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Sassonia-Anhalt, AfD al 43,8%: terremoto politico in Germania

La Alternative für Deutschland ha vinto con un margine senza precedenti le elezioni regionali del 6 settembre 2026 in Sassonia-Anhalt, ridisegnando radicalmente gli equilibri politici di uno dei Länder orientali della Germania. Secondo il risultato provvisorio completato durante la notte, l'AfD ha ottenuto il 43,8% dei secondi voti, più del doppio rispetto al 20,8% raggiunto nel 2021. La CDU del ministro-presidente Sven Schulze si è fermata invece al 17,2%, perdendo quasi venti punti percentuali rispetto alla precedente consultazione.
Il risultato è ancora più significativo osservando la futura composizione del Landtag della Sassonia-Anhalt. L'AfD conquista 39 degli 83 seggi disponibili: appena tre in meno dei 42 necessari per disporre della maggioranza assoluta. La vittoria elettorale è quindi netta, ma non equivale automaticamente alla conquista del governo. Per eleggere autonomamente il proprio candidato Ulrich Siegmund alla guida del Land, il partito avrebbe bisogno di ulteriori voti parlamentari.
Il voto rappresenta contemporaneamente una svolta regionale e un serio problema politico per il cancelliere Friedrich Merz. La CDU, che guidava la Sassonia-Anhalt ininterrottamente dal 2002, registra il peggior risultato della propria storia nel Land. La dimensione della sconfitta rende inevitabile il confronto anche con la situazione nazionale, dove il governo federale formato da CDU, CSU e SPD sta affrontando una fase caratterizzata da forte insoddisfazione nell'elettorato.

Il risultato ufficiale corregge gli exit poll

Alla chiusura dei seggi, le prime proiezioni avevano attribuito all'AfD circa il 44,5% e alla CDU il 18,5%. Lo scrutinio completo ha successivamente corretto i valori: la percentuale finale provvisoria dell'AfD è scesa al 43,8%, mentre quella della CDU si è attestata al 17,2%. La distanza tra le due formazioni rimane comunque superiore a 26 punti percentuali.
L'AfD ha raccolto complessivamente 576.037 secondi voti, quelli che determinano in misura decisiva la rappresentanza proporzionale nel Parlamento regionale. La CDU ne ha ottenuti 226.622. La differenza supera quindi le 349 mila preferenze in un Land nel quale gli aventi diritto registrati erano poco più di 1,7 milioni.
Il dato assume un significato storico perché nessun partito aveva mai raggiunto una percentuale così elevata in una elezione regionale della Sassonia-Anhalt. Nel 2021 la CDU aveva vinto con il 37,1%; cinque anni più tardi, non soltanto perde la prima posizione, ma vede più che dimezzarsi il proprio vantaggio elettorale mentre l'AfD guadagna 23 punti.

AfD 39 seggi, maggioranza assoluta a quota 42

La nuova assemblea regionale sarà composta da 83 deputati. L'AfD ne avrà 39, la CDU 15, SPD, Verdi e Linke otto ciascuno, mentre il Bündnis Sahra Wagenknecht entrerà per la prima volta nel Parlamento della Sassonia-Anhalt con cinque rappresentanti.
La soglia decisiva è quella dei 42 mandati. L'AfD ne possiede 39 e quindi non può eleggere autonomamente un ministro-presidente nei primi passaggi parlamentari né approvare da sola le normali decisioni che richiedono una maggioranza assoluta dei componenti.
L'aritmetica produce tuttavia un Parlamento estremamente particolare. CDU, SPD, Verdi e Linke dispongono, sommati insieme, degli stessi 39 seggi dell'AfD. Gli altri cinque appartengono al BSW. Ciò significa che il piccolo gruppo guidato localmente dal Bündnis Sahra Wagenknecht può assumere un peso molto superiore alla propria percentuale del 5,3%.

Il BSW diventa l'ago della bilancia

Con appena cinque seggi, il BSW può diventare determinante tanto per un'eventuale soluzione guidata dall'AfD quanto per una maggioranza costruita contro di essa. AfD e BSW insieme avrebbero 44 deputati, due oltre la maggioranza assoluta.
Il BSW non ha però annunciato una coalizione con l'AfD. Le dichiarazioni successive al voto indicano piuttosto la disponibilità a valutare le singole questioni parlamentari senza applicare automaticamente il principio della totale esclusione politica. Sahra Wagenknecht ha criticato l'idea di costruire una nuova maggioranza unicamente per impedire all'AfD di accedere al governo.
Questa posizione distingue il BSW dagli altri principali partiti presenti nel Landtag. CDU, SPD, Verdi e Linke continuano infatti a respingere una collaborazione governativa con l'AfD. La distanza tra la disponibilità a dialogare su singoli provvedimenti e l'ingresso in una coalizione resta però notevole e non esiste, al momento, un accordo per governare insieme.

