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EPAS 2026-27, aperte le candidature per le Scuole Ambasciatrici europee

Da lunedì 7 settembre 2026 le scuole secondarie di secondo grado italiane possono presentare la propria candidatura al programma EPAS 2026-2027, acronimo di European Parliament Ambassador School Programme, conosciuto in Italia come "Scuola Ambasciatrice del Parlamento europeo". L'iniziativa è promossa dal Parlamento europeo con l'obiettivo di avvicinare gli studenti al funzionamento delle istituzioni dell'Unione, alla democrazia parlamentare europea e ai diritti connessi alla cittadinanza dell'UE. Le candidature resteranno aperte fino al 30 settembre 2026, ma con un elemento da non sottovalutare: saranno accolte in ordine cronologico fino al raggiungimento del numero massimo di istituti ammessi.
Per ciascuna scuola partecipante il percorso prevede il coinvolgimento di un gruppo composto da un massimo di 24 studenti, che assumono il ruolo di Ambasciatori Junior, e da due docenti, gli Ambasciatori Senior. Non si tratta però di ottenere semplicemente una denominazione formale. Durante l'anno scolastico studenti e insegnanti devono seguire una formazione iniziale, approfondire il funzionamento dell'Unione europea, progettare attività all'interno del proprio istituto e coinvolgere la comunità scolastica attraverso iniziative dedicate alla cittadinanza europea.
L'impegno complessivo previsto è stimato in circa 40 ore. Il percorso culmina nella Festa dell'Europa e in una valutazione delle attività svolte. Soltanto gli istituti che completano positivamente il programma possono ricevere la targa di "Scuola Ambasciatrice del Parlamento europeo". Per studenti e docenti sono inoltre previsti certificati di partecipazione, mentre gli istituti possono valutare il riconoscimento di un punto di credito agli studenti aderenti secondo le proprie modalità interne.

Che cos'è il programma EPAS

Il programma EPAS è una delle principali iniziative educative del Parlamento europeo rivolte direttamente alle scuole. È attivo da oltre dieci anni e coinvolge istituti secondari di diversi Paesi europei con una finalità precisa: aumentare la conoscenza della democrazia parlamentare europea e permettere ai giovani di capire in termini concreti quale sia il ruolo del Parlamento europeo all'interno del sistema istituzionale dell'Unione.
Il progetto parte da un presupposto semplice: essere cittadini europei significa avere diritti, opportunità e strumenti di partecipazione che rischiano di rimanere astratti se non vengono conosciuti. Per questo EPAS non si limita allo studio teorico delle istituzioni. Gli studenti vengono chiamati a diventare protagonisti di attività di comunicazione e sensibilizzazione rivolte ai propri coetanei, trasformando quanto appreso in iniziative realizzate nella propria comunità scolastica.
L'obiettivo non è indirizzare gli studenti verso una determinata posizione politica. Il programma riguarda piuttosto la conoscenza del funzionamento delle istituzioni democratiche europee, del processo decisionale dell'UE, dei diritti di cittadinanza e delle opportunità disponibili per i giovani. In questo senso il percorso può essere inserito nel lavoro di educazione civica e nelle attività attraverso cui le scuole sviluppano consapevolezza istituzionale e partecipazione democratica.

Le candidature partono il 7 settembre

Per l'anno scolastico 2026-2027 la finestra italiana si apre ufficialmente il 7 settembre. Dirigenti scolastici e docenti interessati possono iscrivere il proprio istituto compilando il formulario predisposto per l'edizione. La data finale fissata è il 30 settembre 2026, ma attendere gli ultimi giorni può essere poco prudente.
Le candidature vengono infatti prese in considerazione in ordine cronologico e soltanto fino al raggiungimento del numero massimo di scuole che il programma è in grado di accogliere. Il 30 settembre rappresenta quindi il termine formale, non necessariamente la garanzia che tutti gli istituti che invieranno la richiesta entro quella data possano essere ammessi.
Per una scuola realmente interessata a partecipare, il primo passaggio consiste dunque nell'individuare rapidamente i docenti referenti, verificare la disponibilità di un gruppo di studenti e completare la candidatura. Non è necessario avere già organizzato ogni singola attività dell'intero anno al momento dell'iscrizione, perché la formazione iniziale serve proprio a fornire ai partecipanti strumenti e indicazioni per sviluppare il percorso.

