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Sisma a Buckingham Palace: l’arresto dell’ex Principe Andrea scuote la monarchia

Il Regno Unito si è svegliato sotto lo shock di una notizia senza precedenti nella storia moderna: Andrew Mountbatten-Windsor, meglio conosciuto come l'ex Principe Andrea, è stato arrestato e interrogato per oltre dodici ore dalla polizia britannica. L'evento, avvenuto proprio nel giorno del suo 66esimo compleanno, segna il punto di non ritorno per il figlio prediletto della defunta Regina Elisabetta II e apre una crisi istituzionale che mette a dura prova la tenuta della Corona.

Un arresto storico: dal 1649 a oggi

Per trovare un precedente simile, gli storici devono risalire al 1649, anno della cattura e della successiva decapitazione di Re Carlo I. Mai, nell'era contemporanea, un membro così vicino al trono — Andrea è attualmente ottavo nella linea di successione — era finito in manette. Il blitz è scattato alle prime luci dell'alba nella tenuta di Sandringham, dove l'ex duca vive in una sorta di esilio dorato dopo essere stato sfrattato dalla sua storica residenza di Royal Lodge per volere del fratello, Re Carlo III.

Le accuse: segreti di Stato e il "fantasma" di Epstein

A differenza delle passate bufere mediatiche, questa volta non si parla solo di frequentazioni inopportune, ma di reati gravissimi. L'accusa formale è di cattiva condotta in pubblico ufficio. Secondo le indagini condotte dalla Thames Valley Police, Andrea avrebbe sfruttato il suo ruolo di inviato speciale per il commercio del Regno Unito (ricoperto tra il 2001 e il 2011) per passare informazioni riservate e documenti governativi sensibili a Jeffrey Epstein, il finanziere americano al centro di un vasto traffico internazionale di minori.
Le prove che hanno portato all'arresto sarebbero contenute nei cosiddetti "Epstein Files", un'enorme mole di documenti declassificati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti all'inizio del 2026. Queste carte rivelerebbero scambi di email e rapporti confidenziali riguardanti missioni commerciali in Asia e nel Golfo Persico, finiti misteriosamente nelle mani del predatore sessuale americano.

La reazione di Re Carlo III: "La legge faccia il suo corso"

La risposta del sovrano non si è fatta attendere ed è stata di una freddezza chirurgica. Attraverso una nota ufficiale, Re Carlo III ha dichiarato che "la legge deve fare il suo corso", ribadendo che nessuno, nemmeno un membro della famiglia reale, è al di sopra della giustizia.
Questa presa di posizione segna la definitiva rottura dei legami tra il Re e il fratello minore. Carlo, impegnato in una complessa opera di snellimento e moralizzazione della monarchia, sembra intenzionato a proteggere l'istituzione sacrificando i legami di sangue, evitando che lo scandalo travolga anche l'erede al trono, William, e la popolarissima Kate.

Cosa rischia l'ex Principe?

Dopo un lungo interrogatorio nella stazione di polizia di Aylsham, Andrea è stato rilasciato sotto inchiesta, ma la sua posizione resta estremamente precaria. Se le accuse di aver condiviso segreti di Stato venissero confermate in un regolare processo, l'ex Principe rischierebbe una condanna pesantissima, che nel sistema giuridico britannico può arrivare fino all'ergastolo.
Mentre gli avvocati preparano la difesa, l'opinione pubblica britannica appare divisa tra lo sconcerto e un senso di giustizia tardiva. La parabola di Andrea, da eroe della guerra delle Falkland a paria internazionale, sembra aver toccato il suo definitivo e tragico epilogo.

Di Leonardo

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