• 0 commenti

Xi negli USA, possibile delegazione con BYD, CATL e Xiaomi

Washington e Pechino stanno lavorando alla possibile partecipazione di una significativa delegazione di dirigenti d'impresa cinesi alla prevista visita del presidente Xi Jinping negli Stati Uniti. Tra le società prese in considerazione figurano alcuni dei nomi più importanti dell'industria cinese contemporanea: BYD, CATL, Xiaomi, Gotion, Hisense, Wanxiang Group e Bank of China. La lista non è però definitiva e, alla mattinata di venerdì 18 settembre 2026, le autorità coinvolte non hanno ancora formalizzato pubblicamente tutti i partecipanti.
Il possibile viaggio assume un significato che va molto oltre la presenza dei singoli manager. Diverse aziende considerate per la delegazione operano nei settori che si trovano esattamente al centro della rivalità economica tra Stati Uniti e Cina: veicoli elettrici, batterie, semiconduttori, elettronica, finanza e tecnologie strategiche.
La prevista partecipazione di imprese sottoposte a controlli, restrizioni o contestazioni negli Stati Uniti rende la delegazione uno dei simboli delle contraddizioni dell'attuale relazione bilaterale. Washington e Pechino competono duramente su tecnologia e industria, ma stanno contemporaneamente cercando di impedire che la competizione degeneri in una completa separazione economica.

La visita prevista per il 24 settembre

Xi Jinping è atteso a Washington il 24 settembre per colloqui con Donald Trump. Le due potenze stanno preparando da settimane l'incontro, che arriverebbe dopo il summit tenuto durante la visita del presidente americano a Pechino nel maggio scorso.
Il calendario è però accompagnato da una cautela diplomatica importante: alla vigilia dei preparativi, il governo cinese non aveva ancora fornito una conferma pubblica completa di tutti gli aspetti della visita presidenziale, nonostante entrambe le parti stessero lavorando ai contatti di alto livello.
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi e il segretario di Stato americano Marco Rubio hanno parlato telefonicamente il 17 settembre proprio delle future interazioni ad alto livello, ulteriore segnale della preparazione in corso.

La delegazione non è ancora definitiva

Il primo elemento da chiarire è che non esiste ancora una lista ufficiale definitiva dei dirigenti cinesi che accompagneranno Xi.
Le imprese individuate sono state invitate a prepararsi in vista di una possibile partecipazione, mentre le conferme finali dovrebbero arrivare dopo nuovi colloqui economici tra le due amministrazioni. Anche l'emissione dei visti statunitensi costituisce uno dei passaggi necessari.
È quindi corretto affermare che BYD, CATL e Xiaomi sono tra le società prese in considerazione; sarebbe invece prematuro affermare che i rispettivi vertici abbiano già ricevuto la conferma definitiva della partecipazione.

BYD porta al tavolo il tema delle auto elettriche

BYD è diventata uno dei protagonisti mondiali dell'automobile elettrica e rappresenta perfettamente il tipo di impresa che rende complessi i rapporti economici tra Washington e Pechino.
La Cina ha sviluppato negli ultimi anni un'enorme capacità nella produzione di veicoli elettrici, favorita dalla crescita del mercato interno, dalla scala industriale e dallo sviluppo di una vasta filiera delle batterie.
Negli Stati Uniti, tuttavia, l'accesso delle automobili cinesi rimane fortemente limitato attraverso tariffe e norme legate alla sicurezza dei veicoli connessi. Il mercato automobilistico è quindi uno dei settori nei quali commercio e sicurezza nazionale si sovrappongono più chiaramente.

Le auto elettriche cinesi affrontano dazi del 100%

Gli Stati Uniti applicano un dazio del 100% sui veicoli elettrici prodotti in Cina. La misura rende estremamente difficile per i produttori cinesi competere direttamente attraverso l'importazione di automobili finite.
A questa barriera si aggiungono norme che limitano l'utilizzo di software e hardware cinesi nei veicoli connessi venduti sul mercato americano.
Una disciplina introdotta durante la precedente amministrazione statunitense prevede inoltre restrizioni crescenti a partire dai modelli dell'anno 2027. Per società come BYD, quindi, la questione non riguarda soltanto il prezzo di vendita ma l'accesso regolamentare all'intero mercato statunitense.