Che cosa significa davvero la "Brandmauer"

La politica tedesca utilizza il termine Brandmauer, letteralmente "muro tagliafuoco", per indicare l'impegno delle principali formazioni democratiche tradizionali a non stringere coalizioni con l'AfD. Si tratta di una scelta politica dei partiti e non di un impedimento stabilito dalla Costituzione.
La CDU nazionale e quella della Sassonia-Anhalt hanno ribadito più volte questa linea. Per Friedrich Merz, mantenere la separazione dall'AfD rappresenta anche una questione di credibilità personale, dato che il cancelliere e presidente della CDU ha costruito parte della propria strategia politica sulla promessa di contrastarne l'ascesa attraverso risultati di governo e una proposta conservatrice alternativa.
L'entità del voto del 6 settembre rende però la Brandmauer molto più difficile da gestire sul piano dell'aritmetica parlamentare. Escludere l'AfD significa infatti dover costruire una maggioranza tra forze che, su numerose questioni economiche, sociali, migratorie e internazionali, presentano differenze profonde.

Una maggioranza senza AfD richiede quasi tutto il Parlamento restante

CDU, SPD, Verdi e Linke insieme raggiungono soltanto 39 seggi. Anche riunendo partiti appartenenti a tradizioni politiche fortemente differenti, la soglia dei 42 non verrebbe raggiunta. Per ottenere una maggioranza stabile senza l'AfD sarebbe quindi necessario coinvolgere anche il BSW, arrivando a 44 deputati.
Una simile formula riunirebbe cinque partiti: cristiano-democratici, socialdemocratici, Verdi, Linke e BSW. Sarebbe una soluzione politicamente molto complessa, perché la CDU ha tradizionalmente escluso alleanze con la Linke e le posizioni del BSW su politica estera, migrazione ed energia divergono fortemente da quelle di altre formazioni.
Il risultato è una situazione nella quale una maggioranza parlamentare teorica esiste, ma trasformarla in un governo coerente richiederebbe compromessi molto difficili. Proprio per questo nelle prossime settimane potrebbero essere valutate anche formule di governo di minoranza o accordi parlamentari più limitati.

Ulrich Siegmund vuole diventare ministro-presidente

Il candidato dell'AfD Ulrich Siegmund considera il risultato un mandato politico per tentare di formare il governo. Dopo il voto ha dichiarato di voler discutere con altre componenti del nuovo Landtag nella speranza di costruire una maggioranza sufficientemente stabile.
Siegmund non dispone però dei numeri necessari. Nei primi scrutini per eleggere il ministro-presidente servirebbero 42 voti. L'AfD ne controlla formalmente 39 e dovrebbe quindi ottenere almeno tre consensi esterni oppure raggiungere un'intesa politica con un'altra forza.
La votazione per il capo del governo regionale avviene inoltre a scrutinio segreto. Questo elemento alimenta inevitabilmente interrogativi sulla possibilità che singoli deputati appartenenti ad altre formazioni decidano di sostenere Siegmund indipendentemente dalle indicazioni ufficiali del proprio partito.

L'AfD cerca voti nella CDU

I dirigenti dell'AfD hanno rivolto un appello particolarmente evidente ai parlamentari della CDU. La strategia consiste nel presentare una possibile collaborazione come la costruzione di una maggioranza conservatrice regionale, cercando di convincere singoli esponenti cristiano-democratici a superare la Brandmauer.
Per la CDU si tratta di uno dei punti politicamente più sensibili del dopo voto. Il partito possiede soltanto 15 seggi, ma anche pochi voti individuali potrebbero cambiare l'esito dell'elezione del ministro-presidente. La direzione nazionale continua tuttavia a escludere accordi con l'AfD.
L'eventuale passaggio di deputati o sostegno individuale sarebbe politicamente molto rilevante, ma al momento non esiste alcuna prova che almeno tre parlamentari CDU abbiano deciso di appoggiare Siegmund. È quindi necessario distinguere l'offensiva politica dell'AfD da un'effettiva maggioranza già costruita.

