ERC Starting Grants 2026: 50 italiani premiati, 75 milioni alla ricerca
Circa 75 milioni di euro per cinquanta ricercatori italiani selezionati in una delle competizioni scientifiche più competitive d'Europa. I risultati degli ERC Starting Grants 2026 consegnano alla ricerca italiana un dato di grande rilievo: considerando la nazionalità dei vincitori, gli italiani sono 50 e occupano il secondo posto assoluto, alle spalle dei tedeschi, che sono 84, e davanti ai francesi, fermi a 30. Un risultato che conferma la capacità di numerosi giovani studiosi formati o cresciuti nel sistema scientifico italiano di competere ai massimi livelli internazionali.
Il dato, tuttavia, deve essere interpretato con attenzione. I 50 vincitori italiani non corrispondono ai progetti che verranno necessariamente realizzati in Italia. Le statistiche distinguono infatti la nazionalità del ricercatore dal Paese dell'istituzione che ospiterà il progetto. In Italia saranno ospitati complessivamente 22 ERC Starting Grants, conteggio che comprende ricercatori di qualsiasi nazionalità. Non è quindi corretto sottrarre automaticamente 22 da 50 e affermare che 28 italiani lavoreranno all'estero: i due numeri misurano fenomeni differenti.
La differenza tra questi indicatori è però significativa. Da una parte emerge la forza del capitale umano italiano, capace di ottenere un numero di finanziamenti secondo soltanto a quello della Germania; dall'altra l'Italia risulta sesta nella graduatoria dei Paesi che ospitano i progetti finanziati, molto distante dalle 89 assegnazioni localizzate in Germania e dietro anche a Regno Unito, Francia, Svizzera e Paesi Bassi. Il risultato è quindi positivo, ma allo stesso tempo offre una fotografia utile per comprendere la competizione europea nell'attrazione dei ricercatori.
Un bando da 705 milioni di euro
L'intera tornata degli Starting Grants 2026 mette a disposizione 705 milioni di euro per 421 ricercatori nelle prime fasi della propria indipendenza scientifica. I finanziamenti sono destinati a progetti di ricerca di frontiera nei campi delle scienze della vita, delle scienze fisiche e dell'ingegneria, delle scienze sociali e delle discipline umanistiche. Non esiste quindi una singola area privilegiata: la competizione riguarda l'intero spettro della ricerca accademica.
Ogni ERC Starting Grant può arrivare normalmente fino a 1,5 milioni di euro per un periodo massimo di cinque anni. Sono inoltre possibili fondi aggiuntivi quando il progetto richiede costi particolari, come grandi apparecchiature scientifiche, accesso a infrastrutture di ricerca, attività sperimentali molto costose oppure trasferimenti necessari per costituire un nuovo gruppo in Europa.
L'obiettivo non è semplicemente finanziare un singolo esperimento. Gli Starting Grants sono costruiti per permettere a ricercatori che stanno consolidando la propria indipendenza scientifica di creare un gruppo, assumere collaboratori, acquistare strumenti e sviluppare un programma di ricerca autonomo. Per molti vincitori il finanziamento rappresenta quindi il passaggio dalla partecipazione a progetti guidati da altri alla responsabilità diretta di una nuova linea di ricerca.
Solo l'8,8% delle proposte è stato finanziato
La dimensione del risultato italiano appare ancora più chiara osservando la competitività del bando. Nel 2026 sono state presentate 4.807 proposte, il numero più alto registrato nella competizione e superiore di circa il 22% rispetto alle 3.928 candidature dell'anno precedente. Soltanto 421 progetti hanno ricevuto il finanziamento.
Il tasso di successo si ferma quindi intorno all'8,8%. In termini molto semplici, meno di nove proposte su cento sono riuscite a superare l'intero processo di valutazione. Essere selezionati non significa soltanto presentare un progetto scientificamente valido: significa prevalere all'interno di una competizione nella quale la maggioranza delle candidature proviene già da ricercatori con curricula e proposte di elevato livello.