Quali scuole possono aderire

EPAS è rivolto alle scuole secondarie di secondo grado e fa parte di una rete europea molto più ampia rispetto alla sola partecipazione italiana. Nell'organizzazione del programma in Italia il percorso viene rivolto in particolare agli studenti delle classi individuate per questa fascia scolastica, con un coinvolgimento centrale dei ragazzi del terzo e quarto anno.
La natura europea del progetto permette la partecipazione di istituti con indirizzi differenti. Non si tratta di un'iniziativa riservata esclusivamente ai licei, né alle scuole con un percorso specificamente giuridico, economico o linguistico. Ciò che conta è la disponibilità dell'istituto a organizzare il gruppo degli ambasciatori e a portare avanti le attività richieste durante l'anno.
Questo carattere trasversale è coerente con la finalità del programma: la cittadinanza europea non è una materia specialistica destinata soltanto a chi studia diritto. La conoscenza delle istituzioni, dei processi democratici e dei diritti interessa studenti con percorsi formativi differenti e può essere sviluppata attraverso linguaggi diversi, dalla comunicazione alla produzione audiovisiva, dal dibattito alle attività pubbliche.

Chi sono gli Ambasciatori Junior

Gli studenti che partecipano direttamente al progetto assumono il ruolo di Ambasciatori Junior. Ogni istituto può coinvolgerne fino a 24. Non sono "ambasciatori" nel significato diplomatico del termine e non rappresentano ufficialmente l'Unione europea: la denominazione identifica il ruolo educativo che svolgono all'interno del programma.
Gli Junior partecipano alla formazione, approfondiscono le principali caratteristiche dell'Unione europea e del Parlamento europeo e successivamente contribuiscono a trasferire ciò che hanno appreso al resto della scuola. Una delle caratteristiche più importanti di EPAS è infatti l'approccio tra pari: lo studente non rimane soltanto destinatario di informazioni, ma diventa parte attiva nella loro diffusione.
Durante l'anno gli Ambasciatori Junior possono realizzare campagne informative, partecipare a dibattiti, organizzare iniziative, produrre contenuti, intervistare ospiti e coinvolgere altri studenti. Le modalità possono variare notevolmente da istituto a istituto, lasciando alle scuole uno spazio significativo per adattare il programma al proprio contesto.

Il ruolo dei due Ambasciatori Senior

Accanto agli studenti operano fino a due docenti con il ruolo di Ambasciatori Senior. Sono gli insegnanti che accompagnano il gruppo, coordinano il percorso e mantengono i contatti necessari per lo svolgimento delle attività. La loro funzione è quindi contemporaneamente educativa e organizzativa.
I Senior Ambassador non devono limitarsi a svolgere alcune lezioni frontali sull'Europa. Il modello del programma prevede che facilitino il lavoro degli studenti, supportandoli nella progettazione delle iniziative e nell'approfondimento dei contenuti. Il gruppo Junior dovrebbe infatti essere progressivamente messo nelle condizioni di assumere un ruolo attivo.
Uno degli aspetti iniziali più importanti per i docenti è il seminario di formazione previsto nel mese di ottobre. È il momento attraverso cui vengono presentati struttura, obiettivi e strumenti del programma, così da fornire agli insegnanti una base comune prima dell'avvio della fase operativa nelle scuole.

La formazione di ottobre a Roma, Milano oppure online

Per l'edizione 2026-2027 il seminario rivolto agli Ambasciatori Senior è programmato a ottobre presso Esperienza Europa - David Sassoli a Roma. È prevista però anche la possibilità di seguire la formazione da remoto oppure attraverso l'Ufficio del Parlamento europeo a Milano.
La possibilità di accedere alla formazione in modalità differenti permette di ridurre le difficoltà logistiche per le scuole situate lontano dalla Capitale. La struttura del programma, infatti, deve poter coinvolgere istituti provenienti da diverse aree del territorio nazionale e non soltanto quelli geograficamente vicini agli Uffici del Parlamento europeo.
La formazione dei docenti costituisce il primo passaggio di un percorso nel quale le attività devono poi essere adattate alla realtà della singola scuola. Un istituto può possedere laboratori multimediali, un giornale scolastico o una web radio; un altro può preferire assemblee, dibattiti e incontri. EPAS indica obiettivi comuni, ma lascia spazio a differenti modalità di realizzazione.