L'astensione del BSW potrebbe diventare decisiva più avanti

Il sistema costituzionale della Sassonia-Anhalt prevede diversi passaggi qualora nessun candidato riesca inizialmente a ottenere la maggioranza assoluta. Nel primo scrutinio è necessaria la maggioranza dei componenti del Landtag; se non viene raggiunta, deve essere effettuata una nuova votazione entro sette giorni.
Se anche il secondo tentativo fallisce, il Parlamento dispone di ulteriori quattordici giorni per decidere se interrompere anticipatamente la legislatura. Qualora non venga approvato lo scioglimento, si procede a un ulteriore scrutinio nel quale può diventare decisiva la maggioranza dei voti espressi.
È in questa fase che un'eventuale astensione del BSW o di altri gruppi potrebbe modificare radicalmente l'aritmetica. Con 39 deputati disciplinati, l'AfD potrebbe teoricamente riuscire a eleggere il proprio candidato se gli avversari non convergessero su un unico nome e un numero sufficiente di parlamentari si astenesse.

Il nuovo Landtag dovrà riunirsi entro il 6 ottobre

La Costituzione regionale stabilisce che il nuovo Landtag debba riunirsi entro trenta giorni dalle elezioni. Dopo il voto del 6 settembre, la data limite è quindi il 6 ottobre 2026.
Fino alla nascita di un nuovo esecutivo, il governo uscente continua a gestire gli affari correnti. Non esiste una scadenza immediata entro la quale debba essere necessariamente eletto il successore di Sven Schulze, ma una lunga situazione di stallo avrebbe inevitabili conseguenze politiche e amministrative.
Le prossime settimane saranno quindi dominate dalle consultazioni tra i partiti, più che da un immediato passaggio di potere. La notte elettorale ha indicato con chiarezza chi ha vinto il voto; non ha ancora stabilito chi guiderà concretamente il Land.

Una minoranza di blocco molto potente

Anche nell'ipotesi in cui rimanga all'opposizione, l'AfD avrà comunque una posizione parlamentare senza precedenti. Con 39 seggi su 83 supera ampiamente il terzo dei mandati necessario per disporre di una cosiddetta minoranza di blocco.
Alcune decisioni richiedono infatti una maggioranza qualificata dei due terzi. È il caso, per esempio, delle modifiche alla Costituzione regionale e di alcune elezioni istituzionali, compresa quella dei giudici della Corte costituzionale del Land.
Gli altri partiti, pur unendosi tutti, possiedono 44 seggi e non possono quindi raggiungere da soli i due terzi dell'assemblea. Questo attribuisce all'AfD un potere di veto istituzionale su determinate materie anche senza partecipare al governo.

Il crollo della CDU è quasi speculare alla crescita AfD

Nel 2021 la CDU aveva conquistato il 37,1% e l'AfD il 20,8%. Cinque anni più tardi le proporzioni risultano quasi capovolte: AfD 43,8%, CDU 17,2%. Il partito cristiano-democratico perde 19,9 punti, mentre l'AfD ne guadagna 23.
Le analisi dei flussi elettorali stimano che circa 83 mila ex elettori CDU abbiano scelto questa volta l'AfD. Non è l'unica provenienza dei nuovi voti: il partito ha beneficiato anche della mobilitazione di persone che nel 2021 non avevano partecipato alla consultazione.
Il dato impedisce quindi di leggere il risultato esclusivamente come uno spostamento interno alla destra. Una parte della crescita deriva dalla capacità dell'AfD di portare alle urne elettori precedentemente astensionisti, contribuendo anche al forte incremento della partecipazione complessiva.

Affluenza record al 77,8%

La partecipazione elettorale è uno degli aspetti più significativi della giornata. Hanno votato 1.328.211 persone su 1.706.851 aventi diritto, pari al 77,8%.
Nel 2021 l'affluenza era stata del 60,3%. L'incremento è quindi di 17,5 punti percentuali, un balzo eccezionale per un'elezione regionale. Il risultato dimostra che l'avanzata dell'AfD non è stata determinata semplicemente dalla diserzione degli avversari, ma è avvenuta in presenza di una mobilitazione elettorale molto elevata.
Il voto ha assunto per molti cittadini il carattere di una scelta particolarmente importante sul futuro politico del Land. La polarizzazione tra sostenitori dell'AfD e chi voleva impedirne la conquista della maggioranza assoluta ha contribuito a trasformare una consultazione regionale in un evento seguito in tutta la Germania.