Nel dettaglio, le scienze fisiche e l'ingegneria hanno raccolto 1.971 candidature e 169 progetti finanziati. Le scienze sociali e umanistiche hanno registrato 1.575 domande, con 139 vincitori, mentre nelle scienze della vita sono state presentate 1.261 proposte e ne sono state selezionate 113. La distribuzione mostra che l'ERC continua a finanziare la ricerca di frontiera senza limitarsi alle sole discipline tradizionalmente associate ai grandi laboratori.
Gli italiani sono secondi al mondo per numero di vincitori
La graduatoria per nazionalità rappresenta uno dei dati più favorevoli per l'Italia. Tra i 421 ricercatori selezionati figurano 84 tedeschi, 50 italiani, 30 francesi e 24 spagnoli. Seguono studiosi provenienti da numerose altre nazionalità, per un totale di 52 Paesi rappresentati tra i beneficiari.
Il secondo posto degli italiani non misura direttamente la qualità complessiva dell'intero sistema universitario nazionale, ma indica una presenza molto forte dei ricercatori italiani tra coloro che riescono a superare la selezione ERC. È un risultato particolarmente significativo perché questi finanziamenti vengono assegnati sulla base della qualità scientifica del progetto e del profilo del ricercatore, attraverso una valutazione internazionale.
Allo stesso tempo, la nazionalità del vincitore non coincide necessariamente con il luogo in cui il progetto sarà realizzato. Un ricercatore italiano può presentare la proposta attraverso un'università tedesca, britannica, francese, svizzera o di un altro Paese ammesso al programma. È proprio questa mobilità a rendere necessario distinguere con precisione i due indicatori.
L'Italia ospita 22 progetti
Se si guarda invece al Paese dell'istituzione ospitante, la situazione cambia. La Germania domina la classifica con 89 progetti finanziati. Il Regno Unito ne ospiterà 47, la Francia 38, la Svizzera 36 e i Paesi Bassi 33. L'Italia si ferma a 22 finanziamenti, lo stesso numero assegnato a istituzioni svedesi, e si colloca quindi nel gruppo immediatamente successivo alle principali destinazioni europee della ricerca.
Il dato dei 22 progetti in Italia non deve essere letto come una bocciatura. Ottenere ventidue Starting Grants in una competizione con un tasso di successo inferiore al 9% resta un risultato importante. Tuttavia, il confronto con i cinquanta vincitori di nazionalità italiana rende evidente che la capacità del Paese di produrre o formare ricercatori competitivi è superiore al peso che le istituzioni italiane riescono ad assumere come sede dei progetti selezionati.
È quindi più corretto parlare di un divario tra talento e attrattività piuttosto che limitarsi alla formula della "fuga dei cervelli". I dati pubblicati non consentono, da soli, di calcolare quanti dei cinquanta italiani abbiano scelto precisamente un'istituzione straniera, perché i ventidue progetti ospitati in Italia comprendono studiosi di nazionalità diverse. Mostrano però con chiarezza che l'Italia è molto più forte nella graduatoria per nazionalità che in quella per sedi ospitanti.
Le istituzioni italiane premiate
I ventidue progetti ospitati nel Paese sono distribuiti tra università, enti pubblici di ricerca, istituti scientifici e una società biotecnologica. Tre realtà ottengono due Starting Grants ciascuna: l'Università Bocconi di Milano, l'Università di Pisa e il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Gli altri finanziamenti sono distribuiti tra numerose istituzioni.
Tra le sedi compaiono il Politecnico di Torino, l'Università di Torino, l'Università di Milano, Milano-Bicocca, Bologna, Modena e Reggio Emilia, Genova, Trento, Roma Tor Vergata e l'Università Aldo Moro di Bari. La distribuzione geografica attraversa quindi diversi territori italiani e non si concentra esclusivamente in un singolo polo universitario.
Nel gruppo figurano inoltre la Sissa di Trieste, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l'Istituto Nazionale di Astrofisica, il Gran Sasso Science Institute, l'Istituto Italiano di Tecnologia e il Consiglio Nazionale delle Ricerche. La presenza di enti specializzati affiancati alle università mostra la varietà del sistema italiano coinvolto nei finanziamenti.
