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Antonelli domina le libere di Spa davanti a Norris e Verstappen

Andrea Kimi Antonelli ha chiuso davanti a tutti la seconda sessione di prove libere del Gran Premio del Belgio 2026, firmando sul circuito di Spa-Francorchamps il miglior tempo in 1:45.944. Il pilota italiano della Mercedes ha preceduto Lando Norris di 190 millesimi e Max Verstappen di 472, completando una giornata iniziata con il sesto posto ottenuto nella prima sessione.
Il risultato delle prove libere 2 non assegna punti e non determina la griglia di partenza, ma rappresenta un segnale importante in vista delle qualifiche. Antonelli ha mostrato velocità sul giro secco, una monoposto stabile nei tratti più impegnativi e la capacità di migliorare sensibilmente il proprio riferimento nel passaggio dalle gomme medie alle morbide.
La prestazione assume un peso particolare perché è arrivata su uno dei circuiti più selettivi del calendario. Spa-Francorchamps richiede efficienza aerodinamica, velocità sui rettilinei, precisione nei curvoni ad alta percorrenza e un assetto capace di adattarsi alle frequenti variazioni meteorologiche delle Ardenne.
Alle spalle della Mercedes numero 12 si sono inseriti due avversari di primo piano. Lando Norris ha confermato la competitività della McLaren, mentre Max Verstappen, dopo avere guidato la classifica nella prima sessione, ha mantenuto la Red Bull nelle prime tre posizioni anche nel turno pomeridiano.

Antonelli firma il riferimento in 1:45.944

Il giro più veloce di Antonelli è arrivato durante la fase dedicata alle simulazioni di qualifica con pneumatici morbidi. Il tempo di 1:45.944 gli ha permesso di conservare il comando fino alla bandiera a scacchi, nonostante i tentativi successivi di McLaren e Red Bull.
Il pilota Mercedes aveva già iniziato bene la sessione sulle gomme medie, stabilendo un primo riferimento in 1:46.911. In quella fase i distacchi erano ancora contenuti e il lavoro delle squadre era concentrato soprattutto sulla verifica dell'assetto e sul comportamento delle monoposto con maggiore carico di carburante.
Il miglioramento di quasi un secondo ottenuto con la mescola morbida ha mostrato una buona capacità di sfruttare l'aderenza aggiuntiva. A Spa, tuttavia, il giro ideale richiede di portare gli pneumatici nella corretta finestra di temperatura senza consumarli eccessivamente prima dell'ultimo settore.
Il crono del pilota italiano è stato ottenuto dopo una prima interruzione causata dalla presenza di ghiaia sulla traiettoria. La ripartenza ha concentrato i tentativi veloci in una finestra più breve, aumentando il traffico e la necessità di preparare con precisione il giro.

Norris secondo a meno di due decimi

Lando Norris ha chiuso la sessione in 1:46.134, fermandosi a soli 0,190 secondi da Antonelli. Il distacco ridotto conferma che la McLaren possiede il potenziale per contendere alla Mercedes le prime posizioni nelle qualifiche.
Il britannico ha recuperato terreno rispetto alla prima sessione, nella quale aveva terminato settimo e a oltre otto decimi dal riferimento di Verstappen. Il miglioramento della McLaren suggerisce che il lavoro svolto tra i due turni abbia corretto almeno una parte delle difficoltà osservate nella percorrenza del settore centrale.
Il secondo posto non racconta però l'intero quadro del fine settimana di Norris. Il pilota deve affrontare una penalità sulla griglia legata all'utilizzo di componenti della power unit oltre il limite consentito, circostanza che rende ancora più importante ottenere un risultato elevato in qualifica.
La velocità sul giro secco può permettergli di limitare le conseguenze della penalizzazione, mentre il circuito belga offre maggiori opportunità di sorpasso rispetto ad altre piste. La McLaren dovrà comunque trovare un equilibrio tra prestazione in qualifica e capacità di rimontare durante la gara.

