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Italia e Africa: Un Ponte verso il Futuro ad Addis Abeba

Oggi, venerdì 13 febbraio 2026, la capitale dell'Etiopia, Addis Abeba, è diventata il centro della diplomazia internazionale. Per la prima volta nella storia, il Vertice Italia-Africa si svolge direttamente sul suolo africano, un segnale simbolico e politico di enorme portata. Questo incontro non è solo una riunione tra leader, ma rappresenta il consolidamento di una strategia che mira a cambiare radicalmente il modo in cui l'Europa e il continente africano interagiscono: il Piano Mattei.

Che cos'è il Piano Mattei?

Il nome rende omaggio a Enrico Mattei, fondatore dell'ENI, che negli anni '50 propose un approccio "non predatorio" nei confronti dei paesi produttori di petrolio. L'obiettivo odierno è lo stesso: creare un partenariato alla pari che non si limiti all'assistenza economica, ma che punti su investimenti strutturali e crescita condivisa. Il governo italiano ha stanziato circa 5,5 miliardi di euro come base di partenza per finanziare progetti che spaziano dall'energia all'agricoltura, coinvolgendo attori pubblici e privati.

I pilastri della cooperazione

Il vertice di oggi serve a fare il punto su quanto realizzato negli ultimi due anni e a lanciare nuove iniziative. I settori di intervento sono sei, considerati vitali per lo sviluppo di ogni nazione:

  • Energia: L'Italia punta a diventare l'hub energetico del Mediterraneo. Ad Addis Abeba si discute di grandi infrastrutture come il collegamento elettrico sottomarino tra Tunisia e Italia (Elmed) e di nuovi parchi fotovoltaici in Egitto. L'obiettivo è duplice: garantire energia pulita all'Africa e diversificare le fonti di approvvigionamento per l'Europa.

  • Agricoltura: In un momento di crisi alimentare globale, il piano sostiene la sovranità alimentare. Si investe in sistemi di irrigazione moderna in Algeria e in centri di eccellenza tecnologica per migliorare i raccolti in Senegal e Costa d'Avorio.

  • Istruzione e Formazione: È forse il pilastro più importante per il futuro. Proprio in questi giorni è stato dato il via libera alla formazione di oltre 1.300 dirigenti pubblici africani. L'idea è quella di formare tecnici e professionisti in loco, creando opportunità che riducano la necessità di migrare forzatamente.

  • Salute: Rafforzamento dei sistemi sanitari locali, con la creazione di nuovi reparti ospedalieri e centri di prevenzione per le malattie parassitarie.

  • Acqua: Accesso all'acqua potabile e gestione delle risorse idriche attraverso tecnologie digitali per combattere gli effetti devastanti del cambiamento climatico.

  • Infrastrutture: Ponti, strade e, soprattutto, connessioni digitali. Si parla di connettività satellitare e modernizzazione delle reti per collegare le aree rurali ai mercati globali.

Il ruolo dell'Italia come "Ponte"

La scelta di Addis Abeba, sede dell'Unione Africana, per ospitare il vertice non è casuale. L'Italia si propone come il principale interlocutore dell'Africa all'interno dell'Unione Europea. Questo approccio punta a sostituire il vecchio concetto di "aiuto ai poveri" con quello di "investimento nei partner". Se l'Africa cresce, cresce anche l'Europa in termini di sicurezza, stabilità e mercati.
Durante la sessione plenaria, la partecipazione italiana come ospite d'onore sottolinea una diplomazia dinamica che cerca di affrontare alla radice le cause dei flussi migratori irregolari, offrendo ai giovani africani il "diritto a non emigrare", ovvero la possibilità di realizzarsi nella propria terra.

Perché è importante per noi?

Anche per chi vive in Italia, i risultati di questo vertice avranno un impatto concreto. Una maggiore stabilità nel continente africano significa sicurezza energetica (bollette meno esposte ai ricatti internazionali), una gestione più ordinata dei flussi migratori e nuove opportunità di mercato per le nostre imprese, che sono tra le più apprezzate al mondo per la qualità dei loro macchinari e delle loro tecnologie.
L'incontro di oggi segna dunque un passaggio fondamentale: dalla teoria alla pratica, dai documenti diplomatici ai cantieri aperti.

Di Mario

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