L'AfD arriva prima in tutti i comuni

Uno dei dati territoriali più impressionanti è che l'AfD risulta la forza con il maggior numero di secondi voti in tutti i 218 comuni della Sassonia-Anhalt. Non si tratta quindi di una vittoria concentrata soltanto in alcune aree rurali o industriali.
Le percentuali cambiano significativamente da una città all'altra e nei maggiori centri urbani il vantaggio è meno esteso, ma il partito emerge comunque come prima forza territoriale nell'intero Land.
Anche nei collegi uninominali l'AfD ha ottenuto una netta prevalenza. La Linke è riuscita a conquistare alcuni mandati diretti nelle grandi città, mentre la maggior parte degli altri collegi è stata vinta dai candidati dell'AfD.

Il risultato attraversa tutte le fasce d'età

La crescita non sembra limitata a una specifica generazione. Le analisi del voto indicano l'AfD come prima forza in tutte le principali fasce d'età, elemento che distingue il risultato del 2026 da molte interpretazioni precedenti concentrate soprattutto sull'elettorato maschile di mezza età.
Tra gli elettori con meno di 25 anni l'AfD raggiunge circa il 41%, mentre tra gli ultrasessantenni si colloca intorno al 39%. La CDU conserva una maggiore capacità di attrazione tra gli elettori più anziani, ma non abbastanza da compensare le perdite registrate nelle fasce più giovani.
Questo ampliamento demografico suggerisce che il consenso all'AfD in Sassonia-Anhalt non può più essere descritto come un fenomeno elettorale appartenente a una nicchia sociale ristretta. Il voto del 6 settembre mostra una base molto più trasversale.

Un Land profondamente insoddisfatto

Le rilevazioni effettuate in occasione delle elezioni mostrano una forte insoddisfazione politica. Soltanto una quota molto ridotta degli intervistati si dichiarava soddisfatta dell'operato del governo federale, mentre la grande maggioranza esprimeva un giudizio negativo.
Anche il governo regionale uscente, formato da CDU, SPD e FDP, registrava un livello di approvazione modesto. Circa un terzo degli elettori valutava positivamente il suo operato, mentre una maggioranza più ampia si dichiarava insoddisfatta.
L'AfD è riuscita a trasformare questo malcontento in un voto non soltanto di protesta, ma anche di adesione politica. Una parte rilevante dei suoi elettori attribuisce infatti al partito maggiore competenza su temi come immigrazione, sicurezza e rapporto con il governo federale.

Immigrazione, economia e servizi pubblici al centro del voto

La campagna elettorale si è concentrata fortemente su immigrazione, economia, scuola e sicurezza. La Sassonia-Anhalt affronta inoltre problemi demografici e territoriali tipici di parte della Germania orientale: invecchiamento della popolazione, difficoltà nel mantenere servizi in aree rurali e necessità di attrarre investimenti e lavoratori qualificati.
L'AfD ha proposto un'impostazione molto restrittiva sull'immigrazione, chiedendo un aumento delle espulsioni e una forte riduzione degli ingressi irregolari. Sul piano culturale ha insistito su identità nazionale, disciplina scolastica e critica delle politiche considerate eccessivamente progressiste.
La CDU ha cercato invece di presentarsi come forza capace di coniugare sicurezza e stabilità istituzionale, ma non è riuscita a convincere una parte consistente dell'elettorato che aveva sostenuto Reiner Haseloff cinque anni prima.

Il passaggio da Haseloff a Schulze non ha prodotto l'effetto sperato

La CDU era arrivata al voto dopo una significativa transizione. Reiner Haseloff, ministro-presidente dal 2011 e figura molto conosciuta nel Land, aveva lasciato l'incarico nel gennaio 2026.
Il suo successore Sven Schulze, già ministro regionale dell'Economia, era diventato ministro-presidente il 28 gennaio, appena poco più di sette mesi prima delle elezioni. Il governo CDU-SPD-FDP era rimasto sostanzialmente invariato, ma Schulze non aveva avuto il tempo necessario per costruire un rapporto personale con l'elettorato paragonabile a quello del predecessore.
La mancanza di un forte vantaggio dell'incumbent ha rappresentato uno dei problemi della campagna CDU. Schulze era meno conosciuto e ha dovuto contemporaneamente difendere il bilancio regionale e prendere le distanze da alcune scelte del governo federale.

