Cuba sull'orlo del baratro: Crisi energetica totale e isolamento internazionale
L'isola di Cuba sta attraversando uno dei momenti più drammatici della sua storia recente. Una combinazione letale di embargo energetico, carenza di valuta estera e pressioni geopolitiche ha portato la nazione a quello che gli esperti definiscono il "punto di rottura". Nelle ultime ore, la situazione è precipitata ulteriormente, colpendo i due pilastri della sopravvivenza dell'isola: il turismo e i rifornimenti essenziali.
L'isola senza carburante: Aeroporti a secco
La notizia più scioccante riguarda il blocco quasi totale del traffico aereo. Le autorità cubane hanno ufficialmente comunicato a tutte le compagnie internazionali che, a partire da questa settimana e almeno fino all'11 marzo 2026, i nove aeroporti internazionali dell'isola — compreso l'hub principale di L'Avana — non saranno in grado di fornire carburante per aerei (Jet A-1).
Questa decisione ha innescato una reazione a catena immediata:
Cancellazioni di massa: Compagnie come Air Canada hanno sospeso tutti i voli, organizzando operazioni speciali solo per rimpatriare i turisti attualmente bloccati.
Scali tecnici forzati: Altri vettori sono costretti a fare scalo in Messico o nella Repubblica Dominicana solo per rifornire i serbatoi, rendendo i viaggi molto più lunghi e costosi.
Colpo al turismo: Il settore turistico, che rappresenta la linfa vitale dell'economia cubana, rischia il collasso definitivo proprio nel cuore della stagione invernale.
La morsa diplomatica e l'effetto Trump
La causa principale di questa paralisi è l'inasprimento delle sanzioni americane. L'amministrazione guidata da Donald Trump ha adottato una strategia di "massima pressione", minacciando dazi punitivi contro qualsiasi nazione o compagnia che trasporti petrolio verso Cuba.
Storicamente, l'isola dipendeva dalle forniture agevolate del Venezuela, ma la crisi di Caracas e il controllo statunitense sulle rotte marittime hanno interrotto questo flusso vitale. Senza petrolio, le centrali elettriche cubane (molte delle quali obsolete) stanno cedendo, provocando blackout che in alcune zone superano le 24 ore consecutive.
Emergenza migranti e voli di rimpatrio
Parallelamente alla crisi energetica, si sta consumando una tragedia umana. La disperazione economica ha spinto migliaia di cubani a tentare la fuga verso gli Stati Uniti. In risposta, Washington ha intensificato le politiche di espulsione. Proprio oggi è stato confermato il decollo del primo volo di rimpatrio che ha riportato sull'isola 170 migranti cubani precedentemente detenuti al confine statunitense.
Questi voli avvengono in un clima di estrema tensione, mentre le autorità di frontiera americane segnalano numeri record di intercettazioni in mare e a terra.
Il corridoio umanitario dal Messico
In questo scenario di isolamento, l'unico segnale di sollievo arriva dal Messico. La presidente Claudia Sheinbaum ha ordinato l'invio urgente di oltre 800 tonnellate di aiuti umanitari. Due navi della Marina messicana sono salpate da Veracruz dirette a L'Avana cariche di:
Latte in polvere e alimenti a lunga conservazione (riso, fagioli, carne in scatola).
Medicinali di base e articoli per l'igiene.
Pezzi di ricambio per le infrastrutture elettriche.
Nonostante la vicinanza ideologica, il Messico si trova in una posizione delicata: aiutare Cuba significa rischiare ritorsioni commerciali dagli Stati Uniti, un equilibrio che Città del Messico sta cercando di mantenere con una complessa attività diplomatica.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane?
Il governo cubano ha dichiarato lo stato di emergenza multisettoriale. Senza una ripresa immediata delle importazioni di greggio, la vita quotidiana nell'isola rimarrà paralizzata: trasporti pubblici fermi, ospedali in difficoltà e negozi vuoti. La comunità internazionale guarda con preoccupazione a un possibile collasso umanitario che potrebbe generare un'ondata migratoria senza precedenti in tutta la regione dei Caraibi.

