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Ebola Bundibugyo, parte in Canada il primo vaccino a mRNA sperimentale

Moderna ha avviato in Canada la prima sperimentazione umana al mondo di un vaccino a mRNA specificamente sviluppato contro il virus Ebola di ceppo Bundibugyo, responsabile dell'epidemia in corso nella Repubblica Democratica del Congo. Parallelamente, l'Organizzazione Mondiale della Sanità riferisce risultati preliminari incoraggianti per alcuni trattamenti sperimentali già in uso nell'attuale focolaio, sebbene non esista ancora alcun vaccino o terapia definitivamente approvata contro questa variante.

Un'epidemia già tra le più gravi della storia

Secondo i dati più recenti diffusi dai Centers for Disease Control and Prevention statunitensi e ripresi dall'agenzia Reuters, al 1° agosto l'epidemia in corso nella Repubblica Democratica del Congo aveva raggiunto quota 3.748 casi confermati e 1.657 decessi. Il direttore generale della Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI), Richard Hatchett, ha definito questo focolaio già il secondo più grande nella storia delle epidemie di Ebola, un dato che testimonia la gravità eccezionale della situazione in corso nel Paese africano.

Il vaccino sperimentale mRNA-1469

Il candidato vaccinale, denominato mRNA-1469, utilizza la stessa piattaforma tecnologica a mRNA impiegata da Moderna per il proprio vaccino contro il Covid-19, una tecnologia che ha già dimostrato capacità di sviluppo rapido, scalabilità produttiva e distribuzione globale efficiente durante la pandemia degli anni scorsi. Il programma si basa inoltre sull'esperienza di ricerca già maturata dall'azienda sui filovirus, la famiglia a cui appartengono i diversi ceppi del virus Ebola.

Dove si svolge la sperimentazione e chi vi partecipa

Dopo l'autorizzazione concessa da Health Canada, l'agenzia regolatoria sanitaria canadese, i primi partecipanti sono già stati vaccinati nell'ambito di uno studio clinico di Fase 1 condotto in tre siti canadesi: Halifax e Truro, in Nuova Scozia, e Toronto. Lo studio prevede il coinvolgimento di circa 80 volontari adulti sani, e valuterà il profilo di sicurezza del vaccino, la sua tollerabilità e la capacità di generare una risposta immunitaria misurabile.

Le parole del CEO di Moderna

Commentando l'avvio della sperimentazione, l'amministratore delegato di Moderna Stéphane Bancel ha dichiarato: "Vaccinare i primi partecipanti con mRNA-1469 segna una pietra miliare importante nel far progredire un candidato vaccino contro il virus Ebola Bundibugyo, per il quale al momento non esiste alcun vaccino approvato".

Il sostegno finanziario della CEPI

La sperimentazione si svolge nell'ambito di una partnership ampliata con la CEPI, che si è impegnata a sostenere con fino a 50 milioni di dollari le attività precliniche, lo studio di Fase 1 e la produzione simultanea di dosi aggiuntive, un approccio pensato per permettere l'avvio delle successive fasi 2 e 3 senza ritardi nella catena di produzione. Qualora il vaccino ottenesse la licenza, Moderna si è impegnata a rendere disponibili almeno 500mila dosi a prezzi calmierati per i Paesi a reddito basso e medio.

Il Canada, secondo Paese al mondo dopo il Regno Unito

Con questa autorizzazione, il Canada diventa il secondo Paese al mondo, dopo il Regno Unito, ad autorizzare una sperimentazione clinica di Fase 1 per un candidato vaccino specifico contro il virus Bundibugyo. Nel Regno Unito, a fine luglio, il primo volontario aveva già ricevuto la dose iniziale di un diverso candidato vaccinale sviluppato dall'Università di Oxford, basato sulla stessa tecnologia utilizzata per il vaccino Covid-19 di AstraZeneca.

Altri candidati vaccinali in fase di sviluppo

Oltre ai due candidati già in fase di sperimentazione umana, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito "il più promettente" un ulteriore candidato, denominato rVSV Bundibugyo, attualmente in sviluppo da parte dei laboratori Hilleman, con sede a Singapore. Contemporaneamente, diversi trattamenti farmacologici sperimentali sono già sottoposti a sperimentazione clinica, in linea con le raccomandazioni specifiche diffuse dall'OMS per questo tipo di emergenza.

Nessun caso registrato in territorio canadese

Le autorità sanitarie canadesi hanno precisato che, al momento, non risultano casi di Ebola registrati in territorio nazionale, e che i volontari della sperimentazione non riceveranno in alcun modo il virus stesso, ma soltanto una dose del candidato vaccino, per verificare se il loro sistema immunitario inizi a produrre anticorpi specifici contro il ceppo Bundibugyo. Il Canada ha peraltro già chiuso, dal 20 luglio scorso, le proprie frontiere ai cittadini stranieri che siano stati recentemente in territorio congolese.

Un passo avanti importante, ma la strada resta lunga

Con questi primi risultati di sperimentazione e i segnali preliminari incoraggianti riferiti dall'OMS su alcuni trattamenti già in uso sul campo, la comunità scientifica internazionale compie un passo importante verso la possibilità di disporre, in un futuro non troppo lontano, di strumenti realmente efficaci contro un ceppo di Ebola che, a oggi, resta privo di terapie o vaccini definitivamente approvati. E voi seguite con attenzione gli sviluppi della ricerca scientifica contro le epidemie di Ebola? Condividete la vostra opinione nei commenti.

Nota: questo articolo ha finalità informativa su un tema di sanità pubblica internazionale. Per qualsiasi dubbio specifico, è sempre bene rivolgersi alle autorità sanitarie competenti o al proprio medico.

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