La sconfitta investe direttamente Friedrich Merz

Formalmente il voto riguardava esclusivamente il governo della Sassonia-Anhalt. Politicamente, però, una perdita di questa dimensione non può essere confinata ai confini regionali, soprattutto perché Friedrich Merz è contemporaneamente cancelliere federale e leader della CDU.
Merz aveva partecipato attivamente alla campagna, sostenendo la necessità di fermare la crescita dell'AfD attraverso una politica capace di recuperare gli elettori insoddisfatti. Il risultato del 6 settembre mostra che questa strategia, almeno in Sassonia-Anhalt, non ha raggiunto l'obiettivo.
Il governo federale CDU-CSU-SPD non perde alcun seggio nel Bundestag a causa dell'elezione regionale e la sua maggioranza nazionale non è quindi direttamente minacciata. Tuttavia, la pressione politica sulla leadership di Merz aumenta perché la CDU ha perso terreno proprio nel confronto con il principale partito d'opposizione nazionale.

Il voto non è una mozione di sfiducia al governo federale

È importante distinguere i livelli istituzionali. Le elezioni del 6 settembre non determinano la composizione del Bundestag e non possono provocare direttamente la caduta del cancelliere.
Gli elettori hanno scelto i deputati del Parlamento della Sassonia-Anhalt e, indirettamente, il futuro governo regionale. Il risultato ha tuttavia un forte significato nazionale perché i partiti utilizzano tradizionalmente le elezioni dei Länder come indicatori della fiducia politica nel governo federale.
Per Merz il problema non è quindi costituzionale ma politico: se la CDU dovesse continuare a perdere consensi nelle successive elezioni regionali, crescerebbero le pressioni per una revisione della linea strategica del partito e delle politiche della coalizione federale.

L'AfD trasforma la vittoria regionale in un messaggio nazionale

I vertici nazionali dell'AfD hanno immediatamente presentato il risultato come una tappa del percorso verso il governo federale. La co-presidente Alice Weidel ha indicato l'obiettivo di trasformare percentuali vicine al 40% in una prospettiva realistica anche su scala nazionale.
Le prossime elezioni federali ordinarie sono previste entro il 2029. Un risultato regionale non può essere trasferito automaticamente all'intera Germania, dove la composizione sociale e politica dell'elettorato è molto differente, ma il voto della Sassonia-Anhalt rafforza l'argomento dell'AfD secondo cui il partito non sarebbe più confinato a un ruolo marginale.
La sfida per l'AfD rimane trasformare il consenso elettorale in accesso effettivo alle responsabilità di governo. Finora la Brandmauer degli altri partiti ha impedito la formazione di coalizioni regionali con la formazione.

La classificazione del Verfassungsschutz regionale

Il caso della Sassonia-Anhalt è particolarmente delicato perché dal 2023 il locale Verfassungsschutz, il servizio di protezione della Costituzione, classifica il Landesverband dell'AfD come una "comprovata organizzazione estremista di destra".
L'autorità regionale sostiene che alcune posizioni e dichiarazioni di esponenti del partito contrastino con principi fondamentali dell'ordine democratico costituzionale, con particolare riferimento alla dignità umana e al concetto di appartenenza nazionale.
L'AfD respinge questa classificazione e la considera politicamente motivata. La controversia è anche oggetto di un procedimento giudiziario, attualmente sospeso in attesa di sviluppi relativi ad altri contenziosi sulla classificazione del partito a livello federale. Il partito rimane pienamente legale e può partecipare alle elezioni e alle attività parlamentari.

Classificazione amministrativa e diritto di governare sono questioni differenti

La classificazione del servizio di intelligence non impedisce giuridicamente all'AfD di entrare in un governo regionale. In Germania soltanto una decisione della Corte costituzionale federale può vietare un partito politico attraverso la complessa procedura prevista dalla Legge fondamentale.
L'AfD non è un partito vietato. I suoi candidati sono stati regolarmente ammessi alle elezioni e i suoi 39 deputati possiedono gli stessi diritti parlamentari riconosciuti agli altri eletti.
Il problema della partecipazione al governo riguarda quindi le maggioranze politiche e la disponibilità degli altri partiti a collaborare. È proprio questa distinzione che rende l'attuale situazione costituzionalmente ordinaria ma politicamente eccezionale.

SPD e Verdi migliorano ma restano molto distanti

La SPD ottiene il 9,3%, un lieve miglioramento rispetto all'8,4% del 2021. Il risultato evita un ulteriore arretramento, ma lascia i socialdemocratici a oltre trenta punti dall'AfD.
I Verdi raggiungono invece l'8,9%, salendo dal 5,9% e ottenendo il loro miglior risultato storico in un'elezione regionale della Sassonia-Anhalt. L'aumento, tuttavia, non modifica il quadro generale di un Parlamento dominato numericamente dall'AfD.
Entrambi i partiti dispongono di otto seggi. Per una maggioranza alternativa dovrebbero collaborare non soltanto con la CDU, ma anche con forze politicamente lontane come Linke e BSW.

