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Alluvione in Vietnam, quattro morti e dispersi a Lai Chau

Una violenta alluvione improvvisa, accompagnata da colate di fango e frane, ha colpito la provincia montana di Lai Chau, nel Vietnam settentrionale, causando almeno quattro morti, sette feriti e quattro dispersi. L'area maggiormente devastata è quella del comune di Muong Than, dove una piena si è abbattuta sui centri abitati dopo giorni di precipitazioni intense, trascinando rocce, alberi, terreno e detriti contro abitazioni e infrastrutture.
Il bilancio rimane provvisorio, poiché le squadre di soccorso stanno ancora cercando le persone di cui non si hanno notizie e verificando le conseguenze nei villaggi rimasti temporaneamente isolati. Strade interrotte, versanti instabili e corsi d'acqua ancora gonfi hanno rallentato l'accesso alle zone più colpite, rendendo difficile produrre una stima definitiva delle vittime e dei danni.
La piena ha investito soprattutto il villaggio di Chit e altre comunità del territorio di Muong Than. Le immagini provenienti dall'area mostrano abitazioni sommerse dal fango, tronchi e massi accumulati lungo le strade, pali elettrici abbattuti e campi ricoperti da uno spesso strato di sedimenti.

La piena dopo giorni di pioggia intensa

L'emergenza si è sviluppata nelle prime ore di venerdì 17 luglio 2026, dopo precipitazioni persistenti iniziate nei giorni precedenti. La quantità d'acqua caduta in poco tempo ha saturato il terreno dei versanti, aumentato rapidamente la portata dei torrenti e favorito la formazione di piene improvvise nelle strette vallate montane.
Nella provincia di Lai Chau alcune stazioni meteorologiche avevano registrato accumuli eccezionali. Nell'area di Phuc Than le precipitazioni avevano raggiunto circa 353 millimetri, una quantità sufficiente a mettere in crisi pendii, canali naturali e sistemi di drenaggio già sottoposti a diversi giorni di pioggia.
Quando il terreno non riesce più ad assorbire l'acqua, la pioggia scorre rapidamente verso valle, raccogliendo fango, pietre, vegetazione e materiali incontrati lungo il percorso. Nel caso di Muong Than, la corrente carica di detriti ha acquistato forza attraversando i pendii e si è riversata sulle aree residenziali con pochissimo preavviso.

Il bilancio umano ancora provvisorio

Le informazioni consolidate indicano almeno quattro persone morte, quattro ancora disperse e sette ferite. I feriti sono stati assistiti dalle strutture sanitarie locali, mentre le autorità stanno verificando le condizioni di altri residenti raggiunti dai soccorritori nelle ore successive alla piena.
Il numero delle persone coinvolte è stato aggiornato più volte durante le operazioni. Nelle prime ore era stata confermata una sola vittima, mentre altre persone risultavano irraggiungibili o disperse. Il successivo ritrovamento di alcuni corpi ha portato il bilancio a quattro decessi accertati.
Le variazioni tra i diversi bollettini non indicano necessariamente errori. Durante una catastrofe che colpisce villaggi isolati, le autorità devono confrontare segnalazioni familiari, registri locali, ricoveri ospedalieri e risultati delle ricerche, eliminando possibili duplicazioni e verificando l'identità delle persone trovate.
Fino alla localizzazione dei quattro dispersi, il bilancio potrebbe ancora aggravarsi. Le squadre stanno concentrando le ricerche lungo ruscelli, aree di accumulo, zone coperte da fango e punti nei quali la piena ha depositato grandi quantità di rocce e legname.

