USA-Iran, nessuna decima ondata annunciata: il bilancio della nona notte di raid
Al momento, nessuna decima ondata di attacchi statunitensi contro l'Iran è stata annunciata ufficialmente. L'ultimo comunicato disponibile del CENTCOM, il Comando centrale americano, resta quello relativo alla nona notte consecutiva di raid, conclusa alle 22:00 del 19 luglio sulla costa orientale degli Stati Uniti, le prime ore del mattino del 20 luglio in Italia. Un silenzio operativo che non equivale a una de-escalation, ma che fissa un punto fermo nel flusso vorticoso delle notizie dal fronte.
La cronologia della nona notte
Secondo i comunicati ufficiali, la nona ondata di attacchi è iniziata nella serata americana di domenica 19 luglio ed è stata dichiarata conclusa poco dopo le 22:00, ora della costa orientale. Nel corso della notte, i media iraniani hanno riferito di esplosioni in numerose città del Paese, da Tabriz alle località portuali del sud, a conferma dell'ampiezza geografica della campagna. Con questa, le notti consecutive di bombardamenti statunitensi sono arrivate a nove, un ritmo senza soste iniziato con la ri-escalation dei primi di luglio.
Gli obiettivi dichiarati da Washington
Nel proprio comunicato, il CENTCOM ha dichiarato di avere colpito i centri di comando militari iraniani, i sistemi di difesa aerea, i siti di sorveglianza costiera, le capacità navali, le postazioni missilistiche e per droni, oltre alle reti di comunicazione. La finalità indicata è sempre la stessa: ridurre la capacità di Teheran di minacciare le navi commerciali e i marittimi in transito nello Stretto di Hormuz. Come per ogni comunicazione di parte, l'effettiva natura e l'entità dei danni inflitti non sono verificabili in modo indipendente.
Cosa significa il silenzio, e cosa non significa
L'assenza di un annuncio sulla decima ondata va letta con equilibrio. Da un lato, coincide temporalmente con l'apertura di uno spiraglio diplomatico: Teheran ha parlato di possibili negoziati e mediatori sono al lavoro. Dall'altro, il segretario di Stato americano ha chiarito che gli attacchi proseguiranno finché l'Iran minaccerà la navigazione commerciale. Il silenzio operativo di queste ore, dunque, non autorizza alcuna conclusione: potrebbe precedere tanto una pausa quanto una nuova notte di raid. Ciò che conta, sul piano informativo, è distinguere ciò che è stato annunciato da ciò che viene ipotizzato.
Nove notti che hanno cambiato la crisi
Guardando all'insieme, le nove notti consecutive di attacchi rappresentano la fase più intensa della ri-escalation seguita al collasso della tregua di giugno. Notte dopo notte, secondo i comunicati e le cronache, il perimetro dei bersagli si è progressivamente allargato, dai sistemi militari costieri alle infrastrutture collegate alle capacità missilistiche iraniane, mentre la risposta di Teheran si è estesa alle basi e alle infrastrutture dei Paesi del Golfo. Il risultato è una regione in stato di allerta permanente e uno Stretto di Hormuz ridotto a un corridoio semi-paralizzato.
Cosa osservare nelle prossime ore
Tre saranno gli indicatori da seguire con maggiore attenzione: gli eventuali nuovi comunicati del CENTCOM sull'avvio o meno di una decima ondata; le mosse della diplomazia, a partire dalla missione iraniana in Pakistan e dalle risposte alle proposte dei mediatori; e l'andamento dei transiti marittimi nello Stretto, il vero termometro della crisi. Sarà l'incrocio di questi tre elementi a dire se la giornata di oggi resterà una semplice pausa tecnica o segnerà l'inizio di una svolta.
Il conto delle notti
Nove notti, migliaia di chilometri di costa sotto attacco, un intero sistema di commercio mondiale in apnea: il conto delle notti di guerra è diventato la scansione stessa di questa crisi. Che si arrivi o meno a una decima ondata, ciò che accadrà nelle prossime ore peserà tanto sui mercati quanto, soprattutto, sulle popolazioni della regione. Continueremo a seguire ogni sviluppo attenendoci rigorosamente ai fatti accertati. E voi, quale scenario ritenete più probabile per le prossime ore: una nuova notte di raid o il primo passo verso la tregua? Lasciateci un commento con la vostra lettura della situazione: confrontarsi con rispetto e lucidità su una crisi di questa portata è il modo migliore per non subirla passivamente.

