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Beach soccer, doppio trionfo azzurro a Chisinau

Il beach soccer italiano lascia Chișinău con un risultato pieno: la Nazionale maschile e quella femminile hanno vinto le rispettive tappe dell'Euro Beach Soccer League, completando due percorsi senza sconfitte e rafforzando le proprie ambizioni in vista delle Superfinal europee in programma a Viareggio dall'8 al 13 settembre 2026. Gli Azzurri hanno superato la Danimarca per 4-3 dopo i tempi supplementari, mentre le Azzurre hanno battuto il Belgio per 4-1, conquistando il quarto successo in quattro partite.
Il doppio successo ottenuto nella capitale della Moldova non rappresenta soltanto una vittoria di tappa. Per la selezione maschile costituisce una conferma della qualificazione alla fase conclusiva dell'Europeo e della capacità di competere anche nelle partite più equilibrate. Per la Nazionale femminile significa invece chiudere al primo posto sia il raggruppamento moldavo sia la graduatoria generale costruita attraverso le tappe della stagione regolare.
Le due squadre guidate da Emiliano Del Duca hanno raggiunto lo stesso traguardo attraverso percorsi differenti. La formazione maschile ha dominato la fase a gironi e la semifinale, prima di dover rimontare una finale diventata improvvisamente complicata. Le Azzurre hanno invece mostrato continuità per l'intera durata del torneo, vincendo contro Portogallo, Polonia, Paesi Bassi e Belgio e concedendo complessivamente soltanto cinque reti.
Chișinău ha così offerto una fotografia significativa dello stato di salute del movimento azzurro. La Nazionale maschile arriverà a Viareggio da campione europea in carica e proverà a difendere il titolo conquistato nella stagione precedente. La selezione femminile si presenterà invece alla sesta edizione della Women's Euro Beach Soccer League Superfinal con il miglior rendimento complessivo ottenuto durante la fase di qualificazione.

Una domenica interamente azzurra

La giornata conclusiva del 2 agosto ha riunito le due finali italiane nello stesso impianto. La Nazionale femminile è scesa sulla sabbia per affrontare il Belgio nell'ultima partita del proprio girone, mentre la maschile ha disputato la finale della tappa di Division A contro la Danimarca.
Le Azzurre avevano già costruito una posizione favorevole grazie alle prime tre vittorie, ma il successo conclusivo era necessario per terminare la competizione a punteggio pieno. La formazione maschile, invece, era arrivata alla sfida decisiva dopo aver vinto il proprio girone e avere eliminato la Germania in semifinale.
Il risultato finale ha prodotto una rara doppietta. Entrambe le Nazionali hanno sollevato il trofeo della tappa e hanno concluso il torneo senza perdere. Il dato assume un valore particolare perché le due competizioni avevano una formula differente: girone all'italiana per le donne, fase a gruppi seguita da semifinali e finali per gli uomini.
La domenica moldava ha inoltre confermato la capacità delle squadre italiane di adattarsi a situazioni opposte. La selezione femminile ha controllato il Belgio attraverso una progressiva superiorità tecnica; quella maschile ha dovuto reagire a una rimonta danese, pareggiando a pochi secondi dalla fine e trovando il gol decisivo durante il supplementare.

La finale maschile contro la Danimarca

La partita tra Italia e Danimarca è terminata 4-3 dopo tre minuti supplementari. Gli Azzurri erano passati sul doppio vantaggio, avevano poi subito tre reti consecutive e si erano ritrovati a pochi secondi dalla sconfitta. Il pareggio di Sassari e il successivo gol di Josep Jr. hanno ribaltato nuovamente l'andamento dell'incontro.
La Nazionale italiana ha iniziato con Casapieri tra i pali e con Josep Jr., Fazzini, Giordani e Remedi a completare il quintetto. L'impostazione iniziale era chiara: gestione del possesso, ricerca continua del movimento senza palla e tentativo di costringere la Danimarca a difendersi nella propria metà campo.
Gli scandinavi hanno scelto un atteggiamento più prudente, affidandosi a un blocco basso e alle qualità tecniche del portiere Madsen. Nel beach soccer, l'estremo difensore partecipa frequentemente alla costruzione dell'azione e può diventare un vero giocatore di movimento. La Danimarca ha utilizzato questa caratteristica per rallentare il ritmo italiano e trovare spazi attraverso un possesso ragionato.
L'Italia ha comunque creato le occasioni migliori nel primo periodo. Dopo una prima parata di Madsen, il vantaggio è arrivato al settimo minuto: Casapieri ha avviato l'azione e Remedi ha concluso con un diagonale preciso, portando gli Azzurri sull'1-0.
Prima dell'intervallo Bertacca è andato vicino al raddoppio con una lunga punizione terminata sul palo. Il risultato è rimasto fermo, ma il primo tempo ha mostrato una chiara superiorità italiana nella produzione delle opportunità e nel controllo territoriale.

