Terremoto in Giappone, 17 morti: comunità senza acqua col caldo a 40 gradi
Il bilancio delle vittime del violento terremoto di magnitudo 7,1 che ha colpito martedì la prefettura giapponese di Kumamoto è salito ad almeno 17 morti. A due giorni dal sisma, decine di migliaia di famiglie restano ancora senza acqua corrente né elettricità, mentre le operazioni di soccorso sono complicate da temperature vicine ai 40 gradi.
L'aggravarsi del bilancio delle vittime
Secondo l'ultimo aggiornamento diffuso giovedì, il numero delle persone decedute a causa del terremoto è salito ad almeno 17, un bilancio ancora provvisorio che le autorità giapponesi continuano ad aggiornare mano a mano che proseguono le operazioni di ricerca tra le macerie degli edifici crollati nella regione di Kyushu, nel sud del Paese.
La situazione più critica resta legata al crollo parziale del centro commerciale Aeon Mall di Kashima, dove un'esplosione, verosimilmente legata a una fuga di gas innescata dalla scossa, aveva provocato il collasso del secondo piano della struttura. Le squadre di soccorso continuano a scavare tra le macerie alla ricerca di eventuali persone ancora disperse, in un'operazione che si protrae ormai da due giorni.
Comunità intere senza acqua a due giorni dal sisma
Un dato particolarmente preoccupante riguarda le condizioni di vita delle popolazioni colpite: a Yatsushiro, città portuale duramente colpita dal sisma, circa 58.000 famiglie risultavano giovedì ancora prive di acqua corrente e di elettricità, un disagio che si protrae ormai da due giorni consecutivi e che complica notevolmente la vita quotidiana di decine di migliaia di residenti nella regione.
Proprio a Yatsushiro si erano già registrati, nelle ore immediatamente successive al sisma, il deragliamento di un treno merci alla locale stazione ferroviaria, il crollo della sommità di una ciminiera presso una cartiera locale e il collasso di un santuario shintoista, a testimonianza di quanto la città sia stata tra le più colpite dall'intera area interessata dal terremoto.
Il caldo estremo complica ulteriormente i soccorsi
A peggiorare ulteriormente una situazione già drammatica contribuiscono le temperature, che nella regione colpita si mantengono vicine ai 40 gradi centigradi in questi giorni, un fattore che rende ancora più difficile e rischiosa la vita nelle zone prive di elettricità, e quindi di climatizzazione, per le decine di migliaia di persone ancora sfollate o prive dei servizi essenziali.
La combinazione di carenza di acqua potabile, assenza di impianti di condizionamento e temperature estreme rappresenta un rischio concreto per la salute delle categorie più vulnerabili della popolazione, in particolare anziani e bambini, costringendo le autorità locali a intensificare la distribuzione di generi di prima necessità nelle aree più colpite.
Il precedente del 2016 e la memoria collettiva della regione
La prefettura di Kumamoto non è nuova a eventi sismici di questa gravità: nel 2016, un doppio terremoto di magnitudo 6,5 e 7,3 aveva causato quasi 300 morti e oltre 2.800 feriti nella stessa area, un precedente che pesa ancora sulla memoria collettiva della regione e che ha probabilmente contribuito alla rapidità con cui le autorità hanno organizzato la risposta all'emergenza attuale.
Va sottolineato come le autorità di regolamentazione nucleare abbiano confermato, fin dalle prime ore successive al sisma, l'assenza di anomalie significative presso le centrali nucleari della regione, con i reattori che hanno continuato a funzionare regolarmente nonostante la violenza della scossa, un elemento di sollievo per una popolazione che porta ancora il peso della memoria del disastro di Fukushima del 2011.
Le operazioni di soccorso ancora in corso
Le forze di autodifesa giapponesi, con circa 3.600 militari impegnati nelle operazioni di soccorso in tutta l'area colpita, proseguono il proprio lavoro insieme a centinaia di soccorritori giunti dalle prefetture limitrofe, in una corsa contro il tempo per assistere le comunità ancora prive dei servizi essenziali e per completare le ricerche delle persone eventualmente ancora disperse sotto le macerie.
L'Agenzia Meteorologica Giapponese continua inoltre a monitorare con attenzione la possibilità di ulteriori scosse di assestamento nella zona, avendo già registrato decine di repliche di intensità variabile nelle ore successive al sisma principale, un rischio che le autorità raccomandano di non sottovalutare nei prossimi giorni.
Una comunità che affronta le conseguenze di un disastro naturale nel caldo estremo
Con il bilancio delle vittime destinato purtroppo ad aggiornarsi ulteriormente nelle prossime ore e decine di migliaia di famiglie ancora prive dei servizi essenziali in piena ondata di caldo estivo, la comunità di Kumamoto affronta una delle prove più difficili degli ultimi anni, sostenuta dalla solidarietà nazionale e internazionale che si è rapidamente attivata dopo la tragedia. E voi continuate a seguire con apprensione gli sviluppi di questa emergenza in Giappone? Condividete la vostra vicinanza nei commenti.