Trump apre alla produzione cinese negli Stati Uniti

Il quadro è diventato più articolato dopo che Trump ha affermato di vedere favorevolmente la possibilità che aziende cinesi costruiscano automobili direttamente negli Stati Uniti.
Una produzione locale potrebbe creare posti di lavoro e investimenti negli Stati Uniti, ma solleverebbe contemporaneamente interrogativi su proprietà, tecnologia, dati, componentistica e controllo delle catene di fornitura.
Le case automobilistiche americane hanno espresso forti preoccupazioni rispetto a un'apertura alla concorrenza cinese, considerata particolarmente avanzata sul terreno dei costi e delle tecnologie per la mobilità elettrica.

CATL rappresenta il potere cinese nelle batterie

CATL è uno dei più grandi produttori mondiali di batterie per veicoli elettrici e sistemi di accumulo. La sua tecnologia viene utilizzata da numerosi costruttori internazionali.
Il ruolo dell'azienda dimostra quanto sia difficile separare completamente le economie cinese e americana. Anche società statunitensi hanno accordi tecnologici collegati alla produzione di batterie CATL.
Allo stesso tempo, l'impresa è stata inserita in un elenco del Pentagono relativo a società considerate collegate all'apparato militare cinese. L'azienda ha contestato le implicazioni di questa classificazione.

Anche BYD è entrata nella lista del Pentagono

Nel giugno 2026 anche BYD è stata aggiunta alla lista statunitense delle società identificate dal Dipartimento della Difesa nell'ambito della normativa sulle cosiddette Chinese military companies.
L'inserimento non equivale automaticamente a una sanzione commerciale totale e non significa che ogni prodotto dell'azienda sia vietato negli Stati Uniti. La classificazione può però aumentare le difficoltà di investimento e collaborazione con soggetti americani.
La possibile presenza di BYD e CATL a Washington sarebbe quindi particolarmente significativa proprio perché entrambe rappresentano contemporaneamente interlocutori industriali globali e imprese sottoposte a crescente scrutinio strategico statunitense.

Xiaomi porta smartphone, elettronica e auto

Xiaomi è conosciuta soprattutto per smartphone, dispositivi elettronici e prodotti connessi, ma negli ultimi anni è entrata anche nel mercato dei veicoli elettrici.
Questa diversificazione rende l'azienda rappresentativa di una trasformazione dell'industria cinese nella quale automobile, software, batteria e intelligenza artificiale stanno progressivamente convergendo.
La capacità di integrare ecosistemi digitali e mobilità costituisce uno dei settori nei quali la Cina punta a sviluppare un vantaggio competitivo globale.

Gotion e il difficile investimento in Michigan

Tra le società considerate figura anche Gotion, produttore di batterie che aveva progettato un importante impianto di componenti per veicoli elettrici in Michigan.
Il progetto, dal valore indicato di circa 2,36 miliardi di dollari, ha incontrato forte opposizione politica e locale. La società è entrata in un contenzioso con Green Charter Township dopo gli ostacoli posti all'investimento.
Il caso dimostra che anche quando un'impresa cinese propone di produrre direttamente negli Stati Uniti, le preoccupazioni sulla proprietà e sui rapporti con Pechino possono continuare a condizionare l'accesso al mercato.

Hisense e Wanxiang ampliano il profilo della delegazione

Hisense rappresenta il comparto dell'elettronica di consumo, mentre Wanxiang Group opera nella componentistica automobilistica e in altre attività industriali.
La presenza di aziende provenienti da settori differenti mostrerebbe l'intenzione cinese di presentare la relazione con gli Stati Uniti non soltanto attraverso il tema delle auto elettriche, ma come una questione più ampia di cooperazione industriale.
Wanxiang ha inoltre dovuto affrontare negli Stati Uniti una controversia relativa a dazi antidumping e obblighi doganali, conclusa con un accordo economico con le autorità americane.

