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Milano, il giallo del tram 9: blackout delle telecamere e l’ipotesi del guasto elettrico

Il gravissimo incidente ferroviario che ha sconvolto il centro di Milano lo scorso venerdì 27 febbraio, quando un convoglio della linea 9 è deragliato schiantandosi contro un edificio tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto, si arricchisce di un capitolo inquietante. Gli inquirenti che indagano sul disastro, costato la vita a due persone (Ferdinando Favia e Johnson Okon Lucky), hanno riscontrato un'anomalia tecnica che potrebbe cambiare radicalmente il corso dell'inchiesta: un blackout delle registrazioni proprio negli istanti decisivi dell'impatto.

Il "buco" nelle immagini: fatalità o malfunzionamento?

La svolta è emersa dall'analisi dei filmati della telecamera frontale del Tramlink, il moderno modello di tram coinvolto nel sinistro. I magistrati hanno scoperto che le immagini si interrompono bruscamente pochi secondi prima che il mezzo saltasse la fermata e imboccasse lo scambio a velocità elevata, per poi riprendere solo a impatto avvenuto.
Questo "buco" temporale suggerisce agli investigatori la possibilità di un improvviso guasto elettrico o di un calo di tensione che avrebbe paralizzato non solo i sistemi di registrazione, ma potenzialmente anche i comandi di emergenza. Se questa ipotesi venisse confermata, la posizione del conducente, attualmente indagato per disastro ferroviario colposo e omicidio, potrebbe essere riconsiderata in favore di un errore strutturale o tecnologico del mezzo.

Il mistero del sistema "uomo morto"

Un altro punto nodale dell'indagine riguarda il dispositivo di sicurezza noto come uomo morto. Si tratta di un comando che il tranviere deve attivare periodicamente (solitamente ogni pochi secondi) per confermare al sistema di essere vigile e cosciente. In caso di mancata pressione, il tram dovrebbe azionare automaticamente la frenata d'emergenza.
Il conducente, un veterano dell'ATM con 34 anni di servizio, ha dichiarato di essere stato colto da un malore improvviso: "Tutto è diventato nero, ho ripreso conoscenza solo dopo lo schianto". La Procura sta cercando di capire come sia stato possibile che il convoglio abbia continuato la sua corsa accelerando verso la curva senza che i sistemi automatici intervenissero. È possibile che il malore abbia portato l'uomo a contrarre involontariamente i muscoli, continuando a premere il pedale? O il sistema di sicurezza è stato anch'esso vittima del presunto blackout elettrico?

La sicurezza dei nuovi Tramlink sotto osservazione

L'incidente ha innescato una forte reazione da parte dei comitati cittadini e dei sindacati, che hanno chiesto formalmente la sospensione cautelativa della flotta Tramlink. Sebbene si tratti di mezzi all'avanguardia, l'ombra di un difetto di fabbricazione o di un problema al software di gestione preoccupa gli utenti.
L'azienda trasporti milanese (ATM) ha assicurato piena collaborazione, consegnando tutta la documentazione tecnica e i dati della scatola nera. Quest'ultima sarà fondamentale: a differenza della telecamera, i registratori di dati dovrebbero aver conservato i parametri di velocità, frenata e tensione elettrica fino al millesimo di secondo precedente allo scontro, permettendo di stabilire se il tram abbia risposto correttamente ai comandi.

Il bilancio e il dolore della città

Mentre le perizie tecniche proseguono, Milano piange le vittime di una tragedia che appare assurda nel cuore della metropoli. I feriti sono stati oltre cinquanta, di cui alcuni ancora ricoverati in terapia intensiva, sebbene non più in pericolo di vita. Il Comune ha già annunciato un primo stanziamento per gli indennizzi alle famiglie colpite, ma la ferita psicologica resta aperta.
Il sindaco e l'assessora alla Mobilità hanno invitato alla prudenza, sottolineando che, prima di emettere sentenze, occorre attendere i risultati dei test sul sistema frenante e sui circuiti elettrici del mezzo. Il quesito resta aperto: è stata una tragica svista umana o un tradimento della tecnologia che avrebbe dovuto proteggerci?

Di Luigi

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