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Droni e morti nella zona industriale a Mosca

Un nuovo attacco con droni nella regione di Mosca ha provocato almeno cinque morti e sei feriti nella mattina di martedì 4 agosto 2026. Le conseguenze più gravi sono state registrate nella zona industriale di Novosyolki, all'interno del distretto municipale di Chekhov, a sud della capitale russa, dove diversi incendi hanno interessato un magazzino e altre infrastrutture. Il bilancio è stato comunicato dalle autorità regionali russe e, nelle prime ore successive all'attacco, non risultava ancora verificabile in maniera completamente indipendente.
Secondo la ricostruzione diffusa dal governatore della regione, i sistemi di difesa aerea russi sono entrati in azione durante una nuova incursione notturna. Alcuni velivoli senza pilota sarebbero stati intercettati, mentre altri avrebbero raggiunto o danneggiato strutture presenti nell'area industriale. Il più vasto degli incendi, sviluppatosi in un magazzino, è stato successivamente spento dalle squadre di emergenza.
L'attacco ha danneggiato anche una sottostazione elettrica e un edificio amministrativo. Al momento non sono state comunicate informazioni complete sull'identità delle persone uccise, sulle condizioni dei feriti o sulle attività svolte all'interno delle strutture coinvolte. Non è quindi possibile stabilire se le vittime fossero dipendenti delle aziende presenti, addetti alla sicurezza, soccorritori o persone che si trovavano nella zona per altre ragioni.
Le autorità russe hanno attribuito l'operazione all'Ucraina, ma nelle prime ore della mattinata Kyiv non aveva diffuso una rivendicazione né una dichiarazione ufficiale sull'episodio. Anche la natura dell'obiettivo rimane incerta: non sono stati presentati elementi pubblici sufficienti per chiarire se l'area ospitasse attività esclusivamente civili, produzioni collegate all'apparato militare russo oppure strutture considerate a duplice uso.

Cosa è accaduto nella zona industriale di Novosyolki

Le conseguenze più pesanti dell'incursione sono state segnalate nella zona industriale di Novosyolki, nel territorio municipale di Chekhov. L'impatto dei droni o dei loro frammenti avrebbe generato diversi focolai, coinvolgendo un grande magazzino, una sottostazione destinata alla distribuzione dell'energia elettrica e un edificio utilizzato per funzioni amministrative.
Le squadre antincendio hanno lavorato per contenere le fiamme e impedire che il rogo si propagasse ad altre strutture. Il principale incendio nel magazzino è stato dichiarato spento, mentre le verifiche sull'agibilità degli edifici e sull'eventuale presenza di materiali pericolosi erano ancora in corso. Non è stato precisato quali merci fossero conservate all'interno del deposito.
La mancanza di dettagli sulla destinazione delle strutture impone particolare prudenza. Una zona industriale può ospitare contemporaneamente attività logistiche, commerciali, energetiche e produttive. Senza dati verificabili sulla proprietà dei siti, sui materiali custoditi e sugli eventuali rapporti con il settore della difesa, non è possibile definire con certezza il valore strategico dell'obiettivo.
Anche la dinamica resta da ricostruire. I danni potrebbero essere stati causati dall'impatto diretto di uno o più droni, dalla caduta di velivoli intercettati oppure dai frammenti prodotti dall'azione della contraerea. Le autorità regionali hanno riferito di un attacco respinto dalle difese aeree, ma non hanno chiarito quanti apparecchi siano riusciti a superare il sistema di intercettazione.

Il bilancio provvisorio: cinque morti e sei feriti

Il dato più grave riguarda le cinque persone uccise e le sei rimaste ferite. Il bilancio, definito inizialmente provvisorio, potrebbe essere aggiornato dopo le operazioni di ricerca, la verifica degli edifici danneggiati e le comunicazioni provenienti dagli ospedali della regione.
Non sono state diffuse indicazioni precise sulla gravità delle condizioni dei sei feriti. In eventi di questa natura, il conteggio iniziale può cambiare rapidamente: alcune persone possono essere trasferite in strutture sanitarie differenti, mentre altre potrebbero essere individuate soltanto durante la rimozione delle macerie o l'ispezione delle aree rese inaccessibili dal fuoco.
Un'informazione corretta richiede quindi di considerare il numero delle vittime come un bilancio comunicato dalle autorità locali, non ancora confermato attraverso un accesso indipendente al luogo. Questo non implica che i dati siano necessariamente errati, ma significa che la loro completezza dovrà essere valutata con il proseguire delle verifiche.
Resta inoltre da stabilire se tutte le vittime siano state colpite direttamente dall'esplosione oppure se alcune siano morte a causa dell'incendio successivo, del crollo di parti degli edifici o dell'inalazione di fumo. Questi elementi saranno fondamentali per ricostruire la dinamica e valutare l'effettiva capacità distruttiva dell'attacco.

