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Nave vietnamita affonda nelle Spratly: dispersi ancora in 23

Un cargo vietnamita con 62 persone a bordo è colato a picco nelle acque contese dell'arcipelago delle Spratly, nel Mar Cinese Meridionale, nei pressi del Fiery Cross Reef. Le operazioni di soccorso, condotte congiuntamente da mezzi cinesi e vietnamiti, hanno finora permesso di recuperare 39 persone, mentre proseguono le ricerche dei restanti 23 dispersi.

La nave coinvolta nel naufragio

L'imbarcazione, denominata Khoi Nguyen 18 e battente bandiera vietnamita, misura circa 70 metri di lunghezza e quasi 11 metri di larghezza, con una stazza lorda di 999 tonnellate. La nave, che secondo le autorità cinesi della provincia dello Hainan trasportava complessivamente 62 cittadini vietnamiti, è entrata in difficoltà nelle acque prossime al Fiery Cross Reef, un atollo conteso dell'arcipelago delle Spratly.

Dove si trova il Fiery Cross Reef

Il Fiery Cross Reef, conosciuto dalla Cina come Yongshu Jiao, è una delle formazioni coralline più contese dell'intero arcipelago delle Spratly, rivendicato non solo dalla Cina ma anche da Vietnam, Filippine e Taiwan. La Cina lo amministra attualmente come parte della città di Sansha, nella provincia dello Hainan, e vi ha costruito nel corso degli anni infrastrutture militari e una pista di atterraggio, in una delle aree più militarizzate dell'intero Mar Cinese Meridionale.

Come è scattato l'allarme

Secondo la ricostruzione diffusa dall'emittente statale cinese CCTV, un razzo di segnalazione lanciato dalla nave in difficoltà è stato avvistato per la prima volta sabato sera da una nave di soccorso cinese, la Nanhai Jiu 115, appartenente al Nanhai Rescue Bureau del Ministero dei Trasporti cinese. Da quel momento sono scattate immediatamente le operazioni di ricerca e soccorso nella zona dell'incidente.

Il dispositivo di soccorso messo in campo

Alle operazioni di ricerca hanno preso parte complessivamente sei imbarcazioni cinesi, un elicottero di soccorso e una nave vietnamita, tutte impegnate a perlustrare l'area del naufragio nella speranza di individuare ulteriori superstiti. Un dispiegamento di mezzi significativo, che testimonia l'entità dello sforzo messo in campo per portare a termine le operazioni di salvataggio in un'area remota e di difficile accesso del Mar Cinese Meridionale.

Il bilancio aggiornato dei soccorsi

Le operazioni di soccorso, che hanno preso il via nella serata di sabato, hanno permesso progressivamente di recuperare un numero crescente di naufraghi: se le prime comunicazioni parlavano di 29 persone tratte in salvo, il bilancio più aggiornato indica 39 persone recuperate complessivamente, tutte di nazionalità vietnamita. Restano tuttavia ancora disperse 23 persone, per le quali proseguono senza sosta le operazioni di ricerca nelle acque circostanti.

Un'area geopoliticamente sensibile

Al di là della tragedia umana in corso, questo naufragio si colloca in una delle aree marittime più geopoliticamente sensibili al mondo, dove le rivendicazioni territoriali sovrapposte tra Cina, Vietnam, Filippine e Taiwan generano periodicamente tensioni diplomatiche e militari. In questa occasione specifica, tuttavia, la cooperazione tra mezzi cinesi e vietnamiti nelle operazioni di soccorso dimostra come, di fronte a un'emergenza umanitaria concreta, la collaborazione operativa tra le parti resti comunque possibile, al di là delle dispute territoriali di fondo.

Le cause del naufragio ancora da chiarire

Al momento non sono state rese note informazioni definitive sulle cause che hanno portato all'affondamento dell'imbarcazione, e le autorità competenti dovranno ora ricostruire con precisione la dinamica dell'incidente una volta concluse le operazioni di ricerca dei dispersi. Resta la speranza, alimentata dal proseguimento incessante delle operazioni di soccorso, di poter individuare altri superstiti nelle prossime ore, in un'area dove le condizioni marine possono rendere estremamente difficile la sopravvivenza prolungata in mare aperto.

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