Una lezione interattiva per gli studenti

Gli Ambasciatori Junior partecipano a una lezione interattiva di circa due ore, organizzabile in presenza oppure online. L'incontro introduce alcuni degli argomenti fondamentali necessari per affrontare successivamente le attività di progetto.
Tra i contenuti figurano il concetto di cittadinanza europea, il funzionamento delle istituzioni dell'Unione, il processo attraverso cui vengono adottate decisioni a livello europeo, le principali politiche dell'UE e le opportunità che l'Europa mette a disposizione dei giovani.
L'obiettivo è offrire una base informativa sufficientemente solida da evitare che le successive iniziative degli studenti si riducano a messaggi generici sull'Europa. Per poter diventare Ambasciatori Junior occorre infatti essere in grado di spiegare almeno gli elementi essenziali delle istituzioni e distinguere correttamente competenze, ruoli e strumenti di partecipazione.

Capire cosa fa davvero il Parlamento europeo

Uno degli aspetti più rilevanti del percorso riguarda proprio il Parlamento europeo. Per molti studenti l'istituzione è conosciuta soprattutto attraverso le elezioni europee o le immagini delle sedi di Bruxelles e Strasburgo, mentre può risultare meno chiaro ciò che avviene concretamente dopo l'elezione dei deputati.
EPAS permette di approfondire il ruolo dell'assemblea composta da deputati eletti direttamente dai cittadini dell'Unione e la sua partecipazione al processo legislativo europeo. Il Parlamento opera insieme alle altre istituzioni dell'UE all'interno di procedure che gli studenti imparano a distinguere, superando l'idea di una generica "Europa" considerata come un unico organismo.
Comprendere questa differenza è essenziale anche per sviluppare una corretta alfabetizzazione istituzionale. Parlamento europeo, Commissione europea, Consiglio europeo e Consiglio dell'Unione europea hanno funzioni diverse. Conoscere chi decide cosa consente di interpretare con maggiore precisione notizie, provvedimenti e dibattiti che riguardano l'UE.

Dalla teoria alla fase di attivazione

Dopo la formazione arriva quella che viene definita fase di attivazione. È probabilmente il passaggio più caratteristico di EPAS, perché studenti e docenti devono trasformare le conoscenze acquisite in iniziative rivolte alla comunità scolastica e, quando possibile, anche al territorio.
Le attività ammesse sono numerose. Una scuola può creare un infopoint sull'Unione europea, attraverso il quale distribuire informazioni sulle istituzioni e sulle opportunità disponibili per i giovani. Può utilizzare spazi fisici nell'edificio scolastico oppure sviluppare strumenti digitali attraverso i propri canali di comunicazione.
Il programma contempla inoltre campagne social, assemblee, giochi di ruolo, dibattiti, interviste, spettacoli, serate dedicate ai temi europei, produzioni audio e video e articoli destinati anche ai media locali. Non esiste quindi un unico modello di attività da replicare in tutte le scuole.

Infopoint e informazioni sulle opportunità europee

Uno degli strumenti suggeriti è la creazione di un infopoint. La funzione non consiste semplicemente nell'esporre bandiere o materiale promozionale, ma nel rendere accessibili agli altri studenti informazioni corrette sull'Unione e sulle opportunità che possono riguardarli direttamente.
Tra gli argomenti che possono essere affrontati rientrano quindi anche le opportunità per i giovani: percorsi di partecipazione, formazione, mobilità e iniziative promosse a livello europeo. In questo modo il progetto può collegare la dimensione istituzionale a questioni più immediatamente vicine agli interessi degli adolescenti.
Per gli Ambasciatori Junior gestire un punto informativo significa inoltre esercitare competenze di comunicazione. Occorre selezionare informazioni attendibili, sintetizzarle, renderle comprensibili ai coetanei e saper rispondere alle domande senza trasformare argomenti complessi in spiegazioni scorrette.

Social media, podcast e video

La possibilità di realizzare contenuti digitali rende il programma particolarmente adattabile alle modalità con cui gli studenti comunicano oggi. Un gruppo può sviluppare brevi video informativi, podcast, interviste o campagne per i social dell'istituto, purché il contenuto rimanga coerente con gli obiettivi educativi.
La produzione di un video sul Parlamento europeo, ad esempio, può richiedere agli studenti di documentarsi, scrivere un testo, verificarne l'accuratezza, parlare davanti alla telecamera e montare il contenuto. L'attività diventa quindi contemporaneamente formazione civica e sviluppo di competenze comunicative.
Analogamente, un podcast scolastico può ospitare confronti sulle politiche europee, interviste o spiegazioni del processo decisionale. Il valore didattico deriva dal lavoro necessario per costruire il prodotto, non semplicemente dal formato utilizzato.

