Assemblea ONU 2026: Guterres su guerre, clima, disuguaglianze e IA
L'81ª Assemblea generale delle Nazioni Unite entra mercoledì 23 settembre 2026 nella seconda giornata del suo dibattito di alto livello a New York. Il discorso pronunciato il giorno precedente dal segretario generale António Guterres ha indicato quattro questioni che, nella sua lettura, condizionano la capacità della comunità internazionale di affrontare il futuro: guerre e sicurezza, disuguaglianze, crisi climatica e intelligenza artificiale. Non sono state presentate come emergenze indipendenti, ma come problemi connessi al modo in cui il potere politico, economico e tecnologico viene esercitato e controllato.
Il 23 settembre il confronto fra le delegazioni prosegue, ma il discorso del segretario generale del 22 settembre rimane il riferimento per interpretare le priorità indicate dall'organizzazione. Guterres giunge all'ultima Assemblea generale del suo mandato, la cui scadenza è fissata al 31 dicembre 2026. L'intervento ha dunque anche il valore di un bilancio dei dieci anni trascorsi alla guida delle Nazioni Unite, senza coincidere con una decisione vincolante degli Stati membri sulle proposte avanzate.
Quando si svolge il dibattito generale e che cosa rappresenta
Il dibattito generale dell'81ª sessione si svolge dal 22 al 26 settembre e riprende per la giornata conclusiva del 28 settembre. Capi di Stato, capi di governo, ministri e altri rappresentanti intervengono davanti all'Assemblea, esponendo le rispettive posizioni sui principali dossier internazionali. È uno spazio di confronto fra tutti gli Stati membri, distinto dalle decisioni del Consiglio di sicurezza e dalle trattative che si svolgono parallelamente durante gli incontri bilaterali.
Il tema ufficiale della sessione, incentrato sul ripristino della fiducia e sulla capacità delle Nazioni Unite di gestire la trasformazione, trova riscontro nei conflitti e nelle divisioni al centro della settimana diplomatica. La struttura dell'ONU offre la possibilità di ascoltare posizioni anche profondamente diverse nella stessa sede, ma un intervento in plenaria non crea automaticamente un obbligo nuovo per gli altri governi. È importante perciò distinguere l'agenda politica espressa dai leader dagli eventuali testi che gli organi competenti potranno adottare.
Chi presiede la sessione e perché è una figura diversa dal segretario generale
La presidenza dell'Assemblea generale per l'81ª sessione è affidata a Khalilur Rahman, del Bangladesh, che ha aperto il dibattito del 22 settembre invitando gli Stati a valutare non soltanto l'esistenza delle Nazioni Unite ma anche la loro capacità di produrre risultati. La presidenza organizza e guida i lavori dell'Assemblea secondo le procedure pertinenti; il segretario generale, invece, dirige il Segretariato ed esercita le proprie funzioni istituzionali. Sono ruoli diversi, anche quando i rispettivi interventi convergono sulla necessità di rafforzare la fiducia nell'organizzazione.
Questa distinzione istituzionale è utile quando si seguono le notizie della settimana: non tutte le proposte formulate dal presidente dell'Assemblea provengono dal segretario generale, e viceversa. Anche le posizioni nazionali espresse dai rappresentanti degli Stati devono restare attribuite a chi le pronuncia, perché una piattaforma comune di discussione non produce automaticamente un'unica posizione condivisa.
Guterres e l'ultima Assemblea generale del suo mandato
António Guterres ha aperto il proprio intervento descrivendo un sistema internazionale attraversato da fratture più profonde rispetto all'inizio del suo mandato. Ha fatto riferimento all'aumento delle divisioni geopolitiche, al prolungarsi dei conflitti armati, all'indebolimento della fiducia, all'accelerazione del cambiamento climatico e alla rapidità della trasformazione tecnologica. La sua analisi attribuisce al rapporto fra potere e regole una funzione centrale: il punto, secondo il segretario generale, non è soltanto quali problemi esistano, ma chi possa decidere e chi subisca le conseguenze delle decisioni.
La fine del mandato ONU non significa che il 23 settembre segni la cessazione delle attività del segretario generale. Guterres ha indicato che continuerà a operare sino al termine dell'incarico, previsto per la fine dell'anno. L'Assemblea permette però di presentare pubblicamente le priorità che ritiene più urgenti e di richiamare gli Stati alle responsabilità previste dalla Carta delle Nazioni Unite, senza confondere il bilancio di un segretario generale con una valutazione unanimemente condivisa da tutti i governi.