Tra le istituzioni ospitanti compare anche Andremacon, società biotecnologica milanese associata a uno dei progetti finanziati nel settore delle scienze della vita. È una presenza interessante perché dimostra che, entro le regole del programma, la ricerca di frontiera può trovare sede anche in strutture differenti dall'università tradizionale.
Dalla fisica quantistica alla storia del clima europeo
L'elenco dei progetti ospitati in Italia mostra immediatamente la vastità dei temi finanziati. Al Politecnico di Torino, Riccardo Augello guiderà R3DEFINE, dedicato a metastructures tridimensionali riconfigurabili e robuste per l'isolamento e il filtraggio delle frequenze. Alla Bocconi, invece, Grace Ballor lavorerà con EURISK sulla storia della gestione del rischio climatico nell'Unione Europea.
La distanza tra questi due progetti descrive bene la filosofia degli ERC Starting Grants: una ricerca ingegneristica sui materiali e sulle strutture può essere finanziata nella stessa competizione di un'indagine storica sui meccanismi con cui l'Europa ha affrontato il rischio climatico. Il criterio non è l'appartenenza a una disciplina considerata più "utile", ma l'ambizione scientifica della proposta.
La seconda assegnazione alla Bocconi riguarda M4E, progetto di Matthias Rodemeier sulle soluzioni basate sui mercati per affrontare le sfide ambientali. Nella stessa città, l'Università degli Studi di Milano ospita GENPOL di Mathilde Maria Van Ditmars, dedicato al rapporto tra generazioni e disuguaglianza politica nelle democrazie che invecchiano.
Nuovi sistemi per la somministrazione dei farmaci
All'Università di Bologna, Serena Bertoni guiderà ReLiEF, progetto dedicato allo sviluppo di formulazioni eutettiche a base lipidica e responsiva per la somministrazione orale di farmaci di nuova generazione. Il tema riguarda uno dei passaggi fondamentali della farmacologia: non soltanto identificare una molecola utile, ma riuscire a farla arrivare nel modo più efficace possibile all'interno dell'organismo.
Il progetto si inserisce nel settore dell'ingegneria dei materiali applicata alla salute e mostra come le categorie ERC possano superare i confini delle discipline classiche. Chimica, materiali, biologia e tecnologia farmaceutica possono infatti convergere nella progettazione di nuovi sistemi destinati a modificare assorbimento, stabilità e disponibilità dei principi attivi.
A Milano-Bicocca si studiano nuove tecnologie per le onde gravitazionali
All'Università di Milano-Bicocca, Matteo Borghesi è stato selezionato con TANGO, acronimo di un progetto dedicato a una nuova antenna trasduttrice per un osservatorio gravitazionale a basso rumore. L'obiettivo appartiene alla fisica fondamentale e alle tecnologie necessarie per aumentare la capacità di osservare fenomeni estremamente deboli nell'Universo.
Le onde gravitazionali sono diventate uno degli strumenti più importanti dell'astronomia contemporanea dopo le prime osservazioni dirette. Migliorare la sensibilità dei rivelatori significa aumentare la possibilità di studiare eventi cosmici altrimenti difficili da osservare attraverso la sola radiazione elettromagnetica.
Pisa ottiene due Starting Grants
L'Università di Pisa compare due volte nell'elenco dei progetti selezionati. Alice Cortinovis guiderà COSE, dedicato a metodi robusti e affidabili di approssimazione a basso rango e riduzione dimensionale attraverso la selezione delle colonne. Si tratta di ricerca matematica con applicazioni potenzialmente rilevanti nella gestione di sistemi caratterizzati da grandi quantità di dati.
Il secondo progetto pisano è STORM di Daniele Guerci, dedicato alla superconduttività in sistemi caratterizzati da magnetismo orbitale con rottura della simmetria di inversione temporale. È un tema di fisica della materia condensata che affronta proprietà fondamentali dei materiali e meccanismi alla base dei fenomeni superconduttivi.
Due assegnazioni in campi così differenti rafforzano la presenza dell'Università di Pisa nel risultato complessivo: da una parte matematica e analisi computazionale, dall'altra fisica dei materiali. Non è quindi un successo concentrato su una sola scuola scientifica.