Muong Than è l'area più colpita

Il comune montano di Muong Than ha subito le conseguenze più pesanti dell'ondata di maltempo. Le inondazioni e le frane hanno interessato diversi nuclei abitati, tra cui Chit, Sap Ngua, Che Bo e altri villaggi distribuiti lungo corsi d'acqua e strade di montagna.
Il villaggio di Chit è stato indicato come uno dei punti maggiormente devastati. La piena ha attraversato le zone residenziali trascinando materiali provenienti dai versanti e danneggiando edifici, mezzi, coltivazioni e collegamenti locali.
La disposizione delle abitazioni lungo una valle stretta ha aumentato l'esposizione alla corrente. In questi contesti l'acqua non si espande lentamente come in una pianura, ma può essere incanalata tra i rilievi e raggiungere rapidamente velocità e forza distruttive.

Case travolte e famiglie costrette a evacuare

Almeno tredici abitazioni risultavano inizialmente completamente distrutte in tre villaggi di Muong Than. Aggiornamenti successivi hanno portato a quattordici il numero degli edifici crollati o spazzati via, mentre molte altre case hanno subito danni a pareti, coperture e fondamenta.
In un'altra zona della provincia, nel comune di Pa U, cinque abitazioni sono state interessate da frane: quattro sono crollate completamente e una è stata considerata ad alto rischio. Le autorità hanno disposto l'allontanamento immediato degli occupanti dalle aree nelle quali il terreno continuava a muoversi.
Almeno venti nuclei familiari sono stati trasferiti in luoghi più sicuri, tra cui scuole, centri comunitari ed edifici pubblici. Le evacuazioni hanno interessato Muong Than, Pa U e Le Loi, dove la permanenza nelle abitazioni era diventata pericolosa a causa delle frane o della possibilità di nuove piene.
Il numero delle famiglie costrette a lasciare le proprie case potrebbe aumentare dopo le verifiche tecniche. Un edificio rimasto apparentemente in piedi può presentare fondazioni erose, muri indeboliti o lesioni nascoste che lo rendono vulnerabile a nuove precipitazioni.

Le ricerche dei dispersi tra fango e detriti

Centinaia di membri dell'esercito, della polizia, delle milizie locali e delle squadre di protezione civile sono stati mobilitati per cercare i dispersi e assistere la popolazione. Le operazioni vengono svolte lungo i torrenti, tra i resti delle abitazioni e nelle zone in cui il materiale trasportato dalla piena si è accumulato.
I soccorritori utilizzano escavatori, mezzi pesanti, attrezzature manuali e, in alcune aree, unità cinofile. La ricerca richiede estrema cautela perché il terreno rimane saturo, i cumuli di fango possono cedere e l'acqua proveniente dai versanti continua ad attraversare alcuni punti dell'area colpita.
La presenza di tronchi, pietre e strutture distrutte rende complesso rimuovere i detriti senza rischiare di danneggiare ulteriormente eventuali spazi nei quali potrebbe trovarsi una persona. Le squadre devono quindi procedere per settori, controllando ogni zona di deposito prima di spostare il materiale.
Le autorità hanno organizzato più gruppi operativi per ampliare il raggio delle ricerche. Alcuni reparti controllano il corso dei ruscelli a valle, mentre altri esaminano i villaggi, i campi e le aree nelle quali la corrente ha cambiato improvvisamente direzione.

Residenti salvati dalle zone isolate

Le forze di soccorso sono riuscite a raggiungere e mettere in sicurezza diversi residenti rimasti intrappolati dall'acqua o dall'interruzione delle strade. In una delle operazioni sono state soccorse tredici persone che non potevano lasciare autonomamente un'area isolata.
Tra le immagini più significative dell'emergenza figura quella di un militare impegnato a trasportare un neonato verso una zona sicura. Le evacuazioni hanno dato priorità a bambini, anziani, persone con disabilità, donne incinte e residenti con problemi sanitari.
La rapidità della piena ha lasciato a molte famiglie pochissimo tempo per recuperare documenti, medicinali o beni personali. Numerosi sfollati hanno raggiunto i centri di accoglienza con pochi oggetti, mentre le abitazioni rimanevano sommerse dal fango.

