Il Ciclone di San Valentino flagella l’Italia: Allerta in 11 Regioni e disagi da Nord a Sud
Mentre il calendario segna domenica 15 febbraio 2026, l'Italia si trova a fare i conti con gli effetti devastanti del cosiddetto Ciclone di San Valentino. Una vasta area di bassa pressione sta attraversando la penisola, portando con sé un carico di maltempo caratterizzato da piogge torrenziali, venti di burrasca e mareggiate imponenti. Nonostante la perturbazione stia lentamente iniziando a scivolare verso i Balcani, la giornata odierna resta critica per gran parte del territorio nazionale.
Protezione Civile: la mappa dell'Allerta
Il Dipartimento della Protezione Civile ha confermato lo stato di allerta gialla per ben 11 regioni italiane. La criticità non riguarda solo l'intensità delle piogge, ma soprattutto il rischio idrogeologico, ovvero la possibilità che il terreno, ormai saturo d'acqua, possa dare origine a frane, smottamenti o esondazioni di piccoli corsi d'acqua.
Le zone più a rischio includono:
Sud e Isole: Sicilia, Sardegna, Calabria, Basilicata, Campania e Puglia.
Centro: Lazio, Umbria, Abruzzo e Molise.
Nord: Alcuni settori dell'Emilia-Romagna.
In Campania, in particolare, la situazione è stata monitorata con estrema attenzione nelle prime ore del mattino, con l'allerta che ha colpito duramente l'area della Piana Campana e la città di Napoli, dove per precauzione sono stati chiusi parchi pubblici e cimiteri.
Venti di burrasca e "Mari Grossi"
Il vero protagonista di questa ondata di maltempo è il vento. Raffiche provenienti dai quadranti settentrionali stanno sferzando le coste occidentali, con punte che hanno superato gli 80-90 km/h in Sardegna e Sicilia. Questo ha generato il fenomeno delle mareggiate, con onde che hanno raggiunto i 5 metri d'altezza sul Mar di Sardegna e nel Canale di Sicilia.
A Porto Torres, la forza del mare ha causato la rottura degli ormeggi di un traghetto, mentre a Villasimius il vento ha provocato il crollo parziale del tetto di un istituto scolastico, fortunatamente senza causare feriti data la giornata festiva. Anche il litorale laziale non è stato risparmiato: a Fiumicino si sono verificate evacuazioni precauzionali in alcune zone prossime alla foce del Tevere a causa della combinazione tra piena del fiume e mareggiata.
Neve e calo termico: l'Inverno alza la voce
Il passaggio del ciclone ha richiamato aria polare, determinando un sensibile abbassamento delle temperature. Questo ha permesso alla neve di fare la sua comparsa a quote relativamente basse per il periodo:
Sull'Appennino Centrale, i fiocchi sono caduti sopra i 1200-1300 metri.
Al Sud, le cime della Sila e dell'Etna sono state imbiancate abbondantemente sopra i 1500 metri.
Al Nord, la situazione appare più clemente. Sebbene il freddo si faccia sentire, il cielo si presenta parzialmente nuvoloso o soleggiato, offrendo una tregua che ha permesso lo svolgimento regolare di eventi come la mezza maratona di Verona, nonostante le rigide temperature mattutine.
Danni e richieste di Stato di Emergenza
Il bilancio provvisorio dei danni è pesante, specialmente nelle regioni meridionali. La Calabria ha già avviato le procedure per richiedere lo stato di emergenza nazionale, a seguito dei violenti nubifragi che hanno flagellato il territorio nelle ultime 48 ore, causando interruzioni stradali e allagamenti di scantinati e attività commerciali.
In Sicilia, le province di Palermo, Messina e Catania sono quelle che hanno registrato il maggior numero di interventi dei Vigili del Fuoco per alberi abbattuti e cornicioni pericolanti.
Consigli e previsioni per le prossime ore
Gli esperti meteo prevedono un graduale miglioramento a partire dalla serata di oggi, con il ciclone che si sposterà definitivamente verso levante. Tuttavia, la ventilazione rimarrà sostenuta e il rischio di gelate notturne aumenterà nelle zone interne del Centro-Nord.
Raccomandazioni: Si consiglia di limitare gli spostamenti nelle zone soggette ad allerta, evitare di sostare vicino a fiumi o sotto alberi e cartelloni pubblicitari, e prestare massima attenzione alla guida sui tratti appenninici per la possibile presenza di ghiaccio.