Danni anche nel villaggio di Solnyshkovo

Conseguenze meno gravi sono state segnalate anche nel vicino villaggio di Solnyshkovo, dove frammenti attribuiti a un drone hanno danneggiato un'abitazione privata e un'automobile. In questo secondo episodio non risultano persone uccise o ferite.
La caduta di rottami nelle aree residenziali rappresenta uno dei principali rischi associati alle intercettazioni dei droni. Anche quando un velivolo viene neutralizzato prima di raggiungere il proprio possibile bersaglio, parti della fusoliera, della testata o del motore possono precipitare su abitazioni, strade e veicoli.
Non è stato chiarito se il dispositivo caduto a Solnyshkovo trasportasse una carica esplosiva ancora attiva o se i danni siano stati provocati esclusivamente dall'impatto dei detriti. Le autorità hanno generalmente invitato la popolazione a non avvicinarsi ai resti dei velivoli abbattuti, che potrebbero contenere materiali esplosivi o componenti potenzialmente pericolosi.

La difesa aerea attivata in diversi distretti

Durante l'incursione, l'attività dei droni è stata segnalata sopra i distretti di Volokolamsk, Klin, Chekhov e Serebryano-Prudsky. Si tratta di aree distribuite in differenti settori della regione di Mosca, un elemento che suggerisce un'operazione estesa su più direttrici e non limitata a un singolo punto.
Le difese russe avrebbero continuato a individuare e affrontare bersagli aerei anche dopo la comunicazione del primo bilancio. La presenza simultanea di droni in diversi distretti può costringere i sistemi di difesa antiaerea a distribuire le proprie risorse, aumentando la complessità dell'intercettazione.
Non è stato comunicato un numero definitivo dei droni diretti specificamente verso la regione di Mosca, né quanti siano stati distrutti, deviati attraverso sistemi elettronici o arrivati nelle vicinanze degli obiettivi. In assenza di questi dati, non è possibile calcolare il tasso effettivo di intercettazione della nuova incursione.

Dove si trova Chekhov e perché l'area è rilevante

Chekhov si trova nella regione amministrativa di Mosca, a sud della capitale. La sua posizione lungo importanti collegamenti stradali e ferroviari rende il territorio significativo per il movimento di merci e persone tra Mosca e le regioni meridionali della Federazione Russa.
L'area comprende quartieri residenziali, insediamenti rurali, magazzini, stabilimenti e infrastrutture di supporto. Proprio la compresenza di attività differenti rende difficile stabilire, sulla base delle sole immagini degli incendi, se il sito di Novosyolki avesse una funzione prevalentemente commerciale oppure un ruolo più direttamente collegato all'economia di guerra.
La distanza dal confine ucraino conferma, in ogni caso, la capacità dei droni a lungo raggio di raggiungere il territorio attorno alla capitale russa. Negli ultimi mesi le incursioni non si sono concentrate esclusivamente sulle regioni confinanti con l'Ucraina, ma hanno interessato anche raffinerie, depositi, centri logistici e installazioni situate centinaia di chilometri più a est.

Kyiv non ha rivendicato l'attacco

Nelle ore immediatamente successive all'incursione non era disponibile una rivendicazione ufficiale ucraina. L'attribuzione a Kyiv è stata formulata dalle autorità russe, come avvenuto in numerosi episodi precedenti, ma non è stata accompagnata dalla presentazione pubblica di frammenti identificabili, dati di volo o altre prove tecniche.
L'Ucraina rivendica frequentemente le operazioni dirette contro raffinerie, basi aeree, impianti energetici, depositi di carburante e infrastrutture utilizzate dall'apparato militare russo. In altre circostanze, tuttavia, mantiene il silenzio operativo oppure commenta soltanto a distanza di tempo, soprattutto quando l'attacco produce vittime civili o la natura dell'obiettivo è controversa.
La mancata rivendicazione immediata non permette di escludere un coinvolgimento ucraino, ma impedisce di conoscere il possibile bersaglio programmato, il tipo di drone impiegato e le modalità con cui sarebbe stata pianificata l'operazione. Non può neppure essere esclusa, sulla base delle informazioni iniziali, l'ipotesi che un velivolo diretto verso un altro obiettivo sia precipitato nella zona industriale dopo essere stato danneggiato.

