• 0 commenti

Fed, cresce l'attesa per un nuovo rialzo dei tassi

La Federal Reserve si prepara a una delle riunioni più osservate dell'anno. Goldman Sachs e J.P. Morgan hanno modificato le proprie previsioni e ora si aspettano un rialzo dei tassi di 25 punti base nella riunione del 15-16 settembre.
Il cambiamento deriva dalla combinazione tra inflazione persistente, mercato del lavoro ancora solido e nuova impennata dei prezzi energetici provocata dalla crisi in Medio Oriente.

Goldman cambia previsione

Goldman Sachs aveva precedentemente previsto una pausa.
La banca d'affari ritiene ora che i dati più recenti rendano più probabile un aumento del costo del denaro.

Anche J.P. Morgan si prepara a un rialzo

J.P. Morgan ha anticipato la propria aspettativa di stretta monetaria.
La banca non esclude inoltre un secondo intervento entro la fine dell'anno.

I mercati vedono una probabilità molto alta

Gli strumenti finanziari indicano una probabilità vicina all'87% per un rialzo di 25 punti base.
Queste probabilità non rappresentano una decisione della Fed, ma riflettono le aspettative degli investitori.

L'inflazione è il problema principale

La crescita dei prezzi resta superiore al livello desiderato dalla banca centrale.
Il nuovo shock petrolifero rischia di rendere più lento il ritorno verso l'obiettivo del 2%.

Il petrolio pesa direttamente

Petrolio sopra i 107 dollari aumenta benzina, trasporti e costi produttivi.
La Fed teme che l'aumento energetico si trasferisca progressivamente al resto dell'economia.

Effetti di secondo impatto

La vera preoccupazione riguarda gli effetti di secondo impatto.
Se imprese e lavoratori incorporano prezzi più alti nelle proprie decisioni, l'inflazione può diventare più persistente.

Il mercato del lavoro resta forte

L'occupazione statunitense continua a mostrare una relativa resistenza.
Questo consente alla Fed di alzare i tassi senza temere immediatamente un forte aumento della disoccupazione.

La crescita non è però immune

Un nuovo aumento del costo del denaro può ridurre investimenti e consumi.
La banca centrale deve quindi evitare di frenare eccessivamente l'economia.

Mutui più costosi

I tassi Fed influenzano direttamente o indirettamente il costo dei mutui USA.
Una politica più restrittiva può mantenere elevato il costo dell'acquisto di una casa.

Prestiti alle imprese

Anche le aziende affrontano un aumento del costo del credito.
Progetti marginali possono essere rinviati se il rendimento atteso non compensa l'interesse da pagare.

Il dollaro può rafforzarsi

Tassi più elevati possono sostenere il dollaro.
Una valuta americana più forte influenza commercio internazionale, materie prime e debiti denominati in dollari.

Il petrolio è quotato in dollari

Quasi tutto il commercio petrolifero internazionale utilizza il dollaro.
Per alcuni Paesi importatori, dollaro e petrolio forti contemporaneamente producono un doppio aumento del costo energetico.

Le Borse reagiscono negativamente

I mercati azionari tendono a soffrire quando aumenta la probabilità di una stretta monetaria.
I settori tecnologici sono particolarmente sensibili perché le loro valutazioni dipendono molto dai profitti futuri.

Il messaggio sarà importante quanto il rialzo

La decisione sui 25 punti base potrebbe essere meno importante della comunicazione successiva.
Gli investitori vogliono capire se la Fed considera il rialzo un intervento isolato o l'inizio di un nuovo ciclo.

Il ruolo delle proiezioni economiche

La Fed pubblicherà anche indicazioni sulle aspettative riguardanti inflazione, crescita e tassi.
Questi dati possono modificare le aspettative molto più di una singola decisione.

Un secondo rialzo a dicembre

J.P. Morgan considera possibile un nuovo aumento a dicembre.
La realizzazione dipenderà dalla persistenza dello shock energetico e dall'andamento dell'inflazione.

La politica monetaria non produce petrolio

Un limite evidente è che la Fed non può aumentare la produzione energetica.
Può soltanto evitare che lo shock si trasformi in inflazione generalizzata.

Il costo sociale della stretta

Tassi elevati riducono il potere di acquisto di chi utilizza credito.
Famiglie indebitate e piccole imprese possono subire l'effetto maggiore.

I risparmiatori possono invece beneficiare

Conti remunerati e obbligazioni possono offrire rendimenti più elevati quando salgono i tassi.
La stretta produce quindi vincitori e perdenti differenti.

Fed e BCE tornano nella stessa direzione

La BCE ha già aumentato i propri tassi, e ora anche la Fed potrebbe fare lo stesso.
La nuova fase segna un ritorno coordinato delle principali banche centrali alla prudenza sull'inflazione.

La geopolitica domina la politica monetaria

La decisione dimostra quanto la geopolitica possa condizionare le banche centrali.
Una crisi militare a migliaia di chilometri dagli Stati Uniti può modificare direttamente i tassi pagati da una famiglia americana.

La riunione del 15-16 settembre

La decisione finale arriverà dopo la riunione del Federal Open Market Committee.
Fino ad allora ogni nuovo dato su inflazione e petrolio potrà influenzare le aspettative.

Nessun rialzo è ancora certo

Anche con probabilità elevate, il rialzo non è formalmente deciso.
La Fed può sorprendere i mercati se ritiene che i rischi per la crescita siano superiori a quelli inflazionistici.

Una decisione che riguarda il mondo

Il tasso americano influenza valute, debito e capitali in tutto il pianeta.
Per questo la riunione interessa anche investitori e governi lontani dagli Stati Uniti. Voi pensate che la Fed dovrebbe privilegiare la lotta all'inflazione o evitare di rallentare ulteriormente l'economia?

Lascia il tuo commento