La Linke perde voti ma mantiene otto seggi

La Linke scende dall'11% del 2021 all'8,6%. Il partito conserva comunque otto deputati e riesce a ottenere alcuni importanti risultati nei collegi urbani.
La sua posizione può diventare decisiva nell'ipotesi di una maggioranza anti-AfD. Senza i suoi otto seggi, qualsiasi formula costruita attorno alla CDU e priva dell'AfD rimarrebbe molto lontana dalla maggioranza assoluta.
Questo pone la CDU davanti a una scelta complessa, perché a livello nazionale il partito mantiene forti riserve verso una collaborazione strutturale con la Linke. L'aritmetica della Sassonia-Anhalt rende però difficilissimo ignorarne completamente i voti.

La FDP esce dal Parlamento

Tra i grandi sconfitti compare anche la FDP. I liberali crollano dal 6,4% del 2021 al 2,6%, restando molto lontani dalla soglia del 5% necessaria per l'ingresso nel Landtag.
La FDP faceva parte del governo regionale uscente insieme a CDU e SPD. La sua scomparsa dal Parlamento rende impossibile riproporre la coalizione precedente anche indipendentemente dalla pesante perdita della CDU.
Il nuovo Landtag sarà quindi composto da sei formazioni: AfD, CDU, SPD, Verdi, Linke e BSW. La scomparsa dei liberali modifica ulteriormente la geometria parlamentare e aumenta il peso relativo dei cinque deputati del BSW.

Il BSW supera la soglia per appena pochi decimali

Il Bündnis Sahra Wagenknecht entra nel Parlamento regionale con il 5,3%, appena tre decimi sopra la soglia di sbarramento. Se fosse rimasto sotto il 5%, la distribuzione dei seggi sarebbe cambiata in maniera significativa e l'AfD avrebbe potuto avvicinarsi ulteriormente alla maggioranza assoluta.
Il risultato del BSW diventa quindi decisivo non tanto per la dimensione del consenso, quanto per il modo in cui la sua presenza modifica la ripartizione dei mandati.
È uno degli aspetti più paradossali della consultazione: un partito che raccoglie poco più di un ventesimo dei voti può possedere una capacità di influenza molto elevata nella formazione del governo proprio perché gli altri due grandi blocchi risultano quasi perfettamente equilibrati nei seggi.

La Sassonia-Anhalt diventa un laboratorio politico nazionale

Il Land ha poco più di due milioni di abitanti e un peso elettorale nazionale relativamente limitato, ma il risultato lo trasforma in un vero laboratorio politico per la Germania.
La domanda centrale è se la strategia dell'isolamento dell'AfD possa continuare a funzionare quando il partito raggiunge percentuali superiori al 40%. Matematicamente, escludere una forza con 39 seggi su 83 obbliga tutti gli altri a sviluppare forme di collaborazione sempre più ampie.
I sostenitori della Brandmauer ritengono che il numero dei voti non modifichi le ragioni politiche e costituzionali alla base della separazione. L'AfD replica invece che escludere sistematicamente il partito nonostante un risultato di questa portata significherebbe ignorare una parte rilevantissima dell'elettorato.

La questione arriva oltre i confini tedeschi

Il voto è stato seguito con attenzione anche dagli altri Paesi europei. Esponenti del governo francese e della politica polacca hanno espresso preoccupazione per la crescita dell'AfD, collegandola al più ampio rafforzamento delle destre radicali e dei movimenti populisti in Europa.
La Germania rappresenta la maggiore economia dell'Unione europea e qualsiasi cambiamento profondo nel suo sistema partitico produce inevitabilmente conseguenze sul dibattito europeo. L'AfD sostiene posizioni molto critiche nei confronti dell'attuale integrazione comunitaria e della moneta unica.
Il partito chiede inoltre una revisione profonda della politica tedesca verso la Russia, la fine del sostegno militare all'Ucraina e un riavvicinamento energetico con Mosca. Sono temi che attribuiscono al risultato regionale una dimensione internazionale superiore a quella tipica di un'elezione di Land.

Una vittoria regionale non equivale a una svolta automatica nella politica estera

Il governo della Sassonia-Anhalt non determina la politica estera tedesca, che rimane competenza federale. Anche un eventuale governo AfD a Magdeburgo non potrebbe quindi interrompere direttamente il sostegno militare a Kiev o modificare le relazioni diplomatiche con Mosca.
La rilevanza sarebbe principalmente politica: la conquista di un governo regionale permetterebbe all'AfD di dimostrare di poter assumere responsabilità esecutive e rafforzerebbe la propria presenza nelle strutture federali che rappresentano i Länder.
Un governo regionale possiede inoltre competenze significative in materia di scuola, polizia, amministrazione, cultura e politiche territoriali. È su questi ambiti che un eventuale esecutivo guidato da Siegmund avrebbe un impatto diretto.