Il filo comune dei quattro grandi temi
I quattro ambiti individuati da Guterres riguardano, nell'ordine, pace e sicurezza, disuguaglianza, clima e intelligenza artificiale. Il primo pone la questione dell'uso della forza e dei limiti imposti dal diritto internazionale. Il secondo riguarda la distribuzione di risorse, opportunità e rappresentanza. Il terzo tocca chi produce emissioni, chi beneficia delle attività economiche e chi subisce gli effetti ambientali. Il quarto si concentra sui soggetti che possiedono dati, infrastrutture di calcolo e capacità di sviluppare sistemi tecnologici avanzati.
Questa impostazione non implica che i quattro temi abbiano cause identiche o che una sola misura possa risolverli. Il riferimento al potere serve piuttosto a collegare problemi in cui alcuni soggetti dispongono di possibilità decisionali maggiori di altri. Per l'ONU si tratta di una cornice di lavoro: promuovere accordi, contribuire alla cooperazione e chiedere regole applicabili anche quando interessi nazionali e commerciali sono in competizione.
Primo tema: guerre, civili e sicurezza internazionale
Per Guterres la pace non si riduce all'assenza momentanea di combattimenti. Il suo intervento ha insistito sull'esigenza di contenere l'uso della forza attraverso il diritto, proteggere i civili, garantire l'assistenza umanitaria e preservare il personale impegnato nei soccorsi. Nella prospettiva delle Nazioni Unite, la sicurezza non è completa se le popolazioni continuano a perdere accesso a case, ospedali, acqua, cibo ed energia, anche quando la linea del fronte si trova lontano dai luoghi in cui vivono.
L'attenzione alla protezione dei civili ha attraversato i riferimenti del segretario generale a Medio Oriente, Ucraina, Sudan e Myanmar. Sono guerre con origini e dinamiche differenti, che richiedono ricostruzioni specifiche. L'elemento condiviso, nel discorso di Guterres, è il costo umano dei conflitti e la difficoltà di garantire un accesso umanitario continuo. L'intervento non ha equiparato automaticamente le responsabilità di tutte le parti nei diversi teatri, ma ha ribadito la necessità che il diritto internazionale sia applicato senza eccezioni selettive.
Medio Oriente: aiuti umanitari e libertà di navigazione
Nel passaggio dedicato al Medio Oriente, il segretario generale ha chiesto de-escalation, cessazione dei combattimenti, ingresso degli aiuti e ripristino dei diritti di navigazione secondo il diritto internazionale. I riferimenti si inseriscono in una settimana in cui la crisi fra Stati Uniti e Iran e la situazione nello Stretto di Hormuz pesano sulla diplomazia e sul commercio. Le richieste espresse dall'ONU costituiscono una posizione dell'organizzazione e non dimostrano che le parti in conflitto abbiano già sottoscritto un accordo.
Guterres ha richiamato anche la situazione palestinese, ripercorrendo l'impatto della guerra a Gaza e delle violenze in Cisgiordania. Ha ribadito la prospettiva di una soluzione a due Stati e la necessità di permettere alle Nazioni Unite e al personale umanitario di svolgere le rispettive funzioni. Nell'articolare questa posizione ha ricordato gli atti della Corte internazionale di giustizia, precisando il dovere delle parti di rispettare il diritto e i provvedimenti pertinenti. Le valutazioni del segretario generale devono essere riportate come tali, senza trasformarle in nuove sentenze pronunciate durante l'Assemblea.
Ucraina: il conflitto e gli effetti oltre il fronte
La guerra in Ucraina è stata richiamata da Guterres come conseguenza dell'invasione russa su vasta scala e come crisi che continua a colpire le persone anche lontano dai combattimenti terrestri. Attacchi contro abitazioni, energia, acqua e trasporti incidono sulla vita civile e possono compromettere le catene di approvvigionamento alimentare ed energetico. Il riferimento alle conseguenze in Russia e in Ucraina non equivale ad attribuire la stessa origine giuridica ai diversi eventi: il segretario generale ha qualificato l'invasione russa come violazione della Carta ONU.