Il problema dell'attribuzione durante una guerra

Nel contesto della guerra russo-ucraina, le prime informazioni sugli attacchi provengono quasi sempre da governi, forze armate, amministrazioni regionali o servizi di emergenza direttamente coinvolti. Questo rende indispensabile distinguere il dato materiale — incendi, edifici danneggiati, morti e feriti — dall'attribuzione delle responsabilità.
Per confermare l'origine di un drone sarebbero utili l'analisi dei componenti recuperati, dei sistemi di navigazione, dei motori, degli esplosivi e delle rotte seguite. Anche questi elementi possono però essere difficili da valutare senza un'indagine trasparente. Le immagini diffuse sui social consentono talvolta di verificare il luogo di un'esplosione, ma raramente bastano a ricostruire da sole l'intera dinamica.
Le dichiarazioni delle parti devono pertanto essere riportate come tali. Affermare che la Russia accusa l'Ucraina è diverso dal presentare la responsabilità ucraina come un fatto definitivamente dimostrato. Allo stesso modo, l'eventuale dichiarazione di Kyiv sulla natura militare di un obiettivo dovrebbe essere sottoposta a una verifica autonoma.

Una nuova ondata contro magazzini e infrastrutture russe

L'attacco di Chekhov si inserisce in una fase caratterizzata da un aumento delle incursioni contro magazzini e strutture logistiche russe. Nelle settimane precedenti erano stati colpiti numerosi depositi appartenenti o collegati a grandi operatori commerciali, insieme a impianti petroliferi, raffinerie, aeroporti militari e centri industriali.
Kyiv sostiene che la logistica civile russa possa contribuire indirettamente allo sforzo bellico, attraverso la consegna di materiali, equipaggiamenti e forniture. La classificazione di un singolo sito come obiettivo militare, tuttavia, non può essere dedotta soltanto dalle dimensioni del magazzino o dalla sua appartenenza a una grande azienda.
Per perdere la protezione riconosciuta ai beni civili, una struttura deve fornire un contributo effettivo all'azione militare e la sua distruzione deve offrire, nelle circostanze del momento, un vantaggio militare concreto e diretto. Senza informazioni sull'attività svolta a Novosyolki, non è possibile stabilire se queste condizioni fossero presenti.
Un magazzino può essere utilizzato per conservare merci di consumo, ma anche componenti elettronici, veicoli, uniformi o materiali destinati alle forze armate. La sua natura può quindi essere civile, militare o a duplice uso. L'accertamento richiede dati specifici e non può basarsi su supposizioni.

Colpito anche un deposito vicino a San Pietroburgo

Nella stessa notte un altro attacco ha interessato una struttura di stoccaggio nella regione di Leningrado, nei pressi di San Pietroburgo. Le autorità locali hanno segnalato danni all'interno di un'area destinata ai magazzini e il ferimento di una persona.
Una grande società russa del commercio online ha successivamente comunicato che un proprio deposito nella zona era stato interessato da un incendio, precisando che all'interno della struttura non risultavano vittime. Non è stato chiarito se il ferito segnalato dalle autorità si trovasse nel medesimo sito o in un'altra area colpita.
L'incursione ha avuto conseguenze anche sullo spazio aereo del Golfo di Finlandia. La Finlandia, Paese membro dell'Unione europea e della NATO, ha istituito temporaneamente una zona di restrizione dell'aviazione nella parte orientale del golfo, successivamente revocata. L'episodio mostra come gli attacchi nelle regioni occidentali della Russia possano produrre effetti precauzionali anche oltre i confini nazionali.

