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Ivermectina inefficace contro la ciclosporiasi, e la foto di Yamal è un falso

Due distinte verifiche giornalistiche hanno smentito altrettante affermazioni diffuse online nelle ultime settimane. La prima riguarda l'efficacia dell'ivermectina contro la ciclosporiasi, il focolaio intestinale in corso negli Stati Uniti: nessuna prova scientifica sostiene questa affermazione. La seconda smentisce una fotografia manipolata che mostrerebbe il calciatore spagnolo Lamine Yamal avvolto in una bandiera palestinese dopo la finale dei Mondiali.

La bufala sull'ivermectina contro la ciclosporiasi

Con la diffusione crescente dei casi di ciclosporiasi negli Stati Uniti, alcuni post sui social network, promossi anche da esponenti politici attuali ed ex membri del Congresso statunitense, hanno suggerito l'utilizzo dell'ivermectina come rimedio efficace contro questa infezione intestinale, causata dal parassita Cyclospora cayetanensis. Tra le voci più note a sostenere questa tesi figura la deputata Nancy Mace, che in un post pubblicato a inizio luglio ha lamentato come il farmaco non fosse disponibile senza prescrizione medica nel proprio Stato, sostenendo che "l'ivermectina risolve questo problema".
Anche l'ex deputata Marjorie Taylor Greene ha promosso pubblicamente l'utilizzo del farmaco, abbinandolo a un codice sconto per una farmacia online, scrivendo che ivermectina e mebendazolo, un altro farmaco antiparassitario, sarebbero in grado di "uccidere i parassiti". Affermazioni che si inseriscono in un più ampio filone di disinformazione legato a questo farmaco, diffusosi con particolare intensità fin dai tempi della pandemia di Covid-19.

Perché l'ivermectina non funziona contro questo specifico parassita

Gli esperti interpellati dai verificatori indipendenti hanno chiarito il motivo scientifico per cui l'ivermectina, pur essendo effettivamente approvata dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per il trattamento di alcune infezioni parassitarie, risulti del tutto inefficace contro la Cyclospora. Il farmaco agisce infatti alterando il sistema nervoso di determinati parassiti, un meccanismo d'azione che non può funzionare contro la Cyclospora, un organismo unicellulare dalla struttura completamente diversa, privo di un sistema nervoso su cui il farmaco possa agire.
Secondo Kalmia Kniel, specialista in sicurezza alimentare dell'Università del Delaware, il trattamento effettivamente raccomandato per la ciclosporiasi si basa su una combinazione di antibiotici nota con la sigla TMP-SMX (o co-trimossazolo), venduta con i nomi commerciali di Bactrim e Septra, oltre a farmaci antidiarroici e a un'adeguata idratazione nei casi più severi.

La fotografia manipolata del calciatore Lamine Yamal

Sul secondo fronte, un'immagine diffusa su X poco dopo la finale dei Mondiali del 19 luglio, disputata a Dallas tra Spagna e Argentina, mostrava il giovane fuoriclasse spagnolo Lamine Yamal avvolto in una bandiera palestinese mentre sollevava il trofeo iridato. La verifica condotta dai fact-checker ha dimostrato che si tratta di un'immagine alterata, priva di qualsiasi riscontro nelle fotografie ufficiali scattate dalle principali testate sportive internazionali durante la premiazione.
Confrontando l'immagine incriminata con le fotografie autentiche diffuse da FC Barcelona, Fox Sports, BBC ed ESPN, i verificatori hanno accertato che in nessuno scatto autentico Yamal indossa una bandiera palestinese: nella maggior parte delle immagini reali, il calciatore porta invece al collo un oggetto con la scritta "Campeones" (Campioni). L'immagine falsa risulta più simile a una fotografia genuina pubblicata dallo stesso Yamal sul proprio account Instagram il giorno successivo alla finale, con la sola aggiunta artificiale della bandiera e una modifica dell'espressione del volto.

Perché questa bufala ha trovato terreno fertile

La forza di questa immagine manipolata risiede, come spesso accade in casi analoghi, in un elemento di verità pregressa su cui si innesta la falsificazione: nel maggio 2026, poche settimane prima dell'inizio dei Mondiali, Yamal aveva effettivamente sventolato una bandiera palestinese durante una celebrazione con il proprio club, un episodio reale che rende superficialmente plausibile la successiva immagine falsa legata alla premiazione mondiale.
Nessuna testata giornalistica affidabile ha mai pubblicato questa immagine né riportato l'episodio come un fatto realmente accaduto, un'ulteriore conferma, insieme al confronto diretto con le fotografie autentiche, della natura completamente artefatta del contenuto diffuso online.

Un doppio esempio di come nasce la disinformazione

Questi due casi, per quanto riguardino ambiti completamente diversi, quello sanitario e quello sportivo, condividono un meccanismo comune: entrambi sfruttano un contesto di forte attenzione mediatica, rispettivamente l'emergenza sanitaria in corso e l'enorme risonanza globale della finale dei Mondiali, per veicolare affermazioni prive di fondamento che, proprio per la loro capacità di intercettare l'attualità, riescono a diffondersi rapidamente prima che intervenga una verifica accurata.
Nel caso della salute, il rischio aggiuntivo riguarda la possibilità che persone realmente malate ritardino l'assunzione delle terapie effettivamente efficaci, confidando erroneamente in un rimedio privo di reale beneficio clinico, un pericolo che rende la disinformazione medica particolarmente insidiosa rispetto ad altre forme di contenuti falsi meno direttamente legati alla salute delle persone.

L'importanza della verifica in ogni ambito dell'informazione

Che si tratti di un consiglio medico virale o di un'immagine sportiva manipolata, questi due casi ribadiscono un principio fondamentale: prima di condividere un contenuto che sembra confermare una propria convinzione o che promette soluzioni semplici a problemi complessi, vale sempre la pena verificarne l'origine e confrontarlo con fonti autorevoli e indipendenti. E voi vi siete mai imbattuti in una di queste due bufale nelle ultime settimane? Raccontateci la vostra esperienza nei commenti.

Nota: questo articolo tratta anche un tema di sicurezza alimentare e salute pubblica a scopo puramente informativo. Per qualsiasi sintomo gastrointestinale persistente, è sempre bene rivolgersi al proprio medico anziché affidarsi a rimedi non verificati circolanti online.

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