La protezione delle infrastrutture civili ha un'importanza immediata in vista dell'inverno e in una settimana in cui proseguono contatti diplomatici a New York. La difficoltà di mantenere riscaldamento, elettricità, distribuzione idrica e servizi sanitari fa sì che i danni delle ostilità non si limitino all'area materialmente colpita. Il legame con gli scambi internazionali passa anche attraverso porti e trasporti, cruciali per i flussi agricoli e per i rifornimenti della regione.
Sudan e Myanmar: crisi che rischiano di scomparire dall'attenzione
Il segretario generale ha dedicato attenzione al Sudan, descrivendo milioni di sfollati, diffusione della fame, attacchi con droni su case e ospedali, violenze sessuali e aggressioni legate all'appartenenza etnica. L'intervento ha richiamato il coinvolgimento di attori esterni nell'alimentare il conflitto, senza ridurre la situazione a una disputa esclusivamente interna. Per i civili sudanesi, il punto centrale resta la necessità di protezione e accesso agli aiuti in un Paese nel quale le ostilità continuano a distruggere servizi essenziali.
Quanto al Myanmar, Guterres ha segnalato l'aggravarsi delle violenze, gli spostamenti forzati della popolazione e l'espansione di attività criminali transnazionali. Il richiamo congiunto a Sudan e Myanmar mette in evidenza un problema concreto dell'agenda internazionale: l'attenzione diplomatica e mediatica non è distribuita in modo uniforme fra i diversi conflitti. Le crisi umanitarie non cessano di produrre conseguenze quando altre notizie occupano le prime pagine.
Il Consiglio di sicurezza e la richiesta di riforma
Il Consiglio di sicurezza è l'organo dell'ONU che può adottare decisioni vincolanti in materia di pace e sicurezza secondo le competenze previste dalla Carta. Guterres ha sostenuto che la sua composizione riflette ancora gli equilibri del periodo successivo alla Seconda guerra mondiale e richiede un aggiornamento. Il segretario generale ha indicato in particolare l'assenza di seggi permanenti africani come un problema di rappresentanza, dato il peso attuale degli Stati e delle popolazioni del continente.
Una riforma del Consiglio non nasce automaticamente dal discorso del segretario generale. Richiede un percorso istituzionale e un accordo fra gli Stati sulle modifiche, che possono riguardare composizione, rappresentanza regionale e modalità decisionali. Il tema è rilevante perché il Consiglio deve affrontare conflitti nei quali gli interessi dei suoi membri permanenti possono essere divergenti, con conseguenze sulla possibilità di adottare decisioni condivise.
Secondo tema: la disuguaglianza come problema di rappresentanza
La disuguaglianza, nel discorso del 22 settembre, non è stata circoscritta alla differenza fra redditi individuali. Guterres l'ha collegata alla possibilità concreta di accedere a istruzione, salute, cibo, acqua, lavoro dignitoso e processi decisionali. Una parte dell'umanità dispone di conoscenze e tecnologie avanzate, mentre molte persone non hanno ancora accesso ai servizi essenziali individuati negli Obiettivi di sviluppo sostenibile. È il contrasto fra capacità globale disponibile e distribuzione dei benefici a costituire il centro della sua analisi.
Il problema della partecipazione riguarda anche le relazioni fra Stati. Paesi con bilanci vulnerabili possono affrontare condizioni di credito più difficili e minori possibilità di finanziare investimenti, specie dopo disastri o crisi che non hanno contribuito in misura comparabile a provocare. In questo quadro il segretario generale ha richiamato l'importanza di strumenti finanziari internazionali che consentano ai paesi in maggiore difficoltà di sostenere sviluppo e servizi pubblici.
Debito, banche multilaterali e accesso al credito
Fra le richieste formulate dall'ONU figurano una revisione dell'architettura finanziaria internazionale, procedure di alleggerimento del debito più efficaci e istituzioni multilaterali in grado di erogare finanziamenti accessibili sul lungo periodo. Le misure sono presentate come possibili strumenti per ridurre l'esclusione di Stati che necessitano di investimenti in infrastrutture, sanità, scuola e adattamento climatico. Non sono decisioni di concessione di nuovi fondi adottate nell'ambito del discorso, ma indirizzi che il segretario generale chiede ai governi di sostenere.
