Salone Auto Torino 2026: 47 marchi ridisegnano il futuro dell’auto
Il Salone Auto Torino 2026 apre oggi, venerdì 11 settembre, trasformando per tre giorni il centro storico del capoluogo piemontese in una grande esposizione automobilistica a cielo aperto. Fino a domenica 13 settembre, dalle 9 alle 19, il pubblico potrà vedere oltre 200 automobili, 37 anteprime nazionali e le proposte di 47 marchi, con accesso gratuito e senza necessità di acquistare un biglietto. La terza edizione del nuovo format torinese mette insieme modelli elettrici, ibridi, supercar, vetture storiche, concept car e test drive, confermando Torino come una delle città europee nelle quali industria, design e cultura dell'automobile continuano ad avere un legame particolarmente profondo.
Il dato che caratterizza maggiormente questa edizione è però la trasformazione della geografia del settore. Quasi il 40% dei marchi presenti è riconducibile a costruttori cinesi, una quota che fotografa meglio di molti indicatori statistici la rapidità con cui il mercato automobilistico sta cambiando. Accanto a nomi storici come Ferrari, Lamborghini, BMW, Mercedes-Benz, Porsche, Fiat, Alfa Romeo, Lancia e Maserati compaiono BYD, Changan, Chery, Dongfeng, Geely, GAC, Hongqi, Zeekr, Xpeng e altri operatori asiatici determinati ad ampliare la propria presenza in Europa.
Tre giorni nel centro di Torino, senza padiglioni chiusi
Il format del Salone Auto Torino è molto diverso dai grandi saloni automobilistici tradizionali organizzati dentro enormi poli fieristici. Le automobili sono distribuite fra Piazza Castello, Piazzetta Reale, la Corte d'Onore e i Giardini dei Musei Reali, inserite quindi direttamente nel tessuto monumentale della città. L'obiettivo è eliminare almeno una parte delle barriere che separavano i grandi eventi automobilistici dal pubblico generalista e permettere anche a chi non è un appassionato di imbattersi nelle novità semplicemente passeggiando nel centro cittadino.
L'ingresso gratuito costituisce uno degli elementi centrali del modello. Non occorre registrarsi né acquistare un ticket per visitare l'esposizione. Anche i test drive vengono proposti gratuitamente dai marchi aderenti, con prenotazione gestita direttamente presso gli stand. L'area dedicata alle prove su strada è collocata nei Giardini Reali, in corso San Maurizio, e permette al pubblico di sperimentare alcuni dei modelli esposti invece di limitarsi a osservarli staticamente.
Quarantasette case raccontano un'industria molto più frammentata
La lista dei 47 brand presenti rende evidente la complessità raggiunta dal mercato. Oltre ai costruttori generalisti e premium europei sono presenti marchi di nicchia, centri stile e aziende entrate soltanto recentemente nel mercato continentale. Alfa Romeo, Lamborghini, BMW, BYD, Changan, Chery, Citroën, Dongfeng, DS, Fiat, GAC, Geely, Honda, Hongqi, Jeep, Kia, Lancia, Leapmotor, Lotus, Maserati, Mazda, Mercedes-Benz, Opel, Peugeot, Porsche, Renault, Suzuki, Tesla, Xpeng e Zeekr rappresentano soltanto una parte dell'elenco.
La varietà non riguarda soltanto i loghi. Il pubblico incontra nello stesso percorso auto elettriche, ibride tradizionali, plug-in, sportive ad alte prestazioni, SUV, utilitarie e prototipi. L'edizione 2026 non presenta quindi una singola tecnologia come vincitrice assoluta della transizione, ma fotografa una fase nella quale costruttori differenti stanno seguendo strategie diverse per rispondere alle normative, ai costi delle batterie, alle infrastrutture di ricarica e alle preferenze dei consumatori.
Stellantis occupa uno spazio centrale
Per Stellantis il Salone rappresenta inevitabilmente un appuntamento particolarmente importante. Il gruppo espone attraverso Alfa Romeo, Citroën, DS Automobiles, Fiat, Jeep, Lancia, Leapmotor, Maserati, Opel e Peugeot, offrendo un'immagine quasi completa del proprio portafoglio europeo. Torino rimane inoltre una città simbolicamente legata alla storia industriale di Fiat, elemento che attribuisce alla presenza del gruppo un significato che va oltre la semplice promozione commerciale.
