Eurobond e Futuro dell'Europa: Lo Scontro tra Macron e l'Asse Merz-Meloni
Il panorama politico europeo è scosso da una profonda divergenza di visioni che potrebbe ridisegnare gli equilibri del continente. Al centro della contesa c'è la proposta del Presidente francese Emmanuel Macron di emettere nuovo debito comune europeo, i cosiddetti Eurobond, per finanziare settori strategici come la difesa, l'intelligenza artificiale e la transizione ecologica. Questa visione, definita da Parigi come un "risveglio europeo" necessario per non soccombere alla competizione di giganti come Stati Uniti e Cina, si scontra però con il muro alzato dal Cancelliere tedesco Friedrich Merz e dalla Premier italiana Giorgia Meloni.
La Proposta di Macron: Un Piano da 1.200 Miliardi
Il Presidente francese ha lanciato un allarme senza mezzi termini: l'Europa rischia di essere "spazzata via" nei prossimi anni se non aumenta drasticamente i propri investimenti. Secondo le stime citate da Macron, il fabbisogno finanziario per la transizione digitale e green ammonta a circa 800 miliardi di euro l'anno, a cui vanno aggiunti altri 400 miliardi per la sicurezza e la difesa comune.
Per recuperare queste cifre monumentali, Macron propone di replicare il modello del "Next Generation EU" (il piano post-pandemia), emettendo titoli di debito garantiti dall'intera Unione Europea. L'obiettivo è duplice:
Sovranità Tecnologica: Finanziare lo sviluppo di tecnologie d'avanguardia per competere con lo strapotere americano e cinese.
Difesa Comune: Creare una forza militare europea integrata, un progetto reso urgente dall'instabilità geopolitica globale.
Il "Nein" di Berlino e l'Affinità con Roma
La risposta della Germania non si è fatta attendere. Il Cancelliere Friedrich Merz, espressione di una linea economica più rigorosa e liberista, ha respinto fermamente l'idea di una nuova condivisione del debito. Per Berlino, la priorità non è fare nuovi debiti, ma aumentare la produttività interna e ridurre la burocrazia che soffoca le imprese.
In questo scenario, si inserisce un elemento di novità politica: la forte sintonia tra Merz e Giorgia Meloni. L'Italia e la Germania, pur con storie economiche diverse, sembrano convergere su una linea comune che privilegia la deregolamentazione e il rafforzamento del mercato unico rispetto ai grandi piani di spesa pubblica centralizzata voluti dalla Francia. Questo "asse italo-tedesco" si è concretizzato nella convocazione di un pre-vertice sulla competitività in Belgio, coinvolgendo altri dieci Paesi (soprattutto del Nord e dei Baltici) per fare fronte comune contro le proposte protezionistiche di Parigi.
Le Conseguenze: Progetti in Bilico e Nuovi Equilibri
Lo scontro non è solo teorico, ma ha ricadute pratiche immediate sui grandi progetti industriali europei. Due esempi su tutti:
Difesa Aerea: Il progetto del caccia di sesta generazione franco-tedesco sembra essere entrato in una crisi irreversibile, con Berlino che guarda con sempre maggiore interesse a collaborazioni industriali con Roma e Londra.
Rapporti Transatlantici: Mentre Macron spinge per un'Europa "terzo polo" indipendente, Merz e Meloni sembrano orientati a mantenere un dialogo più fluido con i partner commerciali extra-UE, evitando barriere protezionistiche che potrebbero alienare gli alleati americani.
Cosa Aspettarsi nei Prossimi Giorni?
Il clima alla vigilia del vertice informale dei leader UE è elettrico. La sfida è trovare una sintesi tra chi chiede un'integrazione finanziaria profonda (la Francia) e chi esige riforme strutturali e rigore (Germania e Italia). Se non si raggiungerà un compromesso, il rischio è quello di una paralisi decisionale proprio nel momento in cui l'Europa avrebbe bisogno di risposte rapide alle sfide della modernità.

Di Roberto
Commenti sull'articolo
Il 11 Febbraio 2026 investigator113 scrive: ambedue le opzioni non sono la ricetta giusta per una nuova Europa. Il punto fermo e ritornare sovrani; almeno in parte in compagnia dell'Euro per non danneggiare il mercato in corso con la moneta unica, ma insoddisfacente, che ci elargisce Bruxelles, Solo co+ si potrà aumentare la produttività interna e soddisfare anche altre precarietà come la sanità, i servizi interni al proprio paese.il piano casa, le infrastrutture ormai obsolete. Il digitale e l'AI lasciamola in divenire, Ora pensiamo subito a come sopravvivere a tutta la precarietà dovuta alla gestione di Bruxelles