Il raddoppio e la reazione danese

La ripresa è cominciata con il secondo gol azzurro. Dopo appena quindici secondi, Marco Giordani ha trasformato una conclusione dalla distanza, portando l'Italia sul 2-0 e dando l'impressione che la finale potesse avviarsi verso un controllo più tranquillo.
La Danimarca ha però risposto immediatamente. Pilgaard ha realizzato il 2-1, riaprendo una gara che fino a quel momento sembrava saldamente nelle mani italiane. Poco dopo, Damm ha sfiorato il pareggio colpendo la parte interna del palo.
Il gol danese ha cambiato il ritmo della partita. Gli scandinavi hanno aumentato l'intensità, mentre l'Italia ha continuato a creare occasioni senza riuscire a concretizzarle. Madsen è diventato progressivamente uno dei protagonisti della finale attraverso una serie di interventi decisivi.
Sassari ha avuto una grande opportunità dopo una combinazione con Andriani, ma il portiere danese ha respinto la conclusione ravvicinata. Il punteggio è rimasto sul 2-1 fino alla fine della seconda frazione, lasciando aperto ogni possibile scenario per gli ultimi dodici minuti.

La rimonta della Danimarca

Nel terzo periodo la Danimarca ha trovato il pareggio con Wegeberg. L'Italia ha continuato ad attaccare, ma le parate di Madsen hanno impedito a Sassari e Josep di riportare immediatamente avanti la squadra.
A circa tre minuti dal termine, la formazione scandinava ha completato la propria rimonta. Una circolazione efficace ha spostato la difesa italiana e liberato Frandsen sul secondo palo. Il giocatore danese ha segnato di testa il 3-2, trasformando completamente la finale.
Per la prima volta durante la tappa, l'Italia si è ritrovata vicina a una sconfitta. Remedi ha colpito un altro palo e ha poi trovato sulla propria strada l'ennesimo intervento di Madsen. Bertacca e Giordani hanno avuto ulteriori occasioni, senza però riuscire a segnare.
La sequenza ha mostrato uno degli elementi più imprevedibili del beach soccer. La superficie irregolare può modificare la traiettoria del pallone, mentre la durata ridotta dei periodi rende ogni possesso particolarmente importante. Anche una squadra che domina a lungo può ritrovarsi improvvisamente costretta a inseguire.

Il pareggio a sette secondi dalla fine

Quando mancavano venti secondi, Del Duca ha utilizzato Josep Jr. come portiere di movimento. La scelta ha permesso all'Italia di aggiungere un giocatore alla costruzione offensiva, accettando contemporaneamente il rischio di lasciare la porta maggiormente esposta.
La mossa ha prodotto l'effetto sperato. Al termine di un'azione insistita e confusa, Sassari ha trovato una mezza rovesciata capace di superare Madsen. Il gol del 3-3 è arrivato a sette secondi dal termine dei tempi regolamentari.
La rete ha modificato completamente l'inerzia psicologica della partita. La Danimarca aveva già assaporato la vittoria, mentre l'Italia ha raggiunto il supplementare dopo essere rimasta in partita fino all'ultimo istante. Nel beach soccer l'overtime dura soltanto tre minuti, un intervallo nel quale anche una singola azione può decidere il risultato.
Il pareggio di Sassari rappresenta uno dei momenti centrali dell'intera tappa. Oltre al valore tecnico del gesto, ha confermato la capacità della Nazionale di continuare a costruire occasioni anche sotto pressione, senza rinunciare alla propria identità offensiva.

