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Sassari, detenuto muore in un incendio nel carcere: cinque agenti intossicati

Un detenuto sardo di 72 anni è morto nella notte tra il 30 e il 31 luglio nel carcere di Bancali, a Sassari, a causa di un incendio divampato in una cella del reparto sanitario interno alla struttura. Cinque agenti della polizia penitenziaria sono rimasti lievemente ustionati e intossicati durante le operazioni di soccorso; alcuni resoconti locali riportano un numero più alto di operatori coinvolti nell'intervento.

La dinamica dell'incendio

Secondo la ricostruzione fornita dall'ANSA, l'uomo si trovava ricoverato da tempo nel reparto ospedaliero interno al carcere, a causa di alcuni problemi fisici. Nel corso della notte avrebbe appiccato volontariamente un incendio all'interno della propria cella, rimanendo successivamente coinvolto dalle fiamme. Secondo quanto riferito, l'uomo avrebbe perso i sensi a causa delle esalazioni di fumo prima di essere avvolto dal rogo.

L'intervento dei soccorsi

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e il personale del 118, insieme agli agenti della polizia penitenziaria già presenti nella struttura. Cinque di loro sono rimasti lievemente ustionati e intossicati durante le operazioni di soccorso, e sono stati trasportati per accertamenti al pronto soccorso dell'ospedale Santissima Annunziata di Sassari, dove sono stati successivamente dimessi.

Le indagini in corso

Sull'episodio indagano i Carabinieri del Comando provinciale di Sassari, incaricati di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e le circostanze esatte che hanno portato al decesso del detenuto. Le cause specifiche dell'incendio, al momento, non sono state rese note nel dettaglio dalle autorità competenti, in attesa del completamento degli accertamenti tecnici e giudiziari.

Un fenomeno che interroga il sistema penitenziario

Episodi di questo tipo, seppur con dinamiche e gravità diverse, non sono purtroppo isolati nel panorama carcerario italiano, dove le condizioni di sovraffollamento e la gestione di detenuti con fragilità sanitarie e psicologiche continuano a rappresentare una sfida complessa per l'amministrazione penitenziaria e per il personale chiamato quotidianamente a garantire sicurezza e assistenza all'interno delle strutture.
Le autorità penitenziarie proseguiranno nei prossimi giorni con la ricostruzione completa dell'accaduto, mentre resta il dolore per la perdita di una vita umana in un contesto di detenzione che avrebbe dovuto garantire adeguata assistenza sanitaria e sorveglianza.

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