Turbolenza e dinamica dei fluidi a Modena e Reggio Emilia
All'Università di Modena e Reggio Emilia, Marco Crialesi Esposito svilupperà SO-WHaT, un progetto dedicato alle interazioni su scale differenti tra turbolenza delle onde e turbolenza idrodinamica. Lo studio rientra nella fisica dei fluidi, un settore fondamentale per comprendere sistemi nei quali il comportamento collettivo diventa estremamente complesso.
La turbolenza rimane infatti uno dei problemi più difficili della fisica classica. Comprenderne i meccanismi significa migliorare la descrizione di fenomeni che possono comparire in contesti molto diversi, dai fluidi naturali ai processi industriali. Il progetto punta precisamente a studiare l'interazione tra tipi differenti di dinamica turbolenta.
La fisica teorica della Sissa
Alla Sissa di Trieste, Gabriel Francisco Cuomo guiderà EXT-QFT, progetto dedicato alle sonde estese nella teoria quantistica dei campi, dalle impurità alle stringhe confinanti. Il progetto appartiene alla ricerca teorica sui costituenti fondamentali della materia e affronta problemi che richiedono strumenti matematici e concettuali avanzati.
La presenza della fisica teorica tra i finanziamenti italiani ricorda che gli Starting Grants non vengono valutati sulla base della possibilità di ottenere immediatamente un prodotto commerciale. La ricerca di frontiera può avere come obiettivo principale l'avanzamento della comprensione fondamentale, senza che sia necessario indicare un'applicazione industriale nel breve periodo.
A Torino anche Aristotele diventa ricerca di frontiera
All'Università di Torino, Giulia De Cesaris ha ottenuto il finanziamento per RE-AR, dedicato a una rilettura dell'aristotelismo. È uno dei progetti che rendono evidente la presenza delle discipline umanistiche nel programma ERC e la possibilità di finanziare ricerca avanzata anche nella storia delle idee e dei testi.
La presenza di Recasting Aristotelianism nello stesso elenco di progetti su onde gravitazionali, tumori cerebrali, neutrini e sistemi quantistici è un tratto essenziale del programma europeo. L'innovazione viene considerata in senso ampio e comprende anche nuovi modi di interpretare testi, concetti e tradizioni intellettuali.
L'INFN cerca gli assioni con tecnologie quantistiche
All'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Alessandro D'Elia guiderà QUASAR, progetto dedicato alla possibilità di utilizzare tecnologie quantistiche per la ricerca degli assioni, ipotetiche particelle che occupano un posto importante in diversi modelli di fisica fondamentale.
QUASAR mira in particolare a sviluppare strumenti basati su qubit resistenti ai campi magnetici. Il progetto mette quindi in relazione due frontiere della ricerca contemporanea: da una parte la ricerca di particelle ancora non osservate direttamente, dall'altra lo sviluppo di sistemi quantistici utilizzabili in condizioni sperimentali particolarmente impegnative.
Neutrini e stelle esplosive al Gran Sasso Science Institute
Uno dei finanziamenti più consistenti già dettagliati riguarda NEPTUNE, guidato da Damiano Fiorillo al Gran Sasso Science Institute dell'Aquila. Il progetto ha ottenuto quasi 1,5 milioni di euro e avrà una durata di cinque anni. L'obiettivo è studiare il cosiddetto plasma di neutrini e la sua evoluzione turbolenta nelle esplosioni astrofisiche.
I neutrini sono particelle estremamente difficili da osservare perché interagiscono molto debolmente con la materia. Nelle condizioni estreme di alcuni eventi astrofisici possono però essere prodotti in quantità enormi e partecipare a dinamiche collettive complesse. Comprendere queste interazioni può offrire nuove informazioni sul comportamento della materia nelle stelle che esplodono.
NEPTUNE rappresenta inoltre un esempio concreto della selettività del programma: Fiorillo è stato scelto all'interno di una competizione che ha finanziato appena l'8,8% delle candidature. Il risultato consente al ricercatore di sviluppare per cinque anni una propria linea scientifica e costruire un gruppo dedicato a un problema specifico della fisica dei neutrini.