Bank of China aggiunge la componente finanziaria

La possibile presenza della Bank of China introdurrebbe nella delegazione anche uno dei principali attori finanziari statali della Repubblica Popolare.
Finanza, investimenti e accesso al capitale rappresentano una componente essenziale dei rapporti bilaterali. Il commercio non dipende infatti soltanto da tariffe e merci, ma anche dalla possibilità di finanziare operazioni e gestire pagamenti transfrontalieri.
La crescente rivalità strategica ha aumentato negli ultimi anni anche l'attenzione americana sui flussi finanziari diretti verso tecnologie considerate sensibili.

Pechino cerca reciprocità dopo la visita di Trump

La decisione di accompagnare Xi con un gruppo di imprenditori sarebbe in parte una risposta alla delegazione economica portata da Trump a Pechino durante la visita di maggio.
In quell'occasione parteciparono dirigenti di società statunitensi come Micron, Qualcomm e Illumina, imprese che avevano a loro volta affrontato pressioni o controlli sul mercato cinese.
Pechino starebbe quindi cercando una forma di reciprocità: se Washington ha utilizzato un summit politico per sostenere aziende americane in difficoltà in Cina, Xi potrebbe fare qualcosa di analogo per le società cinesi negli Stati Uniti.

Una grande delegazione sarebbe un gesto insolito

Portare negli Stati Uniti un gruppo particolarmente numeroso di CEO cinesi sarebbe insolito nell'attuale fase delle relazioni bilaterali.
Washington ha aumentato negli ultimi anni la vigilanza sugli investimenti cinesi, mentre Pechino ha rafforzato il controllo politico e regolamentare sulle proprie grandi imprese private.
Proprio per questo il valore della delegazione sarebbe soprattutto simbolico: dimostrare che esiste ancora spazio per una forma selettiva di integrazione economica nonostante la competizione strategica.

Niente tavola rotonda tra CEO, almeno per ora

Pechino avrebbe proposto di organizzare una tavola rotonda tra dirigenti americani e cinesi durante la visita.
La Casa Bianca non avrebbe accettato questa formula. I dirigenti cinesi non dovrebbero quindi partecipare a un grande incontro formale con think tank o associazioni imprenditoriali americane.
La scelta riduce il rischio che la visita venga interpretata come una piena riapertura agli investimenti cinesi, mantenendo gli incontri economici entro una cornice maggiormente controllata dalle due amministrazioni.

I manager potrebbero partecipare alla cena di Stato

I dirigenti della delegazione dovrebbero invece essere presenti alla cena di Stato prevista alla Casa Bianca, secondo i preparativi attualmente discussi.
Tra gli invitati americani vengono indicati anche figure di primo piano dell'industria tecnologica. La presenza di manager americani e cinesi nello stesso evento offrirebbe uno spazio informale per contatti tra imprese operanti nei settori più strategici.
Ancora una volta, si tratta di un programma in fase di preparazione e non di un elenco definitivo già ufficializzato.

Il summit arriva dopo la tregua commerciale del 2025

Washington e Pechino stanno operando all'interno di una tregua commerciale raggiunta nell'ottobre 2025 in Corea del Sud.
L'intesa aveva consentito di attenuare una fase di forte escalation tariffaria e di mantenere aperti i canali necessari a negoziare su commercio, materie prime e tecnologia.
Uno degli obiettivi del summit di settembre è discutere un possibile prolungamento di questa tregua, che in assenza di una nuova intesa potrebbe tornare sotto pressione nei prossimi mesi.

Washington vuole più licenze sulle terre rare

Tra le priorità americane figurano le terre rare, materiali essenziali per industrie che vanno dalle automobili all'elettronica, dall'energia alla difesa.
La Cina possiede una posizione dominante in diverse fasi della lavorazione e raffinazione di questi materiali e utilizza un sistema di autorizzazioni per alcune esportazioni strategiche.
Gli Stati Uniti vogliono ottenere un flusso più prevedibile di licenze per le proprie aziende, riducendo il rischio che un inasprimento delle regole cinesi possa interrompere produzioni industriali.