Verstappen terzo dopo il primato nelle FP1

Max Verstappen ha completato le prime tre posizioni con un tempo di 1:46.416. Il pilota Red Bull ha perso 472 millesimi da Antonelli, dopo avere ottenuto il miglior riferimento nella sessione inaugurale del venerdì.
Nelle prove libere 1, Verstappen aveva girato in 1:47.070, precedendo le Ferrari di Lewis Hamilton e Charles Leclerc. Il passaggio dal primo al terzo posto non indica necessariamente un peggioramento, perché condizioni della pista, gomme e programmi di lavoro erano differenti.
Il campione olandese ha descritto il bilanciamento della monoposto come una base complessivamente positiva, pur riconoscendo un divario ancora da ridurre rispetto agli avversari. La Red Bull ha lavorato con una specifica precedente dell'ala posteriore, scelta dopo i problemi riscontrati con una soluzione aggiornata.
A Spa la configurazione dell'ala influenza in modo diretto la velocità sui lunghi rettilinei e il controllo nelle curve veloci. Verstappen dovrà trovare il compromesso tra bassa resistenza aerodinamica e stabilità nel secondo settore, dove una vettura troppo scarica può perdere rapidamente terreno.

Hamilton quarto e ancora competitivo con la Ferrari

Lewis Hamilton ha ottenuto il quarto tempo in 1:46.691, a 747 millesimi dalla vetta. Il pilota della Ferrari ha confermato la buona partenza osservata nella prima sessione, quando aveva chiuso secondo alle spalle di Verstappen.
La Ferrari numero 44 ha mostrato una discreta competitività sia nelle zone veloci sia nelle fasi di frenata. Il distacco dalla Mercedes resta significativo, ma il quarto posto mantiene Hamilton nel gruppo dei piloti potenzialmente in lotta per le prime due file.
La situazione di Charles Leclerc è stata più complessa. Il monegasco ha terminato soltanto undicesimo dopo la cancellazione del proprio giro migliore per una violazione dei limiti della pista. La posizione finale non descrive quindi necessariamente il potenziale reale della seconda Ferrari.
Per la squadra italiana sarà fondamentale completare un sabato ordinato. Spa punisce gli errori di preparazione e un giro cancellato in qualifica può diventare particolarmente costoso, soprattutto con una classifica molto ravvicinata.

Hadjar quinto con la seconda Red Bull

Isack Hadjar ha portato la seconda Red Bull al quinto posto, chiudendo in 1:46.714 e a soli 23 millesimi da Hamilton. Il francese ha confermato la velocità già mostrata nella prima sessione, terminata in quarta posizione.
Il risultato dimostra una buona adattabilità del pilota alle caratteristiche di Spa, ma anche il suo fine settimana è condizionato da penalità legate alla sostituzione di componenti della power unit. La sua posizione di partenza sarà quindi arretrata indipendentemente dal risultato puro della qualifica.
La squadra potrà utilizzare la situazione per privilegiare un assetto orientato alla gara, con una configurazione capace di facilitare i sorpassi e proteggere gli pneumatici. Il valore della prestazione di Hadjar sarà misurato soprattutto sulla capacità di recuperare posizioni domenica.

Piastri limita i danni dopo il problema idraulico

Oscar Piastri ha concluso sesto nonostante una sessione ridotta. La McLaren aveva dovuto proseguire le riparazioni sulla sua monoposto dopo il problema di pressione idraulica accusato nel turno mattutino.
L'australiano è entrato in pista soltanto dopo circa diciannove minuti e ha completato undici giri, meno rispetto alla maggior parte degli avversari. Il tempo di 1:46.926, inferiore di meno di un secondo al riferimento, rappresenta quindi un risultato incoraggiante considerando il programma limitato.
Il principale svantaggio riguarda la quantità di dati raccolti. A Spa è importante comprendere il degrado degli pneumatici, il comportamento della vettura con diversi livelli di carburante e l'effetto delle variazioni di temperatura. La perdita di giri può complicare la preparazione del passo gara.
La McLaren dovrà sfruttare la terza sessione per recuperare il lavoro non completato. Piastri possiede una monoposto apparentemente competitiva, ma avrà bisogno di una preparazione precisa per evitare che il poco tempo in pista si traduca in incertezza durante le qualifiche.

