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Terremoto in Giappone, il bilancio sale a 34 morti: migliaia senza acqua

Il bilancio delle vittime del violento terremoto di magnitudo 7,1 che ha colpito martedì la prefettura giapponese di Kumamoto continua ad aggravarsi. Secondo il registro nazionale aggiornato al 30 luglio, i decessi complessivi sono 34: 25 già ufficialmente attribuiti al sisma dai comuni locali, mentre altri nove sono ancora sottoposti a verifica per stabilirne il collegamento diretto con il disastro.

Il bilancio ufficiale più aggiornato

Secondo i dati diffusi dalla Fire and Disaster Management Agency giapponese, nella prefettura di Kumamoto le persone censite tra morti e feriti sono complessivamente 120, cinque delle quali in condizioni gravi. Il conteggio, come spiegato dalle stesse autorità, resta ancora in evoluzione a causa delle diverse metodologie di rilevazione utilizzate dal governo centrale, basate su dati di polizia e vigili del fuoco, rispetto a quelle della prefettura, che raccoglie invece i numeri comunicati direttamente dai singoli comuni.

Il dramma del centro commerciale Aeon Mall

Nella città di Kashima, dove un'esplosione seguita al sisma ha causato il crollo del secondo piano del centro commerciale Aeon Mall, le squadre di soccorso hanno finora estratto complessivamente dodici persone dalle macerie della struttura: sette di esse sono risultate decedute, mentre le restanti cinque hanno riportato ferite lievi.

Migliaia di persone ancora nei centri di accoglienza

Secondo l'ultimo aggiornamento disponibile, sono 9.450 le persone attualmente ospitate in 406 centri di accoglienza allestiti nelle zone colpite dal sisma. Le utenze private ancora senza acqua corrente ammontano a 79.700, mentre quelle senza energia elettrica sono 18.910, un dato che testimonia quanto le infrastrutture essenziali restino gravemente danneggiate a due giorni di distanza dalla scossa principale.

Un imponente dispositivo di soccorso ancora al lavoro

Alle operazioni di ricerca e soccorso partecipano complessivamente circa 1.400 persone, tra cui 1.147 operatori giunti da altre regioni del Giappone, organizzati in 347 squadre di terra affiancate da quattro mezzi aerei, oltre al personale locale già impegnato fin dalle prime ore dell'emergenza.
Dall'inizio del disastro, secondo il ventunesimo rapporto ufficiale diffuso dalle autorità, sono state tratte in salvo 98 persone e altre 620 sono state trasferite in ambulanza verso le strutture sanitarie della zona. Degli interventi complessivamente censiti, 57 su 59 risultano ormai conclusi, mentre gli undici incendi divampati dopo la scossa principale sono stati tutti definitivamente spenti.

Una discrepanza tra le due scale di misurazione

Un dettaglio tecnico interessante riguarda la classificazione stessa del sisma: l'Agenzia Meteorologica Giapponese lo classifica come un evento di magnitudo 7,1, mentre l'Istituto Geologico statunitense (USGS) assegna alla stessa rottura sismica una magnitudo di 6,8. Questa differenza, come chiarito dagli esperti, deriva dai diversi sistemi di calcolo utilizzati dalle due agenzie per misurare l'energia rilasciata da un terremoto, entrambi scientificamente validi ma basati su metodologie parzialmente differenti.

Le ricerche ancora aperte nello stabilimento della cartiera

Le operazioni di ricerca proseguono anche presso lo stabilimento della Nippon Paper Industries, a Yatsushiro, dove il crollo di una ciminiera industriale ha causato vittime e dove risulterebbe ancora disperso almeno un lavoratore, secondo gli ultimi aggiornamenti diffusi dalle autorità locali.

Una ferita ancora aperta per il Giappone meridionale

Con il bilancio delle vittime che potrebbe purtroppo continuare ad aggravarsi nelle prossime ore, e migliaia di famiglie ancora prive di servizi essenziali in piena estate, la prefettura di Kumamoto affronta una delle prove più difficili degli ultimi anni, sostenuta dal massiccio impiego di risorse umane e materiali da parte del governo centrale e dalla solidarietà dimostrata da tutto il Paese verso le comunità più duramente colpite dal sisma.

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