Il riferimento ai diritti speciali di prelievo si colloca nello stesso dibattito sulle risorse per i paesi con maggiore necessità di liquidità. Per comprendere questa questione occorre distinguere gli strumenti monetari internazionali dai trasferimenti diretti a singole famiglie: la discussione riguarda la capacità finanziaria degli Stati e delle istituzioni, non l'annuncio di un sussidio personale disponibile immediatamente.
Parità fra donne e uomini: il risultato riferito dall'ONU
Guterres ha richiamato la parità di genere come una parte della disuguaglianza che si manifesta nell'accesso al potere, all'istruzione e alla sicurezza. Nel bilancio del mandato ha affermato che le Nazioni Unite hanno raggiunto per la prima volta una rappresentanza paritaria nei livelli di alta dirigenza, nelle sedi centrali e nel personale professionale considerato. È un risultato riferito alla struttura dell'organizzazione secondo i perimetri citati dal segretario generale, non una dichiarazione secondo la quale ogni ufficio ONU o tutte le società del mondo abbiano raggiunto identica parità.
La partecipazione delle donne ai processi di pace è stata presentata come elemento importante per la qualità e la tenuta delle soluzioni negoziate. Il tema si collega alla protezione delle donne e delle ragazze da discriminazioni, esclusione e violenze, richiamate esplicitamente nell'intervento. Il dato organizzativo riferito dall'ONU e gli ostacoli che permangono in numerosi contesti possono essere descritti insieme senza considerarli contraddittori: riguardano livelli e popolazioni diversi.
Terzo tema: clima e responsabilità fra generazioni
La crisi climatica è stata descritta dal segretario generale come una questione anche intergenerazionale: decisioni energetiche ed economiche presenti producono conseguenze che le generazioni future dovranno affrontare. Guterres ha richiamato lo scioglimento dei ghiacciai, gli eventi estremi e il rischio di superare la soglia di 1,5 gradi di riscaldamento, collocando tali elementi nel quadro delle responsabilità dei governi e delle attività economiche. Il passaggio contiene richieste politiche precise, che non devono essere scambiate per un nuovo rapporto climatico approvato durante la seduta.
Il tema delle energie rinnovabili occupa una posizione importante nell'intervento. Guterres ha sostenuto che la crescita di solare ed eolico offre opportunità per sicurezza energetica, investimenti e riduzione delle emissioni. La transizione, nella sua impostazione, deve essere organizzata in modo da evitare di scaricare tutti i costi sui lavoratori e sulle comunità legate ai settori in trasformazione. Per questo ha chiesto piani nazionali con tempi definiti e misure di protezione sociale.
Finanziamenti per adattamento e perdite climatiche
Fra le proposte sul finanziamento climatico figurano l'aumento delle risorse per l'adattamento e un funzionamento su scala adeguata del fondo destinato a perdite e danni. L'adattamento comprende interventi che consentono di affrontare effetti già presenti o prevedibili del clima, mentre le risorse per perdite e danni riguardano conseguenze particolarmente gravi. Sono strumenti diversi per obiettivi differenti, entrambi richiamati nel discorso come necessità per i paesi più esposti.
Il segretario generale ha inoltre chiesto che la filiera dei minerali critici, essenziale per varie tecnologie energetiche, non riproduca squilibri nei confronti dei paesi produttori e delle comunità interessate dall'estrazione. L'argomento chiarisce che la transizione non si esaurisce nella sostituzione di una fonte di energia: comprende questioni relative alla distribuzione dei benefici economici, alla tutela ambientale e alle condizioni in cui vengono reperite le materie prime.
Quarto tema: l'intelligenza artificiale cambia la distribuzione del potere
L'intelligenza artificiale ha occupato l'ultima parte centrale dell'intervento. Guterres ha osservato che capacità di calcolo, dati e algoritmi stanno diventando fattori di influenza economica e politica, concentrati in un numero limitato di attori pubblici e privati. Ha ricordato le possibilità di progresso nella medicina, nella ricerca scientifica e nell'accesso a servizi, affiancandole ai rischi derivanti da sistemi utilizzati senza trasparenza e responsabilità verificabili.
L'attenzione ai rischi tecnologici non è stata presentata come una richiesta di fermare indistintamente lo sviluppo dell'IA. Il punto sollevato è la necessità che Stati, imprese, ricercatori e società civile dispongano di procedure condivise per valutarne gli effetti. Quando gli strumenti vengono integrati in servizi essenziali, sanità o sistemi militari, la questione non riguarda soltanto la qualità di un prodotto digitale, ma le conseguenze che un errore o un utilizzo improprio possono produrre nella vita delle persone.