Fra le principali novità figurano Fiat Grizzly e Grizzly Fastback, Leapmotor B03X e la nuova Lancia Gamma. Si tratta di debutti che permettono a Stellantis di mostrare contemporaneamente l'evoluzione dei propri marchi storici e l'integrazione di Leapmotor, produttore cinese nel quale il gruppo ha investito e attraverso il quale punta a rafforzare la propria presenza nel segmento dei veicoli elettrificati a prezzi più competitivi.
Fiat Grizzly porta a Torino una nuova famiglia di modelli
L'arrivo di Fiat Grizzly e della variante Fastback rappresenta una delle novità più osservate del Salone. Per il marchio torinese ogni nuovo modello presentato nella città d'origine possiede inevitabilmente un valore simbolico aggiuntivo. La strategia Fiat degli ultimi anni ha cercato di costruire una gamma più internazionale, con prodotti pensati per essere adattati a mercati differenti e con un progressivo aumento delle versioni elettrificate.
Il pubblico del Salone può quindi utilizzare i nuovi modelli come una prima indicazione della direzione che Fiat intende seguire nella seconda metà del decennio. Il confronto diretto con una quantità crescente di concorrenti cinesi rende particolarmente importante il rapporto fra prezzo, autonomia, tecnologia di bordo e dimensioni: parametri sui quali oggi il consumatore valuta un'auto molto più di quanto avvenisse in passato.
Lancia celebra 120 anni e guarda alla Gamma
Il 2026 coincide con i 120 anni di Lancia, marchio fondato a Torino nel 1906. Il Salone dedica quindi uno spazio importante alla sua storia e contemporaneamente presenta la nuova Gamma, modello centrale nel piano di rilancio del brand. Il contrasto fra vetture storiche e nuovo prodotto rende visibile la principale difficoltà affrontata da Lancia: trasformare un patrimonio automobilistico straordinario in un'identità contemporanea capace di trovare spazio nel mercato premium.
Nel percorso storico vengono ricordate automobili che hanno segnato differenti epoche del design italiano e del motorsport. Il rilancio non può tuttavia vivere soltanto di memoria. La nuova gamma di prodotti deve confrontarsi con marchi tedeschi, asiatici e nuovi produttori elettrici in un segmento estremamente competitivo, nel quale tecnologia, software e servizi digitali possiedono ormai un peso comparabile alla qualità tradizionale della meccanica.
La presenza cinese non è più una curiosità
Il dato più significativo dell'intero evento rimane probabilmente la presenza dei costruttori cinesi. Quasi quattro marchi su dieci appartengono a questa nuova ondata industriale. Non si tratta più di aziende presenti ai saloni europei soltanto per sondare il mercato: diversi gruppi possiedono reti commerciali, importatori, modelli già venduti e programmi di espansione strutturati.
BYD, Geely, Changan, Dongfeng, GWM, Hongqi, Xpeng e Zeekr mostrano modelli che coprono fasce di prezzo e dimensioni differenti. La competizione cinese è particolarmente forte nell'elettrico e nell'ibrido plug-in, settori nei quali l'industria del Paese ha sviluppato un ecosistema completo comprendente batterie, elettronica, software e una catena di fornitura altamente integrata.
Geely e BYD rappresentano una sfida industriale globale
La presenza di gruppi come Geely e BYD è rilevante perché entrambi hanno dimensioni e competenze che superano l'immagine del nuovo marchio emergente. Geely controlla o partecipa a numerosi progetti internazionali e a Torino espone modelli come E2, EX5 e Starray EM-i. BYD presenta Dolphin G DM-i, Dolphin Surf e Sealion 7, combinando veicoli elettrici e tecnologie ibride.
La battaglia commerciale non riguarda solamente il prezzo delle auto. I produttori competono sull'efficienza delle batterie, sulla velocità di ricarica, sull'integrazione software e sulla capacità di aggiornare rapidamente i modelli. Per i costruttori europei questo significa doversi confrontare con concorrenti capaci di comprimere notevolmente i tempi di sviluppo e di portare innovazioni sul mercato con cicli più brevi.
