passato come vaiolo delle scimmie, aggiornando periodicamente i propri rapporti di situazione con i dati più recenti su diffusione geografica, sorveglianza epidemiologica e misure di sanità pubblica adottate nei diversi Paesi coinvolti.

Un'emergenza dichiarata nell'agosto 2024

L'attuale fase di allerta internazionale per l'mpox risale al 14 agosto 2024, quando l'OMS dichiarò per la seconda volta questa malattia un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (PHEIC), il livello di allarme più elevato previsto dal diritto sanitario internazionale, in seguito al forte aumento di casi registrato nella Repubblica Democratica del Congo e alla successiva diffusione in un numero crescente di Paesi africani.

Che cosa distingue questa ondata da quella del 2022

Un elemento che ha reso questa fase epidemiologica diversa rispetto alla precedente ondata globale del 2022 riguarda la demografia delle persone colpite: mentre il clade II, responsabile dell'epidemia di quattro anni fa, aveva colpito quasi esclusivamente uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini, la circolazione più recente del sottoclade Ib ha coinvolto in misura significativa anche bambini sotto i 15 anni di età e donne, un cambiamento che ha richiesto un adattamento delle strategie di risposta sanitaria internazionale.

La situazione epidemiologica più recente

Secondo gli aggiornamenti diffusi dall'OMS, nell'ultimo anno la maggior parte dei casi continua a essere segnalata in Africa, dove circolano contemporaneamente diversi cladi del virus MPXV: in particolare, nella Repubblica Democratica del Congo e in Sierra Leone si osservano focolai sostenuti dei cladi Ib, Ia e IIb. Al di fuori del continente africano, il clade IIb continua a essere trasmesso principalmente tra uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini, con una media mensile stimata tra i 500 e i 1.000 casi complessivi.

I progressi e le criticità nella risposta internazionale

Sul fronte della vaccinazione, sono state finora distribuite complessivamente circa 2,9 milioni di dosi in Africa, principalmente nella Repubblica Democratica del Congo, ma soltanto una parte di queste risulta effettivamente somministrata, a causa di persistenti carenze di risorse, difficoltà nella formazione del personale sanitario locale e complicazioni logistiche nella distribuzione capillare del vaccino sul territorio.
Alcuni Paesi, tra cui il Burundi, hanno comunque dimostrato progressi significativi grazie all'adozione di strategie non farmacologiche efficaci, come una sorveglianza epidemiologica più sensibile, un tracciamento accurato dei contatti delle persone contagiate e un maggiore coinvolgimento diretto delle comunità locali nelle attività di prevenzione.

Il nodo critico della co-infezione con l'HIV

Un aspetto che continua a destare particolare preoccupazione tra gli esperti riguarda il coinvolgimento delle persone affette anche da HIV: in Uganda, ad esempio, oltre la metà dei decessi complessivamente attribuiti all'mpox si verifica proprio tra soggetti risultati positivi al virus dell'immunodeficienza umana, un dato che sottolinea quanto le persone immunodepresse risultino particolarmente vulnerabili alle complicazioni più gravi di questa infezione.

Il rischio di trasmissione non rilevata

L'OMS continua inoltre a segnalare il rischio concreto di trasmissioni non rilevate in diverse aree del mondo, un fenomeno che rende particolarmente complessa la piena comprensione della reale portata dell'epidemia su scala globale, complice anche la sottodiagnosi di molti casi clinicamente compatibili che non vengono mai sottoposti a un test di conferma di laboratorio.

Le raccomandazioni per i viaggiatori e la popolazione generale

Nonostante la persistente allerta internazionale, gli esperti di sanità pubblica continuano a sottolineare come il rischio complessivo per la popolazione generale nei Paesi non direttamente interessati dai focolai più attivi resti relativamente contenuto, raccomandando comunque ai viaggiatori diretti verso le aree maggiormente colpite di informarsi adeguatamente sui rischi specifici e sulle misure di prevenzione disponibili prima della partenza.

Un monitoraggio internazionale che continua senza sosta

Con la sorveglianza internazionale che prosegue ininterrottamente su scala globale, l'mpox resta un tema di costante attenzione per la comunità sanitaria internazionale, un monito su quanto sia fondamentale mantenere alti i livelli di investimento in sorveglianza epidemiologica, capacità diagnostica e accesso equo ai vaccini, soprattutto nelle regioni del mondo dove le infrastrutture sanitarie risultano strutturalmente più fragili. E voi seguite con attenzione gli aggiornamenti internazionali su questa e altre emergenze sanitarie globali? Condividete la vostra opinione nei commenti.

Nota: questo articolo ha finalità informativa su un tema di sanità pubblica internazionale. Per qualsiasi dubbio relativo a viaggi in aree a rischio o sintomi sospetti, è sempre bene rivolgersi alle autorità sanitarie competenti o al proprio medico.

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