Il Bundesrat è un'altra ragione per cui il governo conta

I governi dei Länder partecipano al Bundesrat, la camera federale nella quale sono rappresentati gli esecutivi regionali. La Sassonia-Anhalt dispone di quattro voti.
Un eventuale governo guidato dall'AfD non trasformerebbe da solo gli equilibri nazionali, ma rappresenterebbe la prima occasione per il partito di partecipare direttamente alle decisioni del Bundesrat attraverso un proprio esecutivo regionale.
È uno dei motivi per cui la questione della formazione del governo viene osservata con tanta attenzione a Berlino. Il passaggio dall'opposizione alla gestione di un Land cambierebbe la posizione istituzionale dell'AfD all'interno della Repubblica federale.

Il vero precedente da osservare è la Turingia

L'AfD aveva già ottenuto il primo posto in un'elezione regionale in Turingia nel 2024, senza però riuscire a formare il governo. Il caso dimostra che vincere una consultazione non significa necessariamente conquistare l'esecutivo quando nessun altro partito accetta una coalizione.
La Sassonia-Anhalt presenta però una differenza fondamentale: con il 43,8%, l'AfD si avvicina molto di più alla maggioranza assoluta e dispone di 39 seggi su 83.
Mentre in Turingia gli altri partiti avevano maggiori possibilità aritmetiche, a Magdeburgo l'esclusione dell'AfD costringe a immaginare formule ancora più difficili. Per questo il voto del 2026 rappresenta un passaggio ulteriore nella trasformazione del sistema politico tedesco.

Una vittoria storica, ma il governo è ancora tutto da costruire

Il risultato del 6 settembre consegna all'AfD una vittoria elettorale inequivocabile. Ha più che raddoppiato i propri voti percentuali, è arrivata prima in tutti i comuni, domina il nuovo Landtag ed è rimasta a soli tre seggi dalla possibilità di governare autonomamente.
Ma la democrazia parlamentare non assegna automaticamente il governo alla forza che ottiene più voti. Per guidare la Sassonia-Anhalt occorre costruire una maggioranza parlamentare capace di eleggere il ministro-presidente e sostenere l'esecutivo.
È precisamente su questo punto che inizierà la seconda parte della partita politica. L'AfD cercherà aperture nella CDU e nel BSW; gli altri partiti dovranno decidere fino a che punto sono disposti a superare le proprie incompatibilità reciproche per impedirne l'ingresso al governo.

Per la CDU arriva una scelta strategica difficilissima

La CDU deve contemporaneamente analizzare una sconfitta storica e affrontare la questione della governabilità. Continuare a escludere l'AfD significa cercare formule con Linke e BSW che fino a poco tempo fa sarebbero sembrate altamente improbabili.
Aprire anche soltanto a forme di sostegno dell'AfD, al contrario, metterebbe in discussione una delle principali linee politiche della CDU nazionale e potrebbe produrre conseguenze in tutti gli altri Länder.
La scelta effettuata in Sassonia-Anhalt potrebbe quindi diventare un precedente. Non riguarda soltanto i quindici deputati regionali della CDU, ma l'intera strategia con cui il partito di Merz intende confrontarsi con una forza che ormai, almeno in alcune regioni orientali, raccoglie percentuali superiori al 40%.

Il dato politico più profondo è la trasformazione del sistema dei partiti

Per decenni la politica regionale tedesca è stata costruita attorno a coalizioni relativamente prevedibili tra CDU, SPD, Verdi, FDP e, nell'Est, Linke. Il voto della Sassonia-Anhalt mostra un sistema molto diverso, nel quale una forza esclusa dalle tradizionali alleanze può conquistare quasi metà dei seggi.
La conseguenza è una crescente difficoltà nel formare maggioranze omogenee. Più cresce l'AfD senza trovare partner, più gli altri partiti sono costretti a coalizioni numerose, accordi di minoranza o intese parlamentari tra formazioni molto lontane.
Questo meccanismo potrebbe diventare uno dei temi centrali della politica tedesca dei prossimi anni, soprattutto se risultati simili dovessero ripetersi in altri Länder orientali.