Strade nazionali bloccate dalle frane

Le piogge hanno provocato numerose frane stradali, interrompendo tratti delle strade nazionali 12, 32 e 279 e diversi collegamenti provinciali e comunali. In alcuni punti il terreno ha invaso completamente la carreggiata; in altri l'acqua ha eroso il fondo stradale o danneggiato i margini.
Le interruzioni hanno rallentato l'arrivo dei soccorritori e delle forniture essenziali. Per raggiungere alcuni villaggi è stato necessario utilizzare percorsi alternativi o attendere l'apertura temporanea di un passaggio attraverso i cumuli di detriti.
Le autorità hanno schierato escavatori, camion e altri macchinari per rimuovere terra e rocce. Sulla strada nazionale 32 sono stati effettuati lavori per deviare l'acqua, stabilizzare le aree danneggiate e consentire la riapertura della circolazione.
Il tratto della strada nazionale 12 interessato da una grave frana nel territorio di Le Loi è stato successivamente riaperto alla circolazione, mentre in altre zone i lavori proseguono. La riapertura non elimina il rischio di nuove chiusure se dovessero riprendere le precipitazioni intense.

Venti pali elettrici abbattuti

La forza della piena ha abbattuto o spezzato almeno venti pali della rete elettrica, causando blackout in diversi villaggi. Cavi e infrastrutture sono stati trascinati o sommersi, rendendo necessario interrompere l'alimentazione per evitare cortocircuiti e folgorazioni.
Le squadre della compagnia elettrica provinciale hanno inviato tecnici, mezzi e attrezzature specializzate per riparare le linee. Il ripristino deve essere effettuato soltanto dopo aver verificato che i pali siano stabili e che gli impianti delle abitazioni non siano stati compromessi dall'acqua e dal fango.
Anche alcune reti di telecomunicazione hanno subito interruzioni. La mancanza di corrente, i danni ai collegamenti e l'isolamento delle strade hanno reso più difficile mantenere i contatti con i villaggi e raccogliere informazioni durante le prime ore.
Il ripristino delle comunicazioni è essenziale non soltanto per i residenti, ma anche per coordinare soccorsi, evacuazioni, richieste sanitarie e distribuzione di beni. Le squadre stanno quindi lavorando parallelamente su energia e telefonia.

Campi ricoperti da rocce e sedimenti

L'alluvione ha colpito duramente anche l'agricoltura, principale fonte di reddito per numerose famiglie delle zone montane. Almeno duecento ettari di risaie e coltivazioni sono stati sommersi o sepolti nel territorio di Muong Than, mentre il conteggio regionale supera i 230 ettari.
In aggiornamenti successivi, le autorità locali hanno segnalato danni pesanti su oltre quattrocento ettari considerando le diverse colture e le aree interessate dall'intero episodio meteorologico. Le cifre continuano a essere verificate perché molti campi non sono ancora facilmente raggiungibili.
La piena non ha lasciato soltanto acqua. Milioni di metri cubi di terra, rocce e sedimenti hanno coperto i terreni, modificato i canali e distrutto porzioni delle risaie. La rimozione del materiale potrebbe richiedere settimane o mesi e, in alcuni casi, il terreno potrebbe non essere recuperabile nel breve periodo.
Sono stati segnalati danni anche a impianti di acquacoltura, animali, attrezzature agricole e scorte conservate nelle abitazioni. Per molte famiglie la perdita non riguarda quindi soltanto il raccolto corrente, ma l'intera capacità di produrre reddito nei mesi successivi.

Una perdita economica superiore a 120 miliardi di dong

La prima stima provinciale ha quantificato i danni in oltre 120 miliardi di dong vietnamiti. Il valore comprende abitazioni distrutte, infrastrutture, agricoltura, reti elettriche, strade e beni privati, ma è destinato a essere aggiornato con il completamento dei sopralluoghi.
Una stima effettuata durante l'emergenza non può includere immediatamente tutti i costi indiretti. Alla ricostruzione materiale si aggiungeranno la perdita dei raccolti, l'interruzione delle attività economiche, le spese per l'accoglienza degli sfollati e il ripristino delle reti pubbliche.
Per i nuclei rurali, la perdita di un'abitazione o di un campo può avere un impatto molto superiore al suo valore contabile. Beni, animali, utensili e prodotti conservati rappresentano spesso una parte essenziale della sicurezza economica familiare.