Russell distante dal compagno di squadra

George Russell ha terminato ottavo con la seconda Mercedes, accusando 1,285 secondi di distacco da Antonelli. La differenza tra i due compagni è uno degli elementi più rilevanti della sessione.
Il risultato non significa necessariamente che il divario reale tra le due monoposto sia superiore al secondo. Traffico, preparazione delle gomme, piccoli errori e differenti programmi possono incidere sensibilmente sul giro singolo.
La Mercedes dovrà comunque comprendere perché Russell non sia riuscito a sfruttare lo stesso potenziale mostrato da Antonelli. In un campionato nel quale i due piloti sono direttamente coinvolti nella lotta al vertice, il confronto interno assume un'importanza superiore alla semplice analisi delle prove libere.
Russell avrà la terza sessione per correggere il bilanciamento e ritrovare fiducia. La velocità della vettura sembra esserci, ma dovrà essere trasformata in un giro pulito al momento decisivo.

Colapinto porta l'Alpine al settimo posto

Franco Colapinto ha ottenuto il settimo tempo con l'Alpine, inserendosi tra Piastri e Russell. L'argentino ha girato in 1:47.147, a 1,203 secondi dalla vetta.
La posizione rappresenta un risultato positivo per una squadra che ha vissuto una sessione molto più difficile con l'altra monoposto. Colapinto ha completato venti giri e ha potuto raccogliere una quantità significativa di dati tecnici.
Il settimo posto non garantisce automaticamente l'accesso alla Q3, perché diversi piloti alle sue spalle non hanno completato un giro rappresentativo. Indica però che l'Alpine può puntare a entrare nella parte centrale della griglia con una qualifica priva di errori.

L'incidente di Gasly interrompe il finale

La seconda sessione è terminata sostanzialmente in anticipo a causa dell'incidente di Pierre Gasly. Il pilota Alpine ha perso il controllo della vettura nella zona di Fagnes, andando a colpire le barriere.
L'urto ha danneggiato il retrotreno, l'ala posteriore e una delle ruote, costringendo la direzione gara a esporre la bandiera rossa. Gasly è uscito autonomamente dalla monoposto e non ha riportato conseguenze fisiche.
Quando la pista è stata riaperta mancavano soltanto due minuti. I piloti hanno potuto effettuare giri di installazione e prove di partenza, ma non c'era più il tempo necessario per modificare le posizioni principali della classifica.
L'incidente complica il lavoro dell'Alpine, chiamata a riparare la vettura e verificare eventuali danni più profondi. Ogni ora disponibile prima della terza sessione diventa importante per consentire a Gasly di tornare in pista con una monoposto correttamente controllata.

Due bandiere rosse riducono il lavoro delle squadre

Le FP2 sono state condizionate da due interruzioni. La prima è stata necessaria per rimuovere la ghiaia trascinata sulla traiettoria, mentre la seconda è stata provocata dall'incidente di Gasly.
Le bandiere rosse modificano i programmi perché raffreddano pneumatici e freni, concentrano le vetture in pista al momento della ripartenza e riducono il tempo disponibile per le simulazioni con alto carico di carburante.
Alcune squadre potrebbero non avere completato i long run pianificati. La conseguenza è una quantità inferiore di informazioni sul degrado, un aspetto che può diventare decisivo se la gara si svolgerà con temperature o condizioni differenti rispetto al venerdì.
La lettura dei tempi deve quindi tenere conto di una sessione non completamente lineare. Il primato di Antonelli è reale e significativo, ma i rapporti di forza potrebbero cambiare quando tutti disporranno di un programma più completo.