Le terre rare mostrano la dipendenza reciproca

La questione mette in evidenza uno dei paradossi della rivalità sino-americana. Gli Stati Uniti cercano di ridurre la dipendenza dalla Cina, ma costruire nuove filiere per le materie prime critiche richiede anni.
Nel frattempo Pechino continua ad avere un'importanza difficile da sostituire completamente per numerose industrie occidentali.
La Cina, a sua volta, dipende dall'accesso a mercati esteri e da alcune tecnologie occidentali. La relazione è quindi caratterizzata contemporaneamente da competizione e interdipendenza.

Il possibile Board of Trade

Un altro obiettivo americano indicato nei preparativi è la creazione di un Board of Trade bilaterale.
Lo strumento dovrebbe servire a identificare categorie di merci considerate non sensibili nelle quali Stati Uniti e Cina potrebbero ridurre alcune delle barriere che ostacolano gli scambi.
La logica sarebbe separare il commercio ordinario dai comparti collegati alla sicurezza nazionale, nei quali la competizione rimane invece particolarmente intensa.

Agricoltura al centro della trattativa

Gli Stati Uniti vogliono inoltre aumentare le vendite di prodotti agricoli alla Cina. Soia e altre commodity rappresentano da anni una componente importante del commercio bilaterale.
Gli acquisti cinesi assumono anche una forte rilevanza interna negli Stati Uniti perché interessano direttamente gli agricoltori e numerose comunità rurali.
Pechino può quindi utilizzare gli ordini agricoli come uno degli strumenti negoziali nelle discussioni su tariffe e restrizioni tecnologiche.

Possibili acquisti di aerei Boeing

Tra i dossier commerciali figura anche la possibilità di nuovi ordini di aeromobili Boeing.
Le grandi commesse aeronautiche sono tradizionalmente utilizzate nelle relazioni economiche internazionali perché producono un valore molto elevato e coinvolgono lunghe catene industriali.
Un ordine significativo potrebbe offrire a Trump un risultato economico facilmente quantificabile, mentre Pechino potrebbe utilizzare l'acquisto come contropartita per ottenere progressi su altre questioni commerciali.

L'energia rappresenta un altro terreno difficile

Il commercio di energia tra Stati Uniti e Cina è stato fortemente influenzato dalla guerra commerciale e dai dazi.
Petrolio e gas naturale liquefatto potrebbero teoricamente diventare parte di nuovi pacchetti di acquisto, ma la situazione internazionale è particolarmente complessa a causa della guerra in Medio Oriente e dei rapporti energetici cinesi con Iran e Russia.
Washington sta inoltre utilizzando sanzioni contro soggetti collegati al commercio energetico con Paesi sottoposti a restrizioni, aggiungendo una dimensione geopolitica alla discussione puramente commerciale.

Taiwan resta il nodo politico più delicato

Al di là degli affari, qualsiasi incontro Trump-Xi sarà inevitabilmente dominato anche da Taiwan.
Pechino considera l'isola parte del proprio territorio e non esclude l'uso della forza per raggiungere l'unificazione. Gli Stati Uniti mantengono relazioni non ufficiali con Taipei e rappresentano il principale fornitore esterno di armi difensive all'isola.
Le due parti continueranno quindi a trattare la stabilità dello Stretto come una questione strategica separata ma inevitabilmente collegata alla relazione economica.

L'intelligenza artificiale entra nel summit

Anche la competizione nell'intelligenza artificiale sarà probabilmente uno dei temi centrali.
Washington limita l'esportazione verso la Cina di alcuni semiconduttori avanzati e tecnologie utilizzate per costruire sistemi di IA di frontiera. Pechino considera parte di queste restrizioni un tentativo di rallentare il proprio sviluppo tecnologico.
Parallelamente esperti dei due Paesi stanno discutendo possibili regole per ridurre il rischio che sistemi di IA vengano utilizzati senza sufficiente controllo umano in ambiti militari particolarmente sensibili.