Dibattiti e giochi di ruolo per capire come si decide

EPAS prevede anche dibattiti e giochi di ruolo. Sono strumenti particolarmente adatti a comprendere come una decisione politica e legislativa derivi da negoziazioni, posizioni differenti e procedure, anziché dalla volontà di una sola istituzione.
Una simulazione può consentire agli studenti di assumere ruoli diversi, analizzare un problema e sperimentare il funzionamento del confronto democratico. L'obiettivo didattico non è stabilire quale opinione sia quella "giusta", ma imparare a costruire argomentazioni, ascoltare posizioni differenti e comprendere il processo attraverso cui si cerca un compromesso.
Queste attività possono aiutare a distinguere la partecipazione civica dalla semplice espressione di un'opinione. In un contesto democratico sostenere una posizione richiede informazioni, capacità argomentativa, confronto con gli altri e conoscenza delle regole attraverso cui una decisione può diventare effettiva.

La Festa dell'Europa come appuntamento finale

Uno dei momenti centrali del percorso è la Festa dell'Europa, organizzata come appuntamento conclusivo per condividere ciò che studenti e docenti hanno realizzato. La ricorrenza europea viene celebrata il 9 maggio e rappresenta quindi un riferimento naturale per la fase finale del progetto.
L'evento può diventare l'occasione per coinvolgere non soltanto i 24 Junior, ma un numero molto più ampio di studenti, insegnanti e membri della comunità scolastica. Presentazioni, incontri, esposizioni, spettacoli e dibattiti possono mostrare il percorso svolto durante l'anno.
In questo modo EPAS evita di rimanere confinato a un piccolo gruppo. Gli Ambasciatori hanno il compito di produrre un effetto di disseminazione: il lavoro svolto da poche decine di partecipanti deve poter raggiungere, almeno in parte, il resto dell'istituto.

Le iniziative aggiuntive possono rappresentare un valore

Le attività espressamente previste dal percorso non impediscono alle scuole di realizzare ulteriori iniziative sui temi europei. Anzi, i progetti aggiuntivi promossi autonomamente dall'istituto possono rappresentare un valore aggiunto nell'ambito della partecipazione.
Una scuola che possiede già esperienze nell'educazione civica, nei programmi europei, negli scambi internazionali o nei progetti di cittadinanza può quindi collegare EPAS a iniziative coerenti, evitando duplicazioni e costruendo un percorso più organico.
Questo margine di autonomia permette anche ai docenti di integrare il programma nel PTOF e nelle attività già previste dall'istituto, naturalmente secondo le decisioni e le procedure organizzative interne della scuola. EPAS fornisce un quadro comune, ma non impone che ogni istituto lavori nello stesso modo.

Circa 40 ore di impegno durante l'anno

Uno dei dati utili per organizzare concretamente il progetto riguarda il tempo: l'impegno complessivo viene stimato in circa 40 ore. Non siamo quindi di fronte a una singola giornata celebrativa o a una lezione occasionale, ma a un percorso distribuito nell'arco dell'anno scolastico.
Le 40 ore comprendono le diverse componenti del percorso EPAS: formazione, approfondimento, progettazione e realizzazione delle attività. La gestione effettiva dipenderà comunque dall'organizzazione scelta dall'istituto e dalle iniziative che studenti e docenti decideranno di sviluppare.
Per le scuole interessate è quindi opportuno valutare fin dall'inizio come collocare l'attività progettuale nel calendario, evitando di concentrare tutto nelle settimane immediatamente precedenti alla Festa dell'Europa. La natura del programma favorisce infatti un lavoro progressivo.

Il riconoscimento non arriva automaticamente con l'iscrizione

Un punto importante riguarda il significato della denominazione Scuola Ambasciatrice. Presentare la candidatura ed essere ammessi al programma non equivale automaticamente a ricevere il riconoscimento definitivo. La targa viene assegnata alle scuole che completano con successo il percorso.
Al termine dell'anno scolastico, le attività vengono sottoposte a una fase di valutazione anche attraverso la compilazione di un questionario. È quindi necessario documentare e rendicontare quanto effettivamente svolto, affinché possa essere verificato il completamento del programma.
Solo dopo questo passaggio l'istituto può ottenere la targa ufficiale di "Scuola Ambasciatrice del Parlamento europeo". Il titolo rappresenta dunque il riconoscimento di un percorso realizzato, non una semplice etichetta ottenuta al momento della candidatura.

