Eclissi e Perseidi il 12 agosto: doppio spettacolo nei cieli italiani
Il 12 agosto 2026 si prepara a diventare una delle giornate astronomiche più interessanti dell'estate. Nel giro di poche ore il cielo offrirà infatti due fenomeni capaci di attirare l'attenzione anche di chi normalmente non segue l'astronomia: una profonda eclissi solare, visibile in forma parziale da tutta Italia, e il massimo dello sciame meteorico delle Perseidi, le celebri "stelle cadenti" di agosto. Una coincidenza resa ancora più favorevole dalla presenza della Luna nuova, che durante la notte non disturberà l'osservazione delle meteore con la propria luminosità.
In alcune località europee l'eclissi sarà totale, mentre dall'Italia il Sole rimarrà sempre almeno parzialmente visibile. Nonostante questo, in alcune zone della Penisola la porzione del disco solare oscurata dalla Luna sarà molto elevata: secondo i dati divulgati dall'Istituto Nazionale di Astrofisica, a Napoli la copertura sarà intorno al 46%, a Roma raggiungerà circa il 69%, mentre in alcune aree del Centro-Nord e della Sardegna potrà superare il 90%.
Perché il 12 agosto 2026 sarà una giornata particolare
La combinazione è insolita soprattutto per la sua capacità di concentrare nella stessa giornata due fenomeni completamente differenti. Nel tardo pomeriggio sarà la Luna a interporsi tra la Terra e il Sole; qualche ora più tardi, guardando il cielo notturno, saranno invece minuscole particelle lasciate nello spazio dalla cometa 109P/Swift-Tuttle a produrre le scie luminose delle Perseidi entrando ad altissima velocità nell'atmosfera terrestre.
Non esiste quindi alcun legame fisico diretto tra eclissi e Perseidi: la loro vicinanza temporale è una coincidenza astronomica. Ma dal punto di vista dell'osservatore il risultato sarà particolarmente suggestivo, perché sarà possibile assistere nel corso della stessa giornata prima all'oscuramento parziale del Sole e successivamente a una delle migliori notti dell'anno per osservare le meteore.
L'eclissi del 12 agosto sarà totale solo in una fascia limitata
Quella del 12 agosto 2026 è classificata come un'eclissi totale di Sole. La totalità, tuttavia, può essere osservata soltanto trovandosi all'interno della stretta fascia attraversata dall'ombra della Luna. Le mappe astronomiche della NASA mostrano il percorso della totalità attraverso aree dell'Artico, della Groenlandia, dell'Islanda e della Spagna, mentre una parte molto più ampia dell'Europa assisterà a un'eclissi parziale.
L'Italia non si troverà nella fascia di totalità, ma sarà comunque interessata interamente dal fenomeno. La percentuale di copertura aumenterà generalmente spostandosi verso le aree italiane più favorevoli rispetto al percorso dell'ombra lunare. L'INAF sottolinea come si tratterà della più profonda eclissi solare osservabile da molte regioni italiane dai tempi dell'11 agosto 1999.
Dove si vedrà meglio dall'Italia
Un elemento fondamentale sarà l'orizzonte. L'eclissi avverrà infatti quando il Sole sarà già relativamente basso verso Ovest, quindi edifici, montagne, alberi o altri ostacoli potrebbero impedire di osservare le fasi finali.
Per questo motivo l'INAF consiglia di scegliere un luogo con un orizzonte occidentale e nord-occidentale il più possibile libero, soprattutto nelle località dove il tramonto arriverà mentre il fenomeno sarà ancora in corso.
La differenza tra le varie regioni sarà considerevole. A Napoli, secondo INAF, il disco solare apparirà coperto per circa il 46%; a Roma si arriverà attorno al 69%; procedendo verso il Centro-Nord e in alcune zone della Sardegna, la copertura potrà superare il 90%. Si tratta di percentuali di oscuramento del disco solare e non significa, però, che il giorno diventerà improvvisamente notte come accade all'interno della fascia di totalità.
