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Europei di nuoto, Razzetti d'argento nei 400 misti a Parigi

La spedizione italiana in vasca agli Europei di nuoto si apre nel migliore dei modi. Alberto Razzetti conquista la medaglia d'argento nei 400 misti, la prima medaglia azzurra del programma in piscina, chiudendo la sua fatica in 4'10"40 nella cornice dell'Olympic Aquatic Centre di Parigi. Una prova solida e costante, gestita con intelligenza dall'inizio alla fine, che regala all'Italia un immediato acuto continentale e conferma il ligure ai vertici di una delle specialità più dure e complete del nuoto. A precederlo soltanto un avversario di assoluto valore, il russo Ilya Borodin, mentre alle spalle dell'azzurro si è piazzato il britannico Max Litchfield.

Il primo acuto azzurro nella vasca parigina

Gli Europei di nuoto 2026 hanno preso il via all'Olympic Aquatic Centre di Parigi, l'impianto che aveva già ospitato le gare olimpiche, per un programma che si estende dal 10 al 16 agosto. Alla prima giornata di gare in vasca, l'Italia sperava di stappare subito la propria spedizione con una medaglia di prestigio, e Razzetti ha risposto presente. Il suo secondo posto nei 400 misti rappresenta il primo podio azzurro del programma in piscina, un segnale importante per una nazionale che si presenta all'appuntamento continentale con ambizioni molto alte.
La medaglia dell'atleta genovese, classe 1999, ha un valore che va oltre il metallo. I 400 misti sono una gara temuta perché richiedono di padroneggiare tutti e quattro gli stili in un'unica prova, alternando delfino, dorso, rana e stile libero in una successione che mette a durissima prova la resistenza e la lucidità dell'atleta. Portare a casa un argento in una specialità così esigente, contro avversari di primissimo piano, testimonia la maturità raggiunta dal nuotatore ligure, capace di reggere la pressione e di non sbagliare la gestione delle proprie energie in una serata da cui dipendeva molto per il morale dell'intera squadra.

Una gara costruita frazione dopo frazione

La finale ha mostrato un Razzetti sempre nelle prime posizioni, capace di interpretare la gara con grande intelligenza tattica. Nelle prime due vasche di delfino, stile in cui l'azzurro è particolarmente competitivo, il ligure si è portato subito nelle posizioni di testa, imponendo un ritmo elevato. È stato lui, in quella frazione, il più veloce del lotto, dettando l'andatura e costringendo gli avversari a inseguire fin dalle prime bracciate.
La gara ha poi vissuto la sua fase più delicata nelle vasche a dorso, dove Razzetti ha ceduto qualche posizione, scivolando temporaneamente indietro. È qui che si è misurata la sua tenacia: nella seconda metà della prova, tra le vasche a rana e quelle a stile libero, l'azzurro ha saputo risalire la corrente e riconquistare terreno prezioso, agguantando la piazza d'onore nonostante una evidente stanchezza negli ultimi metri. Lo stesso nuotatore ha ammesso di aver sperato di restare più vicino al vincitore, riconoscendo però di aver faticato molto nel finale, quando le riserve di energia si erano quasi esaurite. Il tempo di 4'10"40 racconta comunque una prestazione di ottimo livello, coronata da una medaglia meritata.

Chi è Alberto Razzetti

Per comprendere il peso di questa medaglia occorre inquadrare il percorso dell'atleta. Alberto Razzetti, ligure classe 1999, è ormai una delle certezze del mistista italiano, categoria che raggruppa gli specialisti delle gare a stili misti. Il suo argento parigino nei 400 misti si aggiunge a un bottino continentale già ricco nella specialità: l'oro conquistato a Roma nel 2022 e il secondo posto ottenuto a Budapest nel 2021 fanno di questo podio il terzo della sua carriera a livello europeo nella distanza.
La sua è la storia di un nuotatore capace di eccellere nella disciplina più completa, quella che premia non un singolo talento ma la versatilità assoluta. Dopo la gara, Razzetti ha espresso soddisfazione per essere tornato sul podio, sottolineando come per lui fosse fondamentale conquistare una medaglia in apertura e inaugurare al meglio la spedizione azzurra. Ha inoltre rivendicato con orgoglio il valore complessivo della nazionale italiana, definendola fortissima e destinata a lottare fino in fondo per le posizioni di vertice del medagliere, in un confronto che si preannuncia serrato con le altre grandi potenze del nuoto europeo.

