Cybersicurezza, scade oggi il bando da 12 milioni per università e ricerca
Scade oggi, alle ore 12, il termine per presentare le domande relative all'avviso pubblico da 12 milioni di euro promosso dal Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) in collaborazione con l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), dedicato al rafforzamento delle competenze italiane nel campo della sicurezza informatica. La misura è destinata a università ed enti pubblici di ricerca.
Il contesto: la Strategia Nazionale di Cybersicurezza
L'iniziativa si inserisce nel quadro della Strategia Nazionale di Cybersicurezza 2022-2026 e accompagna l'attuazione della direttiva europea NIS2 (acronimo di "Network and Information Security", la seconda versione della normativa comunitaria che impone standard più elevati di protezione e gestione del rischio informatico per enti pubblici e operatori privati). Una sfida che, come sottolineato dai promotori del bando, non riguarda soltanto la dimensione tecnologica, ma investe anche la formazione e la capacità di attrarre nuovi talenti in questo settore strategico.
Come funziona la procedura di candidatura
Le candidature devono essere presentate esclusivamente attraverso la piattaforma telematica CINECA, il consorzio interuniversitario che gestisce numerosi servizi digitali per il sistema accademico italiano. La finestra di presentazione si è aperta lo scorso 30 giugno alle ore 12 e si chiude proprio oggi, sempre alle ore 12, un arco temporale di circa un mese messo a disposizione di università ed enti di ricerca per predisporre le proprie proposte progettuali.
Le due linee di intervento del bando
L'avviso si articola in due distinte linee di finanziamento. La prima, denominata "Cyber Horizons" (Misura 67), mette a disposizione 8 milioni di euro per finanziare attività di formazione avanzata, mobilità internazionale di ricercatori e dottorandi, progetti di capacity building (letteralmente "costruzione di capacità", ossia il rafforzamento delle competenze e delle infrastrutture di un'organizzazione) e investimenti infrastrutturali legati proprio all'attuazione della direttiva NIS2.
La seconda linea: i "Protettori Digitali"
La seconda linea di intervento, chiamata "Protettori Digitali" (Misura 72) e finanziata con 4 milioni di euro, è invece rivolta specificamente alle università, con l'obiettivo di sostenere percorsi formativi multidisciplinari dedicati agli studenti universitari sui temi della cybersicurezza, dell'educazione digitale e della prevenzione dei rischi informatici, integrando anche aspetti legali, psicologici ed economici della materia, oltre a quelli più strettamente tecnologici legati all'intelligenza artificiale.
Chi può partecipare e con quali importi
Possono partecipare al bando gli enti pubblici di ricerca e le istituzioni universitarie italiane statali e non statali legalmente riconosciute, sia singolarmente sia in partenariato con altri soggetti. Per la Linea A, i contributi possono variare da 200.000 a 500.000 euro per singolo progetto, con una copertura che può arrivare fino al 100% dei costi ammissibili. Le imprese, pur non potendo presentare domanda in autonomia, potranno comunque essere coinvolte come partner nelle attività progettuali sviluppate insieme al mondo accademico.
L'attenzione alla parità di genere
Un elemento trasversale che caratterizza entrambe le linee di intervento riguarda l'attenzione dedicata alla parità di genere: i progetti dovranno prevedere misure concrete per favorire la partecipazione femminile, con l'obiettivo, per la Linea A, di garantire una presenza di donne pari ad almeno il 20% dei partecipanti coinvolti. Questo aspetto rappresenterà anche uno specifico criterio di valutazione delle proposte presentate.
Le tempistiche di realizzazione dei progetti
I progetti finanziati attraverso la Linea A dovranno concludersi entro la prima metà del mese di dicembre 2027, mentre quelli relativi alla Linea B, che avranno una durata biennale, dovranno terminare entro la prima metà di dicembre 2028. Tempistiche pensate per garantire un adeguato periodo di sviluppo e consolidamento delle attività formative e di ricerca previste dai singoli progetti.
Perché questo investimento è considerato strategico
Il rafforzamento delle competenze in materia di cybersicurezza rappresenta oggi una priorità riconosciuta a livello europeo e nazionale, in un contesto in cui le minacce informatiche colpiscono sempre più frequentemente enti pubblici, infrastrutture critiche e operatori privati. Investire nella formazione di nuove generazioni di esperti, oltre che nel potenziamento delle infrastrutture digitali degli atenei, viene considerato un passaggio essenziale per aumentare la resilienza complessiva del sistema Paese di fronte a queste minacce in continua evoluzione.
Un tassello importante per il futuro digitale italiano
Con la scadenza fissata per oggi, università ed enti di ricerca italiani hanno ora l'ultima occasione per completare le proprie candidature a questo bando, un passaggio che potrà contribuire concretamente a rafforzare le competenze nazionali in un settore sempre più cruciale per la sicurezza digitale del Paese. E voi lavorate nel mondo della ricerca o dell'università e avete seguito questo bando sulla cybersicurezza? Raccontateci nei commenti la vostra esperienza.