Il gol decisivo di Josep Jr.

Durante il supplementare l'Italia ha continuato a cercare la rete, ma la finale sembrava ormai destinata ai rigori. A quattro secondi dalla fine è arrivata invece l'azione decisiva: Casapieri ha effettuato un rilancio lungo e Josep Jr. ha colpito al volo indirizzando il pallone verso il secondo palo.
Madsen, fino a quel momento quasi insuperabile, non ha potuto intervenire. Il gol del 4-3 ha consegnato all'Italia la vittoria della tappa e ha chiuso una partita nella quale gli Azzurri erano stati prima avanti di due reti, poi sotto nel punteggio e infine capaci di completare una nuova contro-rimonta.
La prestazione ha permesso a Josep Jr. di ricevere anche il riconoscimento di miglior giocatore del torneo. Il premio individuale non è stato legato soltanto alla rete decisiva: il giocatore ha partecipato alla costruzione offensiva, ha creato occasioni e ha offerto alla squadra una soluzione aggiuntiva come portiere di movimento.
Il miglior portiere della tappa è stato invece il danese Madsen, protagonista di numerose parate proprio nella finale. Il premio sottolinea come il 4-3 italiano sia arrivato contro una squadra capace di opporre una resistenza tecnica e tattica molto superiore rispetto a quella incontrata dagli Azzurri nelle prime partite.

Cinque vittorie in cinque partite

Il successo sulla Danimarca ha completato un percorso di cinque vittorie consecutive. L'Italia ha segnato complessivamente 37 gol e ne ha subiti sette, passando da risultati molto ampi nella fase a gironi a una finale decisa soltanto negli ultimi secondi del supplementare.
L'esordio contro il Belgio si era concluso con un netto 6-1. La seconda partita aveva prodotto il 12-1 sul Kazakistan, mentre la fase a gruppi si era chiusa con il 9-0 contro la Moldova padrona di casa.
Con nove punti, 27 reti segnate e soltanto due incassate, l'Italia aveva terminato al primo posto il Gruppo A. La Moldova aveva chiuso seconda, precedendo Kazakistan e Belgio.
In semifinale gli Azzurri avevano affrontato la Germania, seconda classificata nel Gruppo B alle spalle della Danimarca. Il 6-2 finale aveva confermato l'elevato livello offensivo della squadra, ma anche la capacità di reagire dopo il temporaneo pareggio tedesco.

Il 6-2 alla Germania

Contro la Germania, l'Italia era passata in vantaggio con una rovesciata di Giordani. Sassari aveva raddoppiato con una conclusione al volo, prima che Baaske segnasse due reti consecutive riportando il risultato sul 2-2.
La reazione italiana era stata immediata. Fazzini aveva realizzato il nuovo vantaggio, Andriani aveva segnato il 4-2 e Bertacca aveva portato il risultato sul 5-2 nel secondo periodo. La seconda rete personale di Fazzini aveva poi fissato il punteggio definitivo.
La semifinale aveva rappresentato il primo momento della tappa nel quale la difesa italiana aveva concesso più di un gol. La capacità di riportarsi avanti pochi secondi dopo il pareggio tedesco aveva mostrato una notevole stabilità mentale.
Il successo aveva anche definito il quadro delle squadre qualificate alla Superfinal maschile. Italia, Danimarca, Germania e Moldova hanno ottenuto il pass attraverso la tappa di Chișinău, raggiungendo Spagna, Portogallo, Bielorussia e Svizzera, qualificate in precedenza.