Un'altra vittima nella regione di Belgorod

Nella regione di Belgorod, confinante con l'Ucraina, una donna è stata uccisa e altre due persone sono rimaste ferite quando un drone ha colpito un'automobile. Anche questo bilancio è stato comunicato dalle autorità locali russe e non era stato verificato indipendentemente nelle prime ore.
Sommando gli episodi della regione di Mosca e di Belgorod, le autorità russe hanno riferito almeno sei morti negli attacchi della notte, ai quali si aggiungono i feriti registrati a Chekhov, Belgorod e nella regione di Leningrado.
Belgorod è sottoposta da tempo a bombardamenti, incursioni con droni e attacchi transfrontalieri. La vicinanza alla linea di guerra rende il territorio particolarmente esposto, ma non modifica gli obblighi relativi alla distinzione tra obiettivi militari e popolazione civile.

L'attacco sulla costa del Mar Nero

La nuova incursione nella regione di Mosca arriva dopo l'attacco avvenuto nell'area turistica di Arkhipo-Osipovka, lungo la costa russa del Mar Nero e amministrativamente collegata alla più ampia zona di Gelendzhik.
Le autorità russe hanno aggiornato il bilancio a sette persone uccise, tra cui tre bambini, e circa 40 feriti. Diversi feriti sono stati ricoverati e alcuni sono stati inizialmente indicati in condizioni gravi. Kyiv non aveva commentato l'episodio.
Filmati verificabili mostrano un drone entrare nella zona affollata della spiaggia e provocare una violenta esplosione. Le immagini confermano l'impatto nell'area frequentata dai bagnanti, ma non consentono di stabilire con certezza quale fosse il bersaglio originario o se il velivolo fosse stato deviato, disturbato elettronicamente o danneggiato dalla contraerea.
Le autorità regionali russe hanno inizialmente fatto riferimento alla caduta di frammenti, una formulazione che potrebbe indicare l'intervento dei sistemi antiaerei, per poi accusare Kyiv di avere deliberatamente colpito i civili. Le due ricostruzioni non sono necessariamente incompatibili, ma la dinamica tecnica dell'impatto non è stata ancora chiarita.

Civili sempre più coinvolti negli attacchi a distanza

Gli episodi di Chekhov, Belgorod e della costa del Mar Nero mostrano il crescente rischio per i civili che vivono lontano dal fronte. La diffusione di droni con un raggio operativo sempre maggiore ha esteso l'area potenzialmente esposta, raggiungendo città, distretti industriali e località turistiche che durante le prime fasi della guerra erano considerate relativamente sicure.
La distanza dalla linea di combattimento non elimina il pericolo. Gli apparecchi possono attraversare centinaia di chilometri, modificare la rotta, essere disturbati dai sistemi elettronici o venire intercettati sopra zone abitate. Ogni operazione comporta quindi il rischio di errori di navigazione, caduta di detriti e danni collaterali.
Questo vale sia per gli attacchi ucraini contro il territorio russo sia per le continue operazioni russe contro le città ucraine. La popolazione ucraina affronta dal 2022 bombardamenti missilistici e incursioni con droni su scala molto più ampia, mentre la crescita delle capacità di Kyiv ha progressivamente portato gli effetti della guerra anche all'interno della Russia.

Nelle stesse ore nuovi morti in Ucraina

Mentre venivano comunicati gli attacchi in Russia, nuovi bombardamenti russi sull'Ucraina hanno causato vittime nella città settentrionale di Sumy. Secondo le autorità ucraine, due bambini e una donna anziana sono stati uccisi da bombe guidate, mentre altre persone hanno avuto bisogno di assistenza medica.
Anche questi dati provenivano da una parte direttamente coinvolta e richiedevano riscontri, ma confermano la prosecuzione dello scambio di attacchi a distanza. La guerra non procede attraverso episodi isolati: le incursioni in territorio russo avvengono parallelamente a bombardamenti quotidiani sulle regioni ucraine, con conseguenze continue per la popolazione.
Ridurre l'attenzione a uno solo dei due fronti rischierebbe di fornire una rappresentazione incompleta. Le vittime civili devono essere considerate con lo stesso criterio, indipendentemente dalla nazionalità e dal territorio nel quale vengono colpite.

