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Il mutamento delle coste: 35 anni di evoluzione

Le zone costiere sono ambienti estremamente dinamici, in costante trasformazione a causa dell'interazione tra processi terrestri e marini. Negli ultimi decenni, i cambiamenti della linea di riva, in particolare i fenomeni di erosione e accrescimento, sono diventati una preoccupazione globale, arrivando a interessare circa il 70% delle coste mondiali. Uno studio approfondito condotto lungo la costa sud-orientale dell'Irlanda ha analizzato un arco temporale di 35 anni (1990-2025) per comprendere come questo territorio stia reagendo alle forze della natura e all'intervento umano.

Tecnologie spaziali al servizio del territorio

Per monitorare una linea costiera così vasta e complessa, la ricerca moderna ha abbandonato i costosi e lenti rilievi sul campo a favore del telerilevamento satellitare. Utilizzando l'archivio storico delle immagini dei satelliti Landsat, è stato possibile ricostruire la posizione della linea di riva in diversi momenti chiave: 1992, 1999, 2010 e 2025.
I dati ottenuti sono stati elaborati attraverso un sistema di analisi digitale denominato DSAS (Digital Shoreline Analysis System). Questo strumento permette di tracciare migliaia di sezioni perpendicolari alla costa (transetti) e misurare con precisione millimetrica ogni spostamento della sabbia verso il mare o verso terra. Grazie a indici statistici avanzati, come il tasso di regressione lineare, gli esperti possono distinguere tra semplici fluttuazioni stagionali e tendenze di erosione a lungo termine.

Due coste a confronto: Wexford e Waterford

L'analisi ha rivelato che la costa del sud-est non si comporta in modo uniforme. Esiste un netto contrasto tra il settore rivolto a est (Contea di Wexford) e quello rivolto a sud (Contea di Waterford).

  • Settore SE1 (Wexford): In questa zona predomina l'accrescimento. Le correnti che percorrono la costa trasportano sedimenti prevalentemente verso sud, accumulando sabbia in ampie baie e sistemi di dune. Tuttavia, si riscontrano punti critici di erosione vicino ai porti, dove le strutture umane interrompono il naturale flusso della sabbia.

  • Settore SE2 (Waterford): Questa costa è più esposta alle potenti onde dell'Oceano Atlantico. Qui l'erosione è più marcata perché i promontori rocciosi bloccano il trasferimento laterale dei sedimenti, concentrando l'energia distruttiva delle onde sulle spiagge sabbiose più fragili.

Complessivamente, lo studio mostra che il 57% della costa analizzata ha registrato un avanzamento verso il mare, mentre il 42% ha subito un arretramento dovuto all'erosione.

I punti caldi del cambiamento

La ricerca ha identificato veri e propri "hotspot" di trasformazione. Le aree di massimo arretramento includono località come Tramore, Cahore Point e Rosslare Harbour, dove la combinazione di tempeste invernali e carenza di sedimenti mette a rischio le infrastrutture costiere. Al contrario, zone come Courtown e Annestown hanno mostrato segni di avanzamento della spiaggia, spesso facilitati da barriere naturali o artificiali che intrappolano la sabbia.
Un dato preoccupante riguarda l'intensità delle tempeste, che possono causare in poche ore erosioni che richiederebbero decenni per essere recuperate naturalmente. Le foto scattate all'inizio del 2026 a Courtown Beach mostrano chiaramente come i marosi stiano scavando le dune e trascinando alberi verso il mare, un segnale evidente della vulnerabilità di questi ecosistemi.

Verso una gestione sostenibile: soluzioni basate sulla natura

Per proteggere il patrimonio costiero dell'Irlanda, gli esperti raccomandano di superare il vecchio approccio basato su barriere di cemento e massicciate, che spesso finiscono per accelerare l'erosione nelle aree vicine. La nuova frontiera è rappresentata dalle soluzioni basate sulla natura (Nature-based Solutions - NbS).
Interventi come il ripascimento delle spiagge con sabbia prelevata dai fondali e il ripristino delle dune vegetate sono considerati molto più efficaci e sostenibili. Queste tecniche lavorano in armonia con i processi naturali, mantenendo la connettività dei sedimenti e fornendo una protezione flessibile contro l'innalzamento del livello del mare e la forza dei marosi.
In definitiva, la pianificazione costiera del futuro dovrà essere adattiva, basata su un monitoraggio costante e capace di rispondere con rapidità ai cambiamenti climatici, garantendo la sicurezza delle comunità che vivono lungo questo straordinario confine tra terra e oceano.
FONTE

Di Luigi

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