Un quadro multilaterale per gestire i rischi dell'IA
Fra i passi richiesti figura un quadro multilaterale di gestione dei rischi dell'intelligenza artificiale, accompagnato da controlli credibili e indipendenti. Guterres ha richiamato il Global Digital Compact, il dialogo internazionale sulla governance dell'IA e il gruppo scientifico internazionale indipendente come percorsi già avviati. Un documento di indirizzo e una proposta per nuovi strumenti di controllo non equivalgono tuttavia a una normativa mondiale già in vigore in tutti gli Stati.
Per l'ONU, la cooperazione scientifica dovrebbe includere condivisione delle informazioni sui rischi emergenti, test e valutazioni comparabili. Il segretario generale ha ricordato che la competizione geopolitica non elimina la necessità di affrontare pericoli che possono avere effetti oltre i confini nazionali. La sua proposta mette insieme responsabilità dei governi e coinvolgimento di chi sviluppa le tecnologie, senza attribuire a una singola azienda o a un solo paese la facoltà di definire da sé tutte le regole.
Bambini e sistemi d'arma: le due linee indicate da Guterres
Due richiami hanno riguardato la tutela dei bambini e il controllo umano delle decisioni di vita o di morte. Il segretario generale ha sostenuto che i minori non debbano essere esposti come soggetti sperimentali a sistemi non regolati e che le decisioni letali non debbano essere delegate alle macchine. Il discorso rimanda così a due impieghi diversi dell'intelligenza artificiale: i servizi digitali rivolti a popolazioni vulnerabili e le applicazioni militari con conseguenze potenzialmente irreversibili.
Per i sistemi d'arma autonomi, la questione non si limita all'efficienza tecnica: riguarda chi sceglie un obiettivo, chi può intervenire per bloccare un'azione e come accertare le responsabilità quando si verifica un danno. Il messaggio di Guterres è una posizione istituzionale in favore di vincoli più chiari. Non significa che l'Assemblea del 22 settembre abbia già concordato un trattato nuovo o definito tutte le categorie di sistemi ammessi e vietati.
Le posizioni degli Stati non coincidono necessariamente
Gli interventi davanti all'Assemblea generale rendono visibili priorità politiche differenti. Nel medesimo contesto, Trump ha difeso le proprie scelte in politica estera e ha espresso una visione dell'intelligenza artificiale incentrata sulla leadership tecnologica statunitense, diversa dall'accento posto da Guterres sulla necessità di una governance multilaterale dei rischi. Le posizioni devono essere attribuite ai rispettivi protagonisti: la presenza di dichiarazioni contrastanti è un fatto del dibattito, non un'indicazione che l'ONU abbia già deliberato quale impostazione adottare.
Il multilateralismo si misura proprio nella capacità di negoziare fra interessi non identici. Per pace, clima e tecnologia le possibilità di accordo dipenderanno da proposte precise, partecipazione delle delegazioni e successivi atti delle istituzioni competenti. Una settimana di interventi politici può chiarire le distanze o individuare terreni comuni, ma il valore effettivo dei risultati dovrà essere verificato nei documenti e nelle decisioni che seguiranno.
Perché questa Assemblea conta anche fuori da New York
Le questioni sollevate all'ONU hanno effetti potenziali su cittadini e imprese perché riguardano sicurezza delle rotte, prezzi dell'energia, accesso al credito, protezione di infrastrutture, regole digitali e capacità di affrontare eventi climatici. Il discorso del segretario generale non modifica da solo questi ambiti, ma identifica questioni sulle quali i governi potranno confrontarsi. Ogni eventuale risultato richiederà comunque di stabilire destinatari, finanziamenti, tempi e modalità di attuazione.
Per chi segue i rapporti internazionali, la distinzione fra appello e decisione è fondamentale. Guterres ha chiesto cooperazione e riforme; gli Stati dovranno valutare come rispondere. La giornata del 23 settembre offre nuovi interventi e incontri diplomatici, mentre rimangono aperti i dossier sui conflitti e sulla gestione delle tecnologie. Se volete contribuire alla discussione, potete indicare nei commenti quale tra le questioni affrontate ritenete più presente nella vostra esperienza, spiegando con fatti e dati concreti il motivo della vostra osservazione.