La strategia ucraina degli attacchi in profondità

L'Ucraina ha sviluppato una capacità crescente di condurre attacchi in profondità attraverso droni prodotti internamente. L'obiettivo dichiarato è ridurre la capacità della Russia di finanziare e sostenere l'invasione, colpendo raffinerie, depositi di carburante, basi aeree, impianti industriali e reti logistiche.
Questa strategia mira anche a costringere Mosca a spostare sistemi di difesa aerea dalle zone operative verso la protezione delle città e delle infrastrutture interne. Ogni batteria impiegata per difendere una raffineria o un deposito nella regione di Mosca può, almeno teoricamente, essere sottratta alla copertura di altri settori.
Gli attacchi possono inoltre produrre effetti economici, rallentando la produzione, aumentando i costi assicurativi e obbligando le aziende a rafforzare la sicurezza. Il successo militare della strategia non può però essere misurato soltanto attraverso il numero di incendi o la distanza raggiunta: deve essere valutato considerando anche le vittime civili, l'effettiva rilevanza degli obiettivi e il rischio di escalation.

La risposta delle difese russe

La Russia ha rafforzato la protezione della capitale con sistemi antiaerei, apparati di disturbo elettronico e unità dedicate all'individuazione dei velivoli senza pilota. Nonostante queste misure, alcuni droni continuano a raggiungere la regione di Mosca o a provocare danni dopo essere stati intercettati.
La difesa di una vasta area urbana presenta difficoltà particolari. I droni possono volare a bassa quota, seguire rotte variabili e confondersi con il terreno. L'impiego di missili o cannoni antiaerei sopra zone abitate comporta inoltre il rischio che frammenti, munizioni o velivoli colpiti cadano su edifici e strade.
I sistemi di interferenza elettronica possono interrompere la navigazione satellitare o i collegamenti di controllo, ma un drone disturbato può deviare dalla rotta e precipitare in modo imprevedibile. La neutralizzazione del velivolo non coincide quindi automaticamente con l'eliminazione di ogni pericolo per la popolazione.

Il diritto internazionale e la natura dell'obiettivo

Il diritto internazionale umanitario impone alle parti di distinguere in ogni momento tra obiettivi militari e beni civili. Gli attacchi possono essere diretti soltanto contro strutture che, per natura, ubicazione, destinazione o impiego, contribuiscano effettivamente all'azione militare e la cui neutralizzazione offra un vantaggio concreto.
Anche quando l'obiettivo è legittimamente militare, deve essere rispettato il principio di proporzionalità. Un attacco deve essere annullato o sospeso quando è prevedibile che provochi perdite civili eccessive rispetto al vantaggio militare atteso.
Le parti devono inoltre adottare tutte le precauzioni concretamente possibili nella scelta dei mezzi, dei tempi e delle modalità dell'operazione. Questi obblighi valgono per la Russia e per l'Ucraina e non dipendono dalla legittimità generale delle rispettive posizioni nel conflitto.
Nel caso di Novosyolki, non sono ancora disponibili informazioni sufficienti per esprimere una valutazione giuridica definitiva. Non conosciamo la funzione del magazzino, la posizione esatta delle vittime, il possibile obiettivo programmato né le precauzioni adottate. Definire già ora l'episodio come un attacco legittimo o come una violazione sarebbe quindi prematuro.

Perché i bilanci richiedono conferme indipendenti

Durante un conflitto, i numeri relativi alle vittime possono avere anche una funzione politica e comunicativa. Per questo è necessario verificare i registri ospedalieri, le identità delle persone coinvolte, le immagini del luogo, le testimonianze e gli eventuali documenti delle squadre di soccorso.
Le amministrazioni regionali sono spesso le prime a disporre di informazioni, ma possono commettere errori o diffondere dati ancora incompleti. In altri casi, il bilancio iniziale viene corretto perché persone considerate disperse vengono ritrovate oppure perché alcuni feriti muoiono successivamente.
La cautela giornalistica non deve essere confusa con il rifiuto automatico dei dati. Significa riportare chiaramente che il bilancio di cinque morti e sei feriti proviene dalle autorità russe e che la sua verifica indipendente era ancora in corso al momento della pubblicazione.