La sicurezza dell'IA potrebbe offrire uno spazio di cooperazione

Nonostante la rivalità, Stati Uniti e Cina condividono un interesse nell'evitare incidenti causati dall'uso incontrollato dell'IA militare.
Tra le proposte discusse da specialisti figurano il mantenimento del controllo umano sui sistemi nucleari, meccanismi di comunicazione diretta in caso di incidente e limiti all'automazione di determinate operazioni.
Nessuna di queste idee è stata trasformata in un accordo bilaterale vincolante. Rappresentano però un esempio di come due potenze concorrenti possano avere contemporaneamente interesse a stabilire regole di sicurezza.

Il fentanyl resta una priorità americana

Washington intende affrontare anche la questione dei precursori chimici del fentanyl, sostanze prodotte anche in Cina e successivamente utilizzate nelle catene illegali di fabbricazione degli oppioidi sintetici.
Gli Stati Uniti chiedono un maggiore controllo sulle società e sui flussi finanziari collegati a queste forniture.
Pechino sostiene di aver già adottato misure significative e contesta l'utilizzo della questione per giustificare nuove pressioni economiche.

La guerra in Medio Oriente aggiunge un dossier inatteso

Il summit si svolgerà inoltre durante una grave crisi mediorientale. La Cina mantiene importanti rapporti economici con l'Iran e ha interesse alla riapertura delle rotte energetiche attraverso lo Stretto di Hormuz.
Wang Yi ha invitato Washington e Teheran alla moderazione e al ritorno a un percorso negoziale.
Per gli Stati Uniti, l'influenza diplomatica ed economica cinese sull'Iran potrebbe diventare uno dei temi della discussione con Xi, soprattutto in relazione alla sicurezza delle forniture energetiche mondiali.

Prima del summit si incontrano Bessent e He Lifeng

Un passaggio importante arriverà prima dell'incontro presidenziale. Il segretario al Tesoro Scott Bessent e il vicepremier cinese He Lifeng sono attesi a nuovi colloqui per ridurre il numero delle questioni ancora irrisolte.
Il confronto dovrebbe riguardare commercio, tecnologia, terre rare e le condizioni necessarie per estendere la tregua.
Le aziende cinesi interessate alla delegazione sono state invitate a prepararsi proprio in attesa dell'esito di questi negoziati preliminari.

Perché la presenza delle imprese conta

Una delegazione di manager può offrire ai leader una rappresentazione immediata degli interessi economici concreti in gioco.
Dietro ogni discussione su tariffe e tecnologia esistono infatti investimenti, stabilimenti, fornitori e posti di lavoro. Le aziende possono spiegare quali restrizioni ostacolino determinati progetti e quali aperture potrebbero produrre nuovi scambi.
Questo non significa che le imprese determinino la politica estera. Nei settori strategici le considerazioni di sicurezza nazionale possono prevalere anche su opportunità economiche molto rilevanti.

La visita non equivale a una distensione generale

La possibile presenza di BYD, CATL e Xiaomi non deve quindi essere interpretata come una fine della competizione sino-americana.
Washington continuerà a limitare tecnologie considerate sensibili e Pechino continuerà a sostenere lo sviluppo autonomo delle proprie filiere industriali.
L'obiettivo più realistico dei colloqui è gestire la rivalità evitando nuove escalation tariffarie o interruzioni delle catene di fornitura, non eliminare le differenze strategiche accumulate negli ultimi anni.

Una delegazione simbolo della nuova relazione USA-Cina

Se confermata, la presenza dei grandi gruppi cinesi trasformerebbe la visita di Xi in una fotografia particolarmente efficace della relazione tra le due maggiori economie mondiali.
Le stesse aziende che Washington considera potenziali rischi strategici rappresentano alcune delle più importanti realtà industriali con cui imprese e consumatori occidentali continueranno probabilmente ad avere rapporti.
La visita del 24 settembre potrebbe quindi mostrare se Stati Uniti e Cina siano in grado di costruire un modello nel quale la concorrenza rimanga intensa ma una parte del commercio possa proseguire attraverso regole più prevedibili. La composizione definitiva della delegazione sarà già di per sé un primo segnale. Se volete discutere quali settori — auto elettriche, batterie, IA, terre rare o semiconduttori — peseranno maggiormente nei rapporti tra Washington e Pechino, lasciate un commento indicando quello che ritenete più strategico.

Lascia il tuo commento