L'oro di Borodin e il ritorno della Russia

A imporsi nella finale è stato il russo Ilya Borodin, autore di una prova maiuscola conclusa in 4'08"17, tempo che vale il nuovo record della manifestazione. Il nuotatore, sceso in acqua sotto bandiera neutrale, ha confermato di essere il grande favorito della vigilia, staccando nettamente gli avversari e cancellando dai tabellini un primato che resisteva da molti anni. La sua vittoria rappresenta uno degli elementi più significativi dell'intera giornata parigina.
Il trionfo di Borodin, infatti, si inserisce in un contesto più ampio: il ritorno del movimento russo ai massimi livelli delle competizioni internazionali. Dopo un lungo periodo di assenza, la presenza degli atleti russi rappresenta un fattore che ridisegna gli equilibri della rassegna continentale. Lo ha riconosciuto lo stesso Razzetti, che nel commentare la propria medaglia ha indicato proprio nel rientro della Russia, insieme alla solidità della Gran Bretagna, uno degli elementi che renderanno più incerta e combattuta la corsa al medagliere. Il completamento del podio con il britannico Max Litchfield, terzo in 4'11"58, conferma la caratura internazionale della finale.

Il peso dell'assenza di Marchand

La finale dei 400 misti è stata inevitabilmente segnata anche da una assenza rumorosa: quella del campione di casa Léon Marchand, costretto al forfait a causa di un infortunio all'adduttore. Il fuoriclasse francese, autentica stella del nuoto mondiale, sarebbe stato il grande favorito della gara davanti al proprio pubblico, e la sua defezione ha inevitabilmente modificato gli equilibri tecnici della prova.
La mancata partecipazione del beniamino di casa ha aperto possibilità di medaglia per un numero maggiore di atleti, tra cui lo stesso Razzetti. Sarebbe però ingeneroso ridurre l'argento azzurro a una semplice conseguenza dell'assenza francese: il ligure ha comunque dovuto vedersela con avversari fortissimi e ha saputo interpretare la gara con la lucidità necessaria per salire sul podio. La sua medaglia, in altre parole, resta il frutto di una prova concreta e di una gestione accorta, indipendentemente dalle circostanze che hanno modificato la lista dei protagonisti.

Una nazionale lanciata verso le finali

L'argento di Razzetti non è stato l'unico motivo di soddisfazione per l'Italia nella prima giornata parigina. Nelle rispettive qualificazioni, infatti, le altre stelle azzurre hanno tutte centrato l'accesso alle finali, alcune con più fatica, altre con evidente scioltezza. Thomas Ceccon, Sara Curtis, Nicolò Martinenghi e Simone Cerasuolo hanno superato i propri turni, alimentando le speranze di un bottino ricco nelle giornate successive.
A dare ulteriore fiducia all'ambiente è stata anche Simona Quadarella, che negli 800 stile libero ha vinto con facilità le batterie del mattino, candidandosi ad allungare una striscia di successi continentali costruita negli anni. Con così tanti finalisti già qualificati, la squadra italiana si è presentata alle giornate seguenti con la consapevolezza di potersi giocare numerose medaglie. L'inizio firmato da Razzetti, in questo senso, ha rappresentato la scintilla ideale per accendere l'entusiasmo di un gruppo che punta in alto e che vuole confermarsi tra le grandi potenze del nuoto europeo.

Un argento che vale entusiasmo

La medaglia conquistata da Razzetti assume dunque un significato che trascende il risultato in sé. Rappresenta il modo migliore per aprire una rassegna continentale che l'Italia affronta con grandi ambizioni, e conferma la solidità di un movimento capace di produrre campioni in molte specialità diverse. Il ligure ha dimostrato di saper reggere l'urto delle gare che contano, portando a casa un podio prezioso in una delle prove più impegnative del calendario.
Ora l'attenzione si sposta sulle giornate successive, con la speranza che l'esempio del genovese possa essere seguito da altri azzurri. E voi, seguite gli Europei di nuoto e avete un vostro beniamino tra i protagonisti della spedizione italiana? Cosa ne pensate del ritorno della Russia ai vertici del nuoto continentale e di come questo possa ridisegnare gli equilibri? Lasciateci un commento e raccontateci le vostre impressioni su una manifestazione che promette emozioni fino all'ultima vasca.

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