Certificati di partecipazione e possibile credito scolastico

Alla fine del programma vengono rilasciati certificati di partecipazione agli studenti e ai docenti coinvolti. È un elemento rilevante perché consente di documentare formalmente l'esperienza svolta nel corso dell'anno scolastico.
Sulla base della certificazione ricevuta, gli istituti possono riconoscere agli studenti aderenti un punto di credito, secondo le modalità stabilite dalla propria scuola. La formulazione è importante: non si tratta di un punto attribuito automaticamente dal Parlamento europeo a tutti i partecipanti, ma di una possibilità rimessa alla gestione dell'istituto.
Il valore educativo del progetto non dovrebbe quindi essere ridotto alla sola questione del credito scolastico. Il certificato documenta un percorso di circa 40 ore che comprende formazione, comunicazione, progettazione e partecipazione, mentre l'eventuale riconoscimento interno dipende dalle regole adottate dalla scuola.

L'opportunità Euroscola a Strasburgo

Tra le possibilità collegate alla rete EPAS c'è anche Euroscola, il programma che consente a studenti provenienti da diversi Paesi di vivere un'esperienza collegata ai lavori del Parlamento europeo a Strasburgo. La partecipazione non è però un premio automatico garantito a ogni Scuola Ambasciatrice.
Docenti e studenti EPAS possono avere l'opportunità di partecipare alle sessioni di Euroscola a Strasburgo attraverso una selezione dedicata. È quindi corretto parlare di possibilità aggiuntiva offerta dalla rete, non di viaggio assicurato a tutti coloro che completano il programma.
La stessa cautela vale per altri eventi organizzati dal Parlamento europeo nei diversi Stati membri oppure nelle sedi di Bruxelles e Strasburgo. L'appartenenza alla rete può aprire opportunità di partecipazione, ma ciascuna iniziativa segue le proprie modalità di accesso.

Una rete che comprende circa duemila scuole

EPAS non è un progetto limitato all'Italia. La rete europea comprende circa 2.000 scuole certificate come ambasciatrici del Parlamento europeo. A queste si collegano circa 5.000 insegnanti nominati Ambasciatori Senior e quasi 35.000 studenti Ambasciatori Junior.
Le dimensioni della rete EPAS permettono alle singole scuole di collocare il proprio progetto all'interno di una comunità educativa molto più ampia. Il programma può favorire lo scambio di pratiche tra istituti e la partecipazione a iniziative organizzate dagli Uffici del Parlamento europeo e da partner istituzionali.
La rete delle scuole ambasciatrici si inserisce inoltre in una più vasta comunità di soggetti coinvolti nelle attività di partecipazione promosse dal Parlamento europeo. L'esperienza della singola scuola può quindi diventare un punto di accesso a ulteriori occasioni di confronto con istituti e giovani provenienti da contesti differenti.

Dieci anni di programma EPAS

Il 2026 ha avuto un significato particolare per EPAS perché il programma ha celebrato il proprio decimo anniversario. Nel corso dell'anno studenti appartenenti alla rete europea sono stati coinvolti anche in iniziative dedicate a questo traguardo, a dimostrazione della continuità raggiunta dal progetto.
In occasione dell'anniversario è stato organizzato anche un concorso fotografico europeo attraverso il quale gli studenti sono stati invitati a rappresentare in un'immagine ciò che l'Europa significasse per loro. I lavori selezionati sono confluiti in un evento celebrativo a Bruxelles e in un'esposizione al Parlamento europeo.
Il dato dei dieci anni aiuta a contestualizzare l'edizione 2026-2027: non si tratta di una sperimentazione appena avviata, ma di un programma che dispone ormai di una rete consolidata di scuole, studenti e docenti distribuiti in Europa.

