FIFA, sostegno pieno a Infantino dopo la crisi: ma UEFA non perdona
I vertici della FIFA hanno confermato il proprio "pieno sostegno" al presidente Gianni Infantino, dopo un vertice di crisi svoltosi mercoledì a Rabat, in Marocco. La riconferma arriva pochi giorni dopo il clamoroso ritiro del progetto di privatizzazione parziale dei diritti commerciali dei Mondiali, che aveva scatenato una rivolta senza precedenti all'interno del calcio mondiale.
Il riconoscimento degli "errori" commessi
Nel comunicato diffuso al termine dell'incontro, la FIFA ha ammesso che nella gestione del progetto "FIFA Forward Enterprise" (FFE) sono stati commessi degli errori, riconoscendo che "non era intenzione far sentire il Consiglio della FIFA e le Federazioni affiliate esclusi dal processo, e che quest'ultimo avrebbe dovuto essere gestito in modo diverso". In una lettera separata indirizzata al Consiglio e alle Federazioni, sono state presentate scuse formali, insieme all'impegno a garantire che situazioni simili non si ripetano.
Il sostegno del segretario generale e del management
Secondo quanto riportato dalla stessa organizzazione, il segretario generale della FIFA Mattias Grafström e gli altri membri del management hanno ribadito il proprio appoggio a Infantino, definendolo "l'unico funzionario eletto dalle 211 Federazioni membri della FIFA". Lo stesso Infantino ha ricambiato pubblicamente il sostegno espresso da Grafström nei suoi confronti, in un clima di reciproca solidarietà interna all'organizzazione.
Perché la crisi resta comunque aperta
Nonostante questa riconferma formale, la crisi di fiducia nei confronti della leadership di Infantino non può considerarsi risolta: la UEFA, la confederazione europea, ha dichiarato pubblicamente di aver "perso fiducia" nella guida della FIFA, un giudizio condiviso anche da AFC (la confederazione asiatica) e CONCACAF (Nord e Centro America), che hanno affermato come la dirigenza FIFA abbia "smesso di mettere il calcio al primo posto".
Un fronte diviso su base geografica
Diversamente dalle confederazioni più critiche, la Confederazione Africana di Calcio (CAF) ha mantenuto il proprio sostegno a Infantino: cinque tra i più influenti dirigenti del calcio africano, tra cui il vicepresidente CAF Fouzi Lekjaa, hanno ribadito la propria fiducia nel presidente, ricordando come i Paesi africani abbiano contribuito in modo decisivo alla sua elezione nel 2016, sulla base della promessa di più che raddoppiare i fondi di sviluppo destinati alle federazioni affiliate.
Le dimissioni e le prese di distanza interne
La settimana turbolenta ha visto anche le dimissioni del consigliere senior Carlos Cordeiro, mentre Arsène Wenger, responsabile dello sviluppo calcistico globale della FIFA, ha pubblicamente preso le distanze dal progetto FFE, un segnale di come le divisioni non riguardassero soltanto le federazioni esterne, ma si estendessero anche all'interno della stessa struttura dirigenziale dell'organizzazione.
Il contesto: le elezioni di marzo si avvicinano
Questa vicenda assume un peso politico particolare perché avviene a pochi mesi dal Congresso FIFA di marzo, dove Infantino è atteso puntare alla conferma per un quarto mandato consecutivo alla guida dell'organizzazione. La pressione crescente da parte di UEFA e delle altre confederazioni critiche potrebbe ora tradursi in un vero e proprio tentativo di sfida alla sua leadership, in vista di quell'appuntamento cruciale.
I prossimi passi annunciati dalla FIFA
La stessa FIFA ha annunciato che verrà condotta una revisione interna approfondita di quanto accaduto, con una relazione che sarà presentata al Consiglio della FIFA nel corso della propria prossima riunione ufficiale. Il progetto FFE, come già confermato in precedenza, resta comunque definitivamente fuori discussione, un punto su cui tutte le parti coinvolte sembrano concordare.
Un braccio di ferro che si sposta ora sulla leadership
Con il progetto di privatizzazione ormai definitivamente archiviato, il confronto all'interno del calcio mondiale si sposta quindi dal merito della singola proposta economica alla più ampia questione della tenuta politica della presidenza Infantino, in un braccio di ferro che, secondo diversi osservatori, potrebbe protrarsi ben oltre le prossime settimane, fino all'appuntamento elettorale di marzo. E voi ritenete che Infantino riuscirà a mantenere la presidenza della FIFA nonostante questa crisi? Condividete la vostra opinione nei commenti.