Da un neurone al cervello con i gemelli digitali
All'Università di Genova, Monica Frega guiderà Neuron2Brain, progetto che punta a collegare differenti livelli di studio del sistema nervoso, dal singolo neurone fino alla complessità cerebrale, utilizzando anche modelli definiti come gemelli digitali per migliorare la previsione personalizzata dei trattamenti.
Il concetto di digital twin viene qui applicato alla ricerca neurobiologica con l'obiettivo di costruire rappresentazioni computazionali capaci di integrare diversi livelli di informazione. Il progetto appartiene alle biotecnologie e all'ingegneria dei biosistemi e rappresenta una delle linee italiane più direttamente collegate alla convergenza tra biologia e modellizzazione digitale.
A Trento si studia la protezione sismica delle gallerie
All'Università di Trento, Davide Noè Gorini guiderà MetaTunnels, progetto dedicato a rivestimenti basati su meta-risonatori per il cosiddetto "seismic cloaking" delle gallerie. La ricerca studierà quindi sistemi progettati per modificare il modo in cui le onde sismiche interagiscono con infrastrutture sotterranee.
Il tema della protezione sismica acquista particolare interesse in un Paese come l'Italia, caratterizzato da numerose aree esposte al rischio terremoti e da una rete infrastrutturale che comprende tunnel ferroviari e stradali. Il progetto rimane ricerca di frontiera e non equivale naturalmente all'annuncio di una tecnologia già pronta per l'uso, ma esplora una direzione ingegneristica innovativa.
INAF, dalle prime galassie alle nane di oggi
L'Istituto Nazionale di Astrofisica ospiterà SPROUT, progetto guidato da Thales Gutcke e dedicato alle piccole protogalassie e alla loro evoluzione fino alle galassie nane osservabili nell'Universo attuale. Il progetto ha ottenuto circa 1,6 milioni di euro e sarà sviluppato all'Osservatorio Astronomico di Trieste.
SPROUT rappresenta anche un esempio del potenziale degli ERC nel favorire l'attrazione internazionale. La ricercatrice coinvolta nel progetto si prepara infatti a trasferire l'attività dalle Hawaii a Trieste, con l'obiettivo di costruire un nuovo gruppo di ricerca. È una dinamica particolarmente importante per interpretare correttamente la mobilità scientifica: il movimento dei ricercatori non avviene soltanto dall'Europa verso l'estero, ma può procedere anche nella direzione opposta.
Il Mediterraneo medievale entra nella competizione europea
All'Università di Bari Aldo Moro, Simone Lombardo guiderà PHAROS, progetto dedicato alle opportunità politiche, umanitarie e religiose legate al salvataggio marittimo nel Mediterraneo tra XII e XVI secolo. La ricerca rientra nello studio del passato e affronta il rapporto tra navigazione, società, istituzioni e pratiche di soccorso in epoche molto lontane dalla contemporaneità.
Il progetto mostra ancora una volta la varietà della ricerca finanziata dall'ERC. Non tutte le domande scientifiche richiedono un laboratorio o un acceleratore di particelle: archivi, fonti storiche e documenti possono diventare il punto di partenza per ricostruire strutture sociali e istituzionali che hanno caratterizzato il Mediterraneo per secoli.
Un progetto sul glioblastoma
Tra le ricerche italiane nel campo della salute figura TEPOV, guidato da Giovanni Marfia e ospitato dalla società biotecnologica Andremacon di Milano. Il progetto affronta il glioblastoma, uno dei tumori cerebrali più difficili da trattare, concentrandosi su una particolare variante dell'eritropoietina denominata EV-3.
L'obiettivo di TEPOV è studiare se la variante possa essere utilizzata per riprogrammare caratteristiche della malignità del glioblastoma. È importante mantenere il corretto significato della notizia: il finanziamento riguarda un progetto di ricerca e non equivale alla disponibilità immediata di una nuova terapia per i pazienti.
Proprio la possibilità di esplorare ipotesi ad alto rischio scientifico è una delle caratteristiche degli ERC Grants. Un progetto viene sostenuto perché la domanda è considerata ambiziosa e potenzialmente capace di produrre un avanzamento importante, non perché il risultato finale sia già conosciuto.
