Dazi al 50% sulle merci canadesi: nuova escalation commerciale tra USA e Canada
Nuova fiammata nella tensione commerciale tra Washington e Ottawa. Gli Stati Uniti hanno annunciato l'applicazione di dazi aggiuntivi del 50% su un'ampia gamma di merci canadesi, motivando la decisione con quello che definiscono un trattamento discriminatorio riservato dal Canada ai prodotti americani. Il governo di Ottawa ha replicato con fermezza, dichiarandosi al tempo stesso pronto a intensificare il negoziato, mentre il dollaro canadese e i mercati valutari hanno reagito con cautela all'ennesima ondata di incertezza commerciale.
Cosa prevede la decisione americana
La misura è stata formalizzata lunedì 20 luglio con la firma di tre proclamazioni presidenziali fondate sulla Section 338 del Tariff Act del 1930, una norma quasi centenaria che consente di imporre tariffe fino al 50% sulle importazioni da Paesi specifici. I prodotti colpiti spaziano dal vino agli articoli sportivi fino al cemento, e i dazi si applicheranno anche alle merci che rientrerebbero nell'accordo di libero scambio USMCA tra Stati Uniti, Messico e Canada. Restano invece esclusi l'energia, il potassio, il pesce, i minerali critici e i beni già soggetti ad altre tariffe di sicurezza nazionale. L'entrata in vigore è fissata a trenta giorni dall'annuncio, a metà agosto.
Le motivazioni di Washington
Secondo la Casa Bianca, la mossa serve a riequilibrare le condizioni per tre esportazioni americane chiave: automobili, alcolici e prodotti lattiero-caseari. Tra le ragioni citate figurano il sistema protezionistico canadese sul settore del latte, le tariffe e le quote applicate alle auto importate dagli Stati Uniti e la decisione della quasi totalità delle province canadesi di sospendere la vendita di alcolici americani — una misura, quest'ultima, adottata da Ottawa in risposta ai precedenti dazi statunitensi. L'amministrazione parla esplicitamente della volontà di chiamare il Canada a rispondere della sua ritorsione alle tariffe introdotte nel 2025.
La risposta di Ottawa
Il primo ministro canadese ha definito l'annuncio l'ultimo di una serie di interventi commerciali unilaterali statunitensi, avviati con dazi che a giudizio di Ottawa violano direttamente l'accordo di libero scambio nordamericano, e ha rivendicato che il Canada si è limitato a rispecchiare le misure subite. Al tempo stesso, il governo canadese ha ribadito la disponibilità a intensificare il negoziato per ricomporre la disputa. È il copione di una guerra commerciale che va avanti, tra tregue e riaccensioni, dall'inizio del 2025, quando i primi dazi americani innescarono contromisure canadesi su decine di miliardi di merci.
Le ricadute economiche
Per due economie profondamente integrate come quelle di Stati Uniti e Canada, che condividono una delle relazioni commerciali più intense del mondo, un'escalation tariffaria di questa portata significa costi più alti per le imprese, catene di fornitura da riorganizzare e prezzi potenzialmente maggiori per i consumatori di entrambi i Paesi. I mercati valutari, con il dollaro canadese sotto osservazione, scontano l'incertezza sulle prossime mosse: molto dipenderà dai trenta giorni che separano l'annuncio dall'entrata in vigore, una finestra che lascia ancora spazio alla diplomazia commerciale.
Un mese per evitare il muro contro muro
La partita tra Washington e Ottawa entra dunque in una fase decisiva: da un lato la linea dura dei dazi, dall'altro la porta del negoziato che entrambe le parti, pur tra le accuse reciproche, non hanno chiuso. L'esito interesserà non solo il Nord America, ma l'intero commercio internazionale, già scosso da anni di tensioni tariffarie. E voi, cosa ne pensate di questa nuova escalation? Ritenete che i dazi siano uno strumento efficace per difendere le economie nazionali o che finiscano per danneggiare soprattutto consumatori e imprese? Lasciateci un commento con la vostra opinione: capire le dinamiche del commercio globale aiuta a leggere meglio anche gli effetti che arrivano fino alle nostre economie.

