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Morbillo, negli USA record di casi in 35 anni: colpa del calo dei vaccini

Gli Stati Uniti hanno registrato nel 2026 il numero più elevato di casi di morbillo dal 1991, superando già il record dello scorso anno con ancora cinque mesi rimanenti nel calendario. Secondo i dati confermati dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC), l'agenzia federale statunitense per il controllo delle malattie, sono stati registrati 2.318 casi confermati, un dato che gli esperti collegano direttamente al progressivo calo dei tassi di copertura vaccinale nel Paese.

I numeri ufficiali diffusi dai CDC

Secondo l'aggiornamento più recente dei CDC, aggiornato al 23 luglio 2026, i casi di morbillo confermati negli Stati Uniti nel corso dell'anno hanno raggiunto quota 2.318, distribuiti in 45 diverse giurisdizioni tra Stati e territori. Il dato supera già il totale registrato nell'intero 2025, quando i casi confermati erano stati 2.289, a loro volta il numero più alto registrato dal 2000, anno in cui gli Stati Uniti avevano ufficialmente dichiarato eliminata questa malattia dal proprio territorio.

Che cos'è il morbillo e perché è così contagioso

Per chi non fosse familiare con questa patologia, il morbillo è una malattia infettiva virale altamente contagiosa, considerata una delle più trasmissibili conosciute dalla medicina. Si diffonde attraverso le goccioline respiratorie emesse tossendo o starnutendo, e può causare febbre alta, eruzioni cutanee e, nei casi più gravi, complicazioni serie come polmonite o encefalite, soprattutto nei bambini piccoli, nelle persone con sistema immunitario indebolito e nei soggetti non vaccinati.

La stragrande maggioranza dei casi legata a focolai attivi

Secondo i dati ufficiali, circa il 93% dei casi confermati, ovvero 2.108 su 2.260 secondo il conteggio settimanale dei CDC, risulta collegato a un focolaio epidemico attivo, mentre il 6% dei pazienti, corrispondente a circa 146 persone, ha richiesto un ricovero ospedaliero. Un dato che, seppur non abbia finora causato decessi nel corso del 2026, testimonia comunque la gravità clinica che questa malattia può assumere quando si diffonde in comunità con bassi tassi di vaccinazione.

Il calo della copertura vaccinale tra i bambini

Alla radice di questo fenomeno vi è un progressivo calo della copertura vaccinale tra i bambini statunitensi in età scolare. La percentuale di bambini che ricevono il vaccino trivalente contro morbillo, parotite e rosolia (comunemente indicato con la sigla MMR) all'ingresso nella scuola dell'infanzia è scesa al 92,5% nell'anno scolastico 2024-2025, in calo rispetto al 95,2% registrato nell'anno scolastico 2019-2020, prima della pandemia di Covid-19.

Perché la soglia del 95% è così importante

Questo dato assume particolare rilevanza perché gli esperti di sanità pubblica considerano il 95% come la soglia minima di copertura vaccinale necessaria per garantire quella che viene definita "immunità di gregge" o "immunità di comunità": un livello di protezione collettiva capace di impedire la diffusione su larga scala di un virus altamente contagioso come quello del morbillo, proteggendo indirettamente anche chi non può vaccinarsi per ragioni mediche, come i neonati troppo piccoli per ricevere il vaccino o le persone con un sistema immunitario compromesso.

Il focolaio più esteso: il Sud Carolina

Tra le situazioni più critiche registrate nel corso dell'anno figura quella del Sud Carolina, dove le autorità sanitarie locali stanno affrontando il più esteso focolaio di morbillo registrato in questo Stato negli ultimi 35 anni, con quasi mille casi accertati, sebbene le stesse autorità sanitarie riconoscano che il numero reale potrebbe essere superiore rispetto a quello ufficialmente documentato, complice una sorveglianza epidemiologica non sempre capillare nelle comunità con minore accesso alle strutture sanitarie.

Il ruolo dell'aumento delle esenzioni vaccinali

Un ulteriore elemento che gli esperti collegano a questa situazione riguarda il progressivo aumento delle esenzioni vaccinali tra i bambini in età scolare, salite a un livello record del 4,1% durante l'anno scolastico 2024-2025, superando il precedente record del 3,7% dell'anno precedente. La quasi totalità di queste esenzioni viene richiesta per ragioni non mediche, generalmente di natura religiosa o personale, un fenomeno in crescita costante negli Stati Uniti negli ultimi anni.

Le preoccupazioni della comunità scientifica

Diversi esperti di sanità pubblica statunitensi hanno espresso forte preoccupazione per questa tendenza. Come sottolineato da un pediatra membro dell'Accademia Americana di Pediatria, il morbillo viene spesso descritto come "il canarino nella miniera", cioè il primo segnale di allarme che indica la vulnerabilità di intere comunità non solo rispetto a questa specifica malattia, ma anche rispetto ad altre patologie prevenibili attraverso la vaccinazione, come la pertosse. Un altro esperto, presidente di una nota fondazione dedicata alla salute pubblica, ha osservato come gli Stati Uniti si siano ormai uniti al gruppo di Paesi dove la copertura vaccinale non raggiunge più i livelli necessari per proteggere adeguatamente tutti i bambini dalle malattie più contagiose.

Il rischio della perdita dello status di eliminazione

Un ulteriore elemento di attenzione riguarda lo status di "Paese in cui il morbillo è stato eliminato", ottenuto dagli Stati Uniti nel 2000 e attualmente sottoposto a revisione da parte dell'Organizzazione Panamericana della Sanità, il cui esame è previsto per il prossimo mese di novembre. Alcuni specialisti di sanità pubblica ritengono che il Paese sia ormai sulla buona strada per perdere questo status, un traguardo raggiunto oltre due decenni fa e che rischierebbe ora di essere compromesso proprio dal progressivo calo della copertura vaccinale.

Una malattia debellata che rischia di tornare

Il caso statunitense rappresenta un monito significativo su come, anche di fronte a malattie considerate ormai debellate grazie a decenni di programmi di vaccinazione efficaci, un progressivo calo della copertura vaccinale possa riportare in circolazione patologie che si credevano ormai sotto controllo. E voi seguite con attenzione l'evoluzione dei tassi di vaccinazione infantile nel vostro Paese? Condividete la vostra opinione nei commenti.

Nota: questo articolo ha finalità informativa sui dati di sanità pubblica statunitensi e non sostituisce in alcun modo il parere di un medico. Per qualsiasi dubbio relativo alle vaccinazioni, è sempre bene rivolgersi al proprio pediatra o medico di famiglia.

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