Le informazioni che ancora mancano

Numerosi aspetti dell'attacco rimangono da chiarire. Non è stato comunicato il numero complessivo dei droni diretti verso Chekhov, quanti siano stati abbattuti e quanti abbiano raggiunto la zona industriale.
Non è nota la tipologia dei velivoli, né la quantità di esplosivo trasportata. Anche la causa dei diversi incendi deve essere accertata: potrebbero essere stati provocati da più impatti, da esplosioni secondarie o dalla propagazione delle fiamme tra strutture vicine.
Mancano inoltre informazioni sull'identità delle vittime e sulla proprietà del magazzino. Conoscere la funzione dell'impianto sarà indispensabile per comprendere se il bersaglio fosse civile o militare e quale vantaggio potesse offrire la sua distruzione.
Un altro elemento riguarda la sottostazione elettrica danneggiata. Non è stato precisato se il guasto abbia provocato interruzioni dell'energia, quante utenze siano state coinvolte e quanto tempo sarà necessario per completare le riparazioni.

Il rischio di una nuova escalation

La crescente frequenza degli attacchi nelle regioni interne della Russia aumenta il rischio di una spirale di ritorsioni. Mosca può utilizzare gli episodi con vittime civili per giustificare nuove operazioni contro infrastrutture ucraine, mentre Kyiv sostiene che le incursioni siano una risposta ai bombardamenti russi.
Il problema è che la logica della rappresaglia non elimina gli obblighi di protezione della popolazione. La morte di civili in un attacco non autorizza la parte avversaria a colpire indiscriminatamente altri civili. Ogni operazione deve essere valutata separatamente.
Gli attacchi sempre più profondi possono inoltre produrre errori di valutazione. Un'esplosione vicino a un'infrastruttura strategica o a un centro politico potrebbe essere interpretata come l'inizio di un'operazione più ampia, aumentando il rischio di reazioni rapide e sproporzionate.

Cosa osservare nelle prossime ore

Il primo elemento da verificare sarà l'eventuale aggiornamento del bilancio delle vittime. Le autorità potrebbero diffondere informazioni sulle condizioni dei feriti e sull'identità delle persone uccise.
Sarà poi importante conoscere l'esito delle ispezioni nella zona industriale e l'eventuale presenza di sostanze pericolose. Se nel magazzino fossero conservati carburanti, batterie, prodotti chimici o materiali altamente combustibili, potrebbero essere necessarie operazioni prolungate di bonifica.
Un'eventuale dichiarazione ucraina potrebbe chiarire il possibile obiettivo dell'operazione. Una rivendicazione accompagnata da immagini o informazioni tecniche non sarebbe comunque sufficiente da sola, ma consentirebbe di confrontare le versioni delle due parti.
Dovranno essere monitorate anche le conseguenze sui trasporti, sull'energia e sulle attività produttive della regione. Gli attacchi contro i distretti attorno a Mosca provocano spesso restrizioni temporanee del traffico aereo e rallentamenti nelle operazioni logistiche.

Una guerra sempre più lontana dal fronte

L'attacco del 4 agosto mostra ancora una volta come la guerra russo-ucraina non sia più confinata alle trincee e alle regioni orientali e meridionali dell'Ucraina. I droni a lungo raggio permettono di colpire infrastrutture a centinaia di chilometri di distanza, trasformando magazzini, raffinerie e nodi energetici in potenziali obiettivi.
Questa evoluzione non riduce il peso del fronte tradizionale, ma aggiunge una dimensione nuova: una guerra tecnologica e industriale nella quale la capacità di produrre droni, individuare bersagli e superare le difese assume un'importanza crescente.
La tecnologia, tuttavia, non rende gli attacchi automaticamente precisi né privi di conseguenze impreviste. La morte di cinque persone nella zona di Chekhov dimostra che ogni incursione a distanza può trasformarsi in una tragedia, anche quando l'obiettivo dichiarato o presunto è un'infrastruttura.
La responsabilità dell'informazione è evitare verdetti anticipati. Allo stato attuale risultano confermati gli incendi, i danni a un magazzino, a una sottostazione e a un edificio amministrativo, insieme al bilancio comunicato di cinque morti e sei feriti. Restano invece da dimostrare l'esatta provenienza dei velivoli, la natura del sito, la dinamica degli impatti e le circostanze nelle quali sono state colpite le vittime.
Il nuovo attacco conferma soprattutto il crescente coinvolgimento delle popolazioni che vivono lontano dalla linea di combattimento. Voi ritenete che gli attacchi contro le infrastrutture all'interno della Russia possano aumentare la pressione per un negoziato, oppure rischiano di alimentare una nuova escalation? Lasciate un commento ed esprimete la vostra opinione mantenendo rispetto per tutte le vittime civili del conflitto.

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