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Ceuta, 57 morti nella crisi migratoria: l'Italia ripristina i controlli con la Spagna

Il bilancio delle vittime della crisi migratoria che ha investito l'enclave spagnola di Ceuta è salito ad almeno 57 morti, dopo l'ingresso massiccio di decine di migliaia di migranti dal Marocco nelle ultime settimane. Il governo italiano ha annunciato, per la durata di un mese a partire da oggi, il ripristino di controlli selettivi sui cittadini extracomunitari in arrivo dalla Spagna, una misura che ha immediatamente acceso una forte tensione diplomatica con Madrid.

L'aggravarsi del bilancio delle vittime

Secondo gli ultimi aggiornamenti, il numero delle persone annegate nel tentativo di raggiungere a nuoto la costa di Ceuta dal Marocco è salito ad almeno 57, un bilancio che si è aggravato progressivamente nel corso delle ultime settimane, mentre decine di migliaia di persone hanno continuato ad affluire verso l'enclave spagnola, mettendo sotto pressione crescente le strutture di accoglienza locali.

La misura italiana: controlli mirati, non una chiusura totale

Il ministro dell'Interno italiano, Matteo Piantedosi, ha definito la misura adottata "molto importante, ma cautelativa", precisando che si tratta di un provvedimento assunto "per un mese". Va chiarito con precisione che non si tratta, sul piano operativo, di una chiusura totale dei confini né di un'interruzione dei collegamenti tra Italia e Spagna: voli e traghetti continueranno a operare regolarmente.
I controlli della Polizia di frontiera saranno mirati e selettivi, e riguarderanno esclusivamente i cittadini di Paesi terzi extra-UE provenienti dalla Spagna, con l'obiettivo di verificarne il possesso dei documenti necessari per circolare regolarmente nell'area Schengen. Per i cittadini italiani, spagnoli e degli altri Stati membri dell'Unione Europea non sono previsti invece nuovi adempimenti burocratici in alcuna direzione.

Il quadro normativo di riferimento

Le norme europee consentono a uno Stato membro di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne in presenza di una grave minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza interna, a condizione che la misura risulti eccezionale, proporzionata, limitata nel tempo e utilizzata come extrema ratio. Per questo motivo, più che di una sospensione integrale dell'accordo di Schengen, risulta tecnicamente più corretto parlare di ripristino temporaneo e selettivo dei controlli su specifiche rotte di collegamento.

La dura reazione del premier spagnolo Sánchez

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha reagito con durezza attraverso un messaggio pubblico: "La solidarietà e l'empatia sono opzionali. Il rispetto dei trattati europei e dei dati, no", ha scritto, ricordando come, secondo i dati Frontex relativi al periodo 2021-2026, gli ingressi irregolari attraverso l'Italia (478.600) risultino superiori a quelli registrati attraverso la stessa Spagna (234.760), un argomento con cui il premier iberico ha voluto sottolineare quella che considera una scelta politicamente selettiva da parte di Roma.

La posizione del ministro degli Esteri spagnolo

Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha assicurato che "l'integrità dello spazio Schengen è garantita" e che i controlli sulle persone in partenza da Ceuta continuano regolarmente ad applicarsi da parte delle autorità spagnole, definendo "confusione interessata" le argomentazioni utilizzate da Roma per giustificare la propria misura.

Il commento scettico della Commissione Europea

Anche Bruxelles ha reagito con una certa freddezza, sottolineando come la situazione a Ceuta sia "inaccettabile" ma che non risultino "flussi" significativi dall'enclave verso la Spagna continentale o verso altri Stati membri, trattandosi Ceuta di una frontiera esterna già sottoposta ai necessari controlli. "L'Italia ci deve spiegare in che modo la crisi di Ceuta è una minaccia per la sicurezza", ha dichiarato un portavoce dell'Unione Europea.

Un approccio diverso da parte di Francia e Portogallo

Va segnalato come altri Paesi confinanti direttamente con la Spagna, Francia e Portogallo, abbiano scelto invece di aumentare i controlli alle proprie frontiere terrestri senza tuttavia sospendere formalmente l'accordo di Schengen, una differenza di approccio che riflette proprio la particolare situazione geografica dell'Italia, priva di un confine diretto con la Spagna e quindi interessata dalla misura esclusivamente per i collegamenti marittimi e aerei tra i due Paesi.

Le parole della premier Meloni

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha motivato la scelta del governo sottolineando come la sospensione sia stata disposta "a tutela della sicurezza, solo per il tempo necessario", mentre il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiarito come questa sospensione temporanea sia pienamente "possibile" secondo quanto previsto dai trattati dell'Unione Europea in circostanze eccezionali.

Un dossier destinato a restare aperto

Con la misura italiana in vigore per un mese, rinnovabile secondo l'evolversi della situazione, e con la crisi umanitaria a Ceuta ancora lontana da una soluzione definitiva, il dossier resta al centro di un acceso confronto diplomatico tra Roma, Madrid e le istituzioni europee, in un contesto che continua a mettere alla prova la tenuta e la flessibilità dell'intero spazio Schengen di fronte a crisi migratorie di questa portata. E voi come valutate questa decisione del governo italiano di ripristinare i controlli con la Spagna? Condividete la vostra opinione nei commenti, nel rispetto delle diverse sensibilità politiche.

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