Elettrochimica e nuove reazioni a Roma Tor Vergata
All'Università di Roma Tor Vergata, Daniele Mazzarella guiderà REIGNITE, dedicato al ripensamento dell'organocatalisi attraverso l'elettrochimica. Il progetto appartiene alla chimica sintetica e dei materiali e studierà come strumenti elettrochimici possano aprire nuove possibilità nei processi catalitici.
L'organocatalisi utilizza molecole organiche come catalizzatori per favorire determinate reazioni chimiche. L'integrazione con l'elettrochimica rappresenta una linea di ricerca che può consentire nuovi percorsi reattivi e differenti modalità di controllo dei processi, mantenendo il progetto nell'ambito della chimica fondamentale e applicata.
Il CNR ottiene due finanziamenti
Il Consiglio Nazionale delle Ricerche è una delle tre istituzioni italiane che ospitano due progetti. Simone Moretti guiderà SORBETTO, dedicato alla risposta della biologia e degli ecosistemi dell'Oceano Australe ai cambiamenti di temperatura e ossigeno.
SORBETTO affronta quindi uno dei sistemi ambientali più delicati del pianeta, studiando come variazioni fisiche nell'Oceano Australe possano influenzare organismi ed ecosistemi. La ricerca si colloca all'intersezione tra oceanografia, biologia ed evoluzione delle condizioni climatiche.
Il secondo progetto del CNR è MoleQool di Maximilian Schemmer, dedicato a una piattaforma molecolare nanofotonica per memorie quantistiche multicolore. Anche in questo caso due progetti ospitati dalla stessa organizzazione appartengono a mondi scientifici molto differenti: ambiente oceanico da una parte, tecnologie quantistiche dall'altra.
Intelligenza artificiale e sistemi dinamici all'IIT
All'Istituto Italiano di Tecnologia, Pietro Novelli guiderà LINDY, un progetto dedicato all'apprendimento dei sistemi dinamici attraverso rappresentazioni linearizzanti. La ricerca si colloca nell'area dell'informatica e dei sistemi computazionali e affronta il problema di rappresentare dinamiche complesse in forme che possano essere analizzate e apprese in maniera più efficace.
LINDY è uno degli esempi che giustificano il riferimento all'intelligenza artificiale nel racconto complessivo dei progetti. Il programma italiano non è però concentrato sull'IA: la stessa tornata comprende fisica fondamentale, medicina, storia, scienze ambientali, economia, chimica, matematica e ingegneria.
Una fotografia dell'Italia scientifica molto diversificata
Considerati insieme, i ventidue progetti ospitati nel Paese restituiscono l'immagine di una ricerca italiana multidisciplinare. Dalle galassie nane alla somministrazione dei farmaci, dalle onde gravitazionali all'aristotelismo, dai tumori cerebrali al rischio climatico europeo, non emerge un'unica area dominante capace di spiegare il risultato.
Questa varietà è importante perché gli ERC Starting Grants non sono un programma nazionale costruito sulla base di priorità industriali stabilite dal governo italiano. Sono una competizione europea nella quale proposte appartenenti a settori differenti vengono valutate all'interno di panel specialistici. La presenza italiana in aree così diverse indica quindi una capacità distribuita tra discipline e istituzioni.
172 donne tra i 421 vincitori
Tra i ricercatori selezionati nell'intera competizione figurano 172 donne, pari a circa il 41% del totale. Gli uomini sono 248 e un beneficiario è indicato nelle statistiche come non binario. Il dato può essere confrontato con la composizione delle candidature, nelle quali le donne rappresentavano poco meno del 43%.
La distribuzione cambia tra i diversi settori scientifici. Nelle scienze sociali e umanistiche la presenza femminile tra i vincitori è particolarmente elevata, mentre nelle scienze fisiche e ingegneristiche il numero degli uomini resta superiore. Le statistiche permettono quindi di osservare come la composizione di genere sia differente tra le grandi aree della ricerca.