Gli Azzurri difenderanno il titolo europeo

La Superfinal maschile dell'Euro Beach Soccer League si disputerà a Viareggio dall'8 al 13 settembre. L'Italia si presenterà da campione in carica e proverà a vincere il titolo europeo per la seconda stagione consecutiva.
Confermare il trofeo avrebbe un significato storico. Soltanto Portogallo, Spagna e Russia sono riusciti a vincere due edizioni consecutive della Superfinal maschile. La selezione italiana avrà inoltre il vantaggio di giocare sulla sabbia di casa, ma dovrà affrontare le migliori Nazionali europee emerse dalle qualificazioni.
Il rendimento di Chișinău indica una squadra già in condizioni avanzate di preparazione. L'Italia ha mostrato molteplici soluzioni offensive, capacità di segnare da calcio piazzato, dalla distanza, in rovesciata e attraverso azioni costruite. La finale ha aggiunto un elemento ulteriore: la capacità di soffrire e recuperare una situazione quasi compromessa.
La tappa moldava non garantisce però automaticamente lo stesso risultato a settembre. La Superfinal presenterà un livello medio più elevato, tempi di recupero ridotti e avversarie capaci di sfruttare ogni errore. Il successo ottenuto contro la Danimarca rappresenta una conferma importante, ma anche un avvertimento sui rischi derivanti dalla mancata concretizzazione delle occasioni.

Il percorso perfetto della Nazionale femminile

La selezione femminile ha chiuso la tappa con quattro vittorie in quattro incontri. Le Azzurre hanno battuto nell'ordine Portogallo, Polonia, Paesi Bassi e Belgio, segnando 17 reti e subendone cinque.
La formula prevedeva un unico girone composto da cinque squadre. Ogni Nazionale ha affrontato tutte le altre e la classifica è stata determinata dai risultati delle quattro giornate disputate. L'Italia ha terminato con 12 punti, precedendo Portogallo, Polonia, Paesi Bassi e Belgio.
Il successo della tappa si è aggiunto ai risultati ottenuti durante il precedente appuntamento di El Puerto de Santa María. Sommando l'intera fase regolare, la Nazionale italiana ha raggiunto il primo posto nella graduatoria complessiva, arrivando alla Superfinal con il rendimento migliore tra le partecipanti.
La regolarità è stata il tratto distintivo del torneo. Le Azzurre hanno affrontato partite differenti per andamento e difficoltà, riuscendo sempre a mantenere il controllo dei momenti decisivi. Contro il Portogallo e la Polonia hanno prevalso in confronti equilibrati; contro Paesi Bassi e Belgio hanno costruito successi più ampi.

L'esordio vincente contro il Portogallo

Il percorso femminile era iniziato con il 4-2 sul Portogallo, una delle avversarie più competitive del raggruppamento. Partire con una vittoria in uno scontro diretto ha permesso alle Azzurre di assumere immediatamente il controllo della classifica.
Il risultato ha avuto un peso particolare perché il Portogallo ha successivamente vinto tutte le altre partite, chiudendo la tappa al secondo posto con nove punti. Il confronto diretto è quindi diventato decisivo per il primato italiano.
La Nazionale ha poi superato la Polonia per 3-2. Anche in questo caso si è trattato di una gara combattuta, nella quale la capacità di gestire il vantaggio e resistere alla pressione avversaria ha permesso all'Italia di ottenere il secondo successo.
Le prime due giornate hanno dimostrato che le Azzurre non dipendono esclusivamente da risultati larghi. La squadra sa affrontare partite risolte da un solo episodio, caratteristica fondamentale in vista di una fase finale a eliminazione diretta.

Il 6-0 ai Paesi Bassi

Nella terza partita, l'Italia ha battuto i Paesi Bassi per 6-0. Il risultato ha certificato matematicamente la vittoria della tappa prima ancora dell'ultima giornata, grazie al vantaggio costruito sulle inseguitrici.
Il successo senza reti subite ha messo in evidenza anche il lavoro difensivo della squadra. Nel beach soccer, dove le occasioni e le conclusioni sono frequenti, mantenere la porta inviolata rappresenta un risultato particolarmente significativo.
Il 6-0 ha permesso alle Azzurre di affrontare il Belgio con il titolo di tappa già assicurato, ma la partita conservava comunque un'importanza precisa: completare il percorso a punteggio pieno e consolidare il primato complessivo della fase regolare.
La Nazionale non ha quindi ridotto l'intensità. Il 4-1 conclusivo ha confermato la capacità di mantenere concentrazione e qualità anche dopo avere già raggiunto il primo obiettivo del torneo.

