Scontro USA-Canada: Trump minaccia il blocco del ponte Gordie Howe
Le relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Canada hanno raggiunto un nuovo punto di rottura. Al centro della disputa c'è il Gordie Howe International Bridge, un'opera ingegneristica monumentale che dovrebbe collegare Detroit (Michigan) e Windsor (Ontario). Il Presidente Donald Trump ha dichiarato di voler impedire l'inaugurazione dell'infrastruttura, scatenando un terremoto politico ed economico che minaccia di paralizzare uno dei corridoi commerciali più trafficati al mondo.
Le ragioni della discordia: Acciaio e Proprietà
Il pomo della discordia risiede nelle condizioni di costruzione e negli assetti proprietari. Nonostante l'opera sia stata finanziata quasi interamente dal governo canadese (con un investimento stimato intorno ai 4,5 miliardi di dollari), Trump sostiene che gli Stati Uniti siano stati "trattati ingiustamente per decenni".
Il Presidente americano ha sollevato due accuse principali:
Contenuti nazionali: Trump lamenta che per la realizzazione della struttura sia stato utilizzato poco acciaio americano e manodopera statunitense insufficiente, preferendo forniture canadesi o internazionali.
Rivendicazione di proprietà: In una mossa senza precedenti, la Casa Bianca chiede ora che agli Stati Uniti venga ceduto almeno il 50% della proprietà del ponte. Secondo la presidenza, il controllo di un passaggio così strategico non può restare esclusivamente in mani straniere, indipendentemente da chi abbia pagato il conto.
Un'arteria vitale per l'economia nordamericana
Per capire l'entità dello scontro, bisogna guardare ai numeri. Attualmente, il commercio tra i due Paesi poggia pesantemente sul vecchio Ambassador Bridge, che da solo gestisce circa il 25% degli scambi commerciali terrestri tra USA e Canada. Il nuovo ponte Gordie Howe è stato progettato per alleggerire questo carico, offrendo una via moderna e veloce per migliaia di tir che trasportano componenti automobilistiche, prodotti agricoli e beni di consumo.
Il blocco dell'apertura comporterebbe:
Ritardi logistici: I camionisti continuerebbero a subire code chilometriche al vecchio valico, con perdite stimate in milioni di dollari ogni giorno.
Crisi dell'automotive: L'industria dell'auto nel Michigan e nell'Ontario è profondamente integrata; un intoppo al confine significa fermare le catene di montaggio su entrambi i lati.
Guerra dei dazi: Questa minaccia si inserisce in un contesto più ampio di protezionismo, dove Trump ha già ventilato l'ipotesi di dazi punitivi se il Canada non modificherà le proprie politiche commerciali, specialmente nei settori lattiero-caseario e tecnologico.
La reazione del Canada
Da Ottawa, il governo guidato da Mark Carney (subentrato a Trudeau) ha respinto con fermezza le accuse. Le autorità canadesi sottolineano che il progetto è stato regolato da un accordo bilaterale del 2012 che prevedeva esplicitamente il finanziamento canadese in cambio della gestione dei pedaggi per recuperare l'investimento. La minaccia di Trump viene descritta come un "tentativo di rinegoziazione forzata" che mette a rischio la certezza del diritto e gli investimenti futuri.
Prospettive future: Negoziato o Muro Diplomatico?
Il Presidente ha annunciato l'intenzione di avviare negoziati immediati, ma la tensione resta altissima. Se il ponte non dovesse aprire come previsto nel corso del 2026, l'impatto economico si sentirebbe non solo nelle zone di confine, ma in tutta la rete di approvvigionamento del Nord America. Molti analisti leggono questa mossa come una leva politica per spingere il Canada a schierarsi più nettamente contro l'influenza economica della Cina e a rivedere gli accordi di libero scambio.

