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F1, Imola in pole per il finale di stagione se saltano Qatar e Abu Dhabi

Il presidente e amministratore delegato della Formula 1, Stefano Domenicali, ha confermato che il circuito di Imola rappresenta una delle opzioni concrete allo studio nel caso in cui l'instabilità in Medio Oriente rendesse impossibile disputare gli ultimi due Gran Premi della stagione 2026, previsti in Qatar e ad Abu Dhabi. La decisione definitiva non arriverà comunque prima di metà settembre.

Il contesto: una stagione già segnata dalla crisi mediorientale

Non è la prima volta che il conflitto in Medio Oriente incide sul calendario della Formula 1 in questa stagione: già a marzo, il campionato aveva dovuto cancellare i Gran Premi del Bahrein e dell'Arabia Saudita, originariamente previsti per il 12 e il 19 aprile, decidendo di non recuperarli altrove. Più recentemente, anche il Gran Premio del Bahrein di fine stagione è stato spostato in Malesia, con gara riprogrammata per il primo weekend di ottobre a Sepang.
Un segnale di quanto la situazione resti delicata arriva anche da un'altra categoria motoristica: il FIA World Endurance Championship (WEC) ha già annunciato lo spostamento delle proprie ultime due tappe stagionali, originariamente previste in Qatar e Bahrein, rispettivamente al Circuit de Catalunya di Barcellona e all'Autodromo di Monza, tra ottobre e novembre, scegliendo di concludere l'intera stagione in territorio europeo.

Le parole di Domenicali sulla scadenza di settembre

Interpellato sul possibile scenario alternativo, Domenicali ha spiegato con chiarezza: "Per come siamo strutturati, ci prenderemo tutto il tempo necessario per vedere come evolverà la situazione, e prenderemo una decisione al momento giusto, che non sarà prima di metà settembre". Il dirigente italiano ha precisato che, al momento, le gare in Qatar e ad Abu Dhabi restano regolarmente confermate nel calendario, ed entrambe risultano già completamente sold out.
Questo dato, secondo lo stesso Domenicali, rappresenterebbe "un segnale incredibile di quanto questo sport sia più forte dei problemi" internazionali con cui il Circus si trova costretto a confrontarsi. Solo qualora la situazione geopolitica non dovesse chiarirsi in senso positivo entro la scadenza fissata, la Formula 1 procederà con l'attivazione del piano alternativo.

Perché il finale si sposterebbe comunque in Europa

Domenicali è stato altrettanto netto nello spiegare quale sarebbe la direzione in caso di cancellazione delle due tappe mediorientali: "Se questo non sarà possibile, la fine della stagione si terrà in Europa, perché non possiamo andare in altri posti". Una scelta dettata anche da complicazioni burocratiche legate alla documentazione di viaggio post-Brexit per il trasferimento rapido di squadre e materiali verso destinazioni extraeuropee in tempi così ristretti.
Tra le altre opzioni valutate, oltre a Imola, figurano anche i circuiti di Istanbul Park, in Turchia, e l'Autodromo Internazionale dell'Algarve, in Portogallo, sebbene entrambi richiedano ancora lavori di adeguamento agli standard tecnici necessari per rientrare stabilmente nel calendario della Formula 1 a partire dalla prossima stagione.

Il ruolo di Imola: storia, geografia e simbolismo

Il circuito del Santerno, nome con cui viene talvolta indicato l'Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, ha già ospitato in passato il Gran Premio dell'Emilia Romagna, salvo poi uscire dal calendario proprio a partire da questa stagione. La candidatura del circuito è stata rilanciata concretamente nel corso del weekend del Gran Premio d'Ungheria, dove nel paddock erano presenti sia il sindaco di Imola, Marco Panieri, sia il presidente dell'autodromo, Pietro Benvenuti.
Vale la pena ricordare come Imola rappresenti anche la città natale dello stesso Domenicali, oltre a essere sede storica della Ferrari e, più recentemente, punto di riferimento anche per il pilota leader della Mercedes, Kimi Antonelli, un ulteriore elemento simbolico che alimenta le speculazioni attorno a questa candidatura.

Le condizioni climatiche non sarebbero un ostacolo

Un aspetto che potrebbe destare qualche perplessità riguarda le condizioni meteorologiche europee a inizio dicembre, periodo in cui si disputerebbero eventualmente le gare sostitutive. Domenicali ha però voluto sdrammatizzare questo timore, sostenendo che le temperature europee in quel periodo possono risultare paragonabili, se non addirittura più miti, rispetto a quelle solitamente registrate durante il weekend di gara di Las Vegas.
Il rischio di possibili precipitazioni nevose in alcune località europee resta comunque un fattore da monitorare, ma la Formula 1 ritiene che sia comunque possibile organizzare un finale di stagione europeo all'interno dell'arco temporale già previsto dal calendario, senza dover ricorrere a soluzioni drasticamente diverse da quelle attualmente programmate.

Uno sguardo già rivolto al calendario 2027

Oltre alla questione del finale di questa stagione, Domenicali ha anche anticipato che il calendario 2027 verrà definito soltanto in autunno, una tempistica che dipenderà anch'essa, almeno in parte, dall'evoluzione della situazione in Medio Oriente. Il dirigente ha inoltre escluso l'ipotesi di organizzare una quarta gara negli Stati Uniti come possibile soluzione alternativa, ritenendo che una scelta di questo tipo rischierebbe di sminuire il valore dell'evento americano, oltre a scontrarsi con la popolarità della NFL nello stesso periodo.
Con la scadenza di metà settembre che si avvicina, l'intero paddock della Formula 1 osserva con attenzione l'evoluzione della crisi mediorientale, consapevole che le prossime settimane saranno decisive per definire la fisionomia conclusiva di una stagione già segnata da numerosi cambiamenti dell'ultimo minuto. E voi vorreste rivedere un Gran Premio di Formula 1 a Imola quest'anno? Ditecelo nei commenti.

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