La partecipazione record rende difficile liquidare il voto come semplice protesta

Una delle interpretazioni più semplicistiche sarebbe considerare il risultato soltanto un voto di protesta. La percentuale raggiunta, la diffusione territoriale e l'affluenza record rendono però insufficiente questa spiegazione.
È certamente presente una forte componente di insoddisfazione verso i governi federale e regionale, ma l'AfD possiede ormai in Sassonia-Anhalt un elettorato consolidato che riconosce nel partito una proposta politica coerente con le proprie preferenze.
Comprendere il voto significa quindi distinguere tra cittadini che utilizzano l'AfD per punire gli altri partiti e persone che ne condividono stabilmente le posizioni. La dimensione del 43,8% indica che entrambi i fenomeni contribuiscono al risultato finale.

Il prossimo test sarà la capacità di trasformare i voti in potere

L'AfD ha dimostrato di poter raccogliere un consenso eccezionalmente elevato. Deve ora dimostrare se sia capace di trasformarlo in potere esecutivo.
Se il partito riuscisse a portare Ulrich Siegmund alla guida del Land, si aprirebbe una fase completamente nuova nella politica tedesca. Se invece gli altri partiti riuscissero ancora una volta a formare un governo senza AfD, il partito rimarrebbe all'opposizione pur controllando quasi la metà dei seggi parlamentari.
Entrambi gli scenari produrrebbero conseguenze nazionali. Un governo AfD romperebbe la barriera istituzionale che finora ne ha impedito l'accesso agli esecutivi regionali; una sua nuova esclusione alimenterebbe il dibattito sulla sostenibilità politica della Brandmauer quando il partito sfiora la maggioranza assoluta.

Il 43,8% cambia la Germania anche senza un governo AfD

Qualunque sia l'esito delle trattative, il 43,8% ottenuto il 6 settembre è già un dato destinato a influenzare la politica tedesca. La CDU dovrà ripensare il proprio rapporto con l'elettorato orientale, il governo Merz dovrà affrontare il malcontento emerso e gli altri partiti dovranno confrontarsi con una frammentazione parlamentare sempre più difficile da gestire.
L'AfD, dal canto suo, dispone ora non soltanto di un risultato simbolico ma di una fortissima minoranza di blocco e della possibilità concreta di condizionare l'attività istituzionale del Land anche rimanendo fuori dall'esecutivo.
La Sassonia-Anhalt diventa così il luogo nel quale la Germania dovrà verificare quanto possano reggere le tradizionali strategie di coalizione davanti a un sistema politico profondamente modificato dal consenso all'AfD.

Dalle urne alla sfida della governabilità

La notte elettorale ha fornito una risposta chiarissima alla domanda su chi abbia vinto: Alternative für Deutschland. Non ha invece risposto alla domanda più complessa su chi riuscirà effettivamente a governare.
AfD con 39 seggi, CDU con 15, SPD, Verdi e Linke con otto ciascuno e BSW con cinque compongono un Parlamento nel quale la maggioranza assoluta di 42 appare vicinissima per il vincitore ma politicamente difficilissima da raggiungere.
Le trattative che iniziano ora diranno se la Sassonia-Anhalt avrà il primo governo regionale guidato dall'AfD, un esecutivo di minoranza, una larga e inedita alleanza tra gli altri partiti oppure un periodo prolungato di stallo istituzionale.

Una notte elettorale che apre una nuova fase politica

Il voto del 6 settembre 2026 non segna semplicemente una normale alternanza tra due partiti. La CDU passa dal 37,1% al 17,2%, l'AfD dal 20,8% al 43,8% e la partecipazione raggiunge un livello record: tre dati che insieme descrivono una trasformazione profonda.
La vera portata dell'evento sarà misurata nei prossimi mesi. Dipenderà dalla formazione del governo, dalla capacità dell'AfD di utilizzare i propri 39 mandati, dalle scelte del BSW e dalla risposta che CDU e governo federale daranno a una sconfitta di dimensioni eccezionali.
La certezza, per ora, è che la Sassonia-Anhalt ha modificato gli equilibri della politica tedesca. La vittoria dell'AfD non significa ancora automaticamente potere esecutivo, ma rende molto più difficile costruire una maggioranza che possa ignorarne il peso.
E voi come interpretate il 43,8% dell'AfD in Sassonia-Anhalt? Pensate che gli altri partiti debbano mantenere la Brandmauer anche a costo di una coalizione molto ampia, oppure ritenete necessario un nuovo approccio alla formazione delle maggioranze? Lasciate un commento e raccontateci quale scenario considerate più probabile per il futuro governo regionale.

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