Dichiarato lo stato di emergenza

Il governo provinciale di Lai Chau ha dichiarato lo stato di emergenza per le conseguenze delle piogge a Muong Than e per una frana che aveva interrotto la strada nazionale 12 nel territorio di Le Loi. La decisione consente una mobilitazione più rapida di personale, mezzi e risorse.
L'emergenza è stata formalizzata il 17 luglio, mentre le squadre erano già impegnate nell'evacuazione dei residenti e nella ricerca delle persone scomparse. Barriere e posti di controllo sono stati installati nelle aree più pericolose per impedire l'accesso di persone e veicoli.
Circa venti mezzi pesanti erano stati inizialmente inviati per liberare le strade e creare passaggi temporanei. Con l'estensione delle operazioni, la mobilitazione è aumentata e ha coinvolto ulteriori reparti militari e civili.

L'intervento del governo nazionale

Il governo centrale ha ordinato una risposta urgente alle precipitazioni nelle province montane del Nord, indicando la tutela della vita umana come priorità assoluta. Ministeri, amministrazioni provinciali, esercito e polizia sono stati invitati a mantenere una sorveglianza continua.
Le autorità locali devono aggiornare i piani di evacuazione, controllare dighe, bacini idroelettrici, reti elettriche, telecomunicazioni e collegamenti stradali. Particolare attenzione è stata richiesta per i guadi, i ponti e le strade esposte alle frane.
Ai comuni è stato ordinato di informare tempestivamente la popolazione e trasferire gli abitanti delle zone ad alto rischio prima che le condizioni peggiorino. Le evacuazioni preventive devono essere rivolte soprattutto alle persone più vulnerabili e ai nuclei che vivono vicino a torrenti e pendii instabili.
Il governo ha inoltre chiesto di garantire scorte di cibo, acqua, medicinali e generi essenziali nelle comunità che potrebbero rimanere isolate. Una nuova interruzione delle strade potrebbe infatti ritardare la consegna degli aiuti.

Il pericolo non è terminato con il ritiro dell'acqua

Anche dopo la diminuzione del livello della piena, il territorio rimane esposto a rischi elevati. L'acqua proveniente da monte continua a raggiungere alcuni settori e il terreno saturo può provocare nuovi cedimenti senza segnali evidenti.
Le frane possono verificarsi anche diverse ore dopo la fine della pioggia, perché l'acqua penetra progressivamente negli strati del suolo e riduce la stabilità dei pendii. Le abitazioni situate sotto versanti ripidi devono quindi essere controllate prima di autorizzare il rientro dei residenti.
Il fango depositato nelle case può nascondere vetri, chiodi, cavi elettrici e materiali contaminati. Le operazioni di pulizia richiedono protezioni, attenzione agli impianti e una verifica della qualità dell'acqua utilizzata per bere e cucinare.

Nuove piogge previste nel Nord del Vietnam

Le autorità meteorologiche hanno mantenuto l'allerta per altre precipitazioni intense sulle regioni montane settentrionali. In alcune località erano previsti ulteriori accumuli superiori a 250 millimetri fino al 20 luglio, con rischio di nuove alluvioni improvvise e frane.
Le piogge non devono necessariamente cadere direttamente su Muong Than per produrre effetti. Precipitazioni abbondanti a monte possono alimentare i torrenti e causare un nuovo aumento dell'acqua nelle ore successive, quando nel villaggio il tempo potrebbe apparire temporaneamente più stabile.
Per questa ragione i soccorritori monitorano non soltanto le condizioni locali, ma anche i bacini idrografici, i versanti e i dati provenienti dalle stazioni meteorologiche dell'intera area.

