Tragedia a Guidonia: Operaio travolto nel silos, la sicurezza sul lavoro torna un’emergenza
Una nuova, drammatica morte bianca ha scosso la provincia di Roma. Nel tardo pomeriggio di lunedì 2 febbraio 2026, presso lo stabilimento della Buzzi Unicem di Guidonia Montecelio, un operaio di 55 anni (alcune fonti riportano 57 o 58) ha perso la vita in circostanze terribili. L'uomo, identificato come Diego Paniccia, era originario della Basilicata e residente a Lauria. Si trovava nel Lazio per lavoro, dipendente di una ditta esterna incaricata di effettuare operazioni di manutenzione.
La dinamica dell'incidente: la trappola di cemento
Il dramma si è consumato intorno alle ore 18:00, durante una delicata fase di pulizia dei silos, le enormi strutture cilindriche utilizzate per lo stoccaggio del materiale grezzo. Secondo le prime ricostruzioni, l'operaio si trovava all'interno o in prossimità della struttura quando è stato improvvisamente travolto da una massiccia colata di materiale grezzo e residui cementizi.
Soccorsi immediati: I colleghi hanno lanciato l'allarme all'istante, permettendo l'arrivo tempestivo dei Vigili del Fuoco e dei sanitari del 118.
L'esito fatale: Nonostante i tentativi di liberarlo e rianimarlo, il peso e la natura del materiale non hanno lasciato scampo all'uomo, che è deceduto sul colpo per schiacciamento e asfissia.
Il nodo dei subappalti e della sicurezza
L'incidente ha riacceso con forza il dibattito sulla sicurezza nella cosiddetta filiera degli appalti. La vittima, infatti, non era un dipendente diretto dello stabilimento, ma lavorava per una ditta esterna. Le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil) hanno immediatamente puntato il dito sulla necessità di controlli più rigorosi, specialmente quando si tratta di operazioni ad alto rischio affidate a terzi.
Dall'inizio del 2026, Diego è la terza vittima accertata sul lavoro nella sola regione Lazio. Un dato che i sindacati definiscono "una strage inaccettabile". In risposta alla tragedia, è stato proclamato uno sciopero di 8 ore per l'intera giornata di martedì 3 febbraio, con presidi davanti ai cancelli della fabbrica per chiedere alle istituzioni e alle imprese un impegno concreto:
Formazione specifica: Verificare se il personale esterno riceva la stessa preparazione dei dipendenti diretti.
Protocolli di manutenzione: Accertare se i sistemi di blocco del materiale fossero attivi durante la pulizia.
Sanzioni e controlli: Potenziare il numero di ispettori del lavoro sul territorio.
Le indagini in corso
La Procura di Tivoli ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e l'area del silos è stata posta sotto sequestro giudiziario. Gli ispettori della ASL Roma 5 e le forze dell'ordine stanno analizzando i registri di sicurezza e le procedure seguite dalla ditta esterna per capire se ci siano state negligenze tecniche o violazioni delle norme antinfortunistiche.
La comunità di Guidonia e quella di Lauria si sono strette attorno alla famiglia della vittima, un uomo che, come migliaia di altri lavoratori, si trovava lontano da casa per garantire un futuro ai propri cari e che non vi farà più ritorno.

