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Yen, torna a scendere dopo l'intervento record: si attende il mercato USA

Il cambio dollaro-yen è tornato intorno a 157,7 yen per dollaro, cedendo parte dei guadagni ottenuti dopo lo storico intervento congiunto condotto da Stati Uniti e Giappone la scorsa settimana. La valuta giapponese era scesa fino a 155,2, il livello più forte da quasi tre mesi, prima di ritracciare leggermente in attesa dei dati statunitensi sul mercato del lavoro.

Un intervento definito storico dagli analisti

Lo scorso venerdì, il Ministero delle Finanze giapponese ha confermato di aver condotto, insieme al Tesoro degli Stati Uniti, un'operazione coordinata di acquisto di yen. Secondo il Financial Times, si tratta del primo intervento congiunto dei due alleati a sostegno della valuta giapponese dal 1998, un precedente che testimonia l'eccezionalità della mossa intrapresa dalle due amministrazioni.

Il crollo della settimana precedente e il rapido recupero

Lo yen aveva toccato giovedì scorso quota 163,73 contro il dollaro, il livello più debole degli ultimi quarant'anni, un dato che aveva acceso i timori dei mercati sulla stabilità finanziaria giapponese. Venerdì, subito dopo l'intervento, la valuta è risalita a 157,57, per poi proseguire il recupero fino a 155,20 lunedì, dopo la conferma ufficiale dell'operazione da parte di entrambi i governi.

Le dimensioni dell'intervento

Secondo i dati della Bank of Japan, Tokyo avrebbe speso circa 5,33 trilioni di yen durante l'operazione di venerdì, dopo un intervento record di 8,45 trilioni di yen condotto il giorno precedente, cifre che testimoniano la scala senza precedenti di questa azione coordinata sul mercato dei cambi.

Il ritracciamento di martedì e mercoledì

Nelle sedute successive, lo yen ha perso terreno, cedendo lo 0,4% martedì e stabilizzandosi intorno a 157,7 yen per dollaro mercoledì, mantenendo comunque gran parte dei guadagni ottenuti nelle tre sedute precedenti all'intervento. Un livello che resta ancora significativamente più solido rispetto ai minimi di quarant'anni toccati appena una settimana prima.

Le parole del Segretario al Tesoro statunitense

Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha dichiarato che Washington farà "tutto il necessario" per sostenere gli sforzi del Giappone volti a stabilizzare la propria valuta, un'espressione che richiama volutamente le celebri parole pronunciate nel 2012 dall'allora presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi per difendere l'euro durante la crisi del debito.

Il legame con i tassi della Bank of Japan

Un elemento significativo emerso in questi giorni riguarda i salari reali giapponesi, aumentati per il sesto mese consecutivo a giugno, un dato che rafforza le probabilità di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Bank of Japan, attualmente fermi all'1%. Un innalzamento dei tassi renderebbe gli investimenti in yen più remunerativi, contribuendo potenzialmente a sostenere la valuta anche senza ulteriori interventi diretti sul mercato dei cambi.

Lo scetticismo degli analisti sulla durata dell'effetto

Non tutti gli osservatori si mostrano ottimisti sulla capacità di questo intervento di produrre effetti duraturi: secondo gli strategist di UBS, "il mix di politiche giapponese resta difficilmente in grado di generare una forza sostenuta dello yen", sottolineando come la valuta continui a essere sostenuta più dal rischio di ulteriori interventi che da solidi fondamentali economici interni.

L'attenzione ora si sposta sui dati americani sul lavoro

Nei prossimi giorni, l'attenzione dei mercati si concentrerà sui dati relativi ai nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo degli Stati Uniti, attesi venerdì, che potrebbero fornire indicazioni importanti sull'orientamento futuro della Federal Reserve in materia di politica monetaria, un fattore capace di influenzare a propria volta l'andamento del cambio dollaro-yen nelle prossime settimane. E voi state seguendo con attenzione questa fase così delicata per il cambio dollaro-yen? Condividete la vostra opinione nei commenti.

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