Lusso, la gioielleria trascina la ripresa: pelletteria ancora in affanno
Le più recenti analisi sul mercato mondiale dei beni di lusso confermano una tendenza sempre più marcata: la gioielleria sta sostenendo la ripresa del settore molto più di quanto stiano facendo abbigliamento e pelletteria. Le tensioni in Medio Oriente e il rallentamento di alcuni mercati chiave continuano però a frenare gli acquisti, in particolare nelle categorie più esposte alla clientela internazionale e al turismo.
Il quadro generale del settore nel 2026
Secondo l'aggiornamento più recente del Monitor Altagamma-Bain, lo studio di riferimento realizzato congiuntamente dalla fondazione italiana che riunisce le eccellenze del lusso e dalla società di consulenza internazionale Bain & Company, il mercato mondiale dei beni personali di lusso dovrebbe chiudere il 2026 con una crescita compresa tra il 2% e il 4%, per un valore complessivo stimato tra 365 e 373 miliardi di euro.
Perché la gioielleria continua a crescere
All'interno di questo quadro complessivo, la gioielleria si conferma il segmento più dinamico dell'intero comparto. Diversi analisti spiegano questa performance con il ruolo che i gioielli di alta gamma stanno assumendo agli occhi dei consumatori più facoltosi: non più soltanto oggetti ornamentali, ma vere e proprie forme di investimento rifugio, capaci di mantenere e persino accrescere il proprio valore nel tempo, complice anche il raddoppio del prezzo dell'oro registrato negli ultimi cinque anni.
Le altre categorie che tengono bene
Accanto alla gioielleria, mostrano una buona tenuta anche l'abbigliamento, l'occhialeria e le fragranze, mentre il settore della cosmetica cresce a un ritmo più contenuto rispetto agli anni precedenti. Un dato interessante riguarda proprio il mondo dei profumi, dove si osserva un fenomeno chiamato "wardrobing": i consumatori sviluppano un rapporto sempre più personale con le fragranze, utilizzate quasi come un codice identitario quotidiano piuttosto che come un semplice accessorio.
Pelletteria e calzature ancora sotto pressione
Diversamente dalla gioielleria, pelletteria e calzature restano invece le categorie più in difficoltà dell'intero comparto del lusso personale, penalizzate da una combinazione di fattori: gli aumenti di prezzo praticati negli anni scorsi da molte maison, che hanno progressivamente allontanato una parte della clientela più aspirazionale, e un calo della propensione all'acquisto di capi d'abbigliamento e accessori in pelle da parte dei consumatori più tradizionali del settore.
L'impatto delle tensioni in Medio Oriente
Un fattore che ha pesato in modo significativo sui risultati dei primi mesi dell'anno riguarda proprio le tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Secondo i dati raccolti, la spesa dei turisti internazionali si è contratta di circa il 20% nel mese di febbraio, con un impatto particolarmente marcato sui visitatori provenienti dal Golfo Persico, la cui base di consumatori nel lusso si è ridotta tra il 15% e il 25% nei primi mesi dell'anno.
I primi segnali di inversione di tendenza
Nonostante queste difficoltà, il secondo trimestre dell'anno ha già mostrato alcuni segnali di miglioramento: i dati relativi ai rimborsi fiscali per gli acquisti dei turisti (il cosiddetto tax-refund), riferiti al mese di maggio, indicano un'accelerazione della spesa da parte di visitatori americani, cinesi e mediorientali rispetto al mese precedente, un segnale che lascia intravedere una possibile ripresa per Europa e Golfo nella seconda metà dell'anno.
Il ruolo crescente dell'intelligenza artificiale nelle scelte d'acquisto
Un altro elemento evidenziato dalle analisi di settore riguarda l'importanza crescente di una presenza digitale efficace per i singoli marchi: i brand che non riescono a costruire una rilevanza "nativa" per i canali basati sull'intelligenza artificiale rischiano di perdere visibilità in un contesto in cui scoperta, valutazione e decisione d'acquisto dei consumatori passano sempre più attraverso strumenti tecnologici, piuttosto che attraverso i canali tradizionali di comunicazione del lusso.
Il lusso esperienziale continua a crescere
Parallelamente ai beni fisici, cresce con forza anche il cosiddetto lusso esperienziale: le prenotazioni per esperienze immersive nei settori della ristorazione, del tempo libero e dell'intrattenimento sono aumentate del 30% rispetto all'anno precedente, sostenute da format sempre più personalizzati e da un crescente interesse verso lo slow travel, il viaggio lento e consapevole.
Un settore in fase di riassestamento
Il quadro complessivo che emerge da queste analisi racconta un settore del lusso in una fase di riassestamento piuttosto che di crisi conclamata: da un lato la gioielleria conferma la propria forza come bene rifugio, dall'altro pelletteria e calzature devono fare i conti con consumatori sempre più selettivi e meno disposti a spendere cifre elevate per prodotti percepiti come meno innovativi rispetto al passato. E voi avete notato questi cambiamenti nelle vostre abitudini d'acquisto legate al mondo del lusso? Condividete la vostra opinione nei commenti.

