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Sentenza CasaPound: Una Svolta Storica tra Giustizia e Costituzione

La giornata di ieri, giovedì 12 febbraio 2026, ha segnato una data spartiacque nella storia giuridica e politica italiana. Il Tribunale di Bari ha emesso una sentenza senza precedenti, condannando dodici militanti del movimento CasaPound per il reato di riorganizzazione del disciolto partito fascista. Per la prima volta, un tribunale della Repubblica riconosce ufficialmente che le attività di questa organizzazione violano i principi cardine della nostra democrazia, aprendo scenari che potrebbero portare alla sua definitiva chiusura.

I Fatti: Dall'Aggressione al Tribunale

Il processo trae origine da un episodio di violenza avvenuto a Bari nel settembre del 2018. Al termine di un corteo pacifico contro le politiche migratorie dell'epoca, un gruppo di manifestanti antifascisti — tra cui l'allora europarlamentare Eleonora Forenza — fu vittima di un violento pestaggio da parte di esponenti del movimento di estrema destra.
L'azione, definita dagli inquirenti come una vera e propria operazione "squadrista", non è stata giudicata solo come un fatto di cronaca nera (lesioni personali), ma come l'espressione di un metodo politico vietato. Il giudice ha stabilito che quei comportamenti non erano casuali, ma facevano parte di un disegno volto a riproporre metodi e finalità propri dell'ideologia fascista.

Il Cuore della Sentenza: La Legge Scelba

La condanna si fonda sulla Legge Scelba del 1952, la normativa nata per dare attuazione alla XII Disposizione Transitoria e Finale della nostra Costituzione, che vieta sotto qualsiasi forma la ricostituzione del partito fascista.

  • Riorganizzazione del Partito Fascista: È il punto più pesante della sentenza. Il tribunale ha accertato che i militanti agivano con modalità antidemocratiche e violente, tipiche del passato regime.

  • Manifestazione Fascista: Cinque degli imputati sono stati condannati specificamente per aver ostentato simboli e gestualità riconducibili al fascismo in luoghi pubblici, con lo scopo di fare propaganda.

Cosa Succede Ora? L'Ipotesi dello Scioglimento

La portata di questa decisione va ben oltre le pene detentive inflitte (che arrivano fino a due anni e sei mesi di reclusione). La sentenza agisce come un "certificato legale" che cambia la natura di CasaPound agli occhi dello Stato.
Esistono due strade principali che il governo e la magistratura potrebbero ora percorrere:

  1. L'intervento del Ministero dell'Interno: Secondo la legge italiana, quando una sentenza definitiva accerta la riorganizzazione del partito fascista, il Ministro dell'Interno, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, ha il potere di ordinare lo scioglimento dell'organizzazione e la confisca dei suoi beni.

  2. Lo Sgombero della Sede di Roma: La storica sede occupata abusivamente in via Napoleone III a Roma è tornata al centro del dibattito. Le opposizioni chiedono che, a fronte di questa sentenza, il governo non possa più tollerare l'occupazione di un immobile pubblico da parte di un gruppo formalmente riconosciuto come neofascista.

Le Reazioni Politiche

La sentenza ha provocato un terremoto nel panorama politico. Le opposizioni, guidate dalla segretaria del PD Elly Schlein e dai leader di Alleanza Verdi e Sinistra, hanno chiesto un'informativa urgente in Parlamento, pretendendo che il governo applichi rigorosamente la legge e proceda allo scioglimento.
Dall'altro lato, i vertici di CasaPound hanno già annunciato il ricorso in appello, parlando di una "sentenza politica" e rivendicando la propria natura di associazione di promozione sociale. La maggioranza di governo, pur ribadendo la condanna verso ogni forma di violenza, mantiene una posizione cauta, in attesa che l'iter giudiziario faccia il suo corso definitivo.

Perché questa notizia riguarda tutti noi?

Questa sentenza non è solo un atto burocratico. Essa ribadisce un principio fondamentale: la Costituzione Italiana non è neutrale. È una Costituzione antifascista che pone dei limiti precisi alla libertà di associazione quando questa viene usata per minare le basi della convivenza civile e democratica. Per il cittadino comune, significa che lo Stato possiede gli strumenti legali per impedire il ritorno di ideologie che in passato hanno causato la fine delle libertà individuali.

Di Leonardo

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