Giappone al bivio: il voto che decide il futuro della difesa e la sfida alla Russia
Mentre il mondo guarda alle piste di Milano Cortina, dall'altra parte del globo si sta consumando un evento politico destinato a cambiare gli equilibri del Pacifico. In questa domenica 8 febbraio 2026, milioni di cittadini giapponesi si stanno recando alle urne per le elezioni generali anticipate, una consultazione che rappresenta un vero e proprio referendum sulla leadership della Prima Ministra Sanae Takaichi.
Il voto odierno non è solo una questione domestica: l'esito delle urne stabilirà se il Giappone proseguirà lungo la strada di un riarmo senza precedenti o se dovrà frenare le proprie ambizioni di potenza regionale.
La scommessa di Sanae Takaichi
Eletta solo pochi mesi fa, nell'ottobre del 2025, come prima donna alla guida del Paese, Sanae Takaichi ha deciso di sciogliere la Camera Bassa e chiamare il popolo al voto nel momento di massima popolarità. La sua strategia, ribattezzata dai media "Sanaenomics", punta a consolidare una maggioranza assoluta per il Partito Liberal Democratico (LDP), svincolandosi dalla dipendenza dai partner di coalizione più moderati.
La Premier ha messo in gioco il suo futuro politico su tre pilastri fondamentali:
Sicurezza Nazionale: La promessa di raddoppiare la spesa militare portandola al 2% del PIL.
Economia: Un massiccio pacchetto di stimoli da 21 trilioni di yen per contrastare l'inflazione e il carovita.
Riforma Costituzionale: L'ambizioso e discusso progetto di modificare l'Articolo 9 della Costituzione, che storicamente impedisce al Giappone di avere un esercito con capacità offensive.
Il fattore Russia e le "Isole della Discordia"
Il clima elettorale è surriscaldato dalle crescenti tensioni con Mosca. Al centro della disputa rimangono le Isole Curili (che Tokyo chiama Territori del Nord), occupate dall'Unione Sovietica alla fine della Seconda Guerra Mondiale e mai restituite.
Nelle ultime settimane, la Russia ha intensificato la militarizzazione dell'area, schierando sistemi missilistici di difesa costiera e inviando bombardieri strategici ai confini dello spazio aereo giapponese. Queste provocazioni hanno spinto la Takaichi a usare toni durissimi, rendendo la difesa territoriale il tema centrale della campagna elettorale. Un'eventuale vittoria schiacciante della Premier darebbe il via libera a una postura ancora più assertiva nei confronti delle minacce esterne, non solo russa ma anche cinese.
Cosa dicono i sondaggi
Le rilevazioni della vigilia indicano un vantaggio per la coalizione di governo, ma l'incognita rimane l'affluenza. Il Giappone sta affrontando sfide strutturali pesanti:
Invecchiamento della popolazione: Una crisi demografica che mette a rischio il sistema di welfare.
Debito Pubblico: Il più alto tra i paesi industrializzati, che limita i margini di manovra economica.
Costo della vita: Il prezzo del riso e dei beni di prima necessità è diventato un tema caldissimo nelle periferie rurali, dove l'opposizione spera di strappare seggi preziosi.
Lo scenario post-voto
Se la Takaichi dovesse ottenere il mandato pieno che cerca, il Giappone accelererà l'integrazione militare con gli Stati Uniti, trasformandosi in una "sentinella" avanzata nel cuore dell'Asia. In caso contrario, il Paese potrebbe scivolare in una nuova fase di instabilità politica, rallentando i piani di riforma e costringendo il governo a difficili compromessi interni.
I primi exit poll sono attesi in serata (ora locale), e verranno seguiti con estrema attenzione dalle cancellerie di tutto il mondo.