Le Racing Bulls completano la top ten

Arvid Lindblad ha chiuso nono in 1:47.294, mentre Liam Lawson ha ottenuto il decimo tempo in 1:47.434. Le due Racing Bulls hanno così completato la top ten della sessione.
La presenza di entrambe le monoposto nelle prime dieci posizioni indica una buona competitività sul giro singolo. Il distacco da Antonelli rimane superiore a 1,3 secondi, ma la battaglia nel centro gruppo è molto più serrata rispetto al confronto con il leader.
Per raggiungere la Q3 servirà probabilmente evitare ogni errore nella preparazione delle gomme e sfruttare una scia favorevole senza compromettere la distanza dalla vettura precedente. A Spa pochi decimi possono separare numerose posizioni.

Leclerc undicesimo dopo il giro cancellato

Il risultato di Charles Leclerc richiede una lettura prudente. L'undicesimo posto in 1:47.468 è stato condizionato dalla cancellazione di un tentativo più rapido per avere superato i limiti consentiti della pista.
I track limits possono diventare un fattore importante anche in qualifica. Cercare tutta la pista disponibile migliora la velocità, ma oltrepassare la linea bianca con tutte e quattro le ruote comporta la cancellazione del tempo.
Leclerc dovrà trovare il margine corretto nelle curve più delicate. La Ferrari aveva mostrato una buona velocità nella prima sessione e Hamilton è rimasto quarto nelle FP2, perciò l'undicesima posizione non appare rappresentativa dell'intero potenziale della squadra.

Le Aston Martin chiudono la classifica

Lance Stroll e Fernando Alonso hanno occupato le ultime due posizioni, con distacchi superiori ai cinque secondi rispetto ad Antonelli. Un margine tanto ampio suggerisce una sessione condizionata da programmi, problemi o assenza di un vero giro competitivo.
L'Aston Martin motorizzata Honda dovrà analizzare con attenzione i dati prima del sabato. Su una pista lunga oltre sette chilometri, piccoli deficit in più zone possono sommarsi e produrre un distacco rilevante.
La terza sessione sarà fondamentale per capire se la squadra possa recuperare oppure debba prepararsi a una qualifica nella parte bassa dello schieramento.

Una pista lunga che amplifica ogni differenza

Il circuito di Spa-Francorchamps misura 7,004 chilometri ed è il più lungo del calendario contemporaneo. Un giro comprende rettilinei molto estesi, cambi di pendenza, frenate impegnative e curve percorse a velocità elevata.
La lunghezza della pista amplifica i distacchi cronometrici. Una differenza di mezzo secondo a Spa può rappresentare un margine proporzionalmente meno severo rispetto allo stesso valore su un tracciato molto più corto.
Il primo settore premia velocità e trazione in uscita da La Source, mentre il tratto che conduce verso Eau Rouge e Raidillon richiede stabilità e fiducia. Dopo il lungo rettilineo del Kemmel inizia una parte centrale più tecnica, nella quale il carico aerodinamico diventa determinante.
L'ultimo settore riporta l'attenzione sull'efficienza, con il lungo tratto di Blanchimont e la frenata finale della Bus Stop. Una monoposto competitiva deve limitare la resistenza senza sacrificare eccessivamente la tenuta nelle curve veloci.

Il compromesso aerodinamico decisivo a Spa

Le squadre devono scegliere il livello di carico aerodinamico più adatto. Un'ala più scarica aumenta la velocità sui rettilinei e facilita i sorpassi, ma rende la monoposto meno stabile nel settore centrale.
Una configurazione più carica permette invece di affrontare meglio Pouhon, Fagnes e le altre curve rapide, pagando però una maggiore resistenza all'avanzamento sul Kemmel e verso Blanchimont.
La decisione deve considerare anche il meteo. In caso di pioggia, una vettura con maggiore carico può offrire più fiducia e aderenza; sull'asciutto, una configurazione troppo pesante può esporre il pilota agli attacchi in rettilineo.
Il tempo di Antonelli suggerisce che la Mercedes abbia trovato un buon equilibrio almeno nelle condizioni del venerdì. La verifica definitiva arriverà nelle qualifiche, quando le monoposto utilizzeranno le modalità più spinte e i piloti cercheranno il limite.

