Viterbo, incendio nel carcere Mammagialla: 23 persone soccorse, un detenuto grave
Un incendio è divampato ieri sera all'interno della Casa Circondariale Mammagialla di Viterbo, causando l'intossicazione di numerose persone tra detenuti e agenti della polizia penitenziaria. Il bilancio finale comunicato da Ares 118, il servizio di emergenza sanitaria della Regione Lazio, parla di 23 persone soccorse complessivamente, tra cui sei agenti coinvolti nelle operazioni di soccorso.
Dove e come è scoppiato l'incendio
Le fiamme sono divampate intorno alle ore 20 all'interno della sezione precauzionale del penitenziario, un reparto specifico della struttura dedicato a detenuti che richiedono particolari misure di sorveglianza o protezione. Secondo le prime ricostruzioni, l'incendio sarebbe stato appiccato dagli stessi detenuti ospitati in quella sezione, con il fumo che si è rapidamente propagato all'interno della struttura, arrivando fino all'infermeria del carcere.
L'intervento dei soccorsi
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco di Viterbo, con tre mezzi, insieme a un imponente dispositivo di soccorso sanitario attivato dalla centrale operativa di Ares 118. Complessivamente sono stati inviati cinque mezzi, tra cui due automediche e diverse ambulanze di soccorso avanzato, per assistere le persone coinvolte nell'incendio.
Il bilancio dei feriti
Del totale di 23 persone soccorse, sette sono state trasportate presso l'ospedale di Viterbo: una in codice rosso, il livello di gravità più elevato utilizzato dal sistema sanitario di emergenza italiano, e sei in codice giallo, indicativo di una gravità intermedia. Le restanti dieci persone sono state assistite direttamente all'interno della struttura penitenziaria, con una classificata in codice giallo e nove in codice verde, il livello meno grave. A questi si aggiungono sei agenti della polizia penitenziaria, anch'essi rimasti intossicati nel corso delle operazioni di soccorso e messa in sicurezza della struttura.
L'attivazione del piano maxiemergenze
Data la gravità della situazione, i soccorritori hanno deciso di attivare il cosiddetto Nucleo Maxiemergenze, una procedura prevista per gli eventi che coinvolgono un numero elevato di persone contemporaneamente. È stato allestito un posto medico avanzato nella vicina località di Orte, mentre tutti gli ospedali della provincia di Viterbo sono stati messi in preallerta, attivando i rispettivi piani di emergenza interna previsti per queste situazioni.
L'evacuazione del reparto coinvolto
Nell'immediatezza dell'incendio, è stata disposta l'evacuazione dell'intera sezione precauzionale interessata dalle fiamme, mentre gli agenti della polizia penitenziaria, richiamati in servizio anche fuori dal proprio turno per gestire l'emergenza, hanno lavorato per mettere in sicurezza sia i detenuti sia il resto della struttura.
Le ipotesi sull'origine dell'incendio
Secondo le prime informazioni raccolte, l'incendio avrebbe un'origine dolosa, probabilmente appiccato volontariamente da alcuni detenuti del reparto speciale della struttura. Le autorità competenti dovranno ora ricostruire con precisione le circostanze e le motivazioni che hanno portato all'appiccamento delle fiamme, un accertamento che richiederà l'esame delle testimonianze raccolte e degli eventuali elementi tecnici rilevati sul posto.
Un fenomeno che si ripete periodicamente nelle carceri italiane
Episodi di questo tipo, seppur con diversa gravità, non sono purtroppo isolati nel panorama penitenziario italiano, dove le tensioni legate al sovraffollamento delle strutture e alla carenza di personale rispetto agli organici previsti si traducono periodicamente in episodi di protesta, talvolta sfociati in atti di autolesionismo collettivo o in incendi appiccati all'interno delle celle o dei reparti.
La conclusione dell'emergenza
Secondo quanto comunicato da Ares 118, le operazioni di soccorso si sono concluse nel corso della serata, con il rientro di tutti i mezzi impiegati sul posto. Resta da chiarire nelle prossime ore l'evoluzione delle condizioni cliniche della persona trasportata in codice rosso, la più grave tra quelle coinvolte in questo episodio. E voi seguite con attenzione le notizie relative alle condizioni delle carceri italiane, spesso alle prese con episodi di tensione e sovraffollamento? Condividete la vostra opinione nei commenti.

