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L’Ultimo Baluardo è caduto: Perché la fine del disarmo nucleare ci riguarda tutti

Da giovedì scorso, il mondo è entrato in una nuova era, più buia e incerta. Con la scadenza ufficiale del trattato New START, l'ultimo accordo rimasto a limitare gli arsenali atomici di Stati Uniti e Russia, si è chiuso un capitolo iniziato oltre cinquant'anni fa. Per la prima volta dalla fine della Guerra Fredda, le due superpotenze nucleari non sono più vincolate da limiti legali reciproci né soggette a controlli incrociati.
Non è solo una questione di burocrazia diplomatica: è il venir meno di una rete di sicurezza che ha evitato il peggio per decenni.

Che cos'era il New START e perché ci faceva dormire tranquilli?

Il New START (Strategic Arms Reduction Treaty) era molto più di un semplice foglio di carta. Firmato nel 2010 e prorogato in extremis nel 2021, imponeva regole ferree:

  • Un tetto di 1.550 testate nucleari posizionate su missili pronti al lancio.

  • Un limite di 700 vettori strategici (missili intercontinentali, sottomarini e bombardieri).

  • Soprattutto, un sistema di ispezioni reciproche: tecnici americani potevano visitare i siti russi e viceversa per contare le bombe e verificare che nessuno barasse.

Questa trasparenza era la chiave della stabilità. In un mondo dove regna il sospetto, sapere esattamente quante armi ha il tuo avversario riduce il rischio di reazioni paranoiche o di attacchi basati su falsi allarmi.

Il "Triangolo Nucleare": L'ascesa della Cina

Perché il trattato non è stato rinnovato? La risposta sta in un cambiamento radicale della scacchiera mondiale. Se un tempo la sfida era un "duello" tra Washington e Mosca, oggi siamo di fronte a un "triangolo".
La Cina sta espandendo il proprio arsenale a una velocità che l'intelligence americana definisce "senza precedenti". Gli Stati Uniti hanno insistito affinché Pechino sedesse al tavolo delle trattative, ma il governo cinese ha sempre rifiutato, sostenendo che il proprio arsenale sia ancora troppo piccolo rispetto a quello dei "due giganti". Questa situazione ha creato una stasi: Washington non vuole limitarsi se Pechino è libera di crescere, e Mosca non vuole cedere se non ottiene garanzie sui sistemi di difesa missilistica occidentali.

Le tre grandi ombre del "Dopo-Trattato"

Senza il New START, ci troviamo di fronte a tre rischi immediati:

  1. Corsa agli armamenti 2.0: Senza un tetto legale, la tentazione di produrre più testate per sentirsi "al sicuro" è fortissima. Questo sottrae risorse immense all'economia civile e aumenta esponenzialmente la potenza distruttiva globale.

  2. L'Era dei Missili Ipocinetici: Le nuove tecnologie, come i missili ipersonici capaci di viaggiare a cinque volte la velocità del suono eludendo i radar, rendono i vecchi trattati obsoleti e i tempi di reazione dei leader mondiali ridotti a pochi minuti.

  3. Cecità Strategica: Senza ispezioni sul campo, ci si dovrà affidare solo ai satelliti. Ma i satelliti non possono vedere dentro i silos o contare le testate sotto i portelloni dei sottomarini. Il rischio di errore umano o di valutazione errata dei movimenti altrui sale ai massimi storici.

Cosa cambia per il cittadino comune?

Potrebbe sembrare un tema distante, ma la fine del disarmo ha effetti concreti:

  • Instabilità economica: La tensione nucleare spaventa i mercati, influenzando i prezzi delle materie prime e l'inflazione.

  • Investimenti Militari: I governi saranno spinti a investire miliardi nella difesa nucleare e convenzionale, togliendo fondi a sanità, istruzione e transizione energetica.

  • Sicurezza Psicologica: Torniamo a vivere in un mondo dove la deterrenza non è più regolata da leggi, ma solo dalla paura reciproca della "Distruzione Mutua Assicurata".

Scenario Con Trattato Senza Trattato (Oggi)
Ispezioni 18 all'anno per parte Zero
Testate operative Limitate a 1.550 Illimitate
Prevedibilità Alta (scambio dati costante) Bassa (basata su sospetti)

C'è ancora una via d'uscita?

Nonostante la scadenza, la diplomazia non è morta. Esistono i cosiddetti accordi informali: entrambi i Paesi hanno dichiarato di non voler superare i limiti del vecchio trattato "per il momento". Tuttavia, una promessa verbale in politica estera ha il peso del vento.
La sfida per il resto del 2026 sarà costruire un nuovo quadro che includa non solo le testate classiche, ma anche le nuove tecnologie e, inevitabilmente, la Cina. La sicurezza del pianeta dipende dalla capacità dei leader di capire che, in una guerra nucleare, non esistono vincitori, ma solo sopravvissuti (nella migliore delle ipotesi).

Di Gaetano

Commenti sull'articolo
  • Il 07 Febbraio 2026 J. S. scrive: ...andiamo di bene in meglio!

  • Il 07 Febbraio 2026 J. S. scrive: ...andiamo di bene in meglio!

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