Un progetto legato alla cittadinanza, non alla propaganda politica

Quando un'istituzione politica entra in relazione con la scuola è legittimo chiedersi quale sia il confine tra informazione istituzionale e propaganda. Nel caso di EPAS l'obiettivo dichiarato è l'educazione alla democrazia parlamentare europea, ai valori dell'UE, ai diritti di cittadinanza e al funzionamento delle istituzioni.
Questo significa che il programma non dovrebbe essere confuso con il sostegno a un determinato partito politico, gruppo parlamentare o orientamento elettorale. Il Parlamento europeo è un'istituzione all'interno della quale siedono forze politiche differenti e il suo funzionamento si basa proprio sul confronto tra posizioni diverse.
Dal punto di vista educativo, il valore del programma dipende anche dalla capacità della scuola di mantenere un approccio pluralista: conoscere l'Unione europea non significa rinunciare alla possibilità di discuterne criticamente politiche e decisioni. Una cittadinanza consapevole presuppone informazioni corrette e capacità di confronto, non adesione automatica a una posizione.

Educazione civica e capacità di verificare le informazioni

Il progetto può offrire un'occasione anche per lavorare sul rapporto tra informazione e istituzioni. Molti contenuti che circolano online attribuiscono genericamente "all'Europa" decisioni che possono essere state adottate da soggetti differenti o che non sono ancora entrate in vigore.
Imparare a verificare quale istituzione abbia approvato un atto, in quale fase si trovi una proposta e quali siano le competenze dell'Unione sviluppa una forma concreta di media literacy. È un'abilità utile anche al di fuori dello studio del diritto europeo.
Gli Ambasciatori Junior che producono contenuti destinati ai propri coetanei sono chiamati, di conseguenza, ad assumersi una responsabilità: verificare le informazioni prima di diffonderle. Un'attività di questo tipo può trasformare un progetto istituzionale in un esercizio pratico di educazione all'uso consapevole delle fonti.

Perché il ruolo degli studenti è centrale

Uno dei punti che distingue EPAS da una normale attività formativa è il ruolo attribuito agli studenti. I ragazzi non sono semplicemente invitati a seguire una lezione sull'Unione europea, ma devono contribuire a sviluppare iniziative rivolte agli altri.
Questa impostazione favorisce il cosiddetto peer learning, cioè l'apprendimento tra pari. Spiegare un argomento a un coetaneo richiede di averlo compreso abbastanza bene da riuscire a sintetizzarlo e renderlo accessibile. La comunicazione diventa quindi parte stessa del processo di apprendimento.
Agli Junior viene inoltre lasciato spazio per scegliere linguaggi compatibili con la propria generazione. Una campagna social, un gioco di ruolo o un podcast possono risultare più efficaci di una lezione tradizionale nel coinvolgere altri studenti, purché i contenuti rimangano rigorosi.

Il compito dei docenti: guidare senza sostituirsi agli studenti

Per gli Ambasciatori Senior la sfida è costruire un equilibrio tra coordinamento e autonomia. Un progetto realizzato interamente dai docenti e semplicemente presentato dagli studenti perderebbe una parte importante della logica partecipativa di EPAS.
Gli insegnanti devono invece aiutare i ragazzi a selezionare argomenti, verificare informazioni, organizzare il lavoro e rispettare le scadenze, lasciando contemporaneamente agli Junior Ambassador uno spazio reale nella progettazione delle attività.
È anche per questa ragione che la formazione di ottobre è rivolta specificamente ai docenti Senior. Prima di accompagnare il gruppo è necessario conoscere il quadro del programma, gli obiettivi e le modalità attraverso cui le attività verranno valutate.

Cosa dovrebbe fare una scuola interessata adesso

Per gli istituti intenzionati a partecipare, il primo passo è verificare subito la disponibilità di uno o due docenti pronti ad assumere il ruolo di Senior Ambassador. Il programma richiede infatti continuità per l'intero anno e non dovrebbe essere avviato senza un referente in grado di coordinarlo.
Il secondo passaggio è individuare il potenziale gruppo di Ambasciatori Junior, fino a un massimo di 24 studenti. La scelta può essere organizzata dalla scuola secondo le proprie modalità, tenendo presente che il percorso richiederà partecipazione effettiva e disponibilità a realizzare attività per i compagni.
Il terzo passo è completare il formulario di candidatura senza attendere inutilmente il 30 settembre. Poiché le domande vengono accolte in ordine cronologico fino all'esaurimento della capienza prevista, un istituto già deciso a partecipare non trae alcun vantaggio dal rinvio.

