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Messina, recuperato il corpo di Sara Leone: salgono a quattro le vittime

Il bilancio della tragedia di Pistunina, a Messina, si aggrava ulteriormente: i vigili del fuoco hanno recuperato il corpo senza vita di Sara Leone, 75 anni, quarta vittima accertata del crollo della palazzina avvenuto lo scorso 30 luglio. Proseguono senza sosta le operazioni di ricerca degli ultimi due dispersi.

Il ritrovamento della quarta vittima

Il corpo è stato individuato ed estratto dalle macerie nel pomeriggio di ieri, lunedì 3 agosto, esattamente nella zona dove si erano concentrate le operazioni di ricerca fin dai primi giorni successivi al crollo. La salma di Sara Leone è stata successivamente identificata dai familiari presso l'obitorio dell'ospedale cittadino.

La terza sorella della famiglia Leone

Sara Leone era la maggiore dei tre fratelli della famiglia Leone, che abitavano insieme all'ultimo piano della palazzina crollata. Secondo quanto ricostruito, la donna si trovava fino al giorno precedente la tragedia nella propria abitazione di villeggiatura a Falcone insieme al marito, ed era rientrata a Messina da sola proprio per assistere la sorella Rosa, che aveva accusato un problema di salute e doveva essere accompagnata a una visita di controllo.

Il bilancio complessivo delle vittime

Con questo ritrovamento, sale a quattro il numero delle vittime accertate: l'imprenditore Carmelo Leone, proprietario dell'immobile, recuperato lo scorso venerdì; la sorella Rosa Leone e la giovane Alessandra Frazzica, commessa del negozio cinese situato al piano inferiore dell'edificio, entrambe recuperate sabato; e ora Sara Leone.

Le persone ancora disperse

Restano ancora da ritrovare due uomini: Santino Magazzù, cognato delle sorelle Leone e marito di Rosa, e il collaboratore domestico della coppia, di origine cingalese, Lhairu Warnakulasuriya. Secondo i vigili del fuoco, è probabile che i due dispersi si trovino nello stesso fronte di scavo dove è stato individuato il corpo di Sara Leone.

Le parole del sindaco di Messina

Il sindaco Federico Basile ha commentato con parole toccanti il nuovo ritrovamento: "Sono passati quattro giorni. Quattro giorni di attesa, di speranza, di silenzi carichi di dolore. Nelle ultime ore quella speranza si è infranta ancora una volta". Il primo cittadino ha aggiunto: "Messina continua a piangere i propri figli, i propri genitori, i propri amici. Alle famiglie colpite voglio dire che non siete sole: tutta la città vi è accanto e condivide il vostro dolore".

Il sostegno della comunità religiosa

Anche l'arcivescovo di Messina, monsignor Giovanni Accolla, si è recato sul luogo del crollo, esprimendo gratitudine verso i soccorritori: "Vedo che vigili del fuoco e Protezione civile sono disponibili a servire con generosità e attenzione le persone h24. Stanno usando competenze e professionalità ma anche attenzione all'uomo".

Gli sviluppi dell'inchiesta giudiziaria

Parallelamente alle operazioni di ricerca, prosegue l'inchiesta della Procura di Messina, che ha iscritto nel registro degli indagati tre persone: due imprenditori e un ingegnere, quest'ultimo familiare delle vittime, con le ipotesi di reato di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. L'ingegnere, che secondo gli inquirenti sarebbe stato incaricato dal proprietario dell'immobile di coordinare alcuni lavori, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti alle sostitute procuratrici Anita Siliotti e Antonietta Ardizzone, negando di aver assunto quel ruolo specifico.

Una città ancora in attesa di risposte

Con le operazioni di ricerca che proseguono senza sosta, impiegando mezzi speciali e unità cinofile, e con l'inchiesta giudiziaria che entra ora in una fase cruciale, Messina attende ancora, con il fiato sospeso, di conoscere la sorte delle ultime due persone disperse sotto le macerie della palazzina di Pistunina.

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