Attenzione agli occhi: gli occhiali da sole non bastano
L'aspetto più importante riguarda la sicurezza. Un'eclissi parziale non rende sicuro guardare direttamente il Sole. Anche quando gran parte del disco solare è coperta dalla Luna, la porzione ancora visibile rimane sufficientemente intensa da poter danneggiare gli occhi.
La NASA raccomanda di utilizzare specifici visori solari o occhiali per eclissi conformi ai requisiti dello standard internazionale ISO 12312-2. I normali occhiali da sole, anche se molto scuri, non sono sufficienti per osservare direttamente il Sole.
La precauzione diventa ancora più importante utilizzando binocoli, telescopi o fotocamere. Non bisogna osservare il Sole attraverso uno strumento ottico semplicemente indossando gli occhiali per eclissi: la luce concentrata dall'ottica può provocare gravi danni e può deteriorare il filtro. Per telescopi, binocoli e teleobiettivi sono necessari filtri solari specifici montati correttamente davanti all'ottica.
Chi non possiede un dispositivo adatto può ricorrere anche all'osservazione indiretta, per esempio mediante un semplice proiettore stenopeico, che permette di proiettare l'immagine del Sole su una superficie senza guardare direttamente l'astro. Persino gli spazi tra le foglie degli alberi possono comportarsi come piccoli fori stenopeici e proiettare numerose immagini della falce solare durante l'eclissi.
Poi arriveranno le Perseidi
Terminato lo spettacolo dell'eclissi, l'attenzione si sposterà sulla notte tra 12 e 13 agosto, quando è previsto il massimo delle Perseidi. Lo sciame è attivo già dal 17 luglio e continuerà fino al 24 agosto, ma proprio nelle ore della notte tra mercoledì e giovedì raggiungerà la fase di maggiore attività.
Le condizioni del 2026 saranno particolarmente favorevoli. Il 12 agosto coincide infatti con la Luna nuova, quindi non ci sarà la forte luminosità lunare che in altri anni finisce per nascondere buona parte delle meteore più deboli. L'International Meteor Organization definisce eccellenti le condizioni lunari per le osservazioni ottiche delle Perseidi di quest'anno.
Davvero si potranno vedere 100 stelle cadenti ogni ora?
Il dato più spettacolare è quello delle 90-100 meteore all'ora, ma va interpretato correttamente. L'INAF indica una frequenza potenziale fino a circa 90-100 meteore all'ora in condizioni ideali, mentre l'International Meteor Organization associa allo sciame un valore teorico di ZHR pari a 100.
Lo ZHR, o Zenithal Hourly Rate, non rappresenta automaticamente il numero di meteore che ciascuna persona vedrà realmente in sessanta minuti. È un parametro standardizzato che presuppone condizioni ottimali: cielo perfettamente buio e limpido, radiante molto alto, ampia visuale e assenza di inquinamento luminoso.
Chi osserva le Perseidi da una grande città potrebbe quindi vederne molte meno. Un osservatore situato invece in campagna, in montagna o lungo una costa particolarmente buia, lontano dalle luci artificiali, avrà possibilità decisamente maggiori.
Da dove vengono le "stelle cadenti"
Nonostante il nome popolare, le stelle cadenti non sono stelle. Le Perseidi sono prodotte da piccoli frammenti e particelle di materiale lasciati lungo l'orbita dalla cometa 109P/Swift-Tuttle, che impiega circa 130 anni per completare una rivoluzione intorno al Sole.
Ogni anno la Terra attraversa questa regione dello spazio. Quando le particelle entrano nell'atmosfera terrestre ad altissima velocità, l'interazione con l'atmosfera produce le brevi e caratteristiche scie luminose che osserviamo nel cielo.