Che cos'è un'alluvione improvvisa

Un'alluvione improvvisa si distingue da una piena lenta perché può svilupparsi in pochi minuti o poche ore. Nelle zone montane l'acqua viene concentrata in piccoli torrenti e valloni, dove l'assenza di spazio laterale ne aumenta velocità e capacità distruttiva.
La corrente può trascinare massi, tronchi, terreno e parti di edifici, trasformandosi in una massa densa e pesante. Questa combinazione spiega perché una piena relativamente localizzata possa distruggere case e infrastrutture più rapidamente di un'inondazione caratterizzata da acqua meno veloce.
Il pericolo aumenta quando ponti, tronchi o detriti formano uno sbarramento temporaneo. Se l'ostacolo cede improvvisamente, l'acqua accumulata viene liberata in un'unica ondata, riducendo ulteriormente il tempo disponibile per evacuare.

Perché Lai Chau è esposta alle frane

Lai Chau è una provincia caratterizzata da rilievi ripidi, vallate strette e insediamenti distribuiti lungo strade e corsi d'acqua. Queste caratteristiche rendono complessi i collegamenti e aumentano l'esposizione alle frane durante la stagione delle piogge.
La costruzione di strade sui pendii può modificare il drenaggio naturale e lasciare superfici più vulnerabili all'erosione. Anche la perdita di vegetazione, gli scavi e l'alterazione dei corsi d'acqua possono favorire la concentrazione del deflusso in punti già fragili.
La vulnerabilità non dipende soltanto dalla quantità di pioggia. Abitazioni costruite vicino agli alvei, sistemi di allerta insufficienti e difficoltà di evacuazione possono trasformare un evento meteorologico estremo in una catastrofe umana.

Il ruolo dell'allerta nelle comunità isolate

Nelle aree montane, un messaggio di allerta precoce può salvare vite soltanto se raggiunge concretamente ogni villaggio e se la popolazione conosce il percorso verso una zona sicura. La mancanza di segnale telefonico o energia può interrompere i normali canali di comunicazione.
Per questo i sistemi locali devono utilizzare anche altoparlanti, sirene, personale porta a porta e responsabili comunitari. Le indicazioni devono essere semplici: quando evacuare, quali strade evitare e dove si trovano i punti di raccolta.
L'evacuazione non può iniziare quando la piena è già visibile all'interno del villaggio. In una valle stretta, il tempo tra il primo aumento del torrente e l'arrivo dell'ondata può essere troppo breve per spostare anziani, bambini e animali.

Il ritorno nelle case sommerse dal fango

Con il ritiro parziale dell'acqua, alcuni residenti hanno iniziato a rientrare per rimuovere fango, pietre e alberi dalle proprie abitazioni. Militari, agenti e volontari stanno aiutando le famiglie nelle operazioni di pulizia e recupero dei beni rimasti.
Il rientro deve essere autorizzato soltanto quando non esiste un rischio immediato di crollo o di nuova piena. Pareti lesionate, pavimenti erosi e pilastri spostati possono rendere pericoloso un edificio anche se la struttura appare ancora sostanzialmente integra.
Prima di riattivare l'elettricità è necessario controllare quadri, prese e cavi. Anche l'acqua dei pozzi e delle reti locali può essere stata contaminata da sedimenti, rifiuti o scarichi, richiedendo una verifica sanitaria e la distribuzione di acqua potabile sicura.

La ricostruzione delle abitazioni

Le famiglie che hanno perso completamente la casa necessitano di una soluzione abitativa che vada oltre l'accoglienza d'emergenza. Scuole e centri comunitari possono ospitare temporaneamente gli sfollati, ma non rappresentano una sistemazione sostenibile per settimane o mesi.
La ricostruzione dovrà considerare se gli stessi terreni siano ancora adatti a ospitare abitazioni. Ripristinare una casa nello stesso punto senza correggere il rischio potrebbe esporre nuovamente la famiglia a piene e frane.
In alcune zone potrebbe essere necessario individuare aree di reinsediamento, realizzare opere di drenaggio e stabilizzare i versanti. Questi interventi richiedono studi tecnici, risorse economiche e il coinvolgimento dei residenti, che non possono essere trasferiti senza considerare lavoro, campi e legami comunitari.