Più di 2.700 nuovi posti nei gruppi finanziati
L'effetto degli Starting Grants non riguarda soltanto i 421 vincitori. Le stime indicano che i finanziamenti potrebbero contribuire alla creazione di oltre 2.700 posti di lavoro nei nuovi gruppi di ricerca. Il numero riguarda l'intera tornata europea, non soltanto l'Italia, e comprende le persone che verranno reclutate per sviluppare i progetti.
Un finanziamento da oltre un milione di euro consente infatti a un principal investigator di assumere dottorandi, post-doc, tecnici e altre figure necessarie allo sviluppo della ricerca. Il valore economico del bando deve quindi essere letto anche attraverso la capacità di costruire squadre scientifiche intorno ai singoli vincitori.
Per le università e gli enti ospitanti, attirare un ERC grant significa di conseguenza ricevere non soltanto fondi, ma anche nuovi ricercatori, competenze, collaborazioni e possibilità di sviluppare infrastrutture. È questa una delle ragioni per cui la competizione tra Paesi europei per ospitare i vincitori è particolarmente intensa.
L'Europa prova ad attrarre ricercatori dagli Stati Uniti
Un altro dato significativo della tornata 2026 riguarda la mobilità internazionale. Sono 21 i vincitori che al momento della candidatura lavoravano al di fuori dell'Europa e che intendono trasferirsi in un Paese europeo o associato per sviluppare il progetto. Venti di loro provengono da istituzioni negli Stati Uniti.
Le candidature provenienti da ricercatori residenti negli Stati Uniti sono state 169, rispetto alle 116 della tornata precedente. È un aumento considerevole e viene osservato con attenzione perché l'Europa sta cercando di rafforzare la propria capacità di attrarre scienziati internazionali attraverso condizioni di finanziamento competitive.
Per chi trasferisce la propria attività da un Paese esterno, l'ERC ha inoltre previsto la possibilità di ottenere finanziamenti aggiuntivi fino a 2 milioni di euro per sostenere costi legati alla creazione di nuovi laboratori o gruppi di ricerca. L'obiettivo è ridurre gli ostacoli economici che possono rendere complesso lo spostamento di un'attività scientifica già avviata.
Perché 50 italiani e 22 progetti in Italia sono due notizie diverse
È proprio il confronto tra i 50 vincitori italiani e le 22 istituzioni ospitanti in Italia a richiedere maggiore cautela. Il primo dato risponde alla domanda "qual è la nazionalità dei ricercatori selezionati?". Il secondo risponde invece a "in quale Paese si trovava l'istituzione scelta per ospitare il progetto al momento della candidatura?".
Un ricercatore tedesco può quindi sviluppare il proprio ERC in Italia, così come un italiano può svolgerlo in Germania o nel Regno Unito. Per questo i due insiemi non sono sovrapponibili. La forte presenza italiana per nazionalità e il numero più contenuto di progetti ospitati rimangono comunque indicatori utili della diversa competitività tra ricercatori e sistemi nazionali.
La lettura più corretta è quindi duplice: l'Italia produce o forma numerosi ricercatori capaci di superare una delle selezioni più difficili d'Europa, ma deve contemporaneamente confrontarsi con sistemi esteri che attraggono un numero maggiore di ERC Starting Grants. È una differenza che coinvolge condizioni di lavoro, infrastrutture, possibilità di costruire gruppi, procedure amministrative e reputazione internazionale delle istituzioni.
Il vantaggio tedesco resta molto ampio
Il confronto con la Germania è particolarmente evidente. Le istituzioni tedesche ospiteranno 89 dei 421 progetti, più di quattro volte il numero italiano. Anche per nazionalità i tedeschi guidano la graduatoria con 84 vincitori. La Germania riesce quindi a combinare una forte produzione di talenti con una capacità ancora maggiore di ospitare progetti.
Il Regno Unito, pur non essendo uno Stato membro dell'Unione Europea, partecipa al sistema attraverso l'associazione a Horizon Europe e ospiterà 47 Starting Grants. La Francia ne riceve 38, la Svizzera 36 e i Paesi Bassi 33. La competizione per la ricerca di frontiera coinvolge quindi un sistema europeo più ampio dei soli Paesi dell'Unione.