Le Perseidi sono particolarmente rapide: l'INAF indica una velocità di ingresso di circa 59 chilometri al secondo, equivalenti a oltre 200.000 chilometri orari. Questa grande velocità contribuisce a produrre meteore luminose e, occasionalmente, scie che rimangono visibili per alcuni secondi.
Perché si chiamano Perseidi
Il nome deriva dalla costellazione di Perseo. Tracciando idealmente all'indietro le traiettorie delle meteore, infatti, queste sembrano provenire da un punto del cielo situato proprio in quella direzione, chiamato radiante.
Non significa però che sia necessario guardare continuamente verso Perseo. Al contrario, le meteore possono comparire in praticamente qualsiasi parte del cielo. Una visuale ampia, senza edifici e con poca illuminazione artificiale, è generalmente molto più importante di conoscere esattamente la posizione della costellazione.
Qual è l'orario migliore per vedere le Perseidi
Secondo l'INAF, per l'osservazione sarà preferibile il periodo compreso dalla mezzanotte fino all'alba, quando il radiante sarà progressivamente più alto. L'International Meteor Organization indica per il massimo principale del 2026 una finestra attorno alle prime ore del 13 agosto, pur ricordando che il massimo tradizionale delle Perseidi è relativamente ampio e che l'attività può essere interessante anche nelle ore circostanti.
Non è necessario possedere un telescopio. Anzi, per le meteore è preferibile l'osservazione a occhio nudo perché consente di controllare contemporaneamente un'area molto più grande del cielo.
Un altro accorgimento è evitare continuamente lo smartphone. La luce dello schermo riduce l'adattamento dell'occhio all'oscurità. L'INAF suggerisce di lasciare agli occhi almeno 20-30 minuti per adattarsi al buio prima di aspettarsi una buona capacità di percepire le meteore meno luminose.
La notte di San Lorenzo non coincide sempre con il massimo
In Italia le Perseidi sono tradizionalmente associate alla notte di San Lorenzo, il 10 agosto, tanto da essere conosciute anche come "Lacrime di San Lorenzo". Dal punto di vista astronomico, tuttavia, il massimo dello sciame non deve necessariamente coincidere con quella data.
Nel 2026 il periodo migliore sarà soprattutto la notte tra il 12 e il 13 agosto. Questo non significa che nelle sere precedenti non sia possibile vedere meteore: lo sciame è già attivo e continuerà a esserlo anche successivamente, ma la probabilità aumenta avvicinandosi al massimo.
Una coincidenza perfetta per l'estate 2026
Il fascino della giornata del 12 agosto sarà proprio nella successione degli eventi. Al tramonto, milioni di persone in Europa potranno osservare il Sole parzialmente o totalmente oscurato a seconda della propria posizione geografica; qualche ora dopo, sotto un cielo praticamente privo di luce lunare, inizierà una delle notti più favorevoli degli ultimi anni per osservare le Perseidi.
Il meteo resterà naturalmente la grande variabile. Una copertura nuvolosa potrà impedire l'osservazione dell'eclissi o delle meteore in una determinata località, mentre un cielo sereno e lontano dall'inquinamento luminoso potrebbe regalare condizioni straordinarie.
Per chi vuole organizzarsi, quindi, ci sono già tre indicazioni essenziali: trovare per il pomeriggio un luogo con l'orizzonte occidentale libero e procurarsi in anticipo protezioni certificate per osservare il Sole; per la notte, allontanarsi invece il più possibile dalle luci urbane, lasciare adattare gli occhi al buio e guardare il cielo senza bisogno di alcun telescopio.
Il 12 agosto 2026 potrebbe così trasformarsi in una piccola maratona astronomica estiva: prima la Luna davanti al Sole, poi la Terra dentro la scia di polveri della Swift-Tuttle. Due fenomeni completamente diversi, riuniti nello spazio di poche ore.
E voi assisterete all'eclissi e alle Perseidi? Da quale città o località d'Italia proverete a osservare il cielo del 12 agosto?

