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Iran, Trump avrebbe ordinato nuovi raid: Teheran minaccia rappresaglie

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi, il presidente Donald Trump avrebbe ordinato una nuova offensiva militare contro l'Iran, con attacchi che potrebbero iniziare già in questo fine settimana e protrarsi per diversi giorni. Teheran ha risposto minacciando ritorsioni dirette contro obiettivi statunitensi e israeliani nella regione, mentre nello Stretto di Hormuz una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato, senza provocare vittime.

Un conflitto giunto al sesto mese

Il conflitto tra Stati Uniti e Iran, scoppiato lo scorso 28 febbraio con attacchi aerei che causarono, tra le altre conseguenze, l'uccisione della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, è ormai entrato nel proprio sesto mese. Come osservato dallo stesso Wall Street Journal, nessuna delle due parti sembra al momento intenzionata ad ammorbidire la propria posizione: Trump continua a chiedere che l'Iran rinunci definitivamente al proprio programma nucleare e al controllo dello Stretto di Hormuz, mentre Teheran mantiene una linea di assoluta rigidità su entrambe le questioni.

Le indiscrezioni su una possibile azione congiunta con Israele

Secondo indiscrezioni riportate dall'emittente CBS, il nuovo attacco potrebbe essere condotto insieme a Israele, che sarebbe stato informato e starebbe coordinandosi con Washington: si tratterebbe, se confermata, della prima azione congiunta tra i due Paesi dall'inizio del conflitto. Un funzionario israeliano ha però dichiarato alla stessa CBS di non essere a conoscenza di alcuna decisione di riprendere le operazioni militari, né di essere stato coinvolto in alcuna richiesta di partecipazione, un elemento che introduce un margine di incertezza su questo specifico aspetto della vicenda.

Gli obiettivi dell'eventuale operazione

Secondo quanto riportato, nel mirino dell'operazione vi sarebbero le infrastrutture energetiche iraniane, comprese centrali elettriche e raffinerie, obiettivi che lo stesso Trump minaccia da tempo. L'operazione, secondo CBS e Axios, non avrebbe ancora ricevuto il via libera ufficiale definitivo da parte del presidente, ma dovrebbe comunque concludersi prima dell'apertura dei mercati finanziari di lunedì, secondo quanto riferito dalle fonti citate dai media statunitensi.

L'assenza di conferme ufficiali

Dalla Casa Bianca e dal Pentagono non è arrivata, al momento, alcuna conferma ufficiale di questi piani. Una portavoce si è limitata a dichiarare che "gli Stati Uniti vinceranno e l'Iran non avrà l'arma nucleare sotto i suoi occhi", senza confermare né smentire esplicitamente i dettagli operativi riportati dalla stampa statunitense.

La tensione nello Stretto di Hormuz

Le autorità britanniche per la sicurezza marittima hanno riferito che una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato mentre transitava nello Stretto di Hormuz, senza provocare vittime né feriti. L'episodio alimenta ulteriormente le preoccupazioni per la sicurezza della navigazione in una delle rotte energetiche più strategiche al mondo, già gravemente compromessa dalle tensioni degli ultimi mesi.

Le minacce di Teheran

Le autorità iraniane hanno ribadito che eventuali nuovi attacchi contro il proprio territorio avranno conseguenze dirette su interessi statunitensi e israeliani nella regione. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha nel frattempo elogiato pubblicamente il popolo iraniano, definendolo "eroico" per la propria resistenza al conflitto in corso con Stati Uniti e Israele.

Le precauzioni diplomatiche nella regione

L'ambasciata degli Stati Uniti ad Amman, in Giordania, ha invitato i propri cittadini presenti nel Paese a valutare la possibilità di lasciarlo o a tenersi pronti a una partenza rapida in caso di ulteriore aggravamento della situazione, un segnale concreto delle preoccupazioni statunitensi per una possibile escalation imminente del conflitto.

Una crisi ancora lontana da una soluzione

Con il conflitto che continua a protrarsi senza segnali concreti di distensione, e con indiscrezioni su una nuova, imminente offensiva ancora prive di conferma ufficiale definitiva, la situazione in Medio Oriente resta estremamente volatile, con conseguenze dirette sulla sicurezza regionale e sui mercati energetici internazionali che continuano a riflettere nervosamente ogni nuovo sviluppo di questa crisi.

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