Il danno all'agricoltura durerà oltre l'emergenza

La perdita delle risaie e delle colture avrà effetti ben oltre i giorni immediatamente successivi alla piena. Le famiglie dovranno rimuovere sedimenti, ripristinare terrazzamenti, ricostruire canali e acquistare nuove sementi prima di poter tornare a produrre.
Quando una risaia viene coperta da massi e terreno sterile, la semplice pulizia potrebbe non essere sufficiente. Può essere necessario ricostruire il suolo agricolo e le opere utilizzate per controllare il livello dell'acqua.
Gli aiuti dovranno quindi comprendere non soltanto cibo e beni di prima necessità, ma anche strumenti, materiali agricoli, sostegno finanziario e misure per recuperare il reddito perduto.

La protezione dei soccorritori

Le operazioni di ricerca espongono anche i soccorritori a rischi elevati. I mezzi pesanti possono rimanere bloccati nel fango, le sponde possono cedere e una nuova piena può sorprendere le squadre impegnate lungo i corsi d'acqua.
Ogni gruppo deve mantenere collegamenti continui, disporre di vie di fuga e interrompere le attività quando le precipitazioni o il livello dell'acqua superano le soglie di sicurezza. Accelerare una ricerca senza protezioni adeguate potrebbe aumentare il numero delle vittime.
L'impiego di unità cinofile e strumenti tecnici può ridurre la necessità di scavare indiscriminatamente. Tuttavia, lo spessore del materiale depositato e l'estensione delle aree colpite rendono la ricerca dei dispersi un'operazione lunga e complessa.

Le priorità dei prossimi giorni

La prima priorità rimane il ritrovamento dei quattro dispersi. Parallelamente, le autorità devono garantire assistenza ai feriti, sistemazione agli sfollati e sicurezza alle famiglie che vivono nelle zone ancora minacciate da frane.
Il secondo obiettivo riguarda il ripristino di strade, elettricità e comunicazioni. Senza collegamenti affidabili non è possibile distribuire gli aiuti, trasferire eventuali pazienti o avviare una ricostruzione coordinata.
La terza fase sarà dedicata alla valutazione completa dei danni e alla ricostruzione. Le stime iniziali dovranno essere verificate casa per casa e campo per campo, stabilendo quali beni possano essere riparati e quali debbano essere sostituiti.

Muong Than tra lutto e ricostruzione

La piena di Muong Than ha trasformato in pochi minuti interi villaggi, lasciando famiglie in lutto, persone ferite e residenti ancora in attesa di notizie sui propri cari. Il ritiro dell'acqua ha reso visibile una devastazione fatta di case distrutte, strade coperte e campi irriconoscibili.
Il bilancio di quattro morti, quattro dispersi e sette feriti resta aperto. Finché le ricerche non saranno completate e le comunità isolate non saranno pienamente raggiunte, ogni cifra deve essere considerata un aggiornamento temporaneo.
La risposta immediata ha consentito di evacuare residenti e riaprire alcuni collegamenti, ma la fase più lunga inizierà dopo l'emergenza. Ricostruire abitazioni, recuperare i terreni agricoli e rendere più sicuri i villaggi richiederà un impegno molto superiore alla semplice rimozione del fango.
Secondo voi, quali interventi dovrebbero avere la priorità nelle comunità montane esposte alle alluvioni improvvise: sistemi di allerta più capillari, trasferimento delle abitazioni più vulnerabili oppure opere di protezione dei versanti? Lasciate un commento e condividete il vostro punto di vista.

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