Italia sotto scacco: Allerta gialla in 12 regioni e l'incubo del maltempo
L'Italia si risveglia oggi, mercoledì 4 febbraio 2026, nel pieno di una severa fase di instabilità atmosferica. Una vasta perturbazione di origine atlantica sta attraversando la penisola, portando con sé piogge torrenziali, venti di burrasca e nevicate abbondanti. La Protezione Civile, d'intesa con le autorità regionali, ha confermato lo stato di allerta gialla per ben 12 regioni, principalmente concentrate nel Centro e nel Sud, dove i fenomeni meteorologici si preannunciano più intensi.
La mappa del rischio: le zone colpite
Il bollettino di criticità riguarda un'ampia fetta del territorio nazionale. Le regioni in cui è stata dichiarata l'allerta includono Umbria, Lazio, Basilicata, Calabria e Sicilia, oltre a specifici settori di Emilia-Romagna, Toscana, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Sardegna.
Il rischio non è solo legato alla quantità d'acqua che cadrà dal cielo, ma alla fragilità del territorio:
Rischio idrogeologico: Le piogge persistenti degli ultimi giorni hanno saturato il terreno. Si temono frane, smottamenti e colate di fango, specialmente nelle zone appenniniche e in quelle colpite da precedenti ondate di maltempo.
Rischio idraulico: I corsi d'acqua, sia i grandi fiumi che il reticolo minore, sono monitorati costantemente. Si segnalano possibili esondazioni localizzate e allagamenti in aree urbane dovuti alla difficoltà dei sistemi di drenaggio.
Venti e mareggiate: La presenza di un minimo depressionario sul Tirreno sta alimentando venti forti di Libeccio e Scirocco, con raffiche che sulle coste esposte possono superare i 70-80 km/h, causando mareggiate intense.
Neve e gelo: l'inverno mostra i denti
Mentre il Sud combatte contro vento e pioggia, il Nord e le zone interne del Centro devono fare i conti con la neve. In Emilia-Romagna e sulla dorsale appenninica, la quota neve è in calo, con fiocchi che potrebbero raggiungere le zone collinari.
Un fenomeno particolarmente pericoloso monitorato dai meteorologi è quello del gelicidio (pioggia che gela al suolo), segnalato come rischio concreto sui rilievi occidentali dell'Emilia. Questo fenomeno rende le strade estremamente scivolose e pericolose per la circolazione, richiedendo la massima prudenza agli automobilisti.
Misure di sicurezza e disagi urbani
Molte città hanno già attivato i protocolli di emergenza. A Napoli, ad esempio, l'allerta ha portato alla chiusura precauzionale di parchi cittadini, spiagge pubbliche e di alcuni sottopassi critici soggetti ad allagamenti. Anche a Roma, la vigilanza è alta per il rischio di caduta alberi dovuto alle raffiche di vento e per la gestione del traffico in caso di nubifragi improvvisi.
Le autorità consigliano ai cittadini di:
Limitare gli spostamenti non necessari nelle aree soggette ad allerta.
Non sostare vicino a fiumi, scarpate o sotto alberi e impalcature.
Mettere in sicurezza oggetti mobili su balconi e terrazze che potrebbero essere trasportati dal vento.
Una tregua lontana
Le previsioni per le prossime ore non indicano un miglioramento immediato. L'assetto atmosferico sull'Europa meridionale rimane dominato da correnti umide e instabili che potrebbero portare nuovi impulsi perturbati tra giovedì e venerdì. La situazione resta dunque in continua evoluzione, con le sale operative della Protezione Civile attive 24 ore su 24 per monitorare il livello dei fiumi e la stabilità dei versanti montuosi.