Il pubblico può confrontare tecnologie diverse nello stesso spazio
Uno dei vantaggi di un evento con così tanti costruttori è la possibilità di osservare direttamente differenze fra elettrico, full hybrid e plug-in hybrid. Le tre categorie vengono spesso assimilate nella comunicazione quotidiana ma funzionano in maniera molto diversa. Un'elettrica utilizza esclusivamente batterie e motori elettrici; una full hybrid recupera energia e utilizza motore termico ed elettrico senza ricarica esterna; una plug-in possiede invece una batteria più grande che può essere ricaricata dalla rete.
Al Salone sono presenti esempi di tutte queste soluzioni, dalla Mercedes-Benz GLC elettrica alla Peugeot e-3008 Long Range, passando per Honda Prelude Full Hybrid, Alfa Romeo Tonale Plug-in Q4, Jeep Compass E-Hybrid Plug-in e diversi prodotti asiatici. L'esposizione diventa così una rappresentazione concreta della fase di transizione nella quale si trova l'industria.
BMW porta una nuova generazione di elettriche
Fra i marchi premium, BMW presenta modelli come la nuova iX3 e la nuova i3, insieme alla nuova X5. La presenza delle vetture appartenenti alla nuova generazione elettrica del gruppo tedesco permette di osservare come i marchi tradizionali stiano cercando di recuperare terreno rispetto ai produttori nati direttamente intorno all'elettrico.
Per BMW e gli altri costruttori premium, la sfida consiste nel trasferire nel mondo EV elementi che hanno storicamente giustificato il sovrapprezzo: qualità costruttiva, dinamica di guida, comfort e riconoscibilità del marchio. Allo stesso tempo devono competere con aziende che trattano software, connettività e architettura elettronica come caratteristiche originarie del prodotto e non come elementi aggiunti successivamente.
Mercedes-Benz, Porsche e Tesla completano il confronto
Mercedes-Benz porta a Torino la nuova GLC elettrica e la nuova Classe C elettrica, mentre Porsche espone 911, Cayenne, Panamera e Macan. Tesla presenta il Cybertruck, un modello che continua a rappresentare uno degli esempi più radicali di rottura con il design automobilistico convenzionale.
La presenza contemporanea di questi prodotti mostra quanto il concetto di auto premium si sia allargato. Non è più definito esclusivamente da cilindrata e materiali interni: autonomia elettrica, capacità di calcolo, sistemi di assistenza alla guida, aggiornamenti software e rete di ricarica sono diventati elementi fondamentali nella percezione del valore.
Lamborghini unisce Miura e nuove supersportive
Il percorso di Lamborghini rappresenta invece l'incontro fra storia e prestazioni contemporanee. Accanto alla Miura vengono esposti modelli come Fenomeno, Temerario, Urus SE e Revuelto. La presenza della Miura permette di mettere a confronto uno dei simboli assoluti del design sportivo del Novecento con automobili nate in un'epoca dominata dall'elettrificazione e dalla gestione elettronica delle prestazioni.
Anche nel mondo delle supercar, infatti, l'ibridazione è ormai una componente tecnica centrale. L'elettrico non viene utilizzato soltanto per abbassare emissioni e consumi ma anche per migliorare risposta, accelerazione e gestione della coppia. Le supersportive diventano così uno dei laboratori nei quali la transizione assume una forma differente rispetto alle utilitarie.
Ferrari porta a Torino storia e presente
Una speciale esposizione è dedicata a Ferrari, con vetture storiche e moderne pensate per raccontare l'evoluzione del Cavallino. A Torino l'auto viene infatti presentata non soltanto come prodotto industriale contemporaneo ma come oggetto culturale e di design.
La presenza di esemplari storici permette al pubblico di osservare quanto siano cambiati proporzioni, aerodinamica e tecnologie in pochi decenni. Allo stesso tempo evidenzia un elemento rimasto fondamentale per i grandi marchi italiani: la capacità di costruire un'identità immediatamente riconoscibile anche quando la meccanica cambia radicalmente.
Il tributo a Marcello Gandini racconta una stagione irripetibile
Il Salone dedica spazio anche a Marcello Gandini, uno dei designer più influenti della storia dell'automobile. Le sue creazioni hanno contribuito a definire l'immaginario delle supersportive tra gli anni Sessanta e Ottanta, con linee geometriche, proporzioni estreme e soluzioni che hanno influenzato generazioni successive di progettisti.
Ricordare Gandini nel contesto del design automobilistico contemporaneo permette di osservare una trasformazione sostanziale. Oggi il designer deve confrontarsi non soltanto con aerodinamica e meccanica, ma con batterie collocate nel pianale, sensori, radar, telecamere e requisiti di sicurezza sempre più complessi. Il processo creativo rimane fondamentale, ma si muove all'interno di vincoli completamente differenti.
Pininfarina celebra Sergio a cento anni dalla nascita
Un altro anniversario riguarda i 100 anni dalla nascita di Sergio Pininfarina. L'esposizione dedicata comprende vetture che testimoniano il rapporto fra l'azienda torinese e alcuni dei marchi più importanti al mondo. Il nome Pininfarina rimane profondamente legato all'idea stessa di carrozzeria italiana e alla capacità di trasformare esigenze tecniche in forme eleganti e immediatamente riconoscibili.
La celebrazione arriva in un momento nel quale i centri stile devono ridefinire il proprio ruolo. Gli abitacoli diventano spazi digitali, gli schermi sostituiscono molti comandi fisici e l'architettura elettrica permette di modificare proporzioni consolidate per oltre un secolo. Il design rimane quindi centrale, ma il suo campo di intervento si sta ampliando.
Italdesign mostra alcuni dei propri progetti più celebri
Fra le presenze più interessanti c'è anche Italdesign, con vetture come Nissan GT-R50, BMW Nazca C2, Ferrari GG50, Namir, Parcour e Zerouno. L'esposizione rende visibile la continuità fra concept, prototipi e vetture prodotte in serie limitata.
Per Torino, la presenza di realtà come Italdesign e Pininfarina ricorda che l'automotive piemontese non coincide esclusivamente con gli stabilimenti produttivi. Nel territorio si è formato un ecosistema di progettazione, prototipazione, ingegneria e stile che continua a lavorare per committenti internazionali anche quando la geografia della produzione industriale cambia.
I test drive trasformano il salone in un'esperienza concreta
Fra le caratteristiche distintive dell'edizione 2026 ci sono i test drive gratuiti. I visitatori possono provare decine di modelli messi a disposizione dai costruttori, fra cui vetture BYD, Changan, Geely, Honda, Kia, Lynk & Co, Mazda, Tesla e Zeekr.
La prova su strada è particolarmente importante per le automobili elettrificate, perché consente di percepire caratteristiche difficili da comunicare attraverso una scheda tecnica: silenziosità, risposta del motore elettrico, frenata rigenerativa, gestione delle modalità di guida e qualità delle interfacce digitali. Per un consumatore che arriva da un'auto tradizionale, pochi minuti al volante possono risultare più informativi di molte campagne pubblicitarie.
Il Salone diventa anche un evento commerciale nazionale
L'edizione 2026 non si limita alle vetture esposte. La Promozioni Week collega il Salone alla rete nazionale dei concessionari, con iniziative commerciali associate all'evento. In questo modo l'esperienza torinese non rimane confinata ai visitatori fisicamente presenti.
La strategia mostra quanto i moderni saloni dell'auto siano diventati anche strumenti per generare lead commerciali. Presentare una vettura, farla provare e indirizzare il potenziale cliente verso la rete distributiva permette di misurare più direttamente il ritorno economico della partecipazione.
Il B2B anticipa l'apertura al pubblico
Alla vigilia del Salone si è svolta la prima edizione di bTOb, appuntamento ospitato al Teatro Regio e dedicato all'incontro fra costruttori, filiera, startup, istituzioni e professionisti. È un'estensione significativa del format perché aggiunge una componente industriale a quella prevalentemente pubblica dell'esposizione.
La trasformazione del settore richiede infatti collaborazione su batterie, semiconduttori, software, infrastrutture e produzione. Un salone che vuole rappresentare il futuro dell'automobile non può quindi limitarsi a mostrare prodotti finiti, ma deve creare occasioni di confronto fra le aziende che costruiscono l'intero ecosistema.
Torino guarda sempre più alla Cina anche nel design
Il Torino Automotive Design Award e il confronto fra Piemonte e industria cinese costituiscono un altro elemento peculiare dell'evento. L'espansione dei costruttori orientali non viene trattata semplicemente come una minaccia commerciale: Torino cerca anche di posizionarsi come luogo di dialogo progettuale.
È una scelta comprensibile considerando l'importanza del design italiano per molti produttori globali. Numerosi marchi cinesi hanno aperto centri stile internazionali o collaborato con designer europei. Il confine tra automobile "cinese" ed "europea" diventa quindi meno netto quando progettazione, componenti e produzione si distribuiscono fra continenti differenti.
La transizione elettrica resta complessa
L'abbondanza di modelli elettrici non significa che il mercato abbia già completato la propria transizione energetica. Prezzo delle vetture, disponibilità delle colonnine, tempi di ricarica, autonomia e valore residuo continuano a influenzare le decisioni dei consumatori.
Proprio la compresenza di BEV, hybrid e plug-in al Salone mostra come le aziende stiano evitando una strategia identica. Alcuni costruttori investono in gamme completamente elettriche, altri continuano a sviluppare motori ibridi, mentre diversi marchi propongono contemporaneamente entrambe le soluzioni.
Il prezzo diventa decisivo nella sfida europea
La pressione dei marchi cinesi rende il prezzo uno degli elementi più sensibili. Le automobili elettriche europee hanno spesso sofferto una differenza di costo rispetto ai modelli termici equivalenti, mentre diversi produttori asiatici sono riusciti a sfruttare filiere integrate e grandi volumi produttivi.
Il consumatore valuta però anche assistenza, affidabilità, rete commerciale e valore dell'usato. Per questo la partita europea non si deciderà esclusivamente sul listino. I nuovi marchi devono costruire fiducia e infrastrutture post-vendita, mentre quelli storici devono evitare che la propria notorietà diventi una giustificazione per differenze di prezzo eccessive.
Oltre 500mila visitatori nelle prime due edizioni
Le prime due edizioni del nuovo Salone hanno totalizzato complessivamente più di 500mila visitatori. Il dato spiega perché l'organizzazione abbia scelto di confermare il modello open air e gratuito. Portare l'automobile nello spazio urbano permette di raggiungere un pubblico molto più ampio rispetto a un evento esclusivamente fieristico.
La formula offre anche un ritorno alla città di Torino, perché i visitatori utilizzano trasporti, strutture ricettive, ristorazione e musei. Le convenzioni associate all'evento cercano esplicitamente di trasformare il Salone in un'occasione turistica oltre che automobilistica.
La Mole si illumina con il logo del Salone
Dalla sera dell'11 settembre la Mole Antonelliana si illumina con il logo dell'evento. È un gesto simbolico, ma sintetizza la volontà di legare l'iniziativa all'identità urbana anziché presentarla come manifestazione separata dalla città.
Torino continua infatti a utilizzare l'automobile come parte della propria immagine culturale, pur cercando di superare il modello della città dipendente da una sola grande industria. Salone, musei, centri stile e università contribuiscono a trasformare quell'eredità produttiva in patrimonio tecnologico e culturale.
Un Salone che fotografa il nuovo equilibrio mondiale
L'edizione 2026 sarà ricordata soprattutto per ciò che racconta sull'equilibrio mondiale dell'automobile. Costruttori europei con oltre un secolo di storia condividono Piazza Castello con aziende asiatiche entrate da pochi anni nella conversazione del pubblico italiano. Supercar da collezione convivono con crossover elettrici progettati per diventare prodotti di massa.
Non esiste ancora un vincitore definitivo della trasformazione. Il settore sta sperimentando contemporaneamente elettrificazione, software, nuove architetture e modelli commerciali. Torino offre per tre giorni un luogo nel quale queste strategie possono essere osservate una accanto all'altra senza il filtro delle campagne pubblicitarie separate.
Torino torna capitale dell'auto, ma l'auto non è più quella di prima
Il valore più interessante del Salone Auto Torino 2026 sta forse proprio in questa contraddizione. La città che ha rappresentato per decenni uno dei cuori dell'industria automobilistica europea torna a celebrare l'auto nel momento in cui quel prodotto sta cambiando radicalmente forma, provenienza e tecnologia.
Dalle nuove Fiat e Lancia ai modelli cinesi, dalle Lamborghini alla mobilità elettrica, dalle carrozzerie storiche ai software di bordo, il Salone racconta un settore che non può più essere letto soltanto attraverso cilindrata e cavalli. Voi quale novità dell'edizione 2026 considerate più significativa: il ritorno dei marchi italiani, l'avanzata cinese o l'accelerazione verso l'elettrico? Lasciate la vostra opinione nei commenti.

