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Venezia 83, cinque film italiani in corsa per il Leone d’Oro

Il cinema italiano avrà un ruolo centrale nell'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Cinque opere dirette da autori italiani sono state selezionate nel concorso principale e potranno quindi contendersi il Leone d'Oro: Succederà questa notte di Nanni Moretti, Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, The Echo Chamber di Andrea Pallaoro e L'estranea di Paolo Strippoli.
L'83ª Mostra del Cinema di Venezia si svolgerà al Lido da mercoledì 2 settembre a sabato 12 settembre 2026, sotto la direzione artistica di Alberto Barbera. Il concorso internazionale comprende venti lungometraggi presentati in prima mondiale: la presenza di cinque titoli riconducibili alla produzione italiana significa che un film in gara su quattro coinvolge direttamente il nostro Paese.
Il dato numerico non basta ancora per formulare valutazioni sulla qualità delle opere, che potranno essere giudicate soltanto dopo le proiezioni. Tuttavia, la selezione rappresenta già un segnale rilevante per la produzione cinematografica italiana, capace di occupare uno spazio ampio all'interno di un programma che comprende registi affermati provenienti da Europa, Asia e America.

I cinque film italiani selezionati nel concorso principale

I titoli italiani in corsa non appartengono a un unico genere e non propongono una visione uniforme del Paese. Le informazioni diffuse finora indicano storie legate alla memoria politica, ai rapporti familiari, alla dipendenza emotiva, ai segreti del passato e alla difficoltà di separarsi dalle persone o dalle esperienze che hanno segnato un'intera esistenza.
Quattro dei cinque film sono coproduzioni internazionali. Succederà questa notte coinvolge Italia, Francia e Spagna; Ritorno a Buenos Aires unisce Italia e Brasile; The Echo Chamber è una produzione italo-belga; L'estranea riunisce Italia, Francia e Belgio. Soltanto Il fuoco che ti porti dentro risulta presentato come produzione esclusivamente italiana.
La dimensione produttiva internazionale non riduce il peso del cinema nazionale. Al contrario, mostra come diversi registi italiani lavorino ormai all'interno di reti europee o intercontinentali, coinvolgendo interpreti, finanziatori e società di produzione di più Paesi. Le coproduzioni consentono di distribuire costi e rischi, ma possono anche facilitare la circolazione delle opere nei mercati esteri.

Nanni Moretti torna con Succederà questa notte

Il titolo che ha attirato maggiormente l'attenzione al momento dell'annuncio è Succederà questa notte, nuovo lungometraggio scritto e diretto da Nanni Moretti. Il film segna il ritorno del regista al Lido con una sua nuova opera a 37 anni dal passaggio veneziano di Palombella rossa, presentato nel 1989.
Il riferimento ai 37 anni deve essere interpretato correttamente. Non significa che Nanni Moretti sia rimasto completamente lontano dalla Mostra per tutto questo periodo: riguarda il ritorno a Venezia con un nuovo lungometraggio da lui diretto. Nel frattempo, il regista ha partecipato alla vita cinematografica e culturale della manifestazione anche attraverso riconoscimenti, restauri e altri appuntamenti.
Succederà questa notte dura 103 minuti ed è una coproduzione tra Italia, Francia e Spagna. Il cast comprende Louis Garrel, Jasmine Trinca, Hippolyte Girardot, Angela Finocchiaro, Melina Åkerman, Elena Lietti, Andrea Lattanzi, Antonio De Matteo e lo stesso Moretti.
Le informazioni narrative diffuse sono volutamente essenziali. Il film viene presentato attraverso l'attesa di un evento destinato, prima o poi, a verificarsi. Questa impostazione mantiene ancora aperta la natura precisa del racconto e non consente di stabilire se l'opera assumerà prevalentemente i toni della commedia, del dramma sentimentale o di una riflessione più ampia sulle relazioni umane.
La presenza di Louis Garrel e Jasmine Trinca colloca comunque il progetto in un contesto artistico internazionale e rinnova il rapporto di Moretti con interpreti che hanno attraversato sia il cinema italiano sia quello francese. Ogni ulteriore previsione sulla trama, sul tono o sul significato politico del film sarebbe però prematura, perché la selezione ha anticipato soltanto i dati fondamentali dell'opera.