Un investimento sull'indipendenza scientifica
La caratteristica distintiva dello Starting Grant è il momento della carriera nel quale interviene. Non è destinato a studiosi già affermati da decenni, ma a ricercatori che hanno dimostrato un potenziale scientifico elevato e sono pronti a costruire o consolidare la propria indipendenza.
Per la tornata 2026, l'eleggibilità era legata principalmente agli anni trascorsi dal conseguimento del dottorato di ricerca, con possibilità di estendere la finestra in presenza di condizioni riconosciute. Il principio rimane quello di intervenire in una fase nella quale un finanziamento consistente può modificare concretamente la traiettoria professionale del ricercatore.
Per questo i circa 75 milioni destinati ai cinquanta italiani devono essere letti non soltanto come premio per risultati già ottenuti, ma come capitale destinato a sostenere ciò che questi studiosi proveranno a costruire nei prossimi anni. Gran parte dei risultati scientifici dei progetti finanziati oggi sarà infatti valutabile soltanto dopo diversi anni di lavoro.
Il risultato positivo e la domanda ancora aperta per l'Italia
Il bilancio degli ERC Starting Grants 2026 è quindi particolarmente favorevole per i ricercatori italiani. Cinquanta vincitori su 421 rappresentano quasi il 12% dell'intera platea selezionata e collocano l'Italia al secondo posto per nazionalità in una competizione che comprende studiosi provenienti da 52 Paesi.
Parallelamente, i 22 progetti ospitati in Italia mostrano che il sistema nazionale possiede numerose eccellenze capaci di attrarre finanziamenti ERC, ma rimane molto distante dalle principali destinazioni europee. Il dato non cancella il successo, ma impedisce di leggerlo soltanto in termini celebrativi.
La questione più interessante per i prossimi anni sarà capire se il patrimonio rappresentato dai ricercatori italiani competitivi potrà tradursi in una maggiore capacità del Paese di ospitare progetti, gruppi e carriere scientifiche. Per farlo non basta produrre ricercatori eccellenti: servono istituzioni nelle quali essi scelgano di costruire la propria attività.
Dall'IA al cosmo, il valore reale dei 75 milioni
Dietro la cifra complessiva dei 75 milioni di euro non esiste quindi una singola "ricerca italiana", ma cinquanta percorsi indipendenti e centinaia di persone che lavoreranno nei nuovi gruppi. I ventidue progetti ospitati nel Paese mostrano già un panorama che passa dall'intelligenza artificiale alla cosmologia, dalla medicina ai cambiamenti climatici, dalla matematica alla storia delle idee.
Il risultato degli italiani agli ERC è importante proprio perché non deriva da una sola università, da un unico settore o da un programma costruito per favorire una specifica disciplina. È il prodotto di singoli ricercatori che hanno presentato proposte valutate in competizione internazionale e sono riusciti a collocarsi nel ristretto 8,8% finanziato.
Per l'Italia la notizia contiene dunque due messaggi inseparabili. Il primo è indiscutibilmente positivo: cinquanta ricercatori italiani figurano tra i vincitori e nessuna nazionalità, ad eccezione di quella tedesca, ne conta di più. Il secondo riguarda il futuro: il Paese ospita soltanto ventidue dei 421 progetti e deve continuare a rafforzare la capacità di trasformare la qualità dei propri talenti in gruppi di ricerca stabilmente radicati nelle proprie istituzioni.
È probabilmente qui che i numeri degli ERC Starting Grants 2026 diventano più interessanti della semplice graduatoria. Il talento italiano c'è ed è riconosciuto in una delle selezioni scientifiche più esigenti d'Europa. La sfida è creare condizioni nelle quali una quota sempre maggiore di quel talento possa scegliere l'Italia non soltanto come luogo di formazione, ma anche come sede nella quale costruire i propri laboratori, le proprie équipe e i progetti scientifici dei prossimi cinque anni.
E voi come leggete questo risultato della ricerca italiana? Considerate più significativo il secondo posto degli italiani tra i vincitori oppure il divario tra i cinquanta premiati per nazionalità e i ventidue progetti ospitati nel nostro Paese? Lasciate la vostra opinione nei commenti.