Le prove libere non sono una classifica definitiva

Il primo posto nelle FP2 rappresenta un'indicazione, non una garanzia. Le squadre utilizzano quantità differenti di carburante, modalità della power unit non identiche e programmi tecnici che non vengono comunicati pubblicamente in ogni dettaglio.
Un pilota può apparire più lento perché sta provando un assetto da gara o perché ha incontrato traffico nel proprio tentativo. Al contrario, un tempo molto rapido può essere stato ottenuto con una configurazione particolarmente favorevole al giro secco.
Le condizioni della pista evolvono inoltre durante la sessione. Più le vetture girano, più gomma viene depositata sull'asfalto, aumentando l'aderenza. Un tentativo completato in una fase migliore può offrire un vantaggio non direttamente collegato al potenziale della monoposto.
Il primato di Antonelli resta comunque significativo perché il pilota ha preceduto avversari competitivi e ha mostrato velocità in più fasi del turno. La Mercedes appare tra le principali candidate alla pole, ma non possiede ancora una superiorità dimostrata.

La terza sessione come ultima occasione di correzione

Il programma di sabato 18 luglio prevede la terza sessione di prove libere dalle 12:30 alle 13:30. Sarà l'ultima occasione per modificare l'assetto prima delle qualifiche.
Le squadre cercheranno soprattutto di verificare le modifiche decise durante la notte, completare le simulazioni sul giro singolo e preparare pneumatici, freni e power unit per le condizioni previste nel pomeriggio.
Per Russell, Piastri, Leclerc e i piloti Aston Martin, le FP3 avranno un'importanza particolare. Dovranno recuperare dati, risolvere problemi o ottenere un riferimento più rappresentativo rispetto a quello delle prove del venerdì.
Antonelli dovrà invece consolidare il buon equilibrio senza inseguire necessariamente un altro primo posto. Il lavoro più utile potrebbe consistere nel comprendere come riprodurre la stessa prestazione con temperature differenti e con una pista più gommata.

Qualifiche alle 16:00 ora italiana

Le qualifiche del Gran Premio del Belgio inizieranno alle 16:00 e termineranno, salvo interruzioni, alle 17:00. La sessione stabilirà la griglia della gara di domenica.
Il formato prevede le consuete tre fasi. In Q1 verranno eliminati i cinque piloti più lenti, altri cinque usciranno al termine della Q2 e i migliori dieci si contenderanno la pole position nella Q3.
La lunghezza di Spa rende delicata la gestione dei tentativi. Ogni giro richiede molto tempo e una bandiera rossa o un cambiamento meteorologico improvviso può lasciare poco spazio per reagire.
Anche la preparazione della distanza dagli altri piloti sarà complessa. Tutti cercheranno aria pulita o una scia favorevole, con il rischio di creare traffico nell'ultimo settore prima dell'inizio del giro lanciato.

La scia può valere decimi preziosi

Sul rettilineo del Kemmel, seguire un'altra monoposto a una distanza adeguata può ridurre la resistenza dell'aria e aumentare la velocità massima. Il vantaggio deve però essere gestito con attenzione.
Avvicinarsi troppo significa perdere carico aerodinamico nelle curve e surriscaldare le gomme. Rimanere troppo lontani riduce invece l'effetto della scia e può rendere inutile la strategia.
Le squadre possono coordinare i propri piloti, ma una manovra troppo evidente rischia di compromettere il giro di chi offre il traino. La qualifica di Spa richiede quindi collaborazione, tempismo e capacità di adattarsi al traffico.