Non basta iscriversi: serve programmare l'intero anno

Una volta ammessa, la scuola deve pensare a EPAS come a un percorso annuale. Ottobre è dedicato alla formazione dei Senior; gli studenti ricevono poi la propria introduzione; successivamente parte la fase di attivazione che conduce verso gli appuntamenti primaverili e la Festa dell'Europa.
Distribuire il lavoro permette di costruire attività più solide. Gli studenti possono iniziare con l'approfondimento delle istituzioni UE, scegliere successivamente gli argomenti da comunicare e infine progettare iniziative rivolte all'intera comunità scolastica.
Una programmazione progressiva consente anche di documentare meglio il lavoro in vista della valutazione finale. Dal momento che il titolo di Scuola Ambasciatrice viene riconosciuto al completamento positivo del percorso, conservare traccia delle attività realizzate diventa parte dell'organizzazione del progetto.

Il 30 settembre è la scadenza, ma i posti possono finire prima

La data da ricordare resta il 30 settembre 2026, ultimo giorno indicato per le candidature. Tuttavia la regola dell'ordine cronologico modifica il significato pratico di questa scadenza: il termine non deve essere interpretato come garanzia di ammissione fino all'ultimo giorno.
Le richieste vengono infatti accolte fino al raggiungimento del numero massimo di scuole partecipanti. Non essendo una procedura nella quale tutte le candidature complete vengono necessariamente ammesse, la tempestività assume un valore reale.
Per dirigenti e docenti interessati, settembre diventa quindi il momento in cui decidere se l'istituto abbia risorse organizzative e studenti disponibili per sostenere circa 40 ore di attività. Una candidatura tempestiva ha senso soprattutto quando dietro esiste già l'intenzione concreta di portare avanti l'intero percorso.

Dalla candidatura alla targa europea: il percorso che attende le scuole

L'apertura del 7 settembre rappresenta soltanto il primo passaggio. Dopo l'ammissione arriveranno la formazione degli Ambasciatori Senior, la lezione per gli Junior, la progettazione delle iniziative, la fase di attivazione, la Festa dell'Europa e infine la valutazione delle attività svolte.
Il riconoscimento di Scuola Ambasciatrice del Parlamento europeo acquista valore proprio perché arriva al termine di questo processo. La targa non certifica soltanto l'iscrizione a un progetto, ma il completamento di un percorso che ha coinvolto studenti e docenti nell'approfondimento e nella diffusione di conoscenze sull'Unione.
Agli studenti rimangono inoltre il certificato di partecipazione, l'eventuale credito riconosciuto dall'istituto e soprattutto un'esperienza che combina educazione civica, comunicazione, lavoro di gruppo e progettazione. Per alcuni potranno aggiungersi opportunità attraverso la rete, compresa la possibilità di concorrere per iniziative come Euroscola.

Una scuola ambasciatrice oltre la targa

La sfida più interessante dell'edizione EPAS 2026-2027 sarà capire quanto le attività riusciranno a uscire dal gruppo ristretto degli Ambasciatori Junior. Se il progetto rimane confinato a 24 ragazzi e due insegnanti, l'impatto sull'istituto sarà inevitabilmente limitato. Se invece gli studenti riusciranno a coinvolgere classi, docenti, famiglie e territorio, la funzione di "ambasciatori" acquisterà un significato più concreto.
Il programma offre strumenti sufficientemente flessibili per farlo: dibattiti, social media, video, podcast, assemblee, infopoint, interviste e spettacoli permettono a ogni scuola di costruire un progetto compatibile con le proprie risorse. La qualità dipenderà quindi in buona parte dalla capacità di trasformare la formazione iniziale in partecipazione reale.
Dal 7 al 30 settembre si apre dunque una finestra importante per le scuole superiori italiane interessate all'educazione civica europea. L'ordine cronologico delle candidature suggerisce di non rimandare la decisione, mentre le circa 40 ore richieste invitano a non aderire superficialmente: EPAS è pensato come un percorso da seguire per l'intero anno scolastico.
E voi ritenete che progetti come Scuola Ambasciatrice del Parlamento europeo possano aiutare gli studenti a comprendere meglio come funzionano concretamente le istituzioni dell'Unione? Se la vostra scuola ha già partecipato a EPAS negli anni precedenti, lasciate un commento e raccontateci quali attività avete realizzato e quale esperienza ne hanno ricavato studenti e docenti.

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