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FIFA, piano da 20 miliardi per i Mondiali: UEFA minaccia il boicottaggio

Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha reso pubblico un ambizioso progetto per creare una nuova società commerciale, denominata FIFA Forward Enterprise, destinata a gestire i diritti legati ai Mondiali e agli altri grandi eventi calcistici internazionali, cedendone fino al 20% a investitori privati per raccogliere circa 4,2 miliardi di dollari. Il piano ha immediatamente scatenato durissime critiche da parte di UEFA, CONCACAF e della Confederazione Calcistica Asiatica.

Che cos'è la FIFA Forward Enterprise

La nuova entità, denominata FFE (FIFA Forward Enterprise), assumerebbe il controllo di tutte le attività commerciali della FIFA: sponsorizzazioni, biglietteria, licenze e pacchetti televisivi, oltre alla gestione operativa dei principali tornei internazionali, comprese le future edizioni della Coppa del Mondo maschile e femminile. La società partirebbe da una valutazione iniziale di circa 20 miliardi di dollari, con l'obiettivo di cedere una quota di minoranza, fino al 20-21%, a un gruppo selezionato di investitori esterni.
Secondo quanto comunicato ufficialmente dalla FIFA, l'iniziativa punterebbe a raccogliere fino a 4,2 miliardi di dollari entro la fine dell'anno, risorse destinate a finanziare programmi di sviluppo del calcio a livello globale. Va precisato che non si tratterebbe di una vendita di quote della FIFA stessa, che resterebbe un'associazione senza scopo di lucro regolata dal diritto svizzero, ma della cessione di una partecipazione nella controllata incaricata di gestirne le attività più redditizie.

Chi sono gli investitori coinvolti nel progetto

Il gruppo di investitori sarebbe guidato da Joshua Kushner, fondatore del fondo Thrive Capital e fratello minore di Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump, con cui Infantino intrattiene notoriamente ottimi rapporti personali. Al progetto risulterebbe interessata anche Apollo Sports Capital, controllata del colosso del private equity Apollo, che gestisce oltre mille miliardi di dollari di asset complessivi.
Tra le figure coinvolte nell'operazione figurerebbe anche Greg Maffei, ex amministratore delegato di Liberty Media, il gruppo che ha profondamente trasformato la gestione commerciale della Formula 1 e della MotoGp negli ultimi anni, un dettaglio che lascia intuire l'ambizione di applicare al mondo del calcio un modello di sviluppo commerciale simile a quello già sperimentato con successo in altri contesti sportivi internazionali.

Il durissimo attacco della UEFA

La reazione più netta è arrivata dalla UEFA, la confederazione calcistica europea, che in un comunicato ha dichiarato senza mezzi termini: "Il calcio non è della FIFA e non può venderlo". L'organismo europeo ha sottolineato come l'anima e la governance del gioco non possano trasformarsi in beni oggetto di scambio commerciale, soprattutto in assenza di piena trasparenza sui soggetti destinati a trarne vantaggio finanziario, arrivando a paventare persino l'ipotesi di un boicottaggio dei prossimi Mondiali.
Un timore ricorrente tra i critici del progetto riguarda la possibilità che la presenza di investitori interessati alla crescita del valore della nuova società possa esercitare una pressione costante affinché la FIFA aumenti il numero delle partite e amplifichi ulteriormente le competizioni internazionali, un rischio che preoccupa non solo le federazioni, ma anche leghe, club, calciatori e tifosi in tutto il mondo.

Le critiche di CONCACAF e il malcontento sulla mancanza di consultazione

Anche la CONCACAF, la confederazione che rappresenta il calcio dell'America centrale, caraibica e settentrionale, ha espresso pubblicamente la propria preoccupazione, lamentando in particolare di essere venuta a conoscenza del piano soltanto attraverso i mezzi di informazione, anziché tramite un adeguato processo di consultazione interna da parte della stessa FIFA.
Questo elemento, la mancanza di trasparenza nel coinvolgimento delle federazioni affiliate prima dell'annuncio pubblico del progetto, rappresenta uno dei nodi più contestati dell'intera vicenda, alimentando il sospetto che decisioni di questa portata vengano prese ai vertici dell'organizzazione senza un adeguato confronto democratico con le 211 federazioni nazionali che compongono la FIFA.

La difesa di Infantino: "democratizzare il calcio globale"

Di fronte a queste critiche, Infantino ha enfatizzato i potenziali effetti redistributivi della nuova società, descrivendola come l'inizio di una "democratizzazione del calcio a livello mondiale" e rassicurando che la FIFA manterrebbe comunque la maggioranza della società, continuando ad avere il pieno controllo delle decisioni strategiche, senza ingerenze esterne da parte degli investitori di minoranza.
Come incentivo concreto per ottenere il sostegno delle federazioni nazionali, la FIFA ha inoltre annunciato che i fondi raccolti dalla FFE verranno ripartiti attraverso un pagamento straordinario una tantum di 20 milioni di dollari per ciascuna delle 211 federazioni affiliate, che avranno tempo fino al 19 settembre per richiederlo, un termine che appare studiato per accelerare il consenso attorno al progetto prima di eventuali opposizioni organizzate.

Le preoccupazioni sollevate dall'Unione Europea

Anche a livello istituzionale europeo si registrano forti perplessità: un commissario dell'Unione Europea ha osservato come diventi particolarmente preoccupante il caso in cui i poteri regolamentari della FIFA finiscano per allinearsi con gli interessi finanziari di entità private, proprio quando il valore stesso degli investimenti dipende dalle decisioni assunte dalla FIFA in qualità di organismo regolatore del calcio mondiale.
Un rilievo che solleva interrogativi di fondo su governance, indipendenza e potenziali conflitti di interesse, temi che vanno ben oltre la semplice dimensione economica del progetto, toccando piuttosto la stessa natura dell'organismo che governa lo sport più popolare al mondo.

Una battaglia destinata a proseguire nei prossimi mesi

Con un fronte di opposizione che comprende ormai confederazioni continentali, istituzioni europee e una parte consistente del mondo del calcio internazionale, il piano di Infantino si trova di fronte a una resistenza tutt'altro che scontata, in un braccio di ferro che promette di caratterizzare i prossimi mesi di vita dell'organizzazione calcistica mondiale. E voi cosa pensate dell'ingresso di capitali privati nella gestione dei Mondiali di calcio? Condividete la vostra opinione nei commenti.

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