Il meteo delle Ardenne resta una variabile

Il meteo a Spa è tradizionalmente instabile. La lunghezza del circuito permette che una zona sia asciutta mentre un'altra venga raggiunta dalla pioggia, rendendo molto difficile scegliere pneumatici e momento corretto per entrare in pista.
Anche senza precipitazioni, nuvole e variazioni del vento possono modificare rapidamente la temperatura dell'asfalto. Una gomma che funzionava correttamente nelle FP2 potrebbe reagire in modo differente durante la qualifica.
Le squadre dovranno seguire radar e osservazioni locali senza affidarsi esclusivamente alle previsioni generali. In una sessione a eliminazione, pochi minuti di ritardo possono determinare l'uscita anticipata di una monoposto competitiva.

Antonelli arriva al sabato con un segnale forte

Il primo posto del venerdì permette ad Antonelli di affrontare il sabato con fiducia. Il pilota italiano ha dimostrato di saper reagire dopo una FP1 nella quale Verstappen e le Ferrari avevano occupato le prime posizioni.
La capacità di migliorare tra le due sessioni indica che pilota e ingegneri hanno trovato una direzione efficace nell'evoluzione dell'assetto Mercedes. Il lavoro dovrà ora essere confermato quando tutti utilizzeranno il massimo potenziale.
Il risultato assume ulteriore importanza nel contesto della lotta per il campionato. Antonelli non deve soltanto cercare la prestazione assoluta, ma gestire il confronto con Russell e limitare i rischi su una pista nella quale gli errori possono avere conseguenze pesanti.
Essere veloce nelle libere offre una base positiva, ma la maturità si misurerà nella capacità di trasformare quel potenziale in una qualifica ordinata e in una gara completa.

Mercedes candidata alla pole, ma il gruppo resta aperto

La Mercedes appare tra le favorite dopo il riferimento di Antonelli, ma McLaren, Red Bull e Ferrari possiedono elementi sufficienti per inserirsi nella battaglia.
Norris è rimasto a meno di due decimi, Verstappen ha guidato le FP1 e Hamilton ha chiuso entrambe le sessioni nelle prime quattro posizioni. Leclerc e Piastri dispongono probabilmente di un potenziale superiore rispetto alle rispettive posizioni finali.
Il quadro suggerisce una qualifica nella quale la pole position potrebbe essere decisa da preparazione delle gomme, scia, limiti della pista e capacità di completare il giro nel momento migliore.
Antonelli parte con il vantaggio psicologico del miglior tempo, ma non potrà permettersi di considerare acquisita la prima fila. I distacchi tra i principali avversari rimangono abbastanza contenuti da consentire un rapido cambiamento della gerarchia.

Dalla velocità del venerdì alla prova decisiva

Il tempo di 1:45.944 consegna ad Andrea Kimi Antonelli il ruolo di riferimento dopo la seconda sessione del Gran Premio del Belgio. Il pilota Mercedes ha preceduto Norris e Verstappen in un turno interrotto due volte e caratterizzato da programmi non completamente conclusi.
La prestazione conferma la velocità dell'italiano e la competitività della vettura, ma le qualifiche rappresenteranno un esercizio differente. Pressione, traffico, evoluzione della pista e possibile variabilità meteorologica renderanno ogni tentativo più delicato.
La giornata di sabato offrirà quindi due risposte: nelle FP3 si capirà quali squadre avranno migliorato maggiormente durante la notte; alle 16:00 verrà stabilito se il primato di Antonelli potrà trasformarsi in una vera pole position.
Secondo voi, Antonelli riuscirà a confermare il miglior tempo anche nelle qualifiche oppure Norris, Verstappen e le Ferrari ribalteranno la classifica? Lasciate un commento con il vostro pronostico per la pole e per il Gran Premio del Belgio.

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