La partita contro il Belgio

Contro il Belgio, Del Duca ha modificato soltanto una componente del quintetto iniziale, inserendo Massa al posto di Privitera. Galloni ha difeso la porta, con Veglio, Vecchione e Adami a completare la formazione di partenza.
L'Italia ha controllato il possesso fin dall'inizio, ma ha impiegato otto minuti per trovare il vantaggio. La prima rete è arrivata con Fabiana Vecchione, capace di intervenire sull'assist di Adami e superare la portiera belga.
Due minuti dopo, un tentativo in rovesciata della stessa Vecchione è stato corretto sotto porta da Illiano, che ha firmato il 2-0. Il Belgio ha però reagito prima dell'intervallo con Maurane, riducendo lo svantaggio sul 2-1.
La rete belga ha impedito all'Italia di considerare già chiuso il confronto. La seconda frazione è diventata quindi il momento nel quale le Azzurre hanno costruito il margine definitivo.

Massa e Vecchione chiudono la gara

Al quinto minuto del secondo periodo, Massa ha ricevuto il pallone e ha concluso con un potente destro verso il palo più lontano, segnando il 3-1. La rete ha restituito all'Italia il doppio vantaggio e ha ridotto la possibilità di una rimonta belga.
Due minuti prima del secondo intervallo è arrivato il gol più spettacolare della partita. Vecchione ha eseguito una rovesciata indirizzata sotto l'incrocio dei pali, realizzando il proprio secondo gol personale e il definitivo 4-1.
Nell'ultima frazione il Belgio ha evitato un passivo più ampio grazie agli interventi della portiera Eryn. Privitera e Vecchione hanno continuato a cercare la rete, ma il punteggio non è più cambiato.
La doppietta ha completato una tappa di altissimo livello per Maria Fabiana Vecchione, successivamente premiata sia come migliore giocatrice sia come capocannoniera della competizione moldava.

I premi individuali delle Azzurre

Il dominio italiano è stato riconosciuto anche attraverso i premi individuali. Martina Galloni ha ricevuto il titolo di migliore portiera, mentre Vecchione ha conquistato i riconoscimenti di MVP e miglior realizzatrice.
Il premio assegnato a Galloni riflette la solidità difensiva mostrata durante la tappa. Le Azzurre hanno incassato soltanto cinque reti in quattro partite e hanno mantenuto la porta inviolata contro i Paesi Bassi.
Vecchione ha invece rappresentato uno dei principali punti di riferimento offensivi. Oltre ai gol, ha offerto alla squadra capacità di creare superiorità, qualità nelle conclusioni acrobatiche e presenza costante nelle zone decisive del campo.
I riconoscimenti non riducono il carattere collettivo del successo. La Nazionale ha distribuito responsabilità e marcature tra diverse giocatrici, costruendo il proprio rendimento attraverso un equilibrio tra attacco e difesa.

Due squadre, una stessa guida tecnica

Entrambe le Nazionali sono allenate da Emiliano Del Duca, un elemento che favorisce la condivisione di principi metodologici, organizzativi e tattici all'interno del movimento italiano.
Le due squadre conservano naturalmente caratteristiche e identità differenti. La selezione maschile dispone di giocatori con grande esperienza internazionale e di numerose soluzioni acrobatiche; quella femminile ha costruito il successo attraverso intensità, equilibrio e una crescita costante durante la fase regolare.
La guida comune permette però di sviluppare una visione coordinata del beach soccer azzurro. La gestione delle rotazioni, l'utilizzo del portiere nella costruzione e l'attenzione alle situazioni speciali rappresentano aspetti fondamentali in entrambe le competizioni.
Il doppio successo di Chișinău assume quindi anche un valore tecnico. Non si tratta di due risultati isolati, ma del prodotto di un sistema capace di preparare contemporaneamente la Nazionale maschile e quella femminile per i principali appuntamenti europei.

Perché il beach soccer produce partite tanto imprevedibili

Il beach soccer si disputa su tre periodi di dodici minuti effettivi. Le continue interruzioni del cronometro mantengono alta l'intensità e rendono ogni fase più densa rispetto al tempo complessivo indicato.
La superficie sabbiosa impedisce un controllo perfettamente regolare del pallone. I giocatori sono spesso costretti ad alzarlo per evitare rimbalzi imprevedibili, favorendo rovesciate, conclusioni al volo e passaggi aerei.
Le dimensioni ridotte del campo e la possibilità dei portieri di partecipare alla costruzione aumentano il numero delle conclusioni. Un vantaggio di due reti può essere recuperato rapidamente, come dimostrato dalla finale tra Italia e Danimarca.
In caso di parità è previsto un supplementare breve, seguito eventualmente dai rigori. La capacità di mantenere lucidità negli ultimi secondi diventa quindi decisiva. A Chișinău, Sassari e Josep hanno trasformato proprio gli ultimi istanti dei tempi regolamentari e dell'overtime nei momenti determinanti della vittoria.

Viareggio diventa il prossimo obiettivo

Le Superfinal europee maschili e femminili saranno ospitate a Viareggio dall'8 al 13 settembre. La città toscana diventerà quindi il centro del beach soccer continentale per quasi una settimana.
La Nazionale maschile proverà a difendere il titolo europeo davanti al pubblico italiano. La formazione femminile parteciperà invece alla sesta edizione della propria competizione conclusiva dopo avere ottenuto il miglior punteggio della stagione regolare.
Il vantaggio di giocare in casa sarà accompagnato da una maggiore pressione. Le avversarie arriveranno in Toscana dopo avere superato le rispettive qualificazioni e avranno tempo per studiare il gioco delle squadre italiane.
La preparazione dovrà quindi concentrarsi sia sul mantenimento della condizione sia sulla correzione degli aspetti emersi in Moldova. Per gli uomini sarà importante migliorare la capacità di trasformare la superiorità in gol e ridurre i cali difensivi; per le donne sarà necessario trasferire la continuità della fase regolare nella maggiore tensione della Superfinal.

Il significato del doppio successo

Vincere entrambe le tappe nella stessa città offre al beach soccer italiano una visibilità che va oltre i singoli risultati. Il doppio trionfo dimostra la competitività del settore maschile e femminile e rafforza la posizione dell'Italia tra le principali nazioni europee della disciplina.
Il percorso maschile ha mostrato potenza offensiva, profondità della rosa e capacità di reagire nelle difficoltà. Quello femminile ha evidenziato continuità, solidità e un rendimento capace di resistere a quattro avversarie con caratteristiche differenti.
Chișinău non ha assegnato il titolo europeo definitivo, che verrà deciso a settembre, ma ha fornito indicazioni molto concrete. Le due Nazionali hanno dimostrato di poter partire tra le protagoniste e di avere già raggiunto una buona condizione competitiva.
Il compito più difficile sarà ora evitare che l'entusiasmo si trasformi in appagamento. Le Superfinal azzerano gran parte di quanto avvenuto nelle qualificazioni: una giornata negativa o pochi minuti gestiti male possono compromettere l'intera competizione.

Dalla Moldova alla sabbia di casa

L'Italia torna dalla Moldova con nove vittorie complessive tra le due Nazionali: cinque per gli uomini e quattro per le donne. Il bilancio comprende due trofei di tappa, la qualificazione maschile, il primato femminile della fase regolare e diversi riconoscimenti individuali.
La finale contro la Danimarca resterà il simbolo emotivo del torneo: il pareggio di Sassari a sette secondi dalla fine e il gol di Josep a quattro secondi dal termine del supplementare hanno trasformato una possibile sconfitta in una vittoria memorabile.
Il 4-1 delle Azzurre sul Belgio ha invece rappresentato la sintesi di un cammino più lineare: vantaggio costruito nel primo periodo, allungo nella seconda frazione e gestione del risultato fino al termine. La doppietta di Vecchione ha completato un torneo nel quale l'Italia aveva già superato Portogallo, Polonia e Paesi Bassi.
Da oggi l'attenzione si sposta su Viareggio. Sulla sabbia italiana, gli Azzurri cercheranno il secondo titolo europeo consecutivo e le Azzurre proveranno a trasformare il miglior percorso di qualificazione nel risultato più importante della stagione.
Secondo voi, quale delle due Nazionali italiane di beach soccer ha maggiori possibilità di conquistare il titolo europeo a Viareggio? Lasciate un commento e raccontateci quale giocatore o giocatrice vi ha maggiormente impressionato durante la tappa di Chișinău.

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