Il significato del ritorno veneziano di Moretti

Il ritorno di Moretti assume un valore particolare anche per il rapporto storico del regista con i grandi festival. Una parte rilevante della sua carriera più recente si è sviluppata a Cannes, dove numerosi suoi film sono stati presentati in concorso e dove La stanza del figlio ha vinto la Palma d'Oro nel 2001.
La scelta di Venezia per Succederà questa notte sposta quindi l'attenzione verso un festival che appartiene alla fase iniziale della sua filmografia. Nel 1981, Sogni d'oro aveva partecipato al concorso veneziano ottenendo il Leone d'Argento - Gran Premio della Giuria. Otto anni dopo arrivò al Lido Palombella rossa, uno dei titoli più riconoscibili del cinema morettiano.
Il nuovo film non deve essere interpretato automaticamente come un ritorno alle forme o ai temi di quelle opere. A collegare i diversi momenti è, per ora, soltanto la presenza di Moretti alla regia e nel cast. La reale posizione di Succederà questa notte all'interno della sua filmografia potrà essere compresa soltanto dopo la prima mondiale.

Ritorno a Buenos Aires e il peso della memoria

Il secondo film italiano selezionato è Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, della durata di 104 minuti. La coproduzione tra Italia e Brasile affronta il rapporto tra memoria personale, violenza politica e giustizia attraverso la storia di Mariano Guerra, medico italiano che decide di tornare in Argentina.
Il protagonista deve testimoniare nel processo contro gli ex militari della dittatura argentina che lo avevano sequestrato 33 anni prima. Il viaggio lo obbliga a confrontarsi non soltanto con i responsabili della violenza subita, ma anche con il peso della sopravvivenza e con le conseguenze rimaste nella sua vita molto tempo dopo i fatti.
Nel cast figurano Adriano Giannini, Ana Celentano, Verónica Gerez, Olivia Nuss, Adrián Fondari, Paula Cohen, Marcelo Chaparro, Marcela Serli e Maria Laila Fernandez. La presenza di attori italiani e argentini riflette la natura transnazionale di una storia che collega Italia e Sudamerica attraverso la migrazione, la memoria e le ferite lasciate dai regimi militari.
Marco Bechis ha già affrontato nella propria attività cinematografica il trauma della repressione argentina e le conseguenze delle sparizioni forzate. Ritorno a Buenos Aires si inserisce quindi in un percorso autoriale riconoscibile, ma introduce la prospettiva di un uomo chiamato a trasformare il proprio ricordo in una testimonianza giudiziaria.
Il film sembra concentrarsi sulla difficoltà di raccontare un'esperienza estrema dopo molti anni e sul conflitto tra il bisogno di giustizia e il dolore provocato dal ritorno nei luoghi del passato. Non sarà soltanto il processo agli ex militari a costituire il centro della storia: le informazioni disponibili indicano che il nodo principale riguarderà anche la condizione psicologica di chi è sopravvissuto.

Il fuoco che ti porti dentro, una famiglia alla resa dei conti

Edoardo De Angelis partecipa al concorso con Il fuoco che ti porti dentro, film di 93 minuti interpretato da Vanessa Scalera, Lino Musella, Elena Radonicich, Ivana Lotito e Tommaso Ragno. È il più breve tra i cinque titoli italiani selezionati ed è anche l'unico indicato come produzione interamente nazionale.
La storia ruota attorno ad Antonio, un uomo che ha costruito a Milano una carriera e una famiglia mantenendosi lontano dalla madre Angela. La donna lo raggiunge durante il periodo natalizio e la cena della Vigilia si trasforma in un confronto emotivo nel quale riemergono incomprensioni, rancori e questioni mai realmente risolte.
Angela viene descritta come una figura esagerata, contraddittoria e capace di muoversi continuamente tra affetto e ostilità. La sua presenza costringe Antonio a mettere in discussione la distanza costruita negli anni. Il rapporto tra madre e figlio diventa così il centro di un conflitto che alterna componenti comiche, violenza verbale e sofferenza.
Il titolo richiama un sentimento che continua a bruciare nonostante la separazione e il passare del tempo. Le informazioni diffuse sul film non presentano la famiglia come uno spazio rassicurante, ma come il luogo nel quale amore e risentimento possono convivere. La Vigilia di Natale, tradizionalmente associata alla riconciliazione, diventa invece l'occasione per una resa dei conti.
La presenza di Vanessa Scalera e Lino Musella al centro della storia suggerisce un'opera fortemente sostenuta dalle interpretazioni. Rimane però necessario attendere la proiezione per capire quale equilibrio De Angelis abbia scelto tra commedia familiare e dramma, e quanto spazio venga riservato agli altri personaggi presenti durante la serata.

The Echo Chamber e l'ultimo progetto di Bertolucci

The Echo Chamber di Andrea Pallaoro è una coproduzione tra Italia e Belgio della durata di 120 minuti. Il film è interpretato da Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon e nasce da un progetto di sceneggiatura legato all'ultima fase creativa di Bernardo Bertolucci.
L'opera racconta la relazione tra Leo e Anne, due persone incapaci di lasciarsi e, nello stesso tempo, di liberarsi da un rapporto che sembra confondere continuamente cura e dipendenza, desiderio e controllo, vicinanza e assenza. A questa relazione si collega la voce di Ava, presenza che attraversa il tempo e fa emergere ciò che i protagonisti non riescono a trattenere o superare.
Il film appare costruito attorno a uno spazio emotivo chiuso, nel quale le persone si cercano, si perdono e tornano a inseguirsi. Il titolo richiama una camera dell'eco, immagine che può indicare la ripetizione di parole, emozioni e dinamiche dalle quali diventa difficile uscire.
Il legame con Bernardo Bertolucci rappresenta inevitabilmente uno degli elementi di maggiore interesse, ma il film deve essere considerato un'opera diretta da Andrea Pallaoro e sviluppata attraverso il suo linguaggio cinematografico. Il riferimento al progetto originario non consente di attribuire anticipatamente al risultato finale lo stile o le caratteristiche dei film di Bertolucci.
Il cast possiede una forte dimensione internazionale. Luca Marinelli affianca la premio Oscar Alicia Vikander e Susan Sarandon, interprete con una lunga carriera nel cinema statunitense. Il numero limitato di protagonisti indicati e la natura della storia lasciano prevedere un racconto molto concentrato sulle relazioni, ma ogni definizione più precisa dovrà attendere la prima veneziana.

L'estranea porta il segreto familiare nel concorso

Il quinto titolo italiano è L'estranea di Paolo Strippoli, coproduzione tra Italia, Francia e Belgio della durata di 115 minuti. Nel cast figurano Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi.
La vicenda comincia con l'arrivo improvviso di una donna nella casa della figlia. La visita serve a rivelare una verità sulla loro famiglia, segnata da un patto stretto molti anni prima con una figura sconosciuta. Il segreto, rimasto nascosto troppo a lungo, torna a produrre conseguenze e a chiedere un prezzo ai personaggi coinvolti.
La premessa colloca il film in un territorio nel quale il dramma familiare incontra elementi di mistero e possibile inquietudine. Strippoli ha già lavorato con linguaggi vicini al cinema di genere, ma le informazioni diffuse non permettono ancora di stabilire in quale misura L'estranea utilizzerà componenti horror, soprannaturali o puramente psicologiche.
Il centro narrativo sembra essere il rapporto tra una madre e una figlia e la trasmissione delle conseguenze di una scelta compiuta nel passato. Il segreto familiare non rimane un semplice elemento da scoprire, ma appare destinato a modificare il modo in cui le protagoniste interpretano la propria storia e la propria identità.

Jasmine Trinca e Adriano Giannini presenti in due film

Alcuni interpreti attraversano più di uno dei titoli italiani in gara. Jasmine Trinca compare sia in Succederà questa notte di Nanni Moretti sia in L'estranea di Paolo Strippoli, assumendo un ruolo importante nella rappresentanza italiana dell'edizione.
Anche Adriano Giannini sarà presente in due opere: interpreta il protagonista di Ritorno a Buenos Aires e fa parte del cast di L'estranea. Questa doppia partecipazione non indica necessariamente una somiglianza tra i personaggi, perché le due storie appartengono a contesti narrativi profondamente differenti.
La presenza ripetuta degli stessi attori mostra comunque l'importanza delle professionalità italiane all'interno delle coproduzioni internazionali. Accanto a loro figurano interpreti come Vanessa Scalera, Lino Musella, Luca Marinelli, Romana Maggiora Vergano e Valeria Bruni Tedeschi, insieme a nomi stranieri di grande notorietà.

Un concorso internazionale di alto profilo

I cinque registi italiani dovranno confrontarsi con una selezione internazionale che comprende autori come Danny Boyle, Werner Herzog, Hirokazu Kore-eda, Lee Chang-dong, Martin McDonagh, Cédric Kahn, Stéphane Brizé, Shinya Tsukamoto e Florian Zeller.
Tra gli interpreti stranieri presenti nei film in concorso figurano Robert Pattinson, Penélope Cruz, Javier Bardem, Claire Foy, Guy Pearce, John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi, Rooney Mara, Kate Mara e Orlando Bloom. La notorietà dei cast non determina il risultato della competizione, ma contribuisce alla visibilità internazionale della Mostra.
Il film d'apertura sarà Ink di Danny Boyle, interpretato da Jack O'Connell, Guy Pearce e Claire Foy. L'opera verrà presentata in prima mondiale il 2 settembre nella Sala Grande del Palazzo del Cinema e parteciperà regolarmente al concorso per il Leone d'Oro.
La chiusura del 12 settembre sarà invece affidata a Dio ride di Giovanni Veronesi, proiettato fuori concorso dopo la cerimonia di premiazione. Nel cast figurano Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Paolo Rossi e Carlo Cecchi nel ruolo di Papa Innocenzo X.
La presenza di Veronesi in chiusura e quella di Mario Martone fuori concorso con Scherzetto ampliano ulteriormente la partecipazione italiana, che non si esaurisce quindi nei cinque film selezionati per il premio principale.

La giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal

A scegliere il vincitore del Leone d'Oro sarà la giuria internazionale presieduta dall'attrice, regista, sceneggiatrice e produttrice statunitense Maggie Gyllenhaal. Con lei lavoreranno Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To.
La giuria assegnerà anche il Leone d'Argento - Gran Premio della Giuria, il premio per la migliore regia, le Coppe Volpi per le migliori interpretazioni femminile e maschile, il premio speciale, quello per la sceneggiatura e il Marcello Mastroianni destinato a un giovane attore o a una giovane attrice emergente.
La presenza di cinque opere italiane aumenta matematicamente le possibilità che almeno una di esse entri nel palmarès, ma non permette di formulare previsioni attendibili. I premi saranno decisi dopo la visione e il confronto tra tutti i venti lungometraggi, senza che la nazionalità costituisca un criterio ufficiale di valutazione.

Una sola regista donna tra i venti film in gara

Un elemento destinato ad alimentare il dibattito riguarda la presenza delle registe nel concorso. Tra i venti film selezionati, l'unica opera diretta da una donna è Kvinde Ukendt - Woman Unknown della regista danese-egiziana May el-Toukhy.
Anche i cinque titoli italiani sono tutti firmati da registi uomini. La forte rappresentanza numerica del cinema nazionale convive quindi con un evidente squilibrio nella distribuzione delle opportunità all'interno del concorso principale.
Il dato non consente da solo di ricostruire tutte le ragioni delle scelte, che dipendono anche dai film candidati e dai risultati della selezione. Rimane però un aspetto concreto del programma 2026 e uno dei punti maggiormente discussi dopo l'annuncio dei titoli.

Memoria, famiglia e legami difficili al centro delle opere italiane

Considerati insieme, i cinque film italiani mostrano alcuni elementi ricorrenti. Ritorno a Buenos Aires affronta la memoria di una dittatura e il peso della sopravvivenza; Il fuoco che ti porti dentro e L'estranea mettono al centro verità e conflitti familiari; The Echo Chamber esplora una relazione nella quale amore e dipendenza diventano difficili da separare.
Il progetto di Moretti rimane per ora il più riservato, ma anche Succederà questa notte sembra costruito intorno all'attesa e alla possibilità che un evento inevitabile trasformi i rapporti tra i personaggi. Non emerge quindi una semplice collezione di generi, ma un insieme di opere interessate alle conseguenze del tempo sulle persone.
Un altro elemento comune è il ritorno di qualcosa che sembrava distante: il passato politico per il protagonista di Bechis, la madre per il personaggio di De Angelis, una relazione irrisolta in Pallaoro, un patto familiare in Strippoli e un evento ancora non specificato nel film di Nanni Moretti.
Questa lettura deriva esclusivamente dalle informazioni narrative rese disponibili prima del festival. Non costituisce ancora un'analisi critica dei film, perché montaggio, fotografia, recitazione, ritmo e sviluppo delle storie potranno essere valutati soltanto dopo le prime mondiali.

Perché la selezione conta per il cinema italiano

Avere cinque titoli nel concorso principale significa ottenere una vetrina importante davanti a distributori, compratori, piattaforme, stampa e operatori provenienti da numerosi Paesi. La Mostra di Venezia può influire sulla successiva circolazione internazionale dei film, soprattutto quando le proiezioni generano attenzione critica o riconoscimenti.
La selezione non garantisce automaticamente il successo nelle sale. Un film presentato in un grande festival deve successivamente confrontarsi con la distribuzione commerciale, la promozione, il numero di schermi disponibili e la risposta del pubblico. La partecipazione al concorso offre però una visibilità difficilmente ottenibile attraverso un normale lancio nazionale.
Le coproduzioni di Moretti, Bechis, Pallaoro e Strippoli mostrano inoltre che il cinema italiano cerca spazio attraverso collaborazioni con altri Paesi. Questo modello può ampliare le possibilità di finanziamento e vendita, ma richiede anche la capacità di realizzare opere comprensibili al pubblico internazionale senza perdere una precisa identità autoriale.

Il giudizio inizierà soltanto al Lido

Il programma dell'83ª Mostra del Cinema di Venezia assegna all'Italia una presenza consistente e molto diversificata. Moretti porta al Lido il ritorno più atteso, Bechis affronta le ferite della dittatura argentina, De Angelis concentra il racconto su una madre e un figlio, Pallaoro esplora un legame affettivo irrisolto e Strippoli costruisce la propria storia intorno a un antico segreto.
La selezione rappresenta un risultato importante, ma il vero confronto comincerà tra il 2 e il 12 settembre 2026, quando i film saranno finalmente proiettati e sottoposti al giudizio della giuria, della critica e del pubblico. Solo allora sarà possibile capire se la quantità della presenza italiana sarà accompagnata anche da opere capaci di lasciare un segno nel festival.
Quale tra i cinque film italiani attendete maggiormente? Il ritorno di Nanni Moretti è l'appuntamento che vi incuriosisce di più oppure preferite le nuove opere di Bechis, De Angelis, Pallaoro e Strippoli? Lasciate un commento e condividete le vostre aspettative sulla Mostra di Venezia 2026.

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