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Petroliera colpita nello Stretto di Hormuz: è la Kavomaleas, equipaggio in salvo

Ha un nome, una bandiera e una società di gestione la nave colpita nelle acque dell'Oman: si tratta della Kavomaleas, petroliera battente bandiera maltese e gestita dalla società greca Dynacom. L'unità è stata raggiunta da un proiettile di origine ancora sconosciuta a circa 15 chilometri a nord-ovest di Kumzar, all'imboccatura dello Stretto di Hormuz. L'equipaggio ha abbandonato la nave in sicurezza ed è stato tratto in salvo, mentre l'unità, ancora interessata dall'incendio, resta sotto osservazione. Al momento non risultano sversamenti né conseguenze ambientali.

Cosa è successo al largo di Kumzar

L'episodio si è verificato nelle prime ore di lunedì 20 luglio 2026, in un tratto di mare adiacente alla penisola di Musandam, l'estremità omanita che si protende proprio sull'imboccatura dello Stretto. Le autorità di sicurezza marittima hanno inizialmente segnalato una nave in fiamme nella zona, per poi riclassificare l'episodio come un attacco: il responsabile della sicurezza della compagnia ha confermato che l'unità è stata raggiunta da un proiettile di natura non identificata. Sull'origine del colpo, al momento, non esistono attribuzioni accertate, e le indagini delle autorità competenti sono in corso.

La nave e la rotta del rischio

La Kavomaleas è una product tanker, ovvero una nave adibita al trasporto di prodotti petroliferi raffinati, di costruzione recente. Secondo i dati di tracciamento disponibili, l'unità aveva ripreso a trasmettere la propria posizione solo nella mattinata di lunedì, all'ancora e scarica, dopo un lungo silenzio del transponder: una pratica sempre più diffusa tra le navi che tentano il passaggio dello Stretto cercando di ridurre la propria tracciabilità. Un dettaglio che racconta, meglio di ogni statistica, il livello di tensione raggiunto lungo una delle rotte commerciali più importanti del pianeta.

Equipaggio evacuato e incendio ancora attivo

La notizia più importante riguarda le persone: l'intero equipaggio ha abbandonato la nave in sicurezza ed è stato recuperato da un rimorchiatore intervenuto nella zona. L'unità, invece, è rimasta alla deriva con l'incendio ancora attivo a bordo, in attesa delle operazioni di messa in sicurezza. Le autorità marittime hanno invitato le navi in transito nell'area alla massima vigilanza e a segnalare ogni attività sospetta, mentre proseguono gli accertamenti sulla dinamica dell'attacco.

Nessun danno ambientale segnalato

Sul fronte ambientale, le informazioni disponibili sono per ora rassicuranti: non risultano sversamenti di idrocarburi né altre conseguenze per l'ecosistema marino, anche perché la nave viaggiava senza carico. Si tratta comunque di un aspetto che resta sotto monitoraggio: un incendio prolungato a bordo di una petroliera, per quanto vuota, comporta sempre rischi legati al combustibile di bordo e ai residui presenti nelle cisterne. Le prossime ore diranno se la situazione potrà considerarsi pienamente sotto controllo.

Una scia di attacchi che non si ferma

Quello alla Kavomaleas è solo l'ultimo di una serie di attacchi contro petroliere e metaniere registrati da quando, a inizio luglio, le ostilità tra Stati Uniti e Iran sono tornate a intensificarsi attorno al controllo dello Stretto, corridoio da cui transita normalmente circa un quinto delle forniture petrolifere mondiali. Il traffico mercantile nell'area è crollato ai minimi, con la maggior parte degli armatori che ha sospeso i transiti e poche unità che tentano ancora il passaggio, esponendosi a rischi altissimi.

Il mare più pericoloso del mondo

La vicenda della Kavomaleas conferma che lo Stretto di Hormuz è oggi, di fatto, il tratto di mare più pericoloso per la navigazione commerciale mondiale, con conseguenze che si riflettono sui mercati energetici e, a cascata, sulle economie di tutti i Paesi importatori. La buona notizia è che, questa volta, non si contano vittime; la cattiva è che ogni nuovo episodio allontana la prospettiva di una normalizzazione dei traffici. E voi, cosa ne pensate dei rischi crescenti per la navigazione civile in questa crisi? Lasciateci un commento e condividete la vostra riflessione: seguire con attenzione questi sviluppi ci aiuta a comprendere quanto ciò che accade in un lembo di mare lontano